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	<title>VOLOVIA ...e vado in vacanza &#187; Africa</title>
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	<description>Racconti e Diari di Viaggio</description>
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		<title>Kenya Beach Boy Zucchero Watamu</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[Racconto di viaggio Ottobre 2009 di Ivonne Cherubini
Kenya…. Non ho mai pensato ad un viaggio in questi luoghi… non ho mai pensato quanto il Kenya potesse essere bello, intenso, magico.
Dai luoghi alle persone.
Un luogo fatto di contrasti molto forti e da emozioni inspiegabili, che comunque ti fanno riflettere.
Io e la mia amica Stefania per caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignnone" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_kenya3.jpg" alt="" width="588" height="496" />Racconto di viaggio Ottobre 2009 di Ivonne Cherubini</p>
<p>Kenya…. Non ho mai pensato ad un viaggio in questi luoghi… non ho mai pensato quanto il Kenya potesse essere bello, intenso, magico.</p>
<p>Dai luoghi alle persone.</p>
<p>Un luogo fatto di contrasti molto forti e da emozioni inspiegabili, che comunque ti fanno riflettere.</p>
<p>Io e la mia amica Stefania per caso lo abbiamo scelto e per caso ci ha colpito.</p>
<p>Forse è MAL D’AFRICA ????</p>
<p>Partiamo da Milano Malpensa con volo notturno Vernerdi 9 ottobre ’09 per Mombasa.</p>
<p>Qui ci accoglieranno lo Staff del Villaggio Blue Bay che si trova a Watamu, accompagnati ….da un’intensa pioggia torrenziale.</p>
<p>Da Mombasa per arrivare al villaggio s’impiegano circa 2 ore di pulmino. Dal finestrino iniziamo ad intravedere il Kenya, i suoi colori, i bambini, la vita Keniota, i villaggi.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol7_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Arrivati al Blue Bay ci troviamo immersi in un villaggio mimetizzato in un giardino pieno di fiori, piante d’ogni genere, con una spiaggia bianchissima e un mare dalle svariate sfumature d’azzurro e verde, che fa parte di un Parco Marino protetto.</p>
<p>In questo periodo la spiaggia non è cosi bianca a causa delle alghe, portate dalle alte maree e che nel momento della bassa marea sono raccolte, per poi essere rigettate nel mare.</p>
<p>Come raccontano i ragazzi del villaggio, essendo un area protetta, è il mare, la forza della natura, con i suoi cicli a pulire la spiaggia e renderla bianchissima.</p>
<p>Affermano che a gennaio è la più bella spiaggia del Kenya.</p>
<p>In spiaggia ci sono tutti i Beach Boy.</p>
<p>Sapendo dei nuovi arrivi, ci aspettano per proporre tutte le più svariate escursioni, safari.</p>
<p>Peraltro al briefing in villaggio, gli operatori turistici presentano le loro escursioni, sconsigliandoci di effettuarle con i Beach Boy.</p>
<p>Noi abbiamo già il nostro Beach Boy. Contattato la settimana prima dall’Italia.</p>
<p>Al pomeriggio lo incontriamo fuori del villaggio, nei pressi dell’ingresso.</p>
<p>Ed eccolo…. <strong>Zucchero</strong></p>
<p>Già i contatti via e mail ci avevano trasmesso sicurezza, serietà e competenza.</p>
<p>L’incontro con lui ci conferma tutto ciò.</p>
<p>Si capisce che ha molta esperienza e parla benissimo l’italiano.</p>
<p><img class="alignright" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol1_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Insieme andiamo in paese per un gelato, presso una gelateria italiana, e per definire i dettagli del Safari che vorremmo fare.</p>
<p>Nel frattempo la pioggia è cessata ed è tornato il sole.</p>
<p>Confermiamo 3 giorni/2 notti allo Tsavo East e Amboseli con partenza il lunedì mattina alle 6.</p>
<p>E anche un safari blu alle Mangrovie per il giovedì.</p>
<p>In realtà sono tantissime le escursioni che si potrebbero fare, che andrebbero fatte, (Masai Mara, Lamu, Marafra, Rovine di Gede.), ma con una sola settimana non possiamo fare tutto.</p>
<p>Con lui ritorniamo a piedi al villaggio facendoci tutto il tragitto in riva al mare, e ascoltando i suoi racconti.</p>
<p>Lunedì mattina come da accordi ci troviamo all’ingresso del nostro villaggio, dove con lui c’e’ anche Ambrogio l’autista.</p>
<p>Passiamo in paese a fare colazione e li incontreremo i nostri compagni di Safari. Una coppia simpaticissima di Prato.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol2_kenia3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Si parte. Ci vorranno circa due ore per arrivare all’ingresso del parco Tsavo East, ma il tragitto ci regala tante belle immagini.</p>
<p>Come prima tappa Zucchero ci porta a vedere i coccodrilli, da vicino, molto vicino…. e lui abilmente li fa uscire dall’acqua per permetterci di fotografarli.</p>
<p>La mia amica non sta benissimo e Zucchero anche sotto questo profilo si dimostra una persona molto attenta e premurosa.</p>
<p>Ovviamente non manca mai la frase magica, in uso in Kenya, “Hakuna Matata”. Nessun problema….</p>
<p>Ripartiamo, ed entriamo nel parco, dove ci attende il safari, alla scoperta della fauna e flora.</p>
<p>Zucchero ci ha promesso che vedremo i Leoni.</p>
<p>Vediamo Zebre, Elefanti, Ippopotami, Impala, Antilopi, anche quella che lui chiama “gazzella giraffa”, è piccolina e si alza sui due piedini per prendere le foglie da mangiare dagli alberi.</p>
<p>Antilopi d’acqua, Faraone, coloratissimi uccelli, Struzzi, Dik Dik, Bufali, Gnu,  Cicogne della Savana ecc.ecc.</p>
<p><img class="alignright" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol3_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Man mano che li vediamo lui ci spiega e da dettagli sulla vita e abitudini di tutti quanti.</p>
<p>Il paesaggio è fatto di terreno rosso in contrasto con il cielo azzurro e gli alberi ombrelliferi o giganti Baobab.</p>
<p>Ecco che improvvisamente Zucchero avvista, tra i cespugli ai bordi della strada, una leonessa.</p>
<p>Non vuole uscire, ma vediamo benissimo il suo bellissimo muso.</p>
<p>Che emozione…..</p>
<p>Contemporaneamente dietro di noi c’e’ una mandria di Bufali che attraversa la strada, sono tutti in fila, una fila lunghissima…</p>
<p>Arriviamo al nostro Lodge tutti impolverati di terra rossa.</p>
<p>Zucchero ci ha prenotato al Voi Wildlife, in camere accoglienti.</p>
<p>Qui volendo c’e’ anche la possibilità di pernottare nel campo “tendato”.</p>
<p>Il posto è molto bello, ha la piscina e anche le pozze dove si possono vedere a tutte le ore del giorno gli animali che vengono ad abbeverarsi.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol4_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="527" />Nel pomeriggio usciamo per un altro safari, dove vedremo da lontano i leoni e leonesse che hanno ucciso un elefante e ora, dopo il pasto, stanno riposando.</p>
<p>La mattina seguente partiamo per l’altro parco l’Amboseli, inizialmente chilometri di strada rossa,</p>
<p>una striscia infinita, poi il paesaggio pian piano cambia, non è più così rosso.</p>
<p>E’ molto più arido, poi diventano distese chiare e brulle, poche piante, mentre arrivando all’Amboseli diventa più verde, ci sono pozze e c’e’ il lago frequentato d’animali d’ogni genere che vanno ad abbeverarsi</p>
<p>Dall’Aquila, all’Avvoltoio che sta mangiando i resti del pranzo fatto dai Leoni.</p>
<p>I bruttissimi Facoceri, le Iene. Ne vedremo di due tipi diversi. E ancora Giraffe, Elefanti …</p>
<p>Improvvisamente ci arriva una comunicazione via radio di un avvistamento di un Leone e il nostro Ambrogio parte a tutta velocità.</p>
<p>Lo troviamo addormentato sotto un cespuglio, indifferente all’andirivieni dei pulmini, non vuole saperne di svegliarsi.</p>
<p>Ormai è giunta quasi l’ora del tramonto e ci dirigiamo al campo tendato che Zucchero ha prenotato, il “Kibo Safari Camp”.</p>
<p>Le nostre tende sono immerse nella Savana, confortevoli, con bagno e doccia all’interno.</p>
<p>Una posizione meravigliosa con la vista del Kilimangiaro, che al tramonto si mostra completamente alla nostra vista. La sua vetta innevata, che s’illumina di rosso, arancione, rosa…</p>
<p>Nonostante il clima fosse buono, e non ci sia freddo di sera accendono il fuoco, dove noi ci riuniamo dopo la cena a chiacchierare ed ammirare il cielo stellato africano, con la via lattea.</p>
<p>La mattina seguente sveglia all’alba per l’ultimo giro in savana prima di fare rientro a Watamu.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol5_kenya3.jpg" alt="" width="303" height="201" />Siamo quasi in prossimità dell’uscita del parco quando…….improvvisamente, vediamo una leonessa ancora giovane che ci attraversa la strada, prosegue e poi si ferma e ci osserva…..</p>
<p>L’unico animale che non siamo riusciti a vedere è stato il Ghepardo.</p>
<p>Sarà un motivo in più per ritornare in Savana, e chiedere a Zucchero di fare una “macumba” per il Ghepardo….</p>
<p>Sulla via del ritorno, come richiesto a Zucchero, ci porta in una scuola di un villaggio Masai, dove noi doneremo tanti vestiti, pupazzi, penne, pastelli colorati.</p>
<p>Nei miei occhi ho ancora l’immagine di questi bimbi, i loro sguardi curiosi e contenti…</p>
<p>Ti entrano nel cuore.</p>
<p>Ripartiamo e alle 17 siamo al villaggio, giusto in tempo per il the e biscotti.</p>
<p>La mattina seguente appuntamento alle 9 con Zucchero alla spiaggia per il Safari Blu alle Mangrovie.</p>
<p>Dopo un’indecisione iniziale se partire o no, visto la pioggia copiosa, Zucchero ci convince che sarà una bella giornata.</p>
<p>Effettivamente, poco dopo, cessa di piovere. Il tempo, variabile tra sole e nuvolo, ci permette di goderci ugualmente la giornata di mare.</p>
<p>Prima tappa è per fare snorkeling nel parco marino.</p>
<p>La seconda è per imbarcare tutto il pesce che ci verrà cucinato e poi via verso le Mangrovie.</p>
<p>Vediamo le cicogne di mare, le quali sono molto più belle di quelle della savana.</p>
<p>Vediamo i Fenicotteri Rosa, che al nostro arrivo si alzano in volo mostrandoci la meraviglia dei loro colori.</p>
<p>Nel frattempo il cibo lasciato sulla spiaggia viene cucinato per noi.</p>
<p>Al nostro arrivo è tutto pronto e veniamo accolti da tanti beach boy sulla spiaggia bianchissima adornata di fiori.</p>
<p>Mangiamo il riso al cocco, sugo di polipetti, pesche spada grigliato, aragosta e gamberoni e tanta e buonissima frutta fresca.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol6_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="527" />Tutto veramente ottimo.</p>
<p>Zucchero anche in questa circostanza cura ogni particolare, perché tutto sia perfetto e non manchi nulla a nessuno.</p>
<p>Ci facciamo un’oretta in spiaggia a prendere il sole e chiacchierare con i ragazzi Kenioti.</p>
<p>Sono curiosi, fanno domande sulla nostra vita, raccontano della loro.</p>
<p>Alcuni hanno dei souvenir, ai quali io non resisto. Simpaticamente il beach boy mi regala un braccialetto.</p>
<p>Si riparte per il rientro, che sarà in parte in barca e in parte con pulmino, poiché l’alta marea rende proibitivo il passaggio in un punto.</p>
<p>Zucchero ancora una volta ha organizzato tutto alla perfezione, e all’arrivo ci aspettano i mezzi per riportarci al villaggio.</p>
<p>Il giorno seguente non facciamo nessun’escursione.</p>
<p>E’ arrivato il nostro ultimo giorno in Kenya.</p>
<p>C’incontriamo con Zucchero e altre beach boy in spiaggia e con loro facciamo una lunga passeggiata, qualche foto, e un po’ malinconici perché la notte ripartiremo per rientrare in Italia.</p>
<p>E’ stata una vacanza stupenda, e spero di ritornare in Kenya quanto prima per ritrovare tutti questi luoghi meravigliosi, la maestosità della natura e scoprirne dei nuovi affidandomi al mio nuovo amico Zucchero, una guida veramente speciale.</p>
<p>Al rientro in Italia mi ha contattato l’Agenzia dalla quale ho acquistato il viaggio, per avere informazioni su Zucchero, e per confermare le buone informazioni riportate in internet su di lui.</p>
<p>Lo proporrà ai prossimi clienti.</p>
<p>Vi consiglio, se siete in partenza per il Kenya di farlo anche voi.</p>
<p>Contattatelo…. <strong>ZUCCHERO</strong>, <strong>è una certezza</strong>.</p>
<p><strong>Vi allego le informazioni per contattarlo</strong>:</p>
<p><strong><a href="mailto:zuccherojirah@hotmail.com">zuccherojirah@hotmail.com</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.zuccherowatamu.spaces.live.com/">www.zuccherowatamu.spaces.live.com</a></strong></p>
<p><strong>cell. 00254735266394</strong></p>
<p>La mia e mail: <a href="mailto:Seinina68@alice.it">seinina68@alice.it</a></p>
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		<title>KENYA &#8230; Quanto manca??</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kenya , Quanto manca?
E &#8216; la domanda più frequente che ci ha accompagnato per l’ennesimo viaggio in Kenya fatto con mia moglie e mio figlio Luca 9 anni.
Siamo partiti a fine Agosto per cercare di risparmiare un po’ sulla tariffa aerea, e tornare pochi giorni prima dell’apertura delle scuole,
siamo partiti con Egypt  Air con scalo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_kenyamido.jpg" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_kenyamido.jpg" alt="" width="588" height="496" />Kenya , <strong>Quanto manca</strong>?</p>
<p>E &#8216; la domanda più frequente che ci ha accompagnato per l’ennesimo viaggio in Kenya fatto con mia moglie e mio figlio Luca 9 anni.</p>
<p>Siamo partiti a fine Agosto per cercare di risparmiare un po’ sulla tariffa aerea, e tornare pochi giorni prima dell’apertura delle scuole,</p>
<p>siamo partiti con Egypt  Air con scalo al Cairo con  il suo nuovissimo terminal da far invidia a Malpensa. Arrivo a Nairobi.</p>
<p>Tutto in orario e senza nessun problema…Hakuna matata.</p>
<p>avevamo ciascuno 20 kg a testa, anzi io ne avevo 22 , Luca 21 Kg e 20kg mia moglie… abbiamo esagerato con il bagaglio a mano e siamo stati fortunati perche’ nessuno l’ha mai pesato…. (meno male..)</p>
<p><img class="alignleft" title="ee" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_kenyamido1.jpg" alt="" width="303" height="281" />Sapevamo bene che dovevamo fare cosi’ e durante l’anno abbiamo raccolto tanto di quel materiale da metterci una settimana intera a preparare i bagagli per non lasciare a casa niente.</p>
<p>Il Nostro Luca aveva la sua valigia piena zeppa di tute e completini da calcio, raccolti tra i suoi amici che vanno a giocare a pallone, era cosi’ buffo vederlo con il suo trolley trascinarlo  a fatica per gli aeroporti , ma allo stesso tempo fiero di quello che stava facendo da farci capire , per l’ennesima volta, che  avevamo fatto bene a tornare in kenya con lui, coinvolgendolo attivamente nei nostri piccoli progetti d’aiuto per questa popolazione e queste famiglie che tanto ci hanno fatto innamorare della loro terra e cambiato la nostra vita in meglio&#8230;.</p>
<p>Avevamo gia’ programmato dall’Italia , come facciamo sempre, il nostro safari tramite e-mail al  nostro fidato Thomas Mboya Guida autorizzata per safari ed escursioni di Watamu che lavora regolarmente per un’agenzia di safari tutta africana..e ogni volta che torniamo, ci fa vedere un pezzo del suo Kenya.</p>
<p>Siamo partiti subito il giorno dopo per un bel safari al Masai Mara di 3 giorni,  abbiamo alloggiato al  Fig Tree camp, e,  come in tutti i nostri viaggi in kenya , anche questa volta il nostro spirito d’adattamento ci ha aiutato parecchio a superare gli imprevisti e a “sorvolare” sulle pecche di questo alloggio che probabilmente in alta stagione con il Full booking ,  pecca un po’ per servizio e qualita’ .</p>
<p><img class="alignright" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_kenyamido2.jpg" alt="" width="303" height="281" />Inutile descrivere la bellezza di questo parco durante il fenomeno della migrazione degli animali, questa volta Luca non ha mai smesso di scattare foto, non so quante ne ha fatte, ho due schede da 2 Gb da controllare , ma Hakuna matata il suo entusiasmo ci ha accompagnato insieme alle sue continue  esclamazioni,  domande e curiosita’…</p>
<p>Uno degli episodi piu’ belli e’ stato quando  fuori dal parco, abbiamo incontrato un mini bus con turisti stranieri,   impantanato nel fango.</p>
<p>Immediatamente il nostro autista  ha attaccato il cavo alla nostra jeep per trainarli ed e’ stato difficile perche’ erano ben impantanati.</p>
<p>La jeep si e’ spenta e non si riusciva piu’ a metterla in moto….immediatamente l’autista balza fuori in mezzo al fango apre il cofano per controllare il motore ma ha difficolta’  a tenerlo aperto perche’ manca lo stand…</p>
<p>Ci guardiamo intorno e cominciamo a vedere i bimbi che si avvicinano con un pastore  Masai vestito con il suo abito rosso e il suo bastone….a quel punto il nostro autista non ci pensa due volte, gli prende il bastone e lo usa come stand per tenere aperto il cofano e avere cosi’ due mani libere….2 minuti rimette in moto la jeep i bambini urlano felici, Luca nel frattempo raduna tutte le biro che si era portato dall’Italia….</p>
<p><img class="alignleft" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" /><img class="alignnone" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/2kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" /></p>
<p>Mia moglie e Luca cercano di comunicare un po’ in inglese un po’ in italiano con questi bimbi per cercare di metterli tutti in fila indiana per ricevere una biro ciascuno….</p>
<p>Ho visto bimbi piccolissimi in fila dietro agli altri , composti  ad aspettare con le loro manine, senza mai cercare di sopraffare l’altro….e’ stato veramente bello e la mia mente e il mio cuore si e’ riempito di emozioni.</p>
<p>Finito il safari , volo interno Nairobi- Malindi con Fly540 per arrivare finalmente a Watamu.</p>
<p>L’oretta di volo da Nairobi per Malindi e’ stata  sempre accompagnata dalla domanda&#8230;.Papa’ ma <strong>quanto manca</strong> per arrivare?</p>
<p>Poco Luca, pochissimo e finalmente… eccoci!</p>
<p>L’aeroporto di Malindi e’ piccolino, i bagagli sono stati ritirati subito e ad aspettarci c’er a come sempre il nostro Thomas Mboya insieme ad Anthony il suo nipotino orfano  piu’ grande 11 anni , che ci aveva organizzato il transfer per Watamu..</p>
<p><img class="alignleft" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" />Luca ha salutato Anthony, con un bel 5 a mano aperta e come due vecchi amici sono usciti in fretta dall’aeroporto, lasciandoci questa volta il suo pesante trolley da trasportare…era troppo eccitato…raccontava ad Anthony tutti qli avvistamenti di animali fatti al Masai Mara e non si sa come, ma si capivano perfettamente…uno parla poco l’Inglese l’altro parla poco l’italiano…ma si capivano…</p>
<p>Transfer dall’aeroporto di Malindi a Watamu tutti insieme in minibus, carichi di bagagli e  tante cose da raccontarci…ma una domanda eccheggiava sempre…ma <strong>quanto manca</strong> a Watamu? Poco Luca ….poco!</p>
<p>Thomas aveva prenotato per noi l’alloggio a Watamu, che poi insieme abbiamo scelto e cambiato in questo modo:</p>
<p>Per le prime 3 notti siamo stati al Turtle bay beach club dove ci siamo ripresi dalle fatiche del  safari.</p>
<p>Il resto del soggiorno l’abbiamo fatto al Beach Vieuw ,  residence tutto africano con piccola piscina.</p>
<p>Riuscendo a risparmiare sul soggiorno,  siamo riusciti  ad acquistare parecchio cibo distribuendolo  una domenica nei vari villaggetti dove Thomas ci ha accompagnato.</p>
<p>Abbiamo conosciuto realta’ minori fuori dal circuito turistico , dove tanti passano per andare in safari allo Tsavo Est, ma non tutti si fermano, io me li ricordavo l’anno scorso e ho voluto tornarci perche’ il richiamo di quelle immagini e sensazioni provate, mi avevano accompagnato tutto l’anno e dovevo tornare..</p>
<p>Qui abbiamo lasciato anche gran parte del materiale portato dall’Italia, e tante medicine.</p>
<p>Il nostro soggiorno scorreva all’insegna del relax di mattina e al gioco al pomeriggio, Luca era riuscito finalmente  a distribuire il suo “carico” di tute e calzoncini da pallone,  che aveva raccolto in Italia ed aveva creato una sorta di squadretta di calcio dove tutti i giorni si trovavano in qualche modo a giocare…</p>
<p>Ogni tanto andavo all’internet point a Watamu e mi collegavo per vedere la mia posta, dove,  invece di leggere le mail dei miei clienti, rispondevo solo a quelle di Turisti in procinto di partire per le loro vacanze in kenya  che mi chiedevano info pratiche .</p>
<p><img class="alignright" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" />Siamo stati a Marafra, a Timboni a salutare i nostri amici dell’orfanatrofio, tante volte a Malindi  e a cena  a casa di Thomas a base di pesce cucinato da sua Mamma Anna, unitamente alla polenta accompagnata  da vari piatti tipici africani, tutti intorno a un tavolo dove la luce era a lampada ad olio, dove le case intorno erano “capanne” ,  dove non esistevano posate, ma dove tutti mangiavano felici e contenti cantando la tanto amata canzoncina Jambo bwana…</p>
<p>Per tutto il tempo che siamo stati in Kenya e a Watamu ho dimenticato  di avere un cellulare, ho dimenticato  di avere un’orologio, ho dimenticato di seguire gli orari dei pasti, ho dimenticato che a casa soffrivo d’insonnia,….</p>
<p>Il Kenya per noi e’ anche una medicina naturale, un rimedio contro lo stress quotidiano</p>
<p>Papa’ <strong>quanto manca</strong>? Poco Luca, tra poco dobbiamo tornare a casa….in Italia.</p>
<p>In Kenya e a Watamu da Thomas ci vogliamo tornare, ancora e poi ancora …e’ un bisogno che va colmato…e’ una promessa fatta ad Anthony che un giorno Luca sogna di portare in Italia come se fosse il suo fratello…Africano!</p>
<p>Asante sana Kenya!</p>
<p>Mido</p>
<p><a href="mailto:helllost2@yahoo.com" target="_blank">helllost2@yahoo.com</a></p>
<p><a href="http://watamubeach.blogspot.com" target="_blank">http://watamubeach.blogspot.com</a></p>
<p>Thomas Mboya<strong> CELL NO. 00254-736 334 392    E-MAIL </strong><a title="mailto:thomasmby@yahoo.co.uk" href="mailto:thomasmby@yahoo.co.uk" target="_blank"><strong>thomasmby@yahoo.co.uk</strong></a></p>
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		<title>Zucchero e Watamu, one year later&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 08:31:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Lascio alle spalle il lungo inverno e con grande gioia accolgo l’arrivo dell’estate con le tanto attese ferie perché il desiderio di ritornare in Kenya nella mia amata Watamu e dal mio carissimo amico Zucchero si fa sempre più forte.
E così la sera del 14 agosto a bordo di un Airbus 330-200 della Eurofly saluto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_keniaB.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Lascio alle spalle il lungo inverno e con grande gioia accolgo l’arrivo dell’estate con le tanto attese ferie perché il desiderio di ritornare in Kenya nella mia amata Watamu e dal mio carissimo amico Zucchero si fa sempre più forte.</p>
<p>E così la sera del 14 agosto a bordo di un Airbus 330-200 della Eurofly saluto l’Italia dal finestrino e via…in volo verso il Kenya. L’impazienza e la voglia di arrivare rendono ancora più lungo il viaggio, ma finalmente ecco che alle 6.30 di sabato 15 agosto le ruote dell’areomobile toccano il suolo…SIIIII sono a Mombasa. Subito mi metto in coda per i controlli e il ritiro bagagli e mi affretto a raggiungere il pulmino per il trasferimento al villaggio.</p>
<p>Il tragitto è di circa due ore ed io dal finestrino guardo la città di Mombasa nella sua caoticità mattutina, con i suoi profumi, i suoi odori, con i suoi bimbi scalzi che corrono dietro ai pulmini dei turisti con la speranza che qualcuno gli lanci dal finestrino una caramella, cercando di ricordare strade già percorse e luoghi già visti.</p>
<p>La lancetta dell’orologio scorre lenta e io sono impaziente, sempre più impaziente ma ecco da lontano il cartello dell’ Aquarius Beach…finalmente sono arrivata. Una schiera di beach boy è già pronta all’assalto dei nuovi arrivati ma io ho già chi mi sta aspettando, il migliore, il mio grande e carissimo amico Zucchero! Grande è l’emozione nel riabbracciarlo e grande è l’emozione di essere finalmente ritornata in quella terra che lo scorso anno mi ha regalato le emozioni più belle e più forti della mia vita!</p>
<p>Mi do appuntamento con Zucchero più tardi ed entro all’Aquarius per il check in. Rivedo volti famigliari, e la sensazione di sentirmi a casa si fa viva dentro me, mi guardo intorno, ed è tutto come lo scorso anno, anzi no, una cosa nuova c’è: il ponte di collegamento tra il corpo centrale e il Lily Palm. La mia camera è nel corpo centrale, piano rialzato vista piscina e ristorante.<br />
Una doccia veloce e con Stefania e Alberto, una coppia conosciuta in aeroporto ci troviamo con Zucchero e fissiamo subito con lui il pacchetto escursioni: due giorni di safari nello Tsavo Est, il Safari Blu e mezza giornata a Malindi.<br />
Dopo pranzo ci rilassiamo in piscina, la stanchezza del viaggio si fa sentire. Sdraiata sul lettino guardo il cielo, mi lascio trasportare dalle sensazioni, migliaia di immagini scorrono davanti a me, i ricordi dello scorso anno, le aspettative di quest’anno ma la cosa importante è che mi sento felice e serena.</p>
<p><img class="alignright" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1POLH_keniaB3.jpg" alt="" width="350" height="324" /></p>
<p><strong>SAFARI BLU ALLE MANGROVIE</strong><br />
L’indomani, domenica 16 siamo già pronti per la prima escursione: il Safari Blu alle mangrovie. L’appuntamento con Zucchero è in spiaggia. Riunito tutto il gruppo raggiungiamo, passeggiando sul lungomare, il punto in cui è ormeggiata la nostra barchetta “Sorpreso”; saliti a bordo cavalcando le onde del mare un po’ agitato ci addentriamo tra le meravigliose mangrovie e lentamente navighiamo godendo del meraviglioso paesaggio che ci circonda. Da lontano scorgiamo un gruppo di fenicotteri rosa, ci avviciniamo, e loro disturbati dal rumore del motore si alzano in volo mostrandoci così la bellezza dei colori del loro manto. Si avvicina l’ora di pranzo, raggiungiamo l’isoletta dove ci attende un ricco buffet: riso con sughetto di polipo, pesce spada con patate, aragosta e gamberoni ed infine tanta buona frutta. Tra risate e tanta allegria divoriamo il pranzo e di rigore un forte applauso al grande Zucchero che ha capito che per far star bene gli italiani bisogna “prenderli per la gola”!!!!<br />
Dopo un oretta di siesta post pranzo di nuovo a bordo raggiungiamo il parco marino di Watamu e lì ci fermiamo per un tuffo tra i pesci colorati e poi ritorniamo in villaggio.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1POLH_keniaB.jpg" alt="" width="350" height="324" /></p>
<p><strong>SAFARI-TSAVO EST</strong><br />
È lunedì 17 agosto, appuntamento alle 6.00, colazione al locale “Lo spuntino” e via si parte per il safari. In qualità di beach girl, Zucchero mi affida un pulmino alla cui guida ci sarà il mitico Ambrogio e dopo due ore di tragitto su strade tortuose (“si balla senza musica” dice sempre Zucchero) e polverose eccoci all’ingresso del parco. Tutti pieni di adrenalina e con la macchina fotografica in mano siamo pronti ad immortalare le immagini della stupenda savana con i suoi colori, la diversità di paesaggi e i bellissimi animali che la popolano.<br />
Io mi godo con tutta tranquillità lo scenario e faccio da portavoce delle indicazioni e spiegazioni del nostro autista Ambrogio.<br />
Zebre,giraffe, elefanti, antilopi, babbuini, coccodrilli, ippopotami, cinghiali, ma ecco la “preda” più ambita: i leoni. Per la precisione leonesse, ne scorgiamo un gruppetto in relax tra dei cespugli, una sdraiata su un tronco, poi una pronta per un attacco ad una preda che poi le sfuggirà.<br />
Soddisfatti e felici raggiungiamo il Voi Wildlife Lodge per il pranzo. Quest’anno l’alloggio non è in tenda ma nelle camere, senza dubbio più confortevoli della tenda che però a mio avviso “faceva più safari”. Pace, questo è quello che percepisco quando sono al lodge e sulla terrazza che si affaccia al laghetto dove vengono ad abbeverasi gli animali, mi rilasso pronta per affrontare la “caccia” pomeridiana. Di nuovo a bordo dei pulmini si riparte, fino al tramonto che però non riusciamo a goderci per via del cielo coperto da immensi nuvoloni grigi. Rientriamo al lodge, doccia, cena, due chiacchiere in compagnia e a nanna presto, l’indomani la sveglia è all’alba.<br />
Dopo colazione si parte per nuove avventure e nuove emozioni. Oggi Zucchero è con noi sul nostro pulmino, lasciamo il lodge, ad un certo punto al CB una segnalazione, Ambrogio incomincia a correre all’impazzata: hanno avvistato un ghepardo. E’ lontano e mimetizzato con il colore della savana stentiamo a vederlo, prendo il cannocchiale, eccolo, è lì, immobile, con tutta la sua eleganza e con le sguardo fisso davanti a lui. Siamo tutti molto contenti, scattate le foto ripartiamo. Dopo aver percorso pochi metri avvistiamo un leone maschio ma senza criniera che passeggia non molto lontano da noi. Che dire, una mattinata ricca di grandi emozioni!!<br />
Il tempo di permanenza nel parco sta per finire, il biglietto vale 24 ore e così si riparte per il rientro a Watamu.</p>
<p><strong>ISOLA DELL’AMORE</strong><br />
E’ giovedì 20. Dopo averci lasciato il mercoledì in totale relax per riprenderci dal safari, Zucchero ci accompagna all’isola dell’amore. Non si sa bene perché è chiamata così, c’è chi dice per la sua forma di cuore e c’è chi dice perché avevano trovato una coppia che faceva l’amore….<br />
Si raggiunge a piedi percorrendo le vie di Watamu. E’ bello passeggiare tra le vie del paese, si ha modo di vedere come vive la gente, si incontrano tanti bambini che appena vedono i gruppi di turisti li inseguono chiedendo caramelle, penne e magliette. Raggiungiamo l’isola a piedi per via della bassa marea e subito ci buttiamo in acqua attirati dai meravigliosi colori dell’oceano indiano. Si avvicina l’ora di pranzo e la marea inizia a salire, ma noi riusciamo a ritornare ancora a piedi. E’ impressionante vedere con quanta velocità si alza il livello dell’acqua e quanta sia la forza delle correnti. In caso contrario ci sono delle barche molto artigianali che ti riportano a riva.<br />
Il ritorno in villaggio si fa sempre passando da Milano 2, la zona dove ci sono le bellissime ville di proprietà di italiani, naturalmente facoltosi.</p>
<p><img class="alignright" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1POLH_keniaB2.jpg" alt="" width="350" height="324" /></p>
<p><strong>BLU SAFARI-SAREDEGNA 2</strong><br />
E’ venerdì 21. L’appuntamento è all’ingresso dell’Aquarius. Con un pulmino raggiungiamo il parco marino di Malindi e da lì sempre a bordo della nostra barca “Sorpreso” iniziamo la navigazione verso Sardegna 2, con sosta per un tuffo nelle bellissime acque dell’oceano indiano circondati da migliaia di pesciolini colorati. Il tempo non è dalla nostra, grossi nuvoloni neri sovrastano sopra di noi, ma tutti siamo fiduciosi e Zucchero ci rassicura che il sole tra poco tornerà a splendere, e così sarà.<br />
Da lontano, un atollo di sabbia bianchissima circondato dalle acque cristalline dell’oceano indiano ci sta aspettando, uno scenario mozzafiato….e le sorprese non finiranno qui!!!!! Oggi Zucchero supererà se stesso dandomi ancora una volta la dimostrazione di quanto sia una persona davvero speciale e quanto lui tenga ai suoi amici italiani, a quanto sia importante per lui renderci felici e assecondare e soddisfare ogni nostra richiesta. Incominciano i preparati per il pranzo che si consumerà sopra la barca, visto che, a poco a poco poi la marea salirà e andrà a coprire l’atollo.<br />
Tutti sono indaffarati a fare book fotografici e ad ammirare l’oceano e le sue bellezze , ma ecco che a poco a poco il diffondersi nell’aria di un gradevole profumo attira la nostra attenzione.<br />
Su un’originale ed insolita griglia fatta con la serpentina dei frigoriferi stanno cucinando il nostro pranzo: tranci di pesce spada, seguiti da gamberoni, dal polipo appena pescato ed infine dal piatto forte…..una montagna di aragoste, e poi non dimentichiamoci del riso con il buonissimo e sempre gradito sughetto a base di polipo e per l’occasione Zucchero ci ha anche comprato del vino bianco!! Siamo tutti molto felici e soddisfatti di questa escursione a Sardegna 2 e naturalmente scatta spontaneo un forte applauso per Zucchero.<br />
Sparecchiata la tavola e riordinata la barca facciamo ritorno verso casa, mentre alcuni di noi salgono a prendere un po’ di sole, io ed altri con i ragazzi kenyoti e Zucchero intoniamo le note di Jambo Jambo e così con grande allegria concludiamo quella che è stata un a dir poco fantastica giornata!</p>
<p><strong>POMERIGGIO DA BEACH GIRL</strong><br />
E’ sabato 22 e come sempre il giorno prima del safari si trascorre in totale relax. Dopo colazione vado in spiaggia a prendere un po’ di tintarella in compagna dei miei cari amici Stefania ed Alberto. Dopo pranzo mi vedo con Zucchero che m’invita ad andare con lui ad incontrare dei nuovi clienti.<br />
Accetto molto volentieri la sua proposta e a bordo di un’auto guidata da lui raggiungiamo, attraverso una strada che sembra “un percorso di guerra”, l’EdenVillage. Zucchero prende le prenotazioni delle escursioni e io a chi mi chiede do consigli e spiegazioni a riguardo….mi piace questo ruolo di sua assistente. Facciamo ritorno all’Aquarius e ci accordiamo per la serata, è sabato e questa sera si va al Come Back.</p>
<p><strong>SAFARI-TSAVO EST</strong><br />
E’ domenica 23 e io, Stefania ed Alberto siamo pronti per un altro safari, sempre allo Tsavo perché è più vicino rispetto all’ Amboseli. L’importante è stare lontano dalla monotonia della vita da spiaggia e di sperare di vedere ancora molti animali e di trascorrere allegramente con Zucchero e gli altri ragazzi del gruppo questi due giorni in savana. Come sempre il ritrovo è allo Spuntino per la colazione. Anche questa volta Zucchero mi affida un pulmino, alla cui guida però non ci sarà il mio fidato autista Ambrogio ma Tommaso. Questa mattina ho anche l’occasione di conoscere due coppie che mi avevano contattato per avere informazioni riguardo il safari con i beach boy e il fatto che mi abbiano dato fiducia e si siano appoggiate a Zucchero mi rende davvero molto felice. Si parte, dopo due ore eccoci arrivati all’entrata dello Tzavo Est, tappa coccodrilli e poi via in savana a caccia di animali. Il desiderio di tutti è di vedere “the king”, ma purtroppo anche questa volta il re della savana ci giocherà un brutto scherzo. Ad ogni modo le nostre aspettative non saranno del tutto deluse, vedremo in più occasioni le leonesse e in un fuoripista tre ghepardi; a differenza della volta prima che sembrava facessero per dispetto restare in acqua ed uscire solo per qualche istante, vedremo gli ippopotami sdraiati sulla riva del fiume. Anche questa volta è stata una bellissima esperienza e come sempre è stato piacevole alloggiare al Voi Wildlife Lodge.<br />
Rientrati dal safari dopo una doccia e un buon pranzo ci riposiamo in spiaggia coccolati dai raggi del sole e dal rumore delle onde che infrangono sulla riva, e si perchè per la serata è in programma una cena in onore di Zucchero, per ringraziarlo per averci fatto trascorrere una fantastica vacanza, per aver condiviso con noi emozioni e momenti di felicità, per essere stato sempre disponibile e pronto ad assecondare ogni nostro desiderio per aver contribuito con la sua serietà la sua bravura e impegno a rendere ancora più bella la scoperta di quello che è il meraviglio Kenya, per essere stato per tutti noi un amico.</p>
<p><strong>ORFANOTROFIO DI TIMBONI</strong><br />
E’ dallo scorso anno, quando l’ho presa tra le mie braccia per la prima volta che sogno di nuovo questo momento. E così finalmente martedì mattina è il giorno che Zucchero ci accompagnerà in visita all’orfanotrofio di Timboni. Non sto più nella pelle. Appena scesa dal pulmino mi guardo attorno per vedere se tra tutti quei musetti vedo la mia bambina, ma niente, allora mostro alla maestra che ci sta guidando nella visita della struttura la foto che avevo scattato e che tengo sempre con me sul display del cellulare. “She is in the next room”, la sua risposta. Il mio cuore inizia a battere forte ed entrata nella stanza mi è bastata un’occhiata veloce a tutti i bimbi per riconosce subito lei, quel piccolo angioletto che mi ha rubato il cuore. Mi avvicino e con l’aiuto della maestra a poco a poco riesco a prenderla tra le mie braccia. Un’emozione indescrivibile. E’ cresciuta ed è anche molto timida, solo alla fine con qualche coccola inizia a lasciarsi andare ma….il tempo è scaduto ce ne dobbiamo andare. E’ davvero dura doverla rimettere nel suo lettino e dovermi separare ancora una volta da lei; ogni volta lo stesso pensiero ogni volta la stessa domanda: perché non me la posso portare a casa? La stringo forte e le do un ultimo bacio e poi con le lacrime agli occhi lascio la stanza. Abbraccio Zucchero e lo ringrazio per avermi portato a salutare la mia piccola.</p>
<p><strong>ROVINE DI GEDE</strong><br />
Nel pomeriggio l’appuntamento è per le 15 all’ingresso, destinazione “Rovine di Gede”. Zucchero non sarà con noi perché andrà ad accompagnare un altro gruppo a Malindi, ma noi abbiamo preferito cambiare l’escursione. Usciti dall’Aquarius troviamo il pulmino che ci aspetta. Il tragitto è breve , una decina di minuti. Arrivati a destinazione veniamo accolti da un gruppo di scimmiette curiose e golose visto che appena ci vedono tirar fuori dalla borsa le banane iniziano a fare salti mortali per prenderle. Inizia la visita alle rovine, che durerà circa un oretta e mezza, naturalmente con l’ausilio di una guida parlante in italiano.</p>
<p><strong>RELAX</strong><br />
Ormai siamo quasi al traguardo e questi ultimi tre giorni decidiamo di trascorrerli in totale relax, godendoci il sole, il mare e i mitici beach boys.</p>
<p>Anche per quest’anno la vacanza è finita, ancora una volta devo salutare il Kenya, Watamu, l’Aquarius che ormai è diventata la mia seconda casa, i nuovo amici italiani e kenyoti. Mi si spezza il cuore dover ripartire, ma soprattutto perché dovrò salutare una persona che per me è molto speciale a cui mi sono molto affezionata, che per me non è solo il beach boy fidato che mi accompagna alla scoperta del Kenya. Per me lui è un carissimo amico e raccomando dunque a tutti coloro che vogliono trascorrere una vacanza in Kenya, che vogliono scoprirlo in tutta la sua bellezza di affidarsi a ZUCCHERO, e sono sicura che come me al vostro ritorno porterete per sempre nel cuore un indimenticabile ricordo.</p>
<p>Contatti:<br />
<em> zuccherojirah@hotmail.com</em><br />
www.zuccherowatamu.spaces.live.com<br />
00254735266394<br />
In Italia: 335/303727 Elena<br />
iele_2000@yahoo.it</p>
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		<title>Sharm el Sheik, mare e barriera corallina!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 06:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Scegliamo un bellissimo villaggio della Francorosso: il Sea-Club Sharm. Affacciato direttamente sulla lunghissima e bella spiaggia sabbiosa della località di El Nabq, a circa 20 km da Naama Bay.
El Nabq è una località sufficientemente lontana dalla caotica Naama Bay e allo stesso tempo sufficiente vicina per raggiungerla anche in completa autonomia con un taxi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="sharm el sheik" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_sharm.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Scegliamo un bellissimo villaggio della Francorosso: il Sea-Club Sharm. Affacciato direttamente sulla lunghissima e bella spiaggia sabbiosa della località di <strong>El Nabq</strong>, a circa 20 km da <strong>Naama Bay</strong>.</p>
<p>El Nabq è una località sufficientemente lontana dalla caotica Naama Bay e allo stesso tempo sufficiente vicina per raggiungerla anche in completa autonomia con un taxi per trascorrervi una giornata o semplicemente una serata.</p>
<p>La prima volta ci rechiamo a Naama Bay durante il giorno con il servizio di navetta gratuita, classiche le tappe per “turisti”: il casino’ e i centri commerciali. La seconda volta decidiamo di andarci la sera con un taxi.</p>
<p><img class="alignleft" title="sharm" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_sharm.jpg" alt="" width="303" height="281" />E’ stata tutta un’avventura: all’andata pensavamo ci rapinassero perché ad un certo punto il tassista ha preso una scorciatoia percorrendo una stradina deserta e piena di buche, ma poi siamo arrivati sani e salvi a destinazione. Al ritorno invece si è “rotto” il taxi e abbiamo dovuto aspettare che arrivasse un collega che ci riportasse in albergo. Durante l’attesa il nostro “autista” non voleva che scendessimo dall’auto, evidentemente non avranno tutte le licenze in regola e non voleva che attirassimo l’attenzione delle forze dell’ordine. Comunque tutto è finito bene. Naama Bay la sera è molto animata, i negozi sono aperti fino a tardi e vi sono anche innumerevoli locali dove cenare o sorseggiare un drink. Chiaramente ogni venditore insisterà fino all’esaurimento affinchè venga visitato il suo negozio che è “migliore” degli altri.</p>
<p>Il villaggio della Francorosso era in una posizione veramente strategica ed incantevole, posto alla fine di una lunga baia, con un pontile che arrivava fino alla <strong><a href="http://www.volovia.it/marsa-alam-egitto-e-barriera-corallina/433">barriera corallina</a></strong> e dal quale ci si poteva tuffare per lo <strong>snorkeling</strong>. Per chi non sa nuotare, questo pontile offre comunque una vista spettacolare con gli innumerevoli pesci multicolori che vi nuotano sotto e gli infiniti coralli colorati che affiorano dall’acqua.</p>
<p><img class="alignright" title="barriera" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH2_sharm.jpg" alt="" width="303" height="281" /></p>
<p>Noi spesso ci caricavamo in spalla pinne, maschera e boccaglio e a piedi andavano alla sinistra del villaggio per circa due km. Ad un certo punto “tagliavamo” il mare fino ad arrivare alla barriera percorrendola a nuoto fino ad arrivare al villaggio. Quanti incontri che abbiamo fatto qui… Tartarughe, pesci paggalli enormi, tantissimi pesci. Consiglio, a chi sa nuotare bene e non ha paura, di allontanarsi un po’ dal pontile che comunque è sempre piuttosto affollato.</p>
<p>Numerose erano le escursione proposte. Ovviamente non si può tralasciare la visita di mezza giornata al parco marino di <strong>Ras Mohamed</strong> famoso in tutto il mondo essendo molto ricco di pesci e coralli. Abbiamo fatto questa escursione con un pulmino e così abbiamo potuto fare altre tappe, tra cui la sosta al lago salato  detto “<strong>magico</strong>” . Un lago salato dall’acqua caldissima e completamente piatta circondato da innumerevoli mangrovie  e dove tenendoci per mano ci siamo tuffati tutti insieme così, qui dicono, si avverano i desideri. Piacevole è stata anche la sosta alla tenda dei “<strong>beduini</strong>” dove ci è stato servito un thè  alla menta bollente…</p>
<p><small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=egitto&amp;sll=40.463667,-3.74922&amp;sspn=26.232777,39.506836&amp;g=spagna&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=28.806174,33.991699&amp;spn=3.369049,6.459961&amp;z=7">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Altra escursione è stata la bella gita in barca all’isola di <strong>Tiran</strong>, a circa un’ora dal porto. Quest’isola è completamente circondata da una barriera corallina veramente spettacolare, nonostante il numeroso afflusso di turisti, anche qui abbiamo visto diverse tartarughe piuttosto grandi, oltre a una varietà notevole di altre specie marine.</p>
<p>Ultima escursione al villaggio sul mare di <strong>Dahab</strong> a circa un’ora di pullmann da Sharm. La parola Dahab significa oro. Questa cittadina è nata come villaggio di pescatori, mentre ora è divenuta una nota località turistica anche se qui l’atmosfera cambia notevolmente dalla <strong>Naama Bay</strong>. Dahab è un paesino assolutamente tranquillo e rilassato e anche i negozianti non sono così insistenti come in altri luoghi dell’Egitto.</p>
<p><img class="alignleft" title="mare" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH3_sharm.jpg" alt="" width="303" height="281" />Qui infatti non vi sono grandi tour operator che hanno costruito complessi turistici come a Sharm.  Numerosi sono i negozietti di artigianato locale, dove si arriva veramente a dei prezzi bassissimi. Anche qui comunque la contrattazione è d’obbligo, perché ormai è diventata un gioco anche per gli egiziani stessi. Abbiamo inoltre visitato anche una fabbrica di papiri e una di pietre preziose. Il lungo mare di Dahab è veramente carino, con un susseguirsi di caratteristici locali con tavoli e sedie o tappeti e cuscini, direttamente in spiaggia, il tutto condito con una buona musica. Insomma Dahab sembra proprio una cittadina d&#8217;altri tempi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 108px"><a href="http://www.flickr.com/photos/volovia/sets/72157622280079212/"><img title="Visita il fotoalbum di Sharm el Sheik su FLICKR" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/flickr_logo_gamma.gif.v59899.14.gif" alt="Visita il fotoalbum di Sharm el Sheik su FLICKR" width="98" height="26" /></a><p class="wp-caption-text">Visita il fotoalbum di Sharm el Sheik su FLICKR</p></div>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michela.png" alt="" /> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Marsa Alam &#8211; Egitto e Barriera Corallina</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 07:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Marsa Alam è una località relativamente recente del turismo in Mar Rosso, infatti fino agli inizi del 2000 non esisteva alcuna struttura fissa in grado di accogliere i turisti.
Ora invece innumerevoli alberghi, dotati di tutti i confort, sono stati costruiti in questa zona.
Noi abbiamo alloggiato al Veraclub Elphistone direttamente affacciato su una grande spiaggia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="marsa alam" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_marsalam.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Marsa Alam è una località relativamente recente del turismo in Mar Rosso, infatti fino agli inizi del 2000 non esisteva alcuna struttura fissa in grado di accogliere i turisti.</p>
<p>Ora invece innumerevoli alberghi, dotati di tutti i confort, sono stati costruiti in questa zona.</p>
<p>Noi abbiamo alloggiato al Veraclub Elphistone direttamente affacciato su una grande spiaggia di sabbia, completamente attrezzata. E’ d’obbligo segnalare che la zona di Marsa Alam è soggetta al fenomeno delle maree, che causa un ben visibile cambiamento del livello di profondità del mare; per cui in alcune ore della giornata il mare si ritira fin quasi alla barriera pregiudicando sia la balneazione che lo snorkeling, soprattutto nella spiaggia antistante l’hotel. Il villaggio metteva comunque a disposizione gratuitamente una navetta che portava gli ospiti alla vicina spiaggia di Abu Dabab, ove era possibile fare snorkeling a qualsiasi ora. In questa spiaggia il paesaggio sottomarino era veramente molto bello, chi è più fortunato potrà ammirare il “dugongo” un grosso mammifero di mare a rischio di estinzione, soprannominato per la sua grossa mole anche “mucca di mare”.  Noi non siamo stati così fortunati.</p>
<p><img class="alignleft" title="pesce" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_marsaalam.jpg" alt="" width="303" height="281" /></p>
<p>All’interno del villaggio si trova un centro benessere che offre svariati servizi: sauna, jacuzzi, centro fitness e diversi trattamenti estetici oltre a svariati massaggi.</p>
<p>Tutt’intorno a Marsa Alam vi è il deserto e per cui nelle vicinanze non c’è molto da vedere e le escursioni organizzate verso Luxor e il Cairo sono piuttosto costose e impegnative vista la lunga distanza.</p>
<p>Due sono le escursioni che abbiamo fatto.</p>
<p>Shalateen, località ai confini con il Sudan, dove si svolge il più grande mercato di cammelli dell’Alto Egitto. Questa località dista circa 300 km da Marsa Alam per cui il viaggio è durato più di tre ore.</p>
<p>Arrivati in questa località ci sembrava di essere tornati indietro nel tempo. Qui provengono svariati venditori di cammelli che arrivano con camion carichi di cammelli per poi ripartire stracarichi di altra merce, acquistata con il ricavato della vendita dei loro animali.</p>
<p>E’ veramente spassoso  seguire queste persone nelle fasi di vendita, trattative che partono in assoluta tranquillità per sfociare poi in animate discussioni al limite del litigio, per poi concludersi con una vigorosa stretta di mano, oltre ovviamente alla corresponsione del prezzo pattuito.</p>
<p><img class="alignnone" title="mare" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4NEGH_marsaalam.jpg" alt="" width="588" height="149" />Qui poi gli animali vengono controllati dai veterinari che, constatato il perfetto stato di salute, permettono di proseguire il viaggio alla destinazione finale, altrimenti rimangono in quarantena.</p>
<p>Dopo aver assistito a diverse contrattazioni proseguiamo la giornata con la visita al mercato locale dove colorati banchi mettevamo in bella mostra verdura, frutta, vestiti e quant’altro.</p>
<p>Nella zona non vi è scelta dove poter pranzare e per cui facciamo tappa all’unico ristorante di Shalateen dove scegliamo di assaggiare la buona carne di cammello.<br />
<small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=&amp;gl=it&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=25.093372,34.884424&amp;spn=0.015546,0.025749&amp;z=14">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p><img class="alignright" title="immersione" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH2_marsaalam.jpg" alt="" width="242" height="225" /></p>
<p>Felici di aver trascorso questa bella giornata all’insegna della vera Africa facciamo ritorno all’hotel.</p>
<p>L’altra escursione che abbiamo fatto è alla vicina cittadina di El Quseir dove abbiamo visitato la moschea, la chiesa e la cittadella e fatto qualche passeggiata per le vie del “centro”.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">marsa alam viaggio racconto<br />
&lt;</span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 108px"><a href="http://www.flickr.com/photos/volovia/sets/72157622213596588/"><img title="Visita il fotoalbum di Marsa Alam su FLICKR" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/flickr_logo_gamma.gif.v59899.14.gif" alt="Visita il fotoalbum di Marsa Alam su FLICKR" width="98" height="26" /></a><p class="wp-caption-text">Visita il fotoalbum di Marsa Alam su FLICKR</p></div>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michela.png" alt="" /> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
<hr /><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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		<title>Senegal e Gambia, gli occhi dell&#8217;Africa!</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 06:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[gambia]]></category>
		<category><![CDATA[senegal]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non esiste un perchè per spiegare un viaggio in questo paese, lascio solo le immagini che forse potranno trasmettere in parte le emozioni che abbiamo ricevuto&#8230;
In Senegal possiamo tornare ad essere bambini, perchè il paese è davvero unico, la gente semplice, un paese povero ma ricco d&#8217;umanità&#8230;
29 gennaio 2004 &#8211; Partenza da Milano Malpensa
 
Scalo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="copertina senegal" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_senegalgambia.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Non esiste un perchè per spiegare un viaggio in questo paese, lascio solo le immagini che forse potranno trasmettere in parte le emozioni che abbiamo ricevuto&#8230;<br />
In Senegal possiamo tornare ad essere bambini, perchè il paese è davvero unico, la gente semplice, un paese povero ma ricco d&#8217;umanità&#8230;</p>
<p><strong>29 gennaio 200</strong><strong>4 &#8211; Partenza da Milano Malpensa</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Scalo a Casablanca in Marocco e ripartenza con un altro volo per Dakar.</p>
<p>Avendo oltre 8 ore a disposizione a Casablanca ci azzardiamo a fare un giro in centro anche se pare sia lunghetta la cosa&#8230;<br />
Dall&#8217;aeroporto dopo i controlli passaporti, si esce e un treno ( 30 Dh_ 3 € ) che fa la spola ogni ora dall&#8217;aeroporto a Casablanca passando da alcune stazioni minori. L&#8217;idea è di andare a vedere almeno la grande moschea Hassan II, ma un po&#8217; per il cattivo tempo, un po&#8217; per la confusione, alla fine, sbagliando, scendiamo a la gare Aint S&#8217;baa da dove con un altro taxi ci facciamo portare alla gare Casa Port.<br />
In sintesi non vediamo la grande moschea ma passiamo la serata fra taxi e treno, rischiando di arrivare in ritardo all&#8217;aeroporto dove alle 23.00 parte il nostro aereo per Dakar. Ricordatevi del &#8220;coefficiente&#8221; Marocco prima di fare calcoli sui tempi e sui trasporti&#8230; qui tutto si allunga&#8230;</p>
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<p><strong>30 gennaio &#8211; Arrivo a Dakar di notte&#8230;verso le 3.30</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ritiro degli zaini, controllo documenti e alla domanda &#8220;Ou allez vous cette nuit ?&#8221;, rispondiamo &#8220;a Yoff, al campement Poulagou&#8230;&#8221;( anche se poi andremo da tutt&#8217;altra parte&#8230;). Timbro sul passaporto e poi si esce&#8230;<br />
Appena dopo il controllo dei passaporti, ecco l&#8217;assalto dei soliti procacciatori a cui dovremo abituarci lungo tutto il viaggio.<br />
Scrivo assalto perchè è proprio una semi aggressione quella che subiamo e come primo impatto devo ammettere che non è stato male&#8230;</p>
<p>Ci sentiamo offrire di tutto e di più, ma noi non abbiamo bisogno di niente in particolare tranne che di un taxi che ci porti a Yoff che è a poca distanza dall&#8217;aeroporto e che ci risparmia di andare fino a Dakar ville.<br />
In aeroporto riesco anche a prelevare con la carta di credito Visa, mentre con quella bancomat Cirrus non è possibile.<br />
Mentre i tassisti fanno a gara per assicurarsi un passaggio per noi, rimaniamo fuori ad osservare scene di &#8220;litigi&#8221; e varie discussioni che sembrano avere come riferimento il nostro arrivo&#8230; anche se a dir la verità non è che sia piuttosto disturbato.</p>
<hr />
<small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=senegal&amp;sll=-89.990753,-101.25&amp;sspn=103.923403,360&amp;gl=it&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=14.509144,-15.413818&amp;spn=3.721971,6.459961&amp;z=7">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Finalmente per 3000 cfa un taxi ci porterà a Yoff al &#8220;Poulagou&#8221;. Con noi sale anche colui che ci trova il taxi, credo che a lui andrà una commissione&#8230; e poi avrà un nuovo compenso dal campement in cui alloggeremo&#8230;<br />
In pochi minuti siamo davanti al portone sbarrato del campement. Toc toc, esce un signore semi addormentato, ci apre e ci mostra una camera piuttosto squallida che costa 12000 cfa. Forse è il prezzo giusto, forse è una fregatura e così di fronte al sicuro risparmio in un posto migliore assicurato dal nostro accompagnatore decidiamo di lasciar perdere e lo seguiamo lungo la spiaggia.<br />
Dopo una quindicina di minuti arriviamo a questa benedetta casa, in realtà poi sarà un appartamento di un amico, che ci ospiterà  concedendoci letteralmente la camera dove dormiva con la moglie. Mette un po&#8217; d&#8217;ordine, toglie i vestiti sparsi qua e là, gira su se stesso le lenzuola, un paio di cuscini e voilà la camera è pronta per noi ! Siamo così stanchi che l&#8217;incredulità lascia il posto alla voglia di coricarci nonostante la scena e tutto l&#8217;arrivo qui a Yoff, Dakar, Senegal&#8230;<br />
E da ricordare l&#8217;immagine nitida delle piroghe dei pescatori al largo e i falò altissimi&#8230;</p>
<p>Ah, dimenticavo, la camera costa sì meno, 10000 cfa e include la colazione&#8230; baguette e burro, nescafè&#8230;<br />
Verso le nove partiamo per Dakar, assieme al tipo che ci ha ospitato e che ci sta aiutando. Con un taxi (2000 cfa) arriviamo in trenta minuti circa a la &#8216;gare routiere&#8217; dove subito veniamo circondati per convincerci ad affittare una macchina tutta per noi per Saint Louis. Spieghiamo però che vogliamo condividere il viaggio con altri passeggeri, saliamo alla fine su un taxi collettivo, in Senegal è chiamato &#8220;sept place&#8221; solitamente delle Peugeot. Per il biglietto, prima di salire concludere subito l&#8217;accordo che nel nostro caso prevederà sempre anche un costo supplementare per gli zaini che equivale ad una terza persona&#8230; Così, 3100 cfa a testa più 500 cfa a zaino, in totale 7200 cfa ( circa 11 €). Siamo tutti a bordo, con il conducente siamo in 8. Coke in tutte le stazioni degli autobus del mondo c&#8217;è abbastanza confusione, qui non si sta in pace un momento e tutti cercano di venderti qualcosa prima di partire !</p>
<p>Ogni secondo arriva qualcuno con mandarini, arance, caramelle, barrette di cioccolato, fiammiferi, accendini, naftalina, creme e unguenti vari, giocattolini, le immancabili cacahuetes, biscotti, set di cacciaviti, e altre cose ancora&#8230;<br />
Finalmente partiamo, è già l&#8217;una ! Solo per uscire da Dakar e i sobborghi ci impieghiamo un&#8217;ora abbondante, e la strada continua verso Rufisque, mentre a Bargny giriamo verso Thies e poi sempre più a nord in direzione Saint Louis.<br />
Il paesaggio è piuttosto &#8220;piatto&#8221; con distese di terra incoltivata, bellissimi i baobab sullo sfondo soprattutto a metà strada, villaggi fatti di capanne, carretti trainati da cavalli, spesso rallentiamo bruscamente evitando greggi di capre che invadono la strada&#8230;</p>
<p><img class="alignleft" title="senegal 1" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_senegalgambia.jpg" alt="" width="303" height="281" /></p>
<p>Verso le 17.30 siamo alle porte di Saint Louis, alla gare dei bus da dove in taxi proseguiamo fino all&#8217;hotel scelto, &#8220;La Louisiane&#8221; che è all&#8217;estremità nord dell&#8217;isola.<br />
Prima di passare il ponte di Faiherbe riesco a prelevare da un atm con la carta visa. Per prelevare con il bancomat andare alle banche della Bicis.<br />
Alloggio: La Louisiane. camera 14500 cfa  (annexe b) o 18200 ( annexe a) a patto di fare la mezza pensione ( 5500 o 7200 a seconda se due o tre portate ) con colazione inclusa. La nostra camera 4b è molto bella e tipica, colorata con batik sui muri, pulita.<br />
Saint Louis è stata la capitale del Senegal fino al 1958. La città comprende tre parti distinte, &#8220;Sor&#8221; che è sulla terraferma, la &#8220;ile&#8221; che è un&#8217;isola sul fiume Senegal collegata da ponti sia alla terraferma che alla penisola o Langue de Barbarie, Guet Ndar e N&#8217;Dar Tout il quartiere dei pescatori. Il ponte che oltrepassiamo è il famoso ponte di Faidherbe dedicato al governatore francese.</p>
<p>Dopo una doccia facciamo un giretto per le strade polverose dell&#8217;isola, pochi turisti, poche macchine, abbastanza desolante tutto tranne che più in centro attorno alla chiesa e alla moschea. la gente è tranquilla e non veniamo disturbati più di tanto&#8230;<br />
Piccoli negozietti con l&#8217;artigianato locale, soprattutto oggetti di legno tra cui le maschere tipiche di differenti dimensioni e alcune sono proprio gigantesche. A seconda del tipo di legno usato cambiano i colori. Ci sono oggetti in ebano che sono nerissimi, poi in tek più chiari e altri legni locali.<br />
La cena all&#8217;hotel a base di pesce è molto buona !</p>
<p><strong>31 gennaio &#8211; Saint Louis.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Decidiamo di passare la giornata passeggiando e scoprendo un po&#8217; della città e delle abitudini senegalesi. Iniziamo il viaggio senza correre.<br />
Notiamo che l&#8217;isola è la parte della città più nobile dove una volta viveva l&#8217;aristocrazia, gli stranieri all&#8217;epoca coloniale, i francesi che qui avevano costruito le case più belle.<br />
E&#8217; su questa parte di Saint Louis che ci sono gli alberghi migliori, i ristoranti, i negozi e le agenzie turistiche. Insomma la parte più bella e interessante è sull&#8217;isola.<br />
Ma a Sor oppure a ovest sulla Langue de Barbarie vive la maggior parte degli abitanti, i mercati sono lungo le strade in un tourbillon di colori, gente, odori&#8230;<br />
Sul fiume Senegal sono parcheggiate le enormi piroghe colorate dei tanti pescatori.</p>
<p>Vediamo scene che ci colpiscono tanto, bambini poveri e scalzi, con solo un secchiello in mano che cercano ad ogni angolo qualcosa da mangiare oppure tra i rifiuti e per terra, chiedono l&#8217;elemosina. Bambini, tanti bambini che ti sorridono sempre&#8230;</p>
<p><img class="alignright" title="senegal 2" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH2_senegalgambia.jpg" alt="" width="303" height="281" /></p>
<p>Al Bureau info-Nature organizziamo la visita per l&#8217;indomani al parco nazionale des Oiseaux du Djoudj, che dista circa 60 km a nord da Saint Louis.<br />
Ci mettiamo d&#8217;accordo su tutto con la guida, sul prezzo e sull&#8217;orario di partenza.<br />
Bureau info-Nature. Parc Nacional del Oiseaux du Djoudj. Excursion pour 2 personnes 36000 cfa:<br />
permis de visite: 2000 X 2<br />
Permis de pirogue: 3000 X 2<br />
Acces vehicule: 5000<br />
Prestacion du guide: 6000<br />
Location du vehicule allez et retour: 15000</p>
<p>E&#8217; l&#8217;ultimo giorno dell&#8217;anno e noi passiamo la serata a cena all&#8217;hotel. Nulla di trascendentale, nessuna festa ma solo tranquillità.</p>
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<p><strong>1 gennaio &#8211; Saint Louis</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il parco è aperto dal 1 novembre al 30 aprile, il resto dell&#8217;anno non ci sono uccelli e nessuna barca vi porterà tra i canali&#8230;<br />
Stamattina fa un freddo cane, non pensavo di venire in Senegal e patire questo freddo&#8230; brrr c&#8217;è una nebbiolina&#8230;.<br />
Inizialmente si fa la strada diretta a Rosso mentre poi si svolta a sinistra lungo un tratto sterrato fino al parco.<br />
Partiamo alle 8 e in un&#8217;ora circa in taxi raggiungiamo l&#8217;imbarcadero da dove inizieremo il tour in piroga con una guida. Il tour in barca durerà circa due ore, più o meno..dipende dal piroghero&#8230;. Il nostro assomigliava a un pirata delle lagune&#8230; tutto il tempo con un bastoncello in bocca&#8230;</p>
<p>Il parco è patrimonio dell&#8217;Unesco.<br />
E&#8217; un&#8217;area composta da fiumi, canali, lagune, pantani, stagni, dove uccelli migratori di tante specie diverse arrivano trovando uno dei primi posti con acque permanenti dopo la vasta distesa del deserto del Sahara.<br />
Si possono vedere egrette, martin pescatori, cormorani, aironi, jananas, fenicotteri e una vasta colonia di pellicani. E&#8217; possibile scorgere anche dei rettili e coccodrilli, caimani, e altri mammiferi.</p>
<p><img class="alignright" title="senegal gambia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH3_senegalgambia.jpg" alt="" width="303" height="281" /></p>
<p><strong> Parc du Djoudj</strong></p>
<p>La visita al parco dura tutta la mattina e nel primo pomeriggio siamo di nuovo a Saint Louis dove pranziamo al tranquillo ristorante &#8220;La Saigonnaise&#8221; gestito da due donne vietnamite. Il locale è piuttosto particolare, con un bel panorama sul fiume Senegal su cui si affaccia, una terrazza all&#8217;aperto, un misto di asiatico e africano&#8230;<br />
Per la prima volta assaggiamo il &#8220;mafè&#8221;, una salsina densa fatta con le arachidi che sono onnipresenti in Senegal.<br />
Per risparmiare un po&#8217; cambiamo anche Hotel e ci trasferiamo al vicino &#8220;Cafè des arts&#8221; dove un letto in una camerata da condividere costa 3900 cfa. Il posto assomiglia a un ostello ed è molto familiare con la possibilità di cucinare ecc. ecc.</p>
<p><script src="http://blip.tv/scripts/pokkariPlayer.js?ver=2009070701" type="text/javascript"></script> <script src="http://blip.tv/syndication/write_player?skin=js&amp;posts_id=1389615&amp;source=3&amp;autoplay=true&amp;file_type=mce-mce-mce-mce-mce-flv&amp;player_width=&amp;player_height=" type="text/javascript"></script></p>
<div id="blip_movie_content_1389615"><a onclick="play_blip_movie_1389615(); return false;" rel="enclosure" href="http://blip.tv/file/get/Senetour-LeSenegalAuxFacettesMultiples482.flv"><img title="Click to play" src="http://blip.tv/file/get/Senetour-LeSenegalAuxFacettesMultiples482.flv.jpg" border="0" alt="Video thumbnail. Click to play" /></a><br />
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<p><strong>2 gennaio Kaolack.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Partiamo da Saint Louis in tarda mattinata dalla gare routiere, visto che i sept place sono &#8220;pochini&#8221; a quanto pare e non si riesce a trovarne uno diretto a Kaolack oppure sembra che ci stiano ostancolando per un paio di posti&#8230;<br />
Finalmente si parte, sempre con un sept place, a 4350 cfa a testa più 1000 cfa per i due zaini, solito &#8220;contributo bagagli&#8221; riservato solo a noi &#8220;intrusi&#8221;. La strada passa per Louoga, Touba, Diourbel e infine arriviamo a Kaolack dopo circa 4 ore di viaggio abbastanza faticoso quasi al centro del Senegal. Si scende alla gare routiere de Dakar che è a 1 km a nord rispetto al centro. Con un taxi ( 1000 cfa) raggiungiamo l&#8217;hotel scelto,  Auberge du Carrefour, av. Valdiodio Ndiaye. Tel 9419000: 12500 cfa, sulla strada per Tambacounda.<br />
La nostra camera è semplice con bagno e doccia, la mattina colazione inclusa con pane burro e e marmellata, nescafè.<br />
Quando usciamo immediatamente veniamo &#8220;intercettati&#8221; dal solito disturbatore di turno ( non ci lascerà tutto il tempo e offrendoci aiuto come guida alla città oltre che altri favori più o meno utili&#8230;) che dopo le consuete tattiche di abbordaggio ci &#8220;convince&#8221; a seguirlo prima fino al mercato dell&#8217;artigianato e poi a quello più grande e famoso in tutta l&#8217;Africa per essere il secondo più grande dopo quello di Marrakech ( almeno così dice la Lonely&#8230;).<br />
Ma oltre al mercato Kaolack non ha nient&#8217;altro di interessante e sconsiglio una sosta prolungata.<br />
E per finire in bellezza black out totale più la notizia che da mezzanotte e per due giorni ci sarà lo sciopero ( greve) dei trasporti in tutto il paese.<br />
Bene ! E adesso che facciamo? Seguiamo il consiglio di uno che ci dice di partire subito e andare a sud, oppure aspettiamo.. domani è un altro giorno&#8230; Non abbiamo voglia di proseguire oltre, rischiamo e stiamo una notte a Kaolack&#8230; forse qualche mezzo domattina lo rimedieremo per proseguire il viaggio.. a sud.. in Gambia.</p>
<p><img class="alignleft" title="gambia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_senegalgambia.jpg" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p><strong>3 gennaio Saly Niakh Niakhale.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Dopo colazione, con la speranza che ci sia lo stesso un mezzo per proseguire a sud, andiamo a piedi sulla strada che porta a sud appunto da dove solitamente si raccolgono i minibus e i taxi colettivi. Purtroppo non si muove niente, non un taxi e nemmeno altri mezzi, nemmeno camions e macchine private. Ci guardiamo un po&#8217; attorno, chiediamo a qualcuno se va a sud, ma non c&#8217;è nulla da fare, dobbiamo aspettare che lo sciopero termini !<br />
Quando torniamo indietro in hotel però mi soffermo a pensare a che fare, Kaolack ormai è tutta qui, un altro giorno a gironzolare al mercato non ce la sentiamo di spenderlo. Ci basterebbe un passaggio, anche per un altro posto, l&#8217;importante è lasciare Kaolack.<br />
Ma in hotel non siamo gli unici ospiti, sta facendo colazione un uomo che pare stia partendo. Per giunta proprio parcheggiata davanti all&#8217;hotel avevo fatto caso alla macchina ben tenuta&#8230; Così senza pensarci un attimo chiedo al signore se sta per partire e se può darci un passaggio per&#8230; beh.. non importa&#8230; basta che ci porti via&#8230;  E così abbiamo fatto, sciopero evitato e passaggio fino a Mbour dove siamo stati scaricati all&#8217;incrocio per Saly, mentre il monsieur continua per Dakar.<br />
Se le intenzioni erano quelle di andare a sud, ora siamo tornati indietro a Mbour dove vorremmo continuare fino a Saly, anzi a Saly Niakhniakhale al mare&#8230; almeno non abbiamo buttato via una giornata fermi a Kaolack&#8230;<br />
Un taxi abusivo lo rimediamo fino a Saly Niakhniakhale ( 2000 cfa). A piedi continuiamo ancora più a sud lungo una strada di un km circa  fatta di sabbia con alcune belle case di villeggiatura. Arriviamo infine alla &#8220;Ferme de Saly&#8221; direttamente sul mare. Alloggio: Campement &#8220;La Ferme de Saly&#8221;. che esiste da circa 30 anni grazie a Jean Paul Di Folco un italo-francese simpatico.<br />
Paghiamo 20 € a testa per la mezza pensione in un bungalow alle spalle della costruzione principale che altro non è che l&#8217;accesso alla spiaggia e al bar-ristorante.<br />
La spiaggia è piuttosto bella e lunga, ampia abbastanza per poter divertirsi a giocare e correre&#8230; è proprio quello che ci voleva ora ! Anche se l&#8217;acqua è freddina ci azzardiamo a fare una nuotatina rigeneratrice ! Per chi ama raccogliere conchiglie, qui ce ne sono davvero tante !!<br />
Siamo sulla petit côte appena a sud di Dakar&#8230;<br />
Facciamo una lunga passeggiata fino a Saly Portudal costeggiando i tanti villaggi di grossi operatori turistici. Nulla di interessante&#8230;<br />
Si cena sul tardi all&#8217;aperto, molto romantico e assieme a tutti gli altri ospiti ( alla fine eravamo in 10 ), gamberetti e insalata&#8230;</p>
<p><strong>4 gennaio Bakau (Gambia)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Finalmente termina lo sciopero nazionale dei trasporti. Una bella notizia !</p>
<p>Kaolack-Karang (frontiera Senegal/Gambia)- Barra (ferry)-Banjul-Bakau.<br />
Di mattino presto ci aggreghiamo ad alcuni ospiti che faranno un escursione solo per il passaggio fino a Mbour. Dalla gare routiere prendiamo un minibus per Kaolack prima ( avevo dimenticato il lettore mp3 in hotel&#8230;) e da qui di nuovo con un sept place proseguiamo a sud per Karang posto di frontiera con Gambia.<br />
La giornata di oggi è stata memorabile per il viaggio che ci conduce in Gambia, il passaggio della frontiera con il Senegal resterà scolpito nei miei ricordi, come il tratto da Karang a Barra in taxi, un taxi sgangherato su una strada sgangherata&#8230;rincorsi da un bambino&#8230;<br />
A Karang posto di frontiera e bisogna far timbrare i passaporti per l&#8217;uscita dal Senegal, mentre al di là della barra abbassata, evitando i cambia valute che ti circondano c&#8217;è l&#8217;ufficio immigrazione di Amdallai in Gambia dove si ricevono timbrano il passaporto per l&#8217;entrata.<br />
Da ricordare che in Gambia si parla inglese, non fate come me che mi sono presentato subito con un &#8220;bon jour&#8221;&#8230;<br />
Moneta locale il &#8220;dalasi&#8221; che non vale niente, ne servono 36 per fare un euro&#8230;<br />
A questo punto si prosegue prima con un taxi ( 200 dalasi ma il costo reale dovrebbe essere sui 20-30 dalasi ) fino a barra che dista una mezz&#8217;oretta, poi con il ferry che supera il fiume Gambia si arriverà a Banjul la capitale del Gambia. Costo del ferry 5 dalasi ! Il traghetto è piuttosto pieno e lento&#8230; turisti pochi&#8230; vicini a noi alcuni finlandesi in soggiorno a Bakau che ci &#8220;spaventano&#8221; già in vista della nostra permanenza a Bakau&#8230; Appena scesi e poi subito in partenza di nuovo su un altro taxi che per 150 dalasi ci porta a Bakau sulla costa.</p>
<p>Alloggio: Jabo guesthouse. 500 dalasi la camera doppia. Una camera comoda e pulita con bagno e zanzariera. Cucina a disposizione degli ospiti. Peccato solo che non sia sulla spiaggia&#8230; spiaggia peraltro che non vediamo&#8230;<br />
Località turistica dove fino a qualche anno fa ci dicono che era difficile camminare tranquilli da soli per strada&#8230;<br />
Verso Cape point ci sono i resorts più grandi mentre noi siamo a ridosso del villaggio fatto di umili case basse tra stradine in sabbia e tanti bambini che giocano&#8230;</p>
<p>Purtroppo quando si avvicina qualcuno è sempre per offrirti dei favori e aiuto in cambio di soldi&#8230; Mi spiace ma spesso queste offerte vengono ripetute con insistenza e si viene ripetutamente disturbati lungo la strada&#8230;<br />
Passiamo la serata al vicino bar Lacoundula a bere qualche birretta in compagnia di buona musica reggae e il gestore che è molto simpatico e per una volta disinteressato&#8230;</p>
<p><strong>5 gennaio Bakau.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Kachikaly Crocodile Pool. Bijilo Forest Park di Kololi.<br />
Dopo una colazione fatta di panini comprati per strada al vicino mercatino dei souvenirs all&#8217;angolo con la strada principale, e una prima veloce visita al mercatino stesso all&#8217;aperto dove si possono trovare i tanti articoli visti in tutto il Senegal e quindi oggetti in legno, animali, maschere e batik, pelletteria ecc, andiamo a visitare il Kachikaly Crocodile Pool, (per trovare questo parco, seguiamo un ragazzo che silenziosamente ci conduce all&#8217;entrata&#8230;) in realtà un parco aperto a tutti, libero, come una sorta di giardino pubblico dove andare a trovare i coccodrilli che sono liberi in questo posto. La Lonely planet afferma che questo sito è sacro per gli abitanti di Bakau, qui si viene perchè i coccodrilli favoriscono la fertilità&#8230;<br />
Si possono anche toccare, non spaventatevi che non sono aggressivi&#8230;.io un coccodrillo l&#8217;ho pure accarezzato..non sto scherzando&#8230;<br />
sembrava immobile e addormentato, come paralizzato, ..ma quando si è mosso bruscamente mi è venuto un colpo !!!<br />
Ma non è finita perchè ai lati ce ne sono altri ancora&#8230; tutti per fortuna addormentati e pacifici&#8230;</p>
<p>Passeggiamo un po&#8217; per il paesino fatto di bancarelle e capanne con le vie di sabbia incontrando tanti bambini e in diverse occasioni conoscendo alcuni giovani che ci fanno domande da quale paese arriviamo, ci chiedono l&#8217;indirizzo probabilmente per mantenere un legame con persone più fortunate di loro&#8230;<br />
In taxi per 75 dalasi andiamo a circa 7-8 km al Bijilo Forest park o Monkey Park di Kololi un&#8217;altra località di mare più a sud.<br />
In questa riserva dovremmo vedere scimmie e uccelli immersi in una folta vegetazione tropicale proprio a lato dell&#8217;immensa spiaggia. Ci sono alcuni sentieri da seguire abbastanza interessanti e facili da percorrere.<br />
Le uniche scimmie che vediamo sono subito all&#8217;entrata, sembra che ci aspettavano per raccogliere le noccioline che mettiamo per terra !</p>
<p><img class="alignright" title="gambia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL2_senegalgambia.jpg" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p>Torniamo indietro fino a Bakau tutto con i minibush dove ci rendiamo conto del costo minimo dei trasporti. Fino a Serekunda con 5 dalasi, la città più grande del Gambia molto caotica e vivace con tanta gente per le strade, poi da un altro &#8220;garage&#8221; continuiamo fino a Banjul la capitale sempre con un minibush ( 6 dalasi ).</p>
<p>A Banjul appena scesi ci troviamo a poca distanza dal mercato più importante chiamato Albert Market che include anche una parte dedicata all&#8217;artigianato, anche se ci ha interessato maggiormente la confusione e i colori dei banchi della frutta, del pesce, della carne, delle spezie e del caffè. Usciamo con scorte di noccioline per il resto del viaggio&#8230;!</p>
<p>Non sempre è facile fotografare per non disturbare troppo&#8230; A volte la gente non ama vedere allo scoperto la mia macchina fotografica&#8230;<br />
Nonostante alcune voci di costante disturbo per le strade e i mercati di Banjul veniamo risparmiati dai procacciatori che forse si stanno abituando a noi, o forse siamo noi che ci stiamo sempre più &#8220;confondendo&#8221; in mezzo a loro&#8230; Certo che veniamo subito notati ma riceviamo sempre saluti e gesti amichevoli.<br />
[Comunque le strategie per fregarvi sono così numerose che non immaginate nemmeno. Chi viaggia sa come comportarsi ed essere rispettato davanti a questi "favori" che spesso devono essere considerati più dei tentativi di farvi spendere di più...<br />
Sia il Senegal che Gambia sono ottimi banchi di prova per tutto questo...]<br />
Quando torniamo a Bakau, sempre con minibush prima a Serekunda (6 dalasi) e poi di nuovo fino a Bakau passando per Fajara (5 dalasi).<br />
I prezzi sono molto bassi mentre i tassisti quando vedono degli stranieri chiedono fino a 10 volte di più la tariffa reale.<br />
A Bakau in serata assistiamo allo spettacolo bellissimo e unico del ritorno dei pescatori e delle loro piroghe cariche di pesce che viene scaricato direttamente sulla spiaggia a mano. E&#8217; come se tutta la comunità si raccolga qui al molo e sulla spiaggia.<br />
Ci sono proprio tutti ad aspettare, le donne forse mogli dei pescatori con i vestiti coloratissimi come le lunghe piroghe di legno&#8230;<br />
I bambini giocano sulla spiaggia, i gabbiani che stanno già facendo festa&#8230;..e noi a osservare&#8230;</p>
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<p><strong>6 gennaio Kafountine (Senegal)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Bakau-Serekunda-Brikama-Giboro (frontiera Gambia-Senegal )-Seleti-Diouloulou-Kafountine.<br />
Partenza per la famosa e &#8220;ribelle&#8221; Casamance con destino finale Kafountine la &#8220;Jamaica del Senegal&#8221;&#8230;<br />
Arriviamo a Kafountine dopo un viaggio che definire stancante è poco.<br />
Prima il tratto da Bakau a Brikama passando per Serekunda dove saliamo su un bush taxi (10 dalasi) che va a Brikama. Impieghiamo circa un&#8217;ora anche perchè abbiamo dovuto aspettare un po&#8217; a un controllo della polizia. A Brikama facciamo il biglietto per il sept place che va fino a Giboro 15 km ( 20 dalasi) per il timbro passaporti di uscita dal Gambia e un primo controppo passaporti dal posto di blocco senegalese.<br />
Ora siamo di nuovo in Senegal !<br />
Con un taxi continuiamo fino a Diouloulou ( 4000 cfa) fermandoci prima a Seleti per il timbro d&#8217;entrata in Senegal sui passaporti.<br />
Da Douloulou con un altro sept place ( 500 cfa + 500 per i due zaini..) per Kafountine appunto.<br />
Ma non è stato così facile&#8230; eeh nno&#8230;! Quando stiamo per arrivare, anzi per fortuna proprio in paese a Kafountine evitiamo la sciagura di un incidente stradale con un trattore che evidentemente voleva darci il benvenuto alla sua maniera tagliandoci la strada !<br />
Il botto sì che l&#8217;ho sentito, ma è andata bene lo stesso con solo un grosso spavento e una piccola ammaccatura laterale al nostro veicolo&#8230;<br />
Smaltita velocemente la paura che trasformiamo in motivo di divertimento&#8230; sì ma per un pelo però&#8230; sempre con un taxi (1000 cfa) ci facciamo portare al campement scelto sulla nostra guida, il Kelediang che si trova lungo la spiaggia a nord&#8230;<br />
Ancora una sorpresa però visto che a 500 metri rimaniamo a secco, benzina finita !<br />
Ok, allora a piedi, che forse è meglio&#8230;</p>
<p>Alloggio: Kelediang: 6400 cfa la camera doppia, colazione 1200, pranzo 1800, cena 3200. Non c&#8217;è elettricità nè acqua corrente e proprio per questo scegliamo il Kelediang&#8230; Il bagno è in comune all&#8217;aperto e senza muri, in pratica un buco nel terreno&#8230;, per la doccia si usano dei secchi d&#8217;acqua che sono già preparati&#8230; Di sera si usano lanterne a petrolio&#8230; Tutto è meravigliosamente tranquillo&#8230;</p>
<p>La spiaggia di Kafountine è lunghissima, selvaggia e deserta !! Non c&#8217;è anima viva nel raggio di km ! Solo mucche, sì proprio delle mucche che sono libere sulla spiaggia&#8230;</p>
<p>Un grosso baobab&#8230; il cielo pallido per la costante foschia causata dall&#8217;harmattan il vento che in questa stagione solleva la sabbia del deserto e copre il sole&#8230;</p>
<p>Verso nord si va ad Abenè mentre a sud si va verso Kafountine e il villaggio di pescatori&#8230;<br />
La cena al Kelediang si fa a lume di lanterna, molto romantico e in compagnia degli altri pochi ospiti. Cena a base di pesce e riso, insalata e arance e da bere acqua, coca cola, birra, vino&#8230;</p>
<p><strong>7 gennaio Kafountine</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Abené-Diannah-Kafountine.<br />
Oggi giornata di passeggiata lungo la spiaggia verso nord ad Abéne.<br />
Tutto il giorno in giro, prima lungo la spiaggia fino ad Abenè superando il relitto di una nave ormai arruginita.</p>
<p>Ad Abenè c&#8217;è un piccolo villaggio di pescatori Diola proprio sulla spiaggia, riparazione delle barche e delle reti&#8230; tutto sulla spiaggia. Una strada porta invece all&#8217;interno al pesino stesso fatto di poche case. Qui ogni anno si svolge un festival musicale piuttosto famoso terminato proprio la settimana scorsa !<br />
I Diola sono il gruppo etnico più numeroso di questa parte del Senegal e della Casamance. Un gruppo che da sempre fu ostile a ogni tipo di colonizzazione e che mantiene intatte le proprie tradizioni.</p>
<p>Visitiamo anche un&#8217;interessante esposizione di foto all&#8217;interno di una casa tipica a impluvium tipica della regione attorno a Ziguinchor.<br />
E&#8217; interessante ascoltare la spiegazione di una giovane donna olandese che vive qui da qualche anno, le foto mostrano il rito di iniziazione di un giovane uomo Diola e la festa che ne consegue e che comprende diversi rituali a volte un po&#8217; strani e difficili da comprendere.<br />
Da Abéné sempre a piedi raggiungiamo Diannah all&#8217;incrocio con la strada principale diretta a Kafountine.<br />
Qui aspettiamo un bus per tornare indietro, non ce la sentiamo di un&#8217;altra sfacchinata a piedi.</p>
<p>Quando arriviamo a Kafountine, continuiamo lungo la strada asfaltata al piccolo porticciolo formato da tante baracche sparse sulla spiaggia dei tanti pescatori e dalle tantissime piroghe già tirate su sulla sabbia.<br />
C&#8217;è un odore forte di pesce, acre e nauseabondo e i gabbiani continuano a raccogliere gli avanzi che sono ammassati sulla sabbia.<br />
Il mare in certi punti è rosso da tanto sangue per la pulizia del pesce ad opera delle donne che sono sedute per terra.<br />
Tanti pescatori che discutono forse il prezzo del pesce, uomini che riparano le reti e controllano le barche, che si riposano e dormono in attesa di un&#8217;altra notte di lavoro&#8230;</p>
<p>Il ritorno a casa infine lungo la spiaggia con una luce irreale, le mucche libere sparpagliate, l&#8217;arida vegetazione tra le dune&#8230;</p>
<p><strong>8 gennaio </strong><strong>Cap Skirring</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Kafountine-Bignona-Ziguinchor-Cap Skirring.<br />
Partiamo presto e a piedi raggiungiamo la strada dove partono i minibus per Ziguinchor.<br />
Per Ziguinchor sono 1500 cfa più altri 500 per lo zaino. La strada passa per Diouloulou e poi verso est a Bignona e infine a Ziguinchor dopo aver oltrepassato il ponte sul fiume Casamance. Quasi 100 km di strada che all&#8217;inizio è lenta, spesso siamo fermi a raccogliere chiunque alza il braccio e cerca un passaggio, chi con il suo carico di pesce che viene caricato sopra il bus ( e noi ne sappiamo qualcosa visto che all&#8217;arrivo i nostri zaini puzzavano proprio di pesce !!!), chi con la bicicletta, ecc.<br />
Alla fine arriviamo che è quasi mezzogiorno con ben tre ore di viaggio! Alla gare routiere di Ziguinchor, la città capoluogo della Casamance in Basse Casamance per la precisione, a meno di 20 km dal confine a sud con la Guinea Bissau. In questa regione, proprio verso Cap Skirring è dove ci sono stati i disordini e la guerra civile organizzata dai ribelli separatisti del MDFC ( movimento delle forze democratiche della Casamance).<br />
Con un nuovo taxi brousse ( 925 cfa + 500 per i due zaini ) continuiamo a viaggiare, destinazione finale di oggi sarà Cap Skirring sempre sulla costa. Ultimi 45 km di strada che ci dividono da una delle spiagge a quanto pare più belle del Senegal e anche più turistiche.<br />
A Cap Skirring c&#8217;è anche l&#8217;aeroporto dove arrivano aerei direttamente dalla Francia&#8230;<br />
Sono altri 45 km ma che non terminano mai, dopo almeno un paio di fermate e controlli dei passaporti a posti di blocco dei militari, mentre a Nyassia c&#8217;è perfino una trincea e soldati armati&#8230; come inizio non c&#8217;è male&#8230;!<br />
La strada è pessima, tutta buche e l&#8217;asfalto è un optional.. Impiegheremo altre tre interminabili ore con continui traballamenti e sussulti che però non riusciranno ad arrestare il precario pulmino stracarico all&#8217;inverosimile !<br />
Tre ore che sommate alle tre del tratto in mattinata fanno sei, tutto per 145 km circa di strada&#8230;<br />
A circa 3-4 km da Cap come viene chiamata qui, veniamo trasbordati su un altro minibus senza tante spiegazioni, e a 2 km dalla meta altro stop senza motivo, o meglio un guasto che dopo un quarto d&#8217;ora viene &#8220;riparato&#8221;&#8230; Ormai non ci chiediamo più &#8220;perchè&#8221; di nulla&#8230;<br />
L&#8217;arrivo a Cap Skirring è come un sogno liberatorio !! Il &#8220;garage&#8221; è su un piccolo spiazzo, le strade sono di sabbia e subito appare piuttosto orientata al turismo di mare. Vediamo subito i soliti negozietti con souvenirs e bancarelle lungo il piccolo centro, tassisti che aspettano, piccoli locali e ristoranti&#8230;<br />
Saliamo subito sull&#8217;ultimo mezzo a motore per oggi, non ne possiamo più, e ci facciamo portare in taxi (1000 cfa) al campement Chez M&#8217;Ballo che dista circa un km più a sud e da direttamente sulla spiaggia.<br />
Alloggio: Chez M&#8217;Ballo: camera 4000 cfa, colazione 1500, pasti 3000.<br />
Route de Kabrousse, tel 936 91 02.<br />
Il posto è davvero carino ed economico come ci avevano detto anche se le camere sono piuttosto chiuse e soffocanti per via della piccola e unica finestrella, il bagno è in comune così come le docce, i due letti sono separati mentre ci sono le zanzariere.<br />
Pare che la cuoca sia insuperabile ai fornelli e allora che aspettare a provare? E poi abbiamo anche tanta fame !<br />
La conferma che si mangia bene è subito scritta ! Provate assolutamente i gamberetti con sughetto all&#8217;aglio&#8230;!! Squisiti !<br />
Piacevolissimo il bungalow dove mangiare su una collinetta proprio sopra il mare e la spiaggia che andiamo subito giù a vedere.</p>
<p>La spiaggia è molto bella e lunga, verso sud si spinge a Kabrousse ultimo paese prima della Guinea Bissau, a destra invece ci sono altri villaggi tra i quali il club med. Una nuotatina, raccogliamo conchiglie&#8230;<br />
prima di cena andiamo a fare una capatina in paese, a vedere chi c&#8217;è in giro&#8230; turisti quasi zero e tutti sembrano aspettare qualcosa.. forse l&#8217;occasione per un affare&#8230; I soliti intrattenimenti di queste località ma in piccolo, barettini, bancarelle con griglie all&#8217;aperto, negozietti con cianfrusaglie e modellini di legno&#8230;<br />
Il ritorno da Chez M&#8217;Ballo è completamente al buio per questo munitevi di una torcia come abbiamo fatto noi&#8230; una piccola e preziosa torcia&#8230;</p>
<p><strong>9 gennaio </strong><strong>Cap Skirring, Kabrousse.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Passiamo la giornata in spiaggia senza nulla in particolare in programma&#8230;<br />
La lunga spiaggia è adatta a passeggiate e noi scegliamo di andare verso sud dove si passeranno alcuni villaggi comunque ben nascosti, poca gente e una pace assoluta&#8230; A poche centinaia di metri, subito dopo Kabrousse il confine con la Guinea Bissau&#8230;<br />
Ci sono alcuni residence e case nuove costruite direttamente sulla spiaggia, o appena più sopra sulla bassa collinetta. Non incontriamo turisti, quelli che vediamo sono davanti al loro villaggio e difficilmente li vediamo allontanarsi da lì.</p>
<p>La giornata volge al termine e quando torniamo ci godiamo la brezza marina dal bungalow aperto del Chez M&#8217;Ballo&#8230;</p>
<p><strong>10 gennaio </strong><strong>Ziguinchor.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Cap Skirring.Ziguinchor.<br />
Dopo aver pagato il conto ( 30000 cfa per due e per due giorni, circa 20 euro a testa&#8230;), lasciamo Cap Skirring alla volta di Ziguinchor dove siamo passati l&#8217;altro ieri. Prima un taxi per il &#8220;garage&#8221; dove subito saliamo su un minibus diretto a Ziguinchor, la città più grande del sud del Senegal. Costo del bus 1000 cfa più altri 500 per zaino&#8230; In due ore arriviamo a destinazione, questa volta con una media più alta di più di 20 all&#8217;ora !! Dalla gare routiere a piedi andiamo all&#8217;hotel segnalato dalla guida, l&#8217;economico e pulito Campement N&#8217;Daary Kassoum.<br />
Alloggio: Campement N&#8217;Daary Kassoum. Rue de France: 6000 cfa la doppia.<br />
Beh, la nostra camera è ampia e con un bagno ancora più grande ma tutto quanto è piuttosto malandato e fatiscente, un letto con materassino e sopra una zanzariera attorcigliata pronta all&#8217;uso. Non mi sento di raccomandare questa sistemazione anche se molto economica&#8230; ma qui si rasenta il fondo&#8230;!! E poi&#8230; attenzione ai&#8230;topini notturni&#8230;!!<br />
Ziguinchor si trova nella basse Casamance sul fiume omonimo. Tutta la città è facile da girare a piedi e non troppo grande, anche se abbastanza caotica soprattutto nella zona del mercati St. Maur. Da segnalare la rotonda stradale dedicata a Giovanni Paolo II che venne in visita in Senegal.<br />
I paesi circostanti Ziguinchor, soprattutto sul lato nord del fiume Casamance sono villaggi caratteristici di questa regione che danno l&#8217;opportunità di entrare a diretto contatto con la cultura e le tradizioni di questa regione. Per esempio Affiniam, Djilapao e  l&#8217;ile des Oiseaux che sono raggiungibili con escursioni giornaliere in piroga oppure Brin, Enampor, Oussouye e la più lontana Ile de Carabane quasi alla foce del fiume&#8230;<br />
Noi invece gironzoliamo per la città così senza tanti programmi, preleviamo da un bancomat in centro, andiamo a vedere il molo da dove partono le escursioni in piroga, poi al mercato St. Maur.<br />
Mangiamo anche qualcosa a uno dei pochi ristoranti segnalati, il &#8220;Le Mensah&#8221; dove ci troviamo in compagnia di altri viaggiatori stranieri.<br />
( plat de jour a 1500 cfa ).<br />
Sinceramente pensavo meglio per questa città, in realtà credo sia utile per riordinare le idee in vista di una continuazione di viaggio verso destinazioni più interessanti, mentre è un&#8217;ottima base da scegliere se si ha intenzione di visitare i dintorni e in generale la Casamance&#8230;<br />
Doppo</p>
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<p><strong>11 gennaio </strong><strong>Saly Niakh Niakhale.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ziguinchor-Sénoba (frontiera Senegal/Gambia)-Soma-Yelitenda (ferry)-Bambatenda-Farafenni (frontiera Gambia-Senegal)-Kaolack-Mbour-Saly Niakh Niakhale.<br />
Dopo una nottata passata quasi in bianco per una sgradita presenza&#8230; vi ricordate la descrizione della nostra camera..? Sì&#8230; un topo si è dato da fare a non farci chiudere occhio&#8230;<br />
Così di primo mattino, siamo già al terminal dei bus alle 7.00 e ancora non c&#8217;è nessuno ! Oggi sarà un lungo giorno, torneremo a nord attraversando interamente Gambia e quindi passeremo da due frontiere. Non faremo la stessa strada dell&#8217;andata ma un&#8217;altra più a est, senza passare da Banjul.<br />
Si inzia con un sept place che farà la tratta Ziguinchor- Sénoba (posto di frontiera senagalese), prezzo 2500 + 1000 per i bagagli&#8230; Saranno 180 km a nord passando per Bignona dove si svolta a nord passando per una strada ben tenuta&#8230; come sfondo ben poco&#8230; poveri villaggi e null&#8217;altro&#8230;<br />
Arrivati a Sénoba ci facciamo timbrare i passaporti per l&#8217;uscita dal Senegal, poi &#8230; poi aspettiamo che qualcuno ci porti a Soma oppure direttamente a Yelitenda ancora più a nord sul fiume Gambia da dove con un ferry&#8230; beh continuate a leggere&#8230;<br />
Certo un bus c&#8217;è e sembra sia pronto ad aspettare di essere riempito ma ancora non c&#8217;è nessuno&#8230; solo noi due a guardarci in giro&#8230; a chiedere se partirà, a che ora&#8230; ecc. ecc. Le risposte ovviamente sono vaghe, perchè anche loro secondo me non sanno cosa fare&#8230;<br />
Inizio a perdere la pazienza&#8230; non ho intenzione di perdere tanto tempo e poi sempre con qualcuno attaccato che ti chiede di dove sei, dove stai andando, ecc. ecc.<br />
Ma ecco che arriva un&#8230;, sembra un taxi.. così lo rincorro e gli chiedo un passaggio&#8230; ok è fatta, 2000 cfa a testa e ci porta a Yelitenda anche se prima dovremo passare per l&#8217;ufficio immigrazione del Gambia che è a Soma il prossimo paese, per i soliti timbri sul passaporto.<br />
Non vi dico che strada farà il taxi per portarci a Soma. Invece di seguire la strada asfaltata che a questo punto credo sia peggiore di quest&#8217;altra e chissà in che condizioni, segue una scorciatoia sterrata e con buche qua è là che passa per campi compreso un campo da calcio dove stanno iniziando a giocare&#8230;<br />
Ci sono stati momenti in cui ho pensato male&#8230; non immaginate con che attenzione ho seguito questa strada fino a quando finalmente siamo sbucati sulla strada principale fino all&#8217;immigration post office di Soma. Siamo davanti all&#8217;ufficiale del Gambia, consegniamo i passaporti che ci vengono timbrati e poi&#8230; poi paghiamo la &#8220;tassa&#8221; inventata di 1000 cfa e risaliamo sul taxi che sta aspettando.<br />
Altri 5 km e arriviamo a Yelitenda, un minuscolo gruppetto di case tutt&#8217;intorno alla strada che finisce al molo dove un piccolo ferry fa la spola avanti e indietro sul fiume Gambia per il vicino lato opposto chiamato Bambatenda. Il ferry impiegherà 10 minuti e la sponda opposta è molto vicina, saranno 700 metri o poco più&#8230;<br />
Ci dirigiamo sul ferry, paghiamo il biglietto 3 dalasi, saliamo e si parte già !<br />
Già sul ferry troviamo il mezzo per proseguire il nostro viaggio senza più tanti sali e scendi con taxi, minibus, ecc. ecc. E&#8217; un minibus diretto a Dakar piuttosto pieno, speriamo di trovare un posto&#8230; Prezzo concordato 5000 cfa per due.<br />
Dopo una ventina di minuti siamo a Bambatenda, e saliamo sul minibus. A questo punto manca la frontiera nord tra Gambia e Senegal, a Farafenni formalità doganali del Gambia: timbri sul passaporto e ancora una volta &#8220;tassa&#8221; di 1000 cfa&#8230; che diamo senza tanto discutere&#8230;,  poi continuiamo e quindi entrata in Senegal e altri timbri sul passaporto.<br />
Sono le tre di pomeriggio, dopo due ore in una luce surreale offuscata dalla sabbia arriviamo a Kaolack.<br />
E qui scendiamo, perchè abbiamo in sospeso una cosa&#8230; beh, il recupero di un oggetto scordato in hotel da una settimana.. che felicemente ritrovo.. un dettaglio che non c&#8217;entra nulla con il viaggio ma solo per chiarire questa particolare affezione a Kaolack.<br />
Mangiamo qualcosa e poi ripartiamo decidendo si terminare il viaggio di oggi a Saly, al mare. Altro minibus per Mbour ( 1000 + 500 ) poi trasferimento in taxi (1500 cfa) direttamente alla &#8220;ferme du Saly&#8221;  a Saly Niakh Niakhale. E&#8217; una sorta di ritorno a casa visto che eravamo qui non più di 10 giorni fa. Non siamo nello stesso bungalow, ma a quello accanto, e non è cosa da niente&#8230; anche stanotte la maledizione del topo ospite&#8230;<br />
Alloggio: La Feme de Saly.</p>
<p><strong>12 gennaio </strong><strong>Saly-Mbour-Dakar.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Penultimo giorno di viaggio.<br />
Ripartiamo, questa volta per Dakar la capitale.<br />
taxi per Mbour  poi con un sept place (4000 cfa per due ) che praticamente facciamo partire grazie al nostro intervento &#8220;monetario&#8221; e che si riempie subito degli altri 5 occupanti&#8230;<br />
Fino a Rufisque si viaggia bene, poi avvicinandosi a Dakar la situazione stradale cambia sempre di più con un traffico caotico e inquinatissimo! E&#8217; tutto un cordone di mezzi a motore, autobus e macchine motociclette tutti non proprio a norma sui gas di scarico&#8230;<br />
In pieno centro, nei pressi della &#8220;gare des pompiers&#8221; scendiamo e risaliamo quasi immediatamente su un taxi che ci porterà all&#8217;hotel che abbiamo scelto, l&#8217;hotel Provençal in rue Malenfant all&#8217;angolo nord occidentale di place de l&#8217;independance, in pieno centro.<br />
La camera assegnataci ( n° 6 ) è nella scala accanto, una specie di dependance&#8230;<br />
Alloggio: Hotel Provençal. 12800 cfa. Centrale, economico, sicuro con bagni e docce in comune.<br />
Approfittiamo subito del tempo a disposizione andando a piedi al molo, poco distante dalla stazione ferroviaria,  dal quale parte il ferry per l&#8217;isola di Gorée.</p>
<p>Partenze ogni ora e costo del passaggio di 5000 cfa andata e ritorno.<br />
Prima di partire mangiamo qualcosa al piccolo bar ristorante nello spiazzo antistante.<br />
Si parte all&#8217;Ile de Gorée.<br />
Dopo circa 10 minuti si arriva sull&#8217;isola. Gorée si tratta di un&#8217;isola di dimensioni molto ridotte e con una popolazione altrettanto scarsa. Mentre il ferry attracca al molo ci sono alcuni ragazzini in attesa che qualcuno dal ferry getti loro alcune monetine&#8230;<br />
Visitiamo per primo il castello museo storico (200 cfa) che si trova a poca distanza dal molo; si tratta di una costruzione fortificata che reca al suo interno circolare diverse stanze, ognuna delle quali racconta attraverso oggetti di vecchia data, la storia del Senegal, dalle prime genti che ci hanno abitato fino alle storie che caratterizzano le popolazioni più recenti. Molti i reperti storici tra cui vasi, ornamenti per il corpo, armi e vestiario per le occasioni di guerriglia e battaglia.<br />
Michele preferisce &#8220;salire&#8221; al piano di sopra tramite apposite scalinate che portano su una specie di terrazzo da cui c&#8217;è una bella vista della parte &#8220;più alta&#8221; dell&#8217;isola.</p>
<p>In lontananza si scorge la città di Dakar con i suoi grattacieli e le altre tipiche costruzioni delle grandi metropoli.<br />
Proseguiamo la nostra visita attraverso le viuzze di quest&#8217;isola che per tanti versi richiamano certe nostre località che si trovano affacciate sul mare. L&#8217;atmosfera è calma tutto sembra tranquillo, non sembra nemmeno di stare in Senegal&#8230;</p>
<p>Strada facendo giungiamo alla casa degli schiavi e mentre attendiamo per l&#8217;orario di apertura ci riposiamo un attimo in riva al mare.<br />
La casa degli schiavi ( 500 cfa) è l&#8217;unica di questo tipo, presente sull&#8217;isola di Gorée. Una guida ci spiega come nel &#8216;700 uomini donne e bambini venissero condotti in questa casa in attesa di essere portati in terre lontane in qualità di schiavi.<br />
C&#8217;è anche un piccolo &#8220;museo&#8221; con esposti alcuni oggetti utilizzati nella tratta degli schiavi insieme ad alcuni pannelli che raccontano la storia di questo povero popolo.</p>
<p>Essere di colore significava essere destinati con ogni probabilità ad essere trattato da schiavo, e come ad un&#8217;asta, si vendevano uomini donne e bambini a seconda della forza, intelligenza, capacità di ubbidire&#8230;<br />
Essere di colore significava avere un destino doloroso di lavoro e umiliazioni, un destino in terre lontane dopo la deportazione verso i Caraibi, Brasile, l&#8217;America&#8230;<br />
Non potete immaginare in quali condizioni avveniva il viaggio in nave verso il nuovo mondo&#8230; quasi il 50% degli schiavi moriva&#8230;<br />
Mi vengono i brividi a pensare alla cattiveria degli uomini nei confronti degli stessi uomini. Vedere gli strumenti di tortura, sapere di questo &#8220;commercio&#8221;&#8230; per me è ancora una volta motivo d&#8217;orgoglio essere qui e chiedere scusa&#8230;<br />
Dopo circa mezzora ci incamminiamo verso il molo dove il ferry ci riporterà verso Dakar.</p>
<p>Una volta arrivati visitiamo velocemente il mercato vicino alla stazione ferroviaria e anche qui troviamo le cose di sempre, oggetti d&#8217;artigianato, street food, ecc.<br />
Ritorniamo in albergo e dopo una doccia veloce scendiamo in strada alla ricerca di un posto in cui cenare. Alla fine optiamo per il fast food accanto al nostro hotel dove mangiamo chawarma. Segue una nottata tranquilla&#8230;</p>
<p><strong>13 gennaio </strong><strong>Dakar-Lac Rose-Dakar.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ultimo giorno di viaggio.<br />
L&#8217;idea per la giornata di oggi è di visitare il famoso Lac Rose o Lac Retba.<br />
Verso le otto facciamo colazione in un bar vicino alla Place de l&#8217;Independance e poi ci incamminiamo verso la gare routiere alla ricerca di un minibus che ci porti a Keur Massar e una volta lì proseguiremo per il Lac Rose.<br />
Cartina alla mano, tra mercati e solita confusione di centro città ( attenzione alle tasche&#8230;), arriviamo in av. Faidherbe. Seguendo la strada sulla sinistra si entra in una stazione di autobus locali per cittadine dei dintorni, una sorta di capolinea di bus minori.<br />
Chiedendo per Keur Massar ci indicano un minibus vuoto, forse in attesa di partire o forse no. Dopo una decina di minuti dove non arriva nessuno e l&#8217;autista è troppo impegnato in &#8220;riparazioni varie&#8221; per darci ascolto. Così avendo solo la mattinata a disposizione decidiamo di lasciar perdere di andare con il bus al lago Rosa e ci affidiamo a un taxi. Dopo una breve trattazione dei prezzi l&#8217;autista ( che conosce ben poco il francese) ci porta al lago per 20000 cfa. Uscire dalla città è un&#8217;impresa di non poco conto e per poco sfioriamo un ulteriore incidente&#8230; ( vedi arrivo a Kafountine..).<br />
Pochi chilometri prima, nei dintorni di Niaga l&#8217;autista si ferma a chiedere informazioni e fa salire un ragazzo che sarà la nostra &#8220;guida&#8221; al lago.<br />
Arrivati scendiamo dall&#8217;auto e proseguiamo a piedi circondati o meglio &#8220;accompagnati&#8221; da un gruppetto di ragazzi che vogliono venderci i loro &#8220;manufatti&#8221;.<br />
Il Lago Rosa è particolare per l&#8217;alta concentrazione di sale che contiene e la sua colorazione rosa che si scorge meglio quando il sole è alto ( nelle ore centrali della giornata ) è dovuta proprio alla presenza di questa grande quantità di sale. Ci sono uomini che con le loro barche raccolgono il sale che depositano in delle vasche che le mogli portano poi a riva. Qui ognuno ha il proprio mucchio di sale, contrassegnato dalle sue iniziali.</p>
<p>Lago Rosa</p>
<p>Dopo alcune foto decidiamo di tornare indietro e ci aspettano quasi due ore in mezzo al traffico congestionato per raggiungere Dakar.<br />
L&#8217;interno città è letteralmente bloccato per la presenza e il successivo passaggio per le vie del presidente che riusciamo anche a vedere. Scendiamo un po&#8217; distanti dal nostro albergo ma preferuiamo proseguire a piedi visto che arriveremo senz&#8217;altro prima che in macchina. In albergo ci diamo una rinfrescata prima di ripartire subito dopo per il pranzo. Dopo un po&#8217; di strada ci fermiamo al ristorante &#8220;Chez Loutcha&#8221; che ci ha indicato più di una persona. Il ristorante è affollato, dopo un po&#8217; ordiniamo e notiamo con piacere che il cibo è molto buono seppur le razioni siano più che abbondanti. Il menù è infinito e spazia da piatti speciali del giorno, tipici senegalesi e capo verdiani visto che questo è il secondo ristorante visto che l&#8217;originale è proprio a Capo Verde, poi piatti italiani e francesi, pesce, carne, agnello e di più e di tutto ancora&#8230;<br />
Dopo questa abbuffata, continuiamo per visitare il museo Ifan o museo dell&#8217;Africa Nera. E&#8217; uno dei migliori musei dell&#8217;Africa dell&#8217;ovest con esposizioni che ritraggono le popolazioni africane durante i loro rituali ( funerari, di iniziazione), scene di vita, tradizioni religiose, maschere, artigianato. Particolarmente belle le maschere esposte, alcune di esse grandissime, e vestiti tradizionali di tutte le regioni adiacenti al Senegal ( Mali, Guinea Bissau, Guinea, Benin, Nigeria, Togo, Mauritania, ecc.). Al piano superiore una &#8220;storia illustrata&#8221; della tratta degli schiavi attraverso varie esposizioni con modellini.<br />
Ritorniamo infine alla stazione ferroviaria per le ultime compere e l&#8217;ultima coca&#8230;<br />
Poi in albergo ci rilassiamo un po&#8217; con la doccia finale prima della nuova ripartenza, questa volta l&#8217;ultima verso l&#8217;aeroporto.<br />
Prepariamo gli zaini, saliamo sul taxi ( 4000 cfa ) che ci stava aspettando sulla strada e di nuovo nel traffico serale sempre più caotico di Dakar&#8230;<br />
All&#8217;aeroporto arriviamo che sono le nove circa, il nostro aereo partirà alle 3.30  del 14 gennaio !! Non ci resta che attendere&#8230;aspettare un nuovo viaggio&#8230;.!!!</p>
<p><a href="http://www.viaggiareliberi.it/"><img style="display: inline; margin-top: 0px; margin-right: 1em; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michelespiriticchio.jpg" alt="" width="100" height="121" /></a> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
<p>Michele Spiriticchio</p>
<p>http://www.viaggiareliberi.it/</p>
<hr /><em>Michele ha anche scritto: </em><a href="http://www.volovia.it/nicaragua-un-paese-in-cui-vi-sentirete-a-casa/362"><em>Nicaragua&#8230; un paese dove vi sentirete a casa!</em></a></p>
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		<title>ZANZIBAR, mare spezie e profumi&#8230;</title>
		<link>http://www.volovia.it/zanzibar-mare-spezie-e-profumi/166</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 16:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[spezie]]></category>
		<category><![CDATA[zanzibar]]></category>

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		<description><![CDATA[
Durata del viaggio dal 29 luglio al 13 agosto 2003.
Partenza fissata dall’aeroporto di Milano Malpensa per un volo di circa 7 ore con la compagnia aerea East African.
Atterrati sbrighiamo come sempre le formalità doganali e saliamo sul bus che ci porterà al Ventaclub Karibu.
Ci viene assegnata un’enorme camera fronte mare, essenzialmente arredata e con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_zanzibar.png" alt="zanzibar" width="588" height="496" /></p>
<p>Durata del viaggio dal <em>29 luglio</em> al 1<em>3 agosto 2003</em>.</p>
<p>Partenza fissata dall’aeroporto di Milano Malpensa per <strong>un volo di circa 7 ore</strong> con la compagnia aerea <strong>East African</strong>.</p>
<p>Atterrati sbrighiamo come sempre le formalità doganali e saliamo sul bus che ci porterà al <strong>Ventaclub Karibu</strong>.</p>
<p>Ci viene assegnata un’enorme <strong>camera fronte mare</strong>, essenzialmente arredata e con una spaziosa veranda in legno. Ad essere sinceri le camere (almeno nel 2003) avevano bisogno di una risistemata perché il condizionatore era un po’ datato e rumoroso e anche il bagno versava in condizioni non perfette.</p>
<p>Ma poco ci importa, è talmente bello il paesaggio che circonda, che subito  andiamo in esplorazione del villaggio che si sviluppa su due piani diversi:<br />
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<p>Il primo livello fronte mare , dove è ubicata la piccola piscina, l’anfiteatro per i divertenti spettacoli serali, la pista per la discoteca, il bar della spiaggia.</p>
<p>Il secondo livello è una parte alta panoramica dove si sviluppano le altre camere intorno alla reception e al ristorante.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;animazione, il Ventaglio ha sempre una marcia in più offrendo intrattenimenti canori prima dell&#8217;apertura del ristorante e divertenti spettacoli serali nell&#8217;anfiteatro. Al bar della spiaggia, al pomeriggio si gustava un buon the con biscotti e a metà mattina panini e pizzette varie. Per quanto riguarda il ristorante ricordo l’ottima qualità del servizio e del cibo, e anche qualche coda per prendere un piatto di pasta.</p>
<p>Il villaggio è situato su una delle più belle spiagge di Zanzibar: <strong>Kiwengwa</strong>.</p>
<p><img class="alignright" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_zanzibar.png" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p>Qui sorgono la maggior parte dei complessi turistici dell’isola ma sono quasi nascosti dalla folta e rigogliosa vegetazione al punto da non accorgersene.  L’isola è completamente circondata dall’oceano indiano e Kiwengwa , come la maggior parte delle altre spiagge, risente molto del fenomeno delle maree. Ciò significa che, a seconda dei periodi, si potrà camminare ad esempio al mattino per diverse centinaia di metri con l’acqua che arriva appena al ginocchio in un mare cristallino, popolato da grandi ricci marini (d’obbligo le scarpette), <strong>stelle marine, coralli e pesci</strong>, mentre al pomeriggio la spiaggia sarà quasi completamente “<em>cancellata</em>” da un mare piuttosto agitato.</p>
<p>La spiaggia di Kiwengwa è lunghissima e vi regalerà la possibilità di fare <strong>splendide passeggiate</strong>, ammirando i <strong>bellissimi colori dell’oceano</strong>, incontrando pescatori che a piedi o in bicicletta fanno ritorno a casa con il frutto del loro lavoro, e poi ancora negozietti che vendono artigianato locale, come quadri coloratissimi o maschere intarsiate in legno per lo più provenienti dal Kenya.</p>
<p>Lungo tutta la spiaggia vi sono ragazzi del posto, dei quali molti non si fidano, che cercheranno di vendervi le stesse escursioni del tour operator. Anche noi all’inizio eravamo un po’ diffidenti, ma ci siamo comunque uniti ad un gruppo che aveva prenotato con <strong>Roger e Ancora</strong> (sono nomignoli che si danno per essere ricordati più facilmente) l’escursione <strong>Blue Safari, </strong>la stessa che offre il Tour operator, risparmiando però circa il 40%.</p>
<p>Punto d’incontro a circa 300 metri dal villaggio. Sono organizzatissimi. Già ci aspettano con un pulmino da dieci posti pronti per la partenza. Breve sosta al mercato della capitale <strong>Stone Town</strong> dove uno dei ragazzi scende per la spesa.</p>
<p>Ci dirigiamo poi su una spiaggia dove raggianti bambini ci salutano e sorridono con i loro denti bianchissimi.  <img class="alignleft" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL2_zanzibar.png" alt="" width="303" height="327" />Qui con una barca, dall’aspetto inquietante, ma uguale a quelle usate dal tour operator, saliamo diretti ad un’isolotto corallino disabitato.</p>
<p>Mentre passiamo il tempo a perlustrare questo isolotto, rinfrescandoci poi con un bagno ristoratore, i ragazzi ci hanno preparato una <strong>grigliata di pesce </strong>con tanto di aragosta semplicemente fantastica.</p>
<p>Assolutamente soddisfatti di questa escursione prenotiamo anche le prossime sempre con Roger e Ancora.</p>
<p>Con la prima ci portano a visitare la capitale <strong>Stone Town</strong>, passiamo attraverso il coloratissimo mercato all’aperto <strong>Darajani</strong>, dove vi sono bancarelle che vendono verdura e frutta grande il doppio della nostra, al coperto invece visitiamo il pittoresco mercato del pesce e della carne.  Proseguiamo la nostra visita passeggiando tra le viuzze della capitale, ricche di <strong>portoni intarsiati in legno</strong>, lavorazione della quale Zanzibar è molto famosa, e ci dirigiamo verso il porto dove assistiamo alla costruzione di un <strong>Dhoni</strong>, la tipica imbarcazioni zanzibarina.  Prima però ci fermiamo davanti ad un portone e il nostro amico Ancora ci spiega che in quella casa è nato il mitico <strong>Freddy Mercury</strong> dei Queen.</p>
<p>E’ giunta l’ora di pranzo e Ancora ci porta a mangiare nella sua casa, dove la sorella e la mamma avevano preparato per noi riso con della carne e delle patatine fritte.</p>
<p>Siamo stati veramente bene, perché ci hanno fatto sentire un po’ parte di loro.<br />
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<p>Ripartiamo alla volta del <strong>giardino delle spezie</strong> dove una moltitudine di piante vi pervaderanno con il loro odore e profumo. <strong>Chiodi di garofano, vaniglia, pepe, cannella</strong> e molto altro ancora.  Pittoreschi ragazzi saliranno poi fin sulle palme da cocco per prelevare alcune foglie e regalarvi un cappello, una cravatta, un fiore. D’obbligo ovviamente l’acquisto di svariati sacchettini di spezie.</p>
<p>Nonostante vi sia molto turismo gli abitanti di Zanzibar non godono di molti lussi e ve ne renderete conto durante le escursioni vedendo le capanne fatte di fango che spuntano dalla fitta vegetazione. Sapendo questo avevo portato un po’ di magliette e pantaloncini da lasciare ai bambini e quindi sulla via del ritorno ho chiesto ad Ancora dove si potessero lasciare. Detto fatto ci siamo diretti subito ad un villaggio.  <img class="alignright" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL3_zanzibar.png" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p>Come ci hanno accolto… Erano sorridenti, ma allo stesso tempo timorosi di accettare quello che avevamo da donare.  Ricorderò per sempre l’emozione dei bambini che si avvicinavano per prendere chi una maglietta, chi un cappellino e in breve tempo non avevo più nulla da distribuire.</p>
<p>Se dovete andare a Zanzibar, mettete un paio di vostre magliette in meno in valigia e lasciate spazio per qualcosa da donare a queste persone.</p>
<p>La prossima escursione è il giro dell’isola. Ci vengono a prendere sempre Roger e Ancora e ci dirigiamo verso la splendida spiaggia di <strong>Nungwi</strong>, credo l’unica dell’isola che non risente del fenomeno delle maree. Passiamo attraverso dei sentieri nella foresta e facciamo la nostra prima tappa dove dalla noci di cocco viene estratto l’olio per fare le creme…… e il sapone.</p>
<p>Altra tappa dove esperti falegnami intagliano splenditi portoni in legno che vengono addirittura esportati.  Arriviamo quindi alla bella spiaggia di Nungwi, ci tuffiamo in mare per fare un po’ di <strong>snorkeling </strong>e poi ci gustiamo un semplicissimo ma gustoso pranzetto sul ristorantino della spiaggia.</p>
<p>Ma è ora di ripartire diretti alla nostra ultima tappa di questa escursione: la foresta di <strong>Jozani</strong>. Qui ci addentriamo nei sentieri di quest’area protetta ricca di numerose specie animali e vegetali, alcune rare ed endemiche, come il <strong>colobo rosso</strong>, una scimmia con la coda dalle svariate tonalità di rosso che sfuma in arancione. Ce ne sono tantissime e sono praticamente innoque, anche se la guida del parco consiglia di non avvicinarsi a meno di tre metri perché sono comunque animali selvatici che possono mordere o trasmettere qualche malattia.</p>
<p>La nostra ultima escursione è per la <strong>Prison Island</strong>.  <img src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4NEGH_zanzibar.png" alt="" /> Il nostro ormai fedele Ancora ci “<em>preleva</em>” dal villaggio con direzione porto di <strong>Stone Town</strong>. Da qui saliamo su una barca diretti all’<strong>Isola degli Schiavi</strong>. Isola tristemente nota perché venivano confinati gli schiavi ribelli e che divenne in seguito luogo di detenzione per i criminali di Zanzibar. Ora delle celle restano solamente qualche grata e qualche parete diroccata. Ora quest’isola è divenuta asilo di enormi tartarughe e forse non tutti sanno che le prime due furono donate da Freddy Mercury che le importo dalle isole Seychelles.</p>
<p>Trascorriamo il resto della giornata sulla spiaggia pressoché deserta di quest’isolotto.</p>
<p>Di ritorno a Stone Town facciamo tappa all’<strong>African House</strong>, ex colonia inglese, divenuto ora un bellissimo locale con una bella terrazza sul mare, dove gustando un fresco aperitivo ci godiamo un tramonto mozzafiato.<br />
<small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=kiwengwa&amp;sll=-6.165917,39.202641&amp;sspn=0.067158,0.077162&amp;gl=it&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=-5.975315,39.350281&amp;spn=0.11951,0.201874&amp;z=12&amp;iwloc=A">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Facendo le escursioni con i ragazzi locali abbiamo vissuto pienamente e in libertà l’isola di Zanzibar, isola che resterà sempre nel mio cuore e dove spero di ritornare.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 108px"><a href="http://www.flickr.com/photos/volovia/sets/72157621876141275/"><img title="Visita il fotoalbum di Zanzibar su FLICKR" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/flickr_logo_gamma.gif.v59899.14.gif" alt="Visita il fotoalbum di Zanzibar su FLICKR" width="98" height="26" /></a><p class="wp-caption-text">Visita il fotoalbum di Zanzibar su FLICKR</p></div>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michela.png" alt="" /> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
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		<title>El Alamein 2009 &#8211; L&#8217;Egitto Alternativo..</title>
		<link>http://www.volovia.it/el-alamein-2009/3</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 14:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[El Alamein]]></category>
		<category><![CDATA[mar rosso]]></category>

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		<description><![CDATA[
El Alamein… un posto incantevole a pochi “passi” da casa.




Abbiamo prenotato questa vacanza non prevista quasi all’ultimo minuto. Essendo stati già quattro volte nel Mar Rosso ed altrettante nei Caraibi, il metro con il quale misuriamo le nostre nuove mete è sempre piuttosto alto. Dato che El Alamein è ancora una meta poco conosciuta, siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-80" title="Copertina El Alamein" src="http://volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_elalamein.png" alt="Copertina El Alamein" width="588" height="460" /></p>
<p><em>El Alamein… un posto incantevole a pochi “passi” da casa.</em></p>
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Abbiamo prenotato questa vacanza non prevista quasi all’ultimo minuto. Essendo stati già quattro volte nel <em>Mar Rosso</em> ed altrettante nei <em>Caraibi</em>, il metro con il quale misuriamo le nostre nuove mete è sempre piuttosto alto. Dato che <em>El Alamein</em> è ancora una meta poco conosciuta, siamo partiti raccomandandoci di non aspettarci troppo: “<em>troviamo quello che troviamo</em>”.</p>
<p>Invece, gradevolmente sorpresi, abbiamo scoperto un luogo bellissimo.</p>
<p>Certo, nel mare non c’è la barriera corallina perché siamo sul mediterraneo, ma i colori passano dal turchese al verde regalandoci ogni ora uno spettacolo diverso. La sua trasparenza (splendida quando non c’è vento) non ha <strong>nulla da invidiare</strong> al mare delle isole caraibiche.</p>
<p>Il mare non è come quello della <em>Tunisia</em>, come molti potrebbero pensare, è mille volte meglio.<img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_elalamein.png" alt="" /> <em>El Alamein</em> è ancora una località dell’<em>Egitto</em> non abituata al turismo, ancora incontaminata, con chilometri e chilometri di costa selvaggia e pronta, purtroppo, per essere insediata nei prossimi anni da numerosi alberghi, villaggi, ecc. ecc.</p>
<p>Abbiamo viaggiato con il Tour Operator <strong>Alba Tour</strong> presso l’<strong>Alba Club El Alamein – Charme Life</strong> con volo diretto da Verona Villafranca.</p>
<p>La convocazione era fissata per le 4 del mattino e il decollo per le 6. Il tutto in orario perfetto. Arrivati a destinazione sbrighiamo con velocità le formalità doganali e troviamo con nostro stupore le valige già pronte per il ritiro. All’uscita gli animatori <em>Alba Club</em> ci consegnano una busta con l’assegnazione della nostra camera e il “<em>solito</em>” foglio informativo con l’elenco delle escursioni.</p>
<p>Arriviamo all’Hotel e alle ore 12.00<strong> siamo già in spiaggia</strong>. Tutte le camere sono <strong>vista mare</strong>, grandissime (quasi 50 mq.), molto pulite, con cassetta di sicurezza, asciugacapelli, televisore, balcone con tavolino e due sedie. La <strong>spiaggia è immensa</strong>, sia in larghezza che in lunghezza con la sabbia bianchissima.</p>
<p>Si possono fare lunghissime passeggiate in quasi totale solitudine, ammirando la bellezza di questo luogo non ancora contaminato dal turismo di massa.  Le onde che si infrangono sugli scogli conferiscono a questo luogo un qualcosa di affascinante e selvaggio.</p>
<p>Gli addetti alla spiaggia, attrezzata con ombrelloni e lettini, portano i materassini sul lettino prescelto e tengono la <strong>spiaggia perfettamente pulita</strong>. Ho fatto una marea di foto al mare perché ogni giorno mi sembrava avesse colori sempre più belli.</p>
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Questa è una zona sempre ventilata e quindi anche il mare potrebbe essere spesso mosso, per questo motivo è stata ricreata una insenatura, con una protezione artificiale di scogli, all’interno della quale il mare è sempre calmo e balenabile. Tra il mare e l’hotel c’è la zona piscine, anch’essa attrezzata con ombrelloni e lettini. La piscina principale è gigantesca, pulitissima. Poi ce n’è una più piccola per i bambini, un’altra con altezza di circa un metro e un’altra collegata con quella interna riscaldata. Svariati sono i bar all’interno del complesso, uno nella zona piscine, uno di fronte alla hall e un altro sulla terrazza esterna panoramica con bellissima vista sul mare. <img src="http://volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4NEG_elalamein.png" alt="" />Il ristorante è disposto a semicerchio con vista mare e sulla piscina interna. E’ <strong>completamente a buffet</strong> e vi sono parecchi angoli <em>show cooking</em> con cuochi egiziani che preparano la pasta al momento secondo le preferenze dei clienti, grigliano verdure, carne e pesce. Fanno bruschette e pizze proprio davanti ai vostri occhi. E poi verdura e dolci a volontà. Il tutto di <strong>ottima qualità</strong>.</p>
<p>Non abbiamo partecipato ad alcuna attività proposta dall’animazione per cui non possiamo dare valutazioni al riguardo. Possiamo comunque dire che i ragazzi non erano insistenti nelle varie proposte del giorno per cui chi vuol starsene tranquillo non ha di che preoccuparsi.</p>
<p>Per gli altri invece venivano organizzati ogni giorno tornei di <em>beach volley, bocce, tiro con l’arco, acqua gym,</em> ecc. ecc.</p>
<p>Alla sera alle ore 22.00 spettacolo in anfiteatro e chiusura della serata in discoteca. Per chi viaggia con bambini è previsto un <em>mini club</em> dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30 con <em>baby dance</em> tutte le sere alle ore 21.30 nell’anfiteatro.</p>
<p>Numerose sono le escursioni proposte: Il <strong>Cairo, Alessandria, le oasi di Siwa, Marsa Matrough e El Alamein.</strong> Noi abbiamo partecipato a quest’ultima avendo questa località un ruolo di <strong>storica importanza</strong> nel corso della seconda guerra mondiale, dove migliaia di italiani persero la vita.</p>
<p>Durante questa escursione si visita il <strong>museo militare</strong> ed i vari sacrari costruiti in memoria dei caduti<em> italiani, inglesi e tedeschi.</em></p>
<p><em> </em>Per il momento <strong>al di fuori dell’Hotel non vi è assolutamente nulla</strong> e pertanto tutte le escursioni devono essere fatte con il tour operator. All’interno del villaggio c’è un centro benessere dove sono previsti numerosi trattamenti per il corpo e massaggi. La spa comprende anche sauna, idromassaggio e palestra attrezzata.</p>
<p>Una settimana passa in fretta ed è già ora di prepararsi per la partenza. Solita procedura per lasciare libere le stanze ecc. ecc. Partenza dall’Hotel prevista per le 16.00. Alle 15.45 arrivano tutti i pullman e puntuali alle quattro si parte per l’aeroporto. Check In rapidissimo, addirittura gli egiziani esortavano i turisti a mettere velocemente le valige sul nastro. Decollo con 30 minuti di anticipo. Insomma <strong>sembrava quasi di essere in Svizzera e non in Egitto</strong>.</p>
<p><small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;q=El+Alamein,+%D9%85%D8%B1%D9%83%D8%B2+%D8%A7%D9%84%D8%B9%D9%84%D9%85%D9%8A%D9%86,+%D9%85%D8%B7%D8%B1%D9%88%D8%AD,+Egitto&amp;sll=31.271508,33.733521&amp;sspn=1.847449,2.469177&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;geocode=FUZQ1gEdxc65AQ&amp;split=0&amp;t=k&amp;ll=30.840342,28.962708&amp;spn=0.051586,0.100937&amp;z=13">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Domanda: <em>tornerei ad El Alamein?</em> Si, certo che si. Per trascorrere una vacanza in assoluto relax a sole tre ore di volo da casa e per godermi ancora la natura incontaminata e prima dell’invasione del turismo di massa presente ad Hurghada e Sharm El Sheik.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">el alamein viaggio racconto</span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 108px"><a href="http://www.flickr.com/photos/volovia/sets/72157621853774275/"><img title="Visita il fotoalbum di El Alamein su FLICKR" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/flickr_logo_gamma.gif.v59899.14.gif" alt="Visita il fotoalbum di El Alamein su FLICKR" width="98" height="26" /></a><p class="wp-caption-text">Visita il fotoalbum di E Alamein su FLICKR</p></div>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michela.png" alt="" /><br />
<img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></p>
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