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	<title>VOLOVIA ...e vado in vacanza &#187; Caraibi</title>
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	<description>Racconti e Diari di Viaggio</description>
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		<title>Cuba, dove il tempo si è fermato&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 12:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Per il nostro viaggio a Cuba non scegliamo una metà decisamente turistica come Varadero ma optiamo per Camaguey, zona a nord est dell’isola.
Alloggiamo  in un villaggio venduto dalla Viaggidea, tour operator con il quale ci siamo trovati benissimo. Siamo al Vitaclub Caracol situato lungo la bella spiaggia di Santa Lucia. L’albergo era veramente carino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Cuba" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_cuba.png" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Per il nostro viaggio a Cuba non scegliamo una metà decisamente turistica come <strong>Varadero </strong>ma optiamo per <strong>Camaguey</strong>, zona a nord est dell’isola.</p>
<p>Alloggiamo  in un villaggio venduto dalla Viaggidea, tour operator con il quale ci siamo trovati benissimo. Siamo al <strong>Vitaclub Caracol</strong> situato lungo la bella spiaggia di <strong>Santa Lucia</strong>. L’albergo era veramente carino ed accogliente, 154 camere disposte in bungalows in muratura, circondati da ampi spazi verdi: <strong>altissime palme da cocco</strong>, alberi pieni di <strong>caschi di banane</strong> e tantissimi fiori colorati. La camera era piuttosto spaziosa, senza balcone e semplicemente arredata.</p>
<p>In seguito ad un notevole ritardo aereo stringiamo amicizia già alla partenza con un nutrito gruppo di ragazzi, con i quali divideremo le nostre giornate in spiaggia e alcune escursioni .</p>
<p>I primi giorni a Cuba sono stati un po&#8217; complicati a causa della famosa<a title="Sindrome da Jet Lag" href="http://www.volovia.it/jet-lag-consigli-anti-insonnia/156"> &#8220;sindrome da Jet Lag&#8221;</a> che ci costringeva a notti insonni e pomeriggi assonnati.</p>
<p>La prima escursione che decidiamo di fare è quella più importante: <strong>Santiago de Cuba</strong>.</p>
<p><img class="alignleft" title="Viaggio a Cuba" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_cuba.png" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p>Con il bus ci portano all’<strong>aeroporto di Camaguey</strong>. Solo qui scopriamo l’aereo che ci porterà a destinazione, un vecchio <strong>Antonov </strong>di costruzione sovietica<strong> </strong>con pochissimi posti a bordo e dall&#8217;aspetto molto poco rassicurante. All&#8217;interno vi era nastro isolante ovunque per tenere unite diverse parti dell’aereo. Mio marito ed io ci guardammo, ma ormai eravamo in ballo e quindi tanto valeva ballare. Per fortuna andò tutto bene ed arrivammo a Santiago senza intoppi.</p>
<p>Santiago de Cuba è una delle città <strong>più antiche dell’isola</strong>, fondata da <strong>Diego Velazquez</strong> nel <strong>1514 </strong>e conosciuta  come una delle città più accoglienti di Cuba.</p>
<p>Qui abbiamo visitato la <strong>Plaza de la Revoluciòn</strong>, il cimitero di <strong>Santa Efigenia</strong>, il centro storico, la <strong>casa del fondatore</strong>, la <strong>fabbrica del rum</strong> e la <strong>fabbrica di sigari</strong>. In quest’ultima abbiamo assistito alla completa lavorazione: da quando arrivano le foglie di tabacco fino al sigaro completamente finito. Questa visita è stata veramente istruttiva, tutti i lavoratori, per lo più donne, dispongono di un loro banchetto personale con gli “<em>attrezzi</em>” del mestiere e, con estrema abilità, producono decine e decine di sigari al giorno, mentre un uomo da un banco più alto posto all’inizio delle varie stanze legge le notizie dal quotidiano del giorno.<br />
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<p>Nonostante vi sia l’embargo americano, il popolo cubano è estremamente orgoglioso delle proprie risorse delle quali ha fatto tesoro.</p>
<p>A Santiago, come in altre importanti città di Cuba, le scuole di tutti i gradi e direzione, sono di altissimo livello, come pure gli ospedali e la dedica allo sport, per il quale i cubani godono di permessi speciali per poter uscire dal paese ed effettuare gare, concorsi o quant’altro.</p>
<p><img class="alignnone" title="viaggio a Cuba" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4NEGH_cuba.png" alt="" width="588" height="149" /></p>
<p>Qui a Santiago de Cuba ci chiediamo se siamo arrivati in aereo o con un macchina del tempo: tutto sembra essersi fermato agli anni &#8216;50.  Le strade sono percorse solamente da vecchie auto americane degli anni ’30, ’40 e ’50 dai ricambi ormai introvabili, ma che i cubani, con estrema destrezza, riescono a ricavare anche da un pezzo di una lavatrice. Le auto si confondono con piccoli carrettini trainati da buoi o vecchissimi camion, che spesso fungono da autobus, stracarichi di persone che vanno e vengono dal lavoro nei campi.</p>
<p><img class="alignright" title="Viaggio a Cuba" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL2_cuba.png" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p><img class="alignleft" title="viaggio a Cuba" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4NEGV_cuba.png" alt="" width="232" height="588" /></p>
<p>I cubani hanno a disposizione una “<em>Libreta</em>”, un libretto sul quale lo stato registra per ogni cubano un certo quantitativo, veramente ristretto,  di alcuni alimenti e generi di prima necessità con il quale gli abitanti possono fare la spesa. Certo non è molto e spesso siamo stati fermati da alcuni bambini o donne cubane che chiedevano qualche pezzo di sapone.</p>
<p>Tra una giornata in spiaggia e l’altra prenotiamo la nostra prossima escursione con una coppia di amici: il <strong>Jeep Safari</strong>.</p>
<p>Una guida passa a prenderci all’hotel cono una bellisima <strong>dune buggy</strong>.  La nostra direzione è <strong>Cayo Sabinal</strong>. Durante il percorso ci alterniamo alla guida di questa simpatica vettura, godendo della vera Cuba. Passiamo per piccoli e poveri paesini dove di rado si vedono turisti e tutti ci salutano con un cenno della mano, attraversiamo piantagioni di <strong>canna da zucchero</strong>, infinite distese di <strong>ananas</strong>, case di contadini che allevano qualche capo di bestiame. Qui tutto appartiene allo stato che da in concessione degli appezzamenti di terreno alla popolazione.<br />
<img class="alignleft" title="viaggio a Cuba" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL3_cuba.png" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p>Dopo un percorso di circa un’ora e mezza arriviamo a destinazione. Una spiaggia, quella di <strong>Los Pinos</strong>, pressoché deserta con un acqua meravigliosa. Ci tuffiamo subito in acqua e stiamo in ammollo rilassandoci e godendoci questa bella giornata fino all&#8217; ora dello spuntino. Purtroppo dei nuvoloni, decisamente minacciosi, ci costringono a ripartire prima del previsto, ma durante la via del ritorno veniamo colpiti in pieno da questo temporalone di passaggio.</p>
<p>La nostra dune buggy aveva solamente un piccolo tettuccio, i tergicristalli non funzionavano, le strade erano completamente allagate e abbiamo dovuto guidare sporgendo la testa per non rischiare di uscire di strada.</p>
<p>Siamo tornati bagnati fradici, infangati fino all’osso, ma è stata una bellissima e divertente avventura.</p>
<p>La prossima sarà un’escursione decisamente più rilassante.</p>
<p>A bordo di un comodo catamarano con partenza direttamente dalla spiaggia, partiamo alla scoperta di questo splendido mare. Facciamo una tappa per lo <strong>snorkeling </strong>in una zona popolatissima di <strong>stelle marine rosse</strong> per poi dirigerci a <strong>Playa Bonita</strong> dove ci attende un pranzetto a base di pesce e ovviamente altri bagni in mare.</p>
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Con il nostro gruppetto di amici, facciamo la conoscenza di alcuni ragazzi del posto che si occupano, tra l’altro, di animare le serate del villaggio. Questi ragazzi cercano di sbarcare il lunario come possono, perché i loro stipendi sono decisamente bassi. Per cui ci convincono, alla modestissima cifra di dieci euro, a prenotare una serata con aragosta nella loro casa. Ci vengono a prendere poco distante dall’hotel, perché hanno timore di essere “<em>scoperti</em>” e ci portano nella loro abitazione.<br />
<small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=santa+lucia+cuba&amp;sll=-5.988842,39.377025&amp;sspn=0.26872,0.308647&amp;gl=it&amp;g=kiwengwa&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=21.454347,-77.044373&amp;spn=0.447346,0.807495&amp;z=10">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Nonostante la povertà in cui alcuni vivono, ci accolgono come ospiti di tutto riguardo, con un lunghissimo tavolo apparecchiato proprio sulla spiaggia e ci servono  <strong>l’aragosta </strong>più buona che abbiamo mai gustato.</p>
<p>Per il momento le nostre escursioni si sono fermate qui.</p>
<p>C’è ancora molto da vedere a Cuba e quello che resta lo teniamo in serbo per il nostro prossimo viaggio in quest’isola.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 108px"><a href="http://www.flickr.com/photos/volovia/sets/72157622019057632/"><img title="Visita il fotoalbum di Cuba su FLICKR" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/flickr_logo_gamma.gif.v59899.14.gif" alt="Visita il fotoalbum di Cuba su FLICKR" width="98" height="26" /></a><p class="wp-caption-text">Visita il fotoalbum di Cuba su FLICKR</p></div>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michela.png" alt="" /> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
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		<title>ARUBA &#8211; Un&#8217;isola felice !</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 19:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tag: aruba viaggio racconto racconto di viaggio aruba racconto aruba viaggio aruba
Diario di viaggio: ARUBA




Partenza dall’aeroporto di Milano  Malpensa con volo diretto  per Aruba. Tour Operator Dimensione Turismo –  Hotel Holiday Inn.
Il volo diretto è una novità da  ottobre 2008 e forse per questo motivo Aruba non è ancora molto conosciuta dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Tag: aruba viaggio racconto racconto di viaggio aruba racconto aruba viaggio aruba</span><img src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_aruba.png" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Diario di viaggio: ARUBA</p>
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Partenza dall’aeroporto di <strong>Milano  Malpensa</strong> con volo diretto  per Aruba. Tour Operator <strong>Dimensione Turismo –  Hotel Holiday Inn.</strong></p>
<p>Il volo diretto è una novità da  ottobre 2008 e forse per questo motivo Aruba non è ancora molto conosciuta dai turisti  italiani. Fa parte delle isole dette dell’<strong>ABC: Aruba, Barbuda e Curacao.</strong><br />
Tralascio le solite formalità  doganali ormai ben note.<br />
All’arrivo all’Hotel Holiday Inn  l’assegnazione della camera è stata piuttosto caotica. Una notevole ressa alla  reception con gli addetti che parlavano poco l’italiano e facevano un po’ di  confusione con le buste contenenti le chiavi e le card per gli asciugamani  spiaggia.<br />
Ricevute le chiavi arriviamo alla  nostra camera, molto ampia, ben arredate e pulita, tv e frigobar, con balcone  vista giardino e mare.</p>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_aruba.png" alt="" /><br />
Il complesso è molto grande,  circa <strong>600 camere</strong> suddivise in tre diverse palazzine di sette piani. Tre sono i  ristoranti: il <strong>Corals</strong> situato nella zona piscine e aperto per colazione, pranzo  e cena con servizio a buffet e buona qualità di quanto offerto, il <strong>Caffè Da  Vinci </strong>aperto solo la sera su prenotazione con cucina italiana e il <strong>Sea Breeze </strong> all’aperto proprio in spiaggia con servizio <em>a la carte</em> al tavolo.<br />
L’Hotel si trova sulla spiaggia  di <strong>Palm Beach</strong> con sabbia bianchissima, purtroppo gli ombrelloni in spiaggia non  sono sufficienti per i numerosi ospiti dell’hotel e vengono assegnati al  mattino ***** a seconda  dell’ordine di arrivo ****</p>
<p>La spiaggia è lunga svariati  chilometri e offre quindi la possibilità di effettuare interminabili  passeggiate.</p>
<p>Questa parte di costa è  completamente attrezzata per i turisti, soprattutto americani, tanto da  sembrare quasi di essere a Miami. La zona insediata dagli hotel è  sostanzialmente divisa in due parti: la <strong>Low Rise Hotel </strong>e la <strong>High Rise Hotel</strong>,  dove si trovano rispettivamente hotel di massimo tre piani e hotel invece anche  alti 10 piani.<br />
E’ sufficiente però allontanarsi  un po’ da questi alberghi per trovare uno scenario completamente diverso.</p>
<p><strong>One Happy Island</strong> è lo slogan di  quest’isola che è anche scritto su tutte le targhe automobilistiche. Un isola felice  appunto.</p>
<p>Abitanti calorosi e ottimo clima secco visto le scarse precipitazioni.  L’isola è lunga circa 30 chilometri e larga 10 e ne dista solamente 30 dalle  coste del Venezuela.<br />
Aruba è un isola molto diverse da  tutte le altre “sorelle” dei caraibi. Qui infatti le scarse precipitazioni non  hanno favorito molto la vegetazione, bensì lo <strong>sviluppo dei cactus </strong>che sono  ovunque nell’isola ed in alcuni punti sempre di essere in uno dei luoghi dove  sono stati girati i film western di Sergio Leone.<br />
Già prima di partire, dietro  consiglio della nostra agenzia di fiducia, avevamo deciso di girare per conto  nostro l’isola, visto che è <strong>assolutamente attrezzata</strong> per il turismo, e di non  appoggiarci al Tour operator.<br />
Dopo pochi giorni dal nostro  arrivo, attrezzati di cartina stradale dell’isola, abbiamo <strong>noleggiato un scooter</strong> e  siamo partiti alla volta del <strong>faro</strong> situato nella punta nord, costeggiando le  bellissime spiagge di <strong>Malmok</strong> e <strong>Arashi </strong>ove è possibile anche praticare lo  snorkelling.<br />
Tutti i turisti affollano le  spiagge di Palm ed Eagle beach e quindi le altre spiagge sono pressoché deserte  e incontaminate. Dal Faro California <strong>si gode di un bel  panorama </strong>della parte occidentale dell’isola:  spiagge   alte dune di sabbia e scogli rocciosi.</p>
<p><img src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4NEGH.png" alt="" /><br />
Ovviamente non poteva mancare la tappa alle imponenti dune  dell’isole situate in prossimità del faro.</p>
<p>Parcheggiato il motorino e posati i  nostri caschi stile Sturmtruppen ci siamo avventurati a piedi in questa <strong>distesa  sconfinata di sabbia</strong>, dove il sole batte cocente, le <strong>iguane dal bel color  turchese</strong> affiorano dagli “sprazzi” d’erba per vedere chi disturba il loro  territorio e l’oceano atlantico regala con l’infrangersi delle sue onde sulla  costa emozioni indimenticabili.</p>
<p>Sconsigliamo vivamente di percorre le dune in auto, primo è  vietato e secondo vi insabbiereste senza alcun dubbio. Infatti abbiamo dovuto  aiutare una giovane coppia di turisti americani che avevano le ruote  completamente affossate nella sabbia.</p>
<p>Dopo queste soste ripartiamo alla volta di <strong>Paradera </strong>diretti  alle formazioni rocciose di <strong>Casibari</strong>, uno dei punti più altri dell’isola dal  quale si gode di una vista mozzafiato dell’isola.</p>
<p><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL2_aruba.png" alt="" /><br />
E poi via di nuovo alle formazioni rocciose di <strong>Ayo Rock</strong>, dove  sono state scoperte <strong>incisioni rupestri</strong> di migliaia di anni fa.</p>
<p>Facciamo ancora qualche giretto per i paesini della parte  nord dell’isola, incontrando qua e là simpatici scolari che ci salutano  regalandoci grandi sorrisi.<br />
Lasciamo l’altra metà dell’isola per uno dei prossimi giorni e  rientriamo in albergo.<br />
I due giorni successivi trascorrono facendo jogging il  mattino presto in mezzo agli innumerevoli turisti americani sfegatati di questo  sport, poi spiaggia, bagni in mare e in piscina e qualche tappa al vicino Mc  Donald&#8217;s.</p>
<p>Ed eccoci qui di nuovo pronti per un’altra esplorazione.</p>
<p>Sempre con la nostra cartina alla mano, anche se serve solo di orientamento  perché le indicazioni stradali lasciano un po’ a desiderare, partiamo con la  nostra jeep 4&#215;4 alla volta della cittadina di <strong>San Nicolas</strong>, la seconda città più  grande di Aruba. In questa cittadina si trova una grande raffineria petrolifera  che poco si intona purtroppo con il paesaggio circostante, ma che da lavoro  alla maggior parte degli abitanti di questa zona.</p>
<p>Ben presto ci accorgiamo come  questa parte dell’isola sia completamente diversa da quella che abbiamo  visitato qualche giorno prima dove hotel e lussuose  ville si susseguivano frequenti.</p>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4NEGV_aruba.png" alt="" width="228" height="588" /><br />
Qui sono le piccole casette colorate che ornano le strade  principale e le piccole vie laterali non asfaltate, i piccoli supermercati, gli  arubani che vanno e vengono dal lavoro,</p>
<p>Come dicevo le indicazioni stradali non sono molto chiare,  c’è una strada interrotta e quindi siamo costretti a chiedere indicazioni ad un  poliziotto per raggiungere la rinomata spiaggia <strong>Baby beach</strong>.</p>
<p>Arrivati l’incanto  si apre davanti ai nostri occhi, una <strong>spiaggia bellissima</strong>, dove la sabbia bianchissima  ti acceca e il turbinio dei colori del mare ammalia. Non c’è quasi nessuno,  solo qualche arubiano che è venuto per passare la giornata con la famiglia.  Proprio in mezzo alla spiaggia c’è un <strong>“divi divi” la pianta tipica dell’isola</strong>,  sempre ripiegata verso terra.</p>
<p>Fatte le foto e le riprese di rito ci tuffiamo in  quest’acqua splendida, trasparente e calda per un bagno ristoratore. Restiamo  un po’ in spiaggia a contemplare quest’angolo di paradiso e ripartiamo per il  parco nazionale dell’<strong>Arikok.</strong></p>
<p>L’Arikok è parco nazionale protetto fatto di stradine  sterrate, da percorrere esclusivamente con una 4&#215;4, cactus e piante di <strong>Aloe </strong>a  non finire e ricopre quasi il 20% del territorio. Nella parte orientale del  parco si costeggia per qualche chilometro l’oceano che si staglia contro gli  scogli creando onde altissime.</p>
<p>Il giorno dopo prendiamo l’autobus diretti alla coloratissima  capitale dell’isola: <strong>Oranjestadt</strong>.</p>
<p>Questo è il paradiso per gli amanti dello  shopping, ma non si pensi di acquistare a prezzi bassi e magari contrattando  come si fa talvolta nelle altre isole caraibiche. Qui i <strong>turisti americani la  fanno da padroni</strong>, siamo a poche ore di volo da Miami e New York  e quasi ogni giorno nel porto di questa  “cittadina” attraccano <strong>enormi navi da crociera</strong>. Si trovano negozi delle  migliori marche, ma non manca, nella zona del porto qualche bancarella dove  acquistare qualche oggetto d’artigianato o una delle tante colorate targhe  automobilistiche con la scritta “<strong>One Happy Island</strong>”.<br />
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<p>Nella capitale spicca il  <strong>Royal Plaza</strong> completamente rosa, tanto da sembrare una casa delle bambole.</p>
<p>Una settimana passa in fretta ad Aruba, di fronte al nostro  hotel c’è un piccolo centro commerciale e  l’ultima sera  non possiamo esimerci di fare buona scorta di  <strong>creme a base di aloe</strong>, altra pianta tipica dell’isola.</p>
<p>Detto fatto si parte per l’aeroporto <strong>Queen Beatrix</strong> in  direzione Milano Malpensa per il rientro a Verona.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 108px"><a href="http://www.flickr.com/photos/volovia/sets/72157621852878461/"><img title="Visita il fotoalbum di Aruba su FLICKR" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/flickr_logo_gamma.gif.v59899.14.gif" alt="Visita il fotoalbum di Aruba su FLICKR" width="98" height="26" /></a><p class="wp-caption-text">Visita il fotoalbum di Aruba su FLICKR</p></div>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michela.png" alt="" /><br />
<a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Giamaica, Bob Marley e non solo&#8230;</title>
		<link>http://www.volovia.it/la-giamaica/56</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 06:08:08 +0000</pubDate>
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Racconti di Viaggio: Giamaica
Non credo che gli italiani mettano al primo posto tra le mete caraibiche la Giamaica. Ed è un vero peccato&#8230;!
Gli alberghi sono moderatamente costosi nonostante l&#8217;isola ospiti principalmente turisti americani (generalmente, dove si insedia il turismo americano, i prezzi sono sempre molto alti), riusciamo comunque a trovare una buona occasione con la [...]]]></description>
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<p>Racconti di Viaggio: Giamaica</p>
<p>Non credo che gli italiani mettano al primo posto tra le mete caraibiche la Giamaica. Ed è un vero peccato&#8230;!</p>
<p>Gli alberghi sono moderatamente costosi nonostante l&#8217;isola ospiti principalmente turisti americani (generalmente, dove si insedia il turismo americano, i prezzi sono sempre molto alti), riusciamo comunque a trovare una buona occasione con la <strong>Press Tour</strong> alloggiando nella città di <strong>Negril </strong>all&#8217;interno del <strong>Cl</strong><strong>ub Merryl’s Beach Resort </strong>in formula <em>all-inclusive</em>.</p>
<p>L’Hotel si compone di tre strutture, alte solamente due piani,  affiancate una  all’altra. Vengono chiamate <strong>Merryl’s I, II e III</strong>.  A noi viene assegnato il III. E’ un albergo piuttosto semplice ed essenziale che, a dire il vero, avrebbe bisogno di essere un po’ rinfrescato ed il ristorante di essere un po’ più fornito. Non ha la piscina, che però si trova al Merryl’s II, dove anche gli ospiti degli altri due hotel possono accedere.</p>
<p>Per gli amanti della vita notturna segnalo che l’hotel è situato in prossimità di locali dove la <strong>musica reggae vive e si anima fino a tarda notte</strong>.</p>
<p><img class="alignright" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_giamaica.png" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p>I primi due giorni, per acclimatarci un po’, facciamo la classica vita da mare: sole, qualche fresco frullato di frutta, una bibita e passeggiate lungo la splendida spiaggia di Negril.</p>
<p>Qui i complessi alberghieri si susseguono uno dietro l’altro e i turisti americani si divertono nei classici sport: <strong>banana boat, para sayling </strong>ecc. ecc.</p>
<p>Preparatevi ad essere frequentemente fermati da pittoreschi giamaicani dagli occhi gonfi e lucidi che cercheranno di vendervi senza tanti giri di parole la cosidetta <strong>ganja</strong>, meglio conosciuta come <strong>marjuana</strong>, pianta che viene coltivata <strong>illegalmente </strong>su quest’isola. Come pure <strong>è illegale il suo possesso</strong>.</p>
<p>La Press Tour offriva una formula molto interessante chiamata <strong>Explora Cafè</strong>: un programma di eventi e piccole escursioni comprese nel prezzo che abbiamo pagato e quindi cominciamo la nostra esplorazione dell’isola.</p>
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<p>Visitiamo il g<strong>rande  mercato dell’artigianato</strong> all’aperto. Semplicemente fantastico, decine e decine di coloratissimi quadri appesi ovunque e maschere intagliate nel legno raffiguranti l&#8217;idolo della patria: <strong>Bob Marley</strong>, (che acquistiamo senza esitare) e tantissimi altri splendidi oggetti di artigianato locale</p>
<p>Ogni giamaicano voleva farci visitare il proprio negozietto anche se non compravamo nulla, altrimenti si offendevano. Al termine della visita, ci salutavano sempre con il loro motto: <strong>“respect jamaican man”</strong>.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4NEG_giamaica.png" alt="" width="228" height="588" /></p>
<p>Il bus ci porta poi ad un centro commerciale che, a dire il vero, non ci interessa proprio, preferendo di gran lunga i locali mercatini artigianali.</p>
<p>Verso il tramonto è ora di fermarsi al famosissimo <strong>Rick’s Cafè</strong>, situato su una splendida scogliera, dove possiamo ammirare le<strong> prodezze dei tuffatori locali.</strong> Musica reggae cantata dal vivo in sottofondo gustando un ottimo cocktail tropicale per concludere questa prima gita.</p>
<p>Il giorno dopo decidiamo di noleggiare uno scooter e di visitare i dintorni per conto nostro.</p>
<p>La zona di Negril è piuttosto sicura, soprattutto durante il giorno.  Ci dirigiamo subito verso il centro della cittadina per fare rifornimento di carburante ed essendo domenica,  chiediamo indicazioni per raggiungere  la Chiesa  dove viene celebrata la <strong>Messa Gospel</strong>. Una tappa decisamente sconosciuta ai turisti, quindi per questo scelta da noi. Appena giunti ci sentiamo quasi fuori luogo vestiti in pantaloncini corti e canotta, perché vediamo arrivare gli abitanti del paese vestiti a festa. Gli uomini in giacca e cravatta e le donne con <strong>colorati abiti e cappellini con veletta </strong>un po&#8217; stile <em>american retrò</em>.</p>
<p>Ma mi ero preparata… e dallo zainetto estraggo pantaloni lunghi e maglietta.</p>
<p>Entriamo quindi nella chiesa per assistere alla “<em>funzione</em>” e quasi neanche fanno caso a noi.  <strong>Sembrava di essere in un film</strong>, il predicatore, come un attore consumato, interpretava la sua funzione con esagerato trasporto e le donne chiudendo gli occhi alzavano le braccia al cielo in segno di approvazione ed invocazione. Poi è stato il momento dei cori cantati dai bambini. <strong>Un emozione un’unica e indescrivibile</strong> e senza accorgecene ci ritroviamo con le lacrime agli occhi.</p>
<p>Abbiamo ripreso tutto per poter ricordare anche a distanza di anni questo bel momento.</p>
<p>Ripartiamo con il nostro motorino allontanandoci dalla costa verso l’interno dove mano a mano le case in legno degli abitanti scompaiono piano piano. Arriviamo ad un caratteristico bar che vende statue di artigianato locale (in realtà raffiguravano posizioni del kamasutra) e le immancabili <strong>maschere intagliate nel legno</strong>. Ci accoglie una donnona giamaicana con un seno enorme e un grande sorriso e ci facciamo servire un boccale di birra ghiacciatissima.</p>
<p>Provatela!!! <strong>La birra giamaicana è buonissima.</strong><br />
<img class="alignright" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL2_giamaica.png" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p>Dopo esserci ristorati ripartiamo girovagando senza meta, scorgendo qua e là qualche giamaicano dallo sguardo stordito rivolto verso il cielo e tra le dita il classico &#8220;<em>cannon</em>e&#8221;.</p>
<p>Ritorniamo verso il paese e ci fermiamo a curiosare nel loro supermercato; con nostro stupore troviamo tantissime marche presenti anche in Italia. Acquistiamo qualche prodotto tipico quindi ritorniamo all&#8217; hotel.</p>
<p>Il giorno dopo usciamo in barca assieme ad un giamaicano che porta noi ed un&#8217;altra coppia, su un’isoletta deserta a destra del Merryl’s. Con pochi dollari facciamo <strong>snorkeling </strong>e ci gustiamo un <strong>ottima aragosta</strong> oltre a goderci un mare veramente cristallino.</p>
<p>E&#8217; giunta l’ora dell’escursione più importante. Partiamo con il bus e passando per l’esotica <strong>Mangrove Avenue</strong> arriviamo al <strong>Black River</strong> dove iniziamo una bella gita in barca <strong>tra mangrovie e coccodrilli </strong> dirigendoci poi verso la <strong>fabbrica del Rum Appleton Estate</strong>, la più antica del mondo. Passiamo poi per la <strong>Nassau Valley</strong>, il cuore dell’isola completamente circondato da piantagioni di canna da zucchero .</p>
<p>Qui una guida ci illustra tutti i procedimenti per la lavorazione del Rum che si ricava dalla canna da zucchero.  Alla fine della visita ci fanno assaggiare più di una decina di liquori così da poter scegliere quale acquistare.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4NEGH_giamaica.png" alt="" width="588" height="150" />Proseguiamo visitando la tomba dove è sepolto <strong>Peter Tosh</strong>, il famoso fondatore del gruppo <strong>the Wailers</strong>, che portò Bob Marley alla ribalta.</p>
<p>La zona è completamente circondata da piante di Marijuana.</p>
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<p>Dopo la pausa per il pranzo arriviamo alla nostra ultima meta: <strong>le cascate Ys Waterfalls</strong>. Una meraviglia, peccato che il giorno prima la Giamaica fosse stata sfiorata da un urugano che aveva portato vento e pioggia intorpidendo l&#8217;acqua colorandola di marroncino. Lo spettacolo era ugualmente bellissimo.<br />
<small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=giamaica+negril&amp;sll=31.030688,28.588486&amp;sspn=0.028941,0.038581&amp;gl=it&amp;ie=UTF8&amp;ll=18.338884,-78.100433&amp;spn=0.45624,0.807495&amp;z=10">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>E’ ora di rientrare, prima però facciamo un&#8217;ultima tappa dalla <em>Mami </em>per gustare nel suo chioschetto sulla strada il <strong>cocco fresco</strong> e i <strong>gamberetti fritti. </strong>Ripartiamo alla volta dell’hotel passando per l’ormai conosciuta <strong>Bamboo Avenue,</strong> strada nella quale venne girato lo spot della Fiat Doblò con i giamaicani a bordo di un bob.</p>
<p>Ci gustiamo gli ultimi due giorni in assoluto relax prima del nostro rientro in Italia.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 108px"><a href="http://www.flickr.com/photos/volovia/sets/72157621855558837/"><img title="Visita il fotoalbum della GIAMAICA su FLICKR" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/flickr_logo_gamma.gif.v59899.14.gif" alt="Visita il fotoalbum della GIAMAICA su FLICKR" width="98" height="26" /></a><p class="wp-caption-text">Visita il fotoalbum della GIAMAICA su FLICKR</p></div>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michela.png" alt="" /><br />
<img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></p>
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