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	<title>VOLOVIA ...e vado in vacanza &#187; Estero</title>
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	<description>Racconti e Diari di Viaggio</description>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:43:50 +0000</pubDate>
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Soggiorno Studio a Vancouver con MB Scambi Culturali 2009
 
La decisione di andare a Vancouver mi è balzata in testa velocemente, e molto velocemente si è realizzata; si potrebbe dire che sono arrivato in Canada per sbaglio, per una serie fortuita di eventi; lì per lì non che fossi entusiasta di dover lasciare tutto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="vancouver" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_vancouver.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p><strong>Soggiorno Studio a Vancouver con MB Scambi Culturali 2009</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La decisione di andare a Vancouver mi è balzata in testa velocemente, e molto velocemente si è realizzata; si potrebbe dire che sono arrivato in Canada per sbaglio, per una serie fortuita di eventi; lì per lì non che fossi entusiasta di dover lasciare tutto e partire, le partenze, si sa, sono la cosa più difficile di un viaggio, ma a posteriori rifarei la valigia volentieri e, anzi, sinceramente mi soffermerei ancora di più sull’East cost canadese tra le montagne e il mare. E’ capitato tutto per sbaglio perché io quell’estate sarei dovuto andare in viaggio di maturità con i miei compagni di classe, ma poi tra una cosa e l’altra è saltato tutto, e così ho deciso di andarmene da solo a fare un viaggio per conto mio. Vancouver è stata una delle prime scelte che Michela di <strong>MB Scambi Culturali</strong> <strong>( <a href="http://www.mbscambi.com/">http://www.mbscambi.com/</a> ) </strong>mi ha proposto, e l’ho accettata al volo. Ho fatto l’esame di Stato il meglio che ho potuto, e il giorno dopo del mio orale, 24 ore esatte dopo che mi trovavo in quell’aula afosa del mio liceo con dei professori stanchi davanti a me, stavo ammirando il sole che tramontava sull’orizzonte marino visto da English Bay.</p>
<p>Così è cominciata la mia avventura, per una serie fortuita di eventi!</p>
<p>Devo essere sincero e riconoscere che è sempre per questa serie fortuita di eventi che ho potuto soggiornare in una “host-family” fantastica. Sheila e David abitano in West Vancouver, che ho scoperto poi essere la zona VIP di Vancouver, pur non essendo loro VIP o ricconi; sono una famiglia normalissima, che ha piacere ad ospitare studenti non per “racimolare soldi” ma per gioire della compagnia di ragazzi e ragazze giovani, che vanno a caccia di esperienze e di sogni, quindi un po’ per tornare indietro negli anni quando i loro figli (oramai trentenni) abitavano in quella casetta di legno. E’ proprio quest’affetto nei confronti degli studenti ospitati che ci fa sentire a casa pur essere a molti km lontani dalla nostra vera Casa. La casa, come stabile, era inoltre proprio bella, di legno e arredata come le nostre case di montagna; ma la cosa più bella sicuramente era il paesaggio attorno alla casa: il verde dei boschi, il profumo di rugiada la mattina e gli scoiattoli che passavano davanti alla mia finestra al tramonto. Fantastico. Questo è caratteristico di West Van (com’è chiamata là): il paesaggio montano. Pur essendo immersa nella natura questa zona non è infatti lontana dal centro economico della città, la Down-town, dove si trova la scuola; in autobus da “casa mia” impiegavo una trentina di minuti (attenzione perché sembrano tanti ma bisogna considerare che in America le distanze sono molto più grandi che da noi!)</p>
<p><img class="alignleft" title="vancouver" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/vancouver2.jpg" alt="" width="303" height="227" /></p>
<p>La mattina andavo a scuola e ci rimanevo fino alle 4: penso fossero le uniche settimane di carriera scolastica in cui mi alzavo la mattina dicendo: “che bello si va a scuola!”. Le materie le può scegliere lo studente tra quelle proposte, “all’americana”, a seconda degli interessi che uno ha si può scegliere tra Writing, Speaking, Conversation, Business Culture, Drama ..etc. Insomma una vasta gamma di scelte; sicuramente la cosa più attraente di queste classi sono gli studenti/studentesse. Infatti, il numero di studenti è mediamente di una decina, e il bello è che sono tutti di nazionalità diverse. Mi è capitato in una mia classe pomeridiana di Business Culture di essere in dieci studenti da nove nazioni diverse (Italia, Francia, Svizzera, Germania, Brasile, Corea, Giappone, Colombia, Spagna)! Insomma praticamente tutto il mondo in una stanza! La cosa più bella di queste classi internazionali è vedere gli atteggiamenti, i modi di porsi rispetto ad un argomento, la loquacità diverse da studente a studente, da cultura a cultura.</p>
<p>A pranzo, bisogna mettersela via, si va al fast food. Vicino alla scuola, quasi dall’altra parte della strada, c’è un centro commerciale (<em>the Bay N.d.R.</em>) al cui pian terreno si trova la “Food court”, ovvero una piazza per così dire con al centro solo tavoli e sedie, ai lati una ventina di fast food (mac-donnalds, cinese, giapponese, messicano, ecc.). Ho detto bisogna mettersela via per mangiare questi cibi, che inizialmente piaceranno a tutti, ma dopo le prime settimane cominciano a essere pensanti, perché non c’è altro. E’ normale per la cultura americana mangiare a pranzo un panino velocemente e poi tornare in ufficio o a scuola; per questo non bisogna stupirsi poi se al tavolo affianco, al tuo ci sarà un rispettabile signore in giacca e cravatta, o un anziano con la moglie. Il pranzo in questo centro commerciale è il momento migliore per approfondire la conoscenza con i compagni di banco delle ore prima, e per progettare cosa fare nel pomeriggio.</p>
<p>Il pomeriggio viene lasciato libero, sceglie lo studente cosa fare. A qualcuno può far paura non avere la giornata organizzata in un posto a migliaia di km dalla propria casa e dal proprio ambiente, la prima settimana, infatti, per me è stata abbastanza deprimente sotto questo punto di vista, ma basta fare un po’ di amicizie, ambientarsi nella metropoli a noi sconosciuta e tutto diventa più semplice. Le cose più belle che si possono fare al pomeriggio sono: andare all’English bay, la spiaggia migliore di Vancouver a giocare a pallone o a prendere il sole per poi fare il bagno nell’acqua ghiacciata del pacifico, o andare a fare un giro in bici o di corsa allo Stanley Park, il polmone verde di Vancouver, situato a pochi km dalla scuola, oppure prendere l’autobus e girare! Infatti, il servizio di bus (o metro) è molto efficiente, e ve ne accorgerete subito il primo giorno quando sarà ora di andare a scuola: oltre ad esserci una grande rete di bus e metro, la loro puntualità è sbalorditiva. E’ così che da soli si può andare nei centri-commerciali fuori down-town (dove si trova la scuola, la zona dei grattacieli N.d.R.), enormi, o agli spacci di grandi marche o a vedere il tramonto al Light house parco o all’Horseshoe bay.</p>
<p><img class="alignright" title="vancouver" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/vancouver3.jpg" alt="" width="320" height="180" /></p>
<p>La sera ci sarebbe molto da fare tra pub e locali, ma la polizia è molto severa e in quasi tutti i locali c’è un buttafuori per i minori di ventuno anni; può sembrare molto noioso, ma dopo un pomeriggio fuori di casa molto spesso si è stanchi e la sera si ha voglia di dormire. Fortunatamente nel periodo in cui sono stato io all’English Bay la sera era stata organizzata per quattro sera una competizione annuale tra Canada, Sud Africa, Cina e Inghilterra di fuochi d’artificio, uno spettacolo veramente imperdibile assistere questi bellissimi giochi pirotecnici in spiaggia tra una folla di 500.000 persone!</p>
<p>Questo è un po’ il resoconto del mio soggiorno a Vancouver, un’esperienza veramente positiva. E’ un’esperienza di crescita personale molto grande vivere fuori di casa da soli, ed ovviamente migliora in modo esponenziale la padronanza della lingua che si vuole imparare. Ho notato poi che è molto importante fare un viaggio così o da soli o con due amici al massimo; solo in questo modo, infatti, si possono conoscere altre persone senza ristagnare nei rapporti di amicizie che abbiamo nella nostra città, e migliorare così la nostra conoscenza della lingue nelle situazioni comuni (del tipo raccontare la propria giornata o le proprie emozioni ad un altro studente della tua età … ma coreano!</p>
<p>di Riccardo Bisaglia</p>
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		<title>Ecco la vincitrice del concorso fotografico&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 08:59:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Come promesso pubblichiamo la foto della vincitrice del concorso fotografico &#8220;una vacanza indimenticabile&#8221;.
Elisa Bottazzi si è aggiudicata il primo posto della prima edizione del concorso. I nostri complimenti ad Elisa ed a tutti gli altri partecipanti che con i loro scatti hanno decretato il successo di questa prima edizione.
Grazie a tutti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="elisa" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/elisa.jpg" alt="" width="588" height="391" /></p>
<p>Come promesso pubblichiamo la foto della vincitrice del concorso fotografico &#8220;una vacanza indimenticabile&#8221;.<br />
Elisa Bottazzi si è aggiudicata il primo posto della prima edizione del concorso. I nostri complimenti ad Elisa ed a tutti gli altri partecipanti che con i loro scatti hanno decretato il successo di questa prima edizione.</p>
<p>Grazie a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecco la fotografia vincitrice del concorso&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 03:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Complimenti ad Elisa Bottazzi per lo scatto che vale il primo posto del nostro concorso.
I complimenti della redazione anche alle altre foto partecipanti.
Concludiamo ringraziando tutti i partecipanti e vi auguriamo un buon Natale e felice 2010.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Basalto" src="http://www.volovia.it/wp-content/gallery/finalisti-concorso-2009/Bottazzi_Basalto-colonnare.JPG" alt="" width="577" height="431" /></p>
<p>Complimenti ad Elisa Bottazzi per lo scatto che vale il primo posto del nostro concorso.<br />
I complimenti della redazione anche alle altre foto partecipanti.</p>
<p>Concludiamo ringraziando tutti i partecipanti e vi auguriamo un buon Natale e felice 2010.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kenya Beach Boy Zucchero Watamu</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[Racconto di viaggio Ottobre 2009 di Ivonne Cherubini
Kenya…. Non ho mai pensato ad un viaggio in questi luoghi… non ho mai pensato quanto il Kenya potesse essere bello, intenso, magico.
Dai luoghi alle persone.
Un luogo fatto di contrasti molto forti e da emozioni inspiegabili, che comunque ti fanno riflettere.
Io e la mia amica Stefania per caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignnone" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_kenya3.jpg" alt="" width="588" height="496" />Racconto di viaggio Ottobre 2009 di Ivonne Cherubini</p>
<p>Kenya…. Non ho mai pensato ad un viaggio in questi luoghi… non ho mai pensato quanto il Kenya potesse essere bello, intenso, magico.</p>
<p>Dai luoghi alle persone.</p>
<p>Un luogo fatto di contrasti molto forti e da emozioni inspiegabili, che comunque ti fanno riflettere.</p>
<p>Io e la mia amica Stefania per caso lo abbiamo scelto e per caso ci ha colpito.</p>
<p>Forse è MAL D’AFRICA ????</p>
<p>Partiamo da Milano Malpensa con volo notturno Vernerdi 9 ottobre ’09 per Mombasa.</p>
<p>Qui ci accoglieranno lo Staff del Villaggio Blue Bay che si trova a Watamu, accompagnati ….da un’intensa pioggia torrenziale.</p>
<p>Da Mombasa per arrivare al villaggio s’impiegano circa 2 ore di pulmino. Dal finestrino iniziamo ad intravedere il Kenya, i suoi colori, i bambini, la vita Keniota, i villaggi.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol7_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Arrivati al Blue Bay ci troviamo immersi in un villaggio mimetizzato in un giardino pieno di fiori, piante d’ogni genere, con una spiaggia bianchissima e un mare dalle svariate sfumature d’azzurro e verde, che fa parte di un Parco Marino protetto.</p>
<p>In questo periodo la spiaggia non è cosi bianca a causa delle alghe, portate dalle alte maree e che nel momento della bassa marea sono raccolte, per poi essere rigettate nel mare.</p>
<p>Come raccontano i ragazzi del villaggio, essendo un area protetta, è il mare, la forza della natura, con i suoi cicli a pulire la spiaggia e renderla bianchissima.</p>
<p>Affermano che a gennaio è la più bella spiaggia del Kenya.</p>
<p>In spiaggia ci sono tutti i Beach Boy.</p>
<p>Sapendo dei nuovi arrivi, ci aspettano per proporre tutte le più svariate escursioni, safari.</p>
<p>Peraltro al briefing in villaggio, gli operatori turistici presentano le loro escursioni, sconsigliandoci di effettuarle con i Beach Boy.</p>
<p>Noi abbiamo già il nostro Beach Boy. Contattato la settimana prima dall’Italia.</p>
<p>Al pomeriggio lo incontriamo fuori del villaggio, nei pressi dell’ingresso.</p>
<p>Ed eccolo…. <strong>Zucchero</strong></p>
<p>Già i contatti via e mail ci avevano trasmesso sicurezza, serietà e competenza.</p>
<p>L’incontro con lui ci conferma tutto ciò.</p>
<p>Si capisce che ha molta esperienza e parla benissimo l’italiano.</p>
<p><img class="alignright" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol1_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Insieme andiamo in paese per un gelato, presso una gelateria italiana, e per definire i dettagli del Safari che vorremmo fare.</p>
<p>Nel frattempo la pioggia è cessata ed è tornato il sole.</p>
<p>Confermiamo 3 giorni/2 notti allo Tsavo East e Amboseli con partenza il lunedì mattina alle 6.</p>
<p>E anche un safari blu alle Mangrovie per il giovedì.</p>
<p>In realtà sono tantissime le escursioni che si potrebbero fare, che andrebbero fatte, (Masai Mara, Lamu, Marafra, Rovine di Gede.), ma con una sola settimana non possiamo fare tutto.</p>
<p>Con lui ritorniamo a piedi al villaggio facendoci tutto il tragitto in riva al mare, e ascoltando i suoi racconti.</p>
<p>Lunedì mattina come da accordi ci troviamo all’ingresso del nostro villaggio, dove con lui c’e’ anche Ambrogio l’autista.</p>
<p>Passiamo in paese a fare colazione e li incontreremo i nostri compagni di Safari. Una coppia simpaticissima di Prato.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol2_kenia3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Si parte. Ci vorranno circa due ore per arrivare all’ingresso del parco Tsavo East, ma il tragitto ci regala tante belle immagini.</p>
<p>Come prima tappa Zucchero ci porta a vedere i coccodrilli, da vicino, molto vicino…. e lui abilmente li fa uscire dall’acqua per permetterci di fotografarli.</p>
<p>La mia amica non sta benissimo e Zucchero anche sotto questo profilo si dimostra una persona molto attenta e premurosa.</p>
<p>Ovviamente non manca mai la frase magica, in uso in Kenya, “Hakuna Matata”. Nessun problema….</p>
<p>Ripartiamo, ed entriamo nel parco, dove ci attende il safari, alla scoperta della fauna e flora.</p>
<p>Zucchero ci ha promesso che vedremo i Leoni.</p>
<p>Vediamo Zebre, Elefanti, Ippopotami, Impala, Antilopi, anche quella che lui chiama “gazzella giraffa”, è piccolina e si alza sui due piedini per prendere le foglie da mangiare dagli alberi.</p>
<p>Antilopi d’acqua, Faraone, coloratissimi uccelli, Struzzi, Dik Dik, Bufali, Gnu,  Cicogne della Savana ecc.ecc.</p>
<p><img class="alignright" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol3_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Man mano che li vediamo lui ci spiega e da dettagli sulla vita e abitudini di tutti quanti.</p>
<p>Il paesaggio è fatto di terreno rosso in contrasto con il cielo azzurro e gli alberi ombrelliferi o giganti Baobab.</p>
<p>Ecco che improvvisamente Zucchero avvista, tra i cespugli ai bordi della strada, una leonessa.</p>
<p>Non vuole uscire, ma vediamo benissimo il suo bellissimo muso.</p>
<p>Che emozione…..</p>
<p>Contemporaneamente dietro di noi c’e’ una mandria di Bufali che attraversa la strada, sono tutti in fila, una fila lunghissima…</p>
<p>Arriviamo al nostro Lodge tutti impolverati di terra rossa.</p>
<p>Zucchero ci ha prenotato al Voi Wildlife, in camere accoglienti.</p>
<p>Qui volendo c’e’ anche la possibilità di pernottare nel campo “tendato”.</p>
<p>Il posto è molto bello, ha la piscina e anche le pozze dove si possono vedere a tutte le ore del giorno gli animali che vengono ad abbeverarsi.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol4_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="527" />Nel pomeriggio usciamo per un altro safari, dove vedremo da lontano i leoni e leonesse che hanno ucciso un elefante e ora, dopo il pasto, stanno riposando.</p>
<p>La mattina seguente partiamo per l’altro parco l’Amboseli, inizialmente chilometri di strada rossa,</p>
<p>una striscia infinita, poi il paesaggio pian piano cambia, non è più così rosso.</p>
<p>E’ molto più arido, poi diventano distese chiare e brulle, poche piante, mentre arrivando all’Amboseli diventa più verde, ci sono pozze e c’e’ il lago frequentato d’animali d’ogni genere che vanno ad abbeverarsi</p>
<p>Dall’Aquila, all’Avvoltoio che sta mangiando i resti del pranzo fatto dai Leoni.</p>
<p>I bruttissimi Facoceri, le Iene. Ne vedremo di due tipi diversi. E ancora Giraffe, Elefanti …</p>
<p>Improvvisamente ci arriva una comunicazione via radio di un avvistamento di un Leone e il nostro Ambrogio parte a tutta velocità.</p>
<p>Lo troviamo addormentato sotto un cespuglio, indifferente all’andirivieni dei pulmini, non vuole saperne di svegliarsi.</p>
<p>Ormai è giunta quasi l’ora del tramonto e ci dirigiamo al campo tendato che Zucchero ha prenotato, il “Kibo Safari Camp”.</p>
<p>Le nostre tende sono immerse nella Savana, confortevoli, con bagno e doccia all’interno.</p>
<p>Una posizione meravigliosa con la vista del Kilimangiaro, che al tramonto si mostra completamente alla nostra vista. La sua vetta innevata, che s’illumina di rosso, arancione, rosa…</p>
<p>Nonostante il clima fosse buono, e non ci sia freddo di sera accendono il fuoco, dove noi ci riuniamo dopo la cena a chiacchierare ed ammirare il cielo stellato africano, con la via lattea.</p>
<p>La mattina seguente sveglia all’alba per l’ultimo giro in savana prima di fare rientro a Watamu.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol5_kenya3.jpg" alt="" width="303" height="201" />Siamo quasi in prossimità dell’uscita del parco quando…….improvvisamente, vediamo una leonessa ancora giovane che ci attraversa la strada, prosegue e poi si ferma e ci osserva…..</p>
<p>L’unico animale che non siamo riusciti a vedere è stato il Ghepardo.</p>
<p>Sarà un motivo in più per ritornare in Savana, e chiedere a Zucchero di fare una “macumba” per il Ghepardo….</p>
<p>Sulla via del ritorno, come richiesto a Zucchero, ci porta in una scuola di un villaggio Masai, dove noi doneremo tanti vestiti, pupazzi, penne, pastelli colorati.</p>
<p>Nei miei occhi ho ancora l’immagine di questi bimbi, i loro sguardi curiosi e contenti…</p>
<p>Ti entrano nel cuore.</p>
<p>Ripartiamo e alle 17 siamo al villaggio, giusto in tempo per il the e biscotti.</p>
<p>La mattina seguente appuntamento alle 9 con Zucchero alla spiaggia per il Safari Blu alle Mangrovie.</p>
<p>Dopo un’indecisione iniziale se partire o no, visto la pioggia copiosa, Zucchero ci convince che sarà una bella giornata.</p>
<p>Effettivamente, poco dopo, cessa di piovere. Il tempo, variabile tra sole e nuvolo, ci permette di goderci ugualmente la giornata di mare.</p>
<p>Prima tappa è per fare snorkeling nel parco marino.</p>
<p>La seconda è per imbarcare tutto il pesce che ci verrà cucinato e poi via verso le Mangrovie.</p>
<p>Vediamo le cicogne di mare, le quali sono molto più belle di quelle della savana.</p>
<p>Vediamo i Fenicotteri Rosa, che al nostro arrivo si alzano in volo mostrandoci la meraviglia dei loro colori.</p>
<p>Nel frattempo il cibo lasciato sulla spiaggia viene cucinato per noi.</p>
<p>Al nostro arrivo è tutto pronto e veniamo accolti da tanti beach boy sulla spiaggia bianchissima adornata di fiori.</p>
<p>Mangiamo il riso al cocco, sugo di polipetti, pesche spada grigliato, aragosta e gamberoni e tanta e buonissima frutta fresca.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol6_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="527" />Tutto veramente ottimo.</p>
<p>Zucchero anche in questa circostanza cura ogni particolare, perché tutto sia perfetto e non manchi nulla a nessuno.</p>
<p>Ci facciamo un’oretta in spiaggia a prendere il sole e chiacchierare con i ragazzi Kenioti.</p>
<p>Sono curiosi, fanno domande sulla nostra vita, raccontano della loro.</p>
<p>Alcuni hanno dei souvenir, ai quali io non resisto. Simpaticamente il beach boy mi regala un braccialetto.</p>
<p>Si riparte per il rientro, che sarà in parte in barca e in parte con pulmino, poiché l’alta marea rende proibitivo il passaggio in un punto.</p>
<p>Zucchero ancora una volta ha organizzato tutto alla perfezione, e all’arrivo ci aspettano i mezzi per riportarci al villaggio.</p>
<p>Il giorno seguente non facciamo nessun’escursione.</p>
<p>E’ arrivato il nostro ultimo giorno in Kenya.</p>
<p>C’incontriamo con Zucchero e altre beach boy in spiaggia e con loro facciamo una lunga passeggiata, qualche foto, e un po’ malinconici perché la notte ripartiremo per rientrare in Italia.</p>
<p>E’ stata una vacanza stupenda, e spero di ritornare in Kenya quanto prima per ritrovare tutti questi luoghi meravigliosi, la maestosità della natura e scoprirne dei nuovi affidandomi al mio nuovo amico Zucchero, una guida veramente speciale.</p>
<p>Al rientro in Italia mi ha contattato l’Agenzia dalla quale ho acquistato il viaggio, per avere informazioni su Zucchero, e per confermare le buone informazioni riportate in internet su di lui.</p>
<p>Lo proporrà ai prossimi clienti.</p>
<p>Vi consiglio, se siete in partenza per il Kenya di farlo anche voi.</p>
<p>Contattatelo…. <strong>ZUCCHERO</strong>, <strong>è una certezza</strong>.</p>
<p><strong>Vi allego le informazioni per contattarlo</strong>:</p>
<p><strong><a href="mailto:zuccherojirah@hotmail.com">zuccherojirah@hotmail.com</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.zuccherowatamu.spaces.live.com/">www.zuccherowatamu.spaces.live.com</a></strong></p>
<p><strong>cell. 00254735266394</strong></p>
<p>La mia e mail: <a href="mailto:Seinina68@alice.it">seinina68@alice.it</a></p>
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		<title>KENYA &#8230; Quanto manca??</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:24:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Kenya , Quanto manca?
E &#8216; la domanda più frequente che ci ha accompagnato per l’ennesimo viaggio in Kenya fatto con mia moglie e mio figlio Luca 9 anni.
Siamo partiti a fine Agosto per cercare di risparmiare un po’ sulla tariffa aerea, e tornare pochi giorni prima dell’apertura delle scuole,
siamo partiti con Egypt  Air con scalo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_kenyamido.jpg" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_kenyamido.jpg" alt="" width="588" height="496" />Kenya , <strong>Quanto manca</strong>?</p>
<p>E &#8216; la domanda più frequente che ci ha accompagnato per l’ennesimo viaggio in Kenya fatto con mia moglie e mio figlio Luca 9 anni.</p>
<p>Siamo partiti a fine Agosto per cercare di risparmiare un po’ sulla tariffa aerea, e tornare pochi giorni prima dell’apertura delle scuole,</p>
<p>siamo partiti con Egypt  Air con scalo al Cairo con  il suo nuovissimo terminal da far invidia a Malpensa. Arrivo a Nairobi.</p>
<p>Tutto in orario e senza nessun problema…Hakuna matata.</p>
<p>avevamo ciascuno 20 kg a testa, anzi io ne avevo 22 , Luca 21 Kg e 20kg mia moglie… abbiamo esagerato con il bagaglio a mano e siamo stati fortunati perche’ nessuno l’ha mai pesato…. (meno male..)</p>
<p><img class="alignleft" title="ee" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_kenyamido1.jpg" alt="" width="303" height="281" />Sapevamo bene che dovevamo fare cosi’ e durante l’anno abbiamo raccolto tanto di quel materiale da metterci una settimana intera a preparare i bagagli per non lasciare a casa niente.</p>
<p>Il Nostro Luca aveva la sua valigia piena zeppa di tute e completini da calcio, raccolti tra i suoi amici che vanno a giocare a pallone, era cosi’ buffo vederlo con il suo trolley trascinarlo  a fatica per gli aeroporti , ma allo stesso tempo fiero di quello che stava facendo da farci capire , per l’ennesima volta, che  avevamo fatto bene a tornare in kenya con lui, coinvolgendolo attivamente nei nostri piccoli progetti d’aiuto per questa popolazione e queste famiglie che tanto ci hanno fatto innamorare della loro terra e cambiato la nostra vita in meglio&#8230;.</p>
<p>Avevamo gia’ programmato dall’Italia , come facciamo sempre, il nostro safari tramite e-mail al  nostro fidato Thomas Mboya Guida autorizzata per safari ed escursioni di Watamu che lavora regolarmente per un’agenzia di safari tutta africana..e ogni volta che torniamo, ci fa vedere un pezzo del suo Kenya.</p>
<p>Siamo partiti subito il giorno dopo per un bel safari al Masai Mara di 3 giorni,  abbiamo alloggiato al  Fig Tree camp, e,  come in tutti i nostri viaggi in kenya , anche questa volta il nostro spirito d’adattamento ci ha aiutato parecchio a superare gli imprevisti e a “sorvolare” sulle pecche di questo alloggio che probabilmente in alta stagione con il Full booking ,  pecca un po’ per servizio e qualita’ .</p>
<p><img class="alignright" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_kenyamido2.jpg" alt="" width="303" height="281" />Inutile descrivere la bellezza di questo parco durante il fenomeno della migrazione degli animali, questa volta Luca non ha mai smesso di scattare foto, non so quante ne ha fatte, ho due schede da 2 Gb da controllare , ma Hakuna matata il suo entusiasmo ci ha accompagnato insieme alle sue continue  esclamazioni,  domande e curiosita’…</p>
<p>Uno degli episodi piu’ belli e’ stato quando  fuori dal parco, abbiamo incontrato un mini bus con turisti stranieri,   impantanato nel fango.</p>
<p>Immediatamente il nostro autista  ha attaccato il cavo alla nostra jeep per trainarli ed e’ stato difficile perche’ erano ben impantanati.</p>
<p>La jeep si e’ spenta e non si riusciva piu’ a metterla in moto….immediatamente l’autista balza fuori in mezzo al fango apre il cofano per controllare il motore ma ha difficolta’  a tenerlo aperto perche’ manca lo stand…</p>
<p>Ci guardiamo intorno e cominciamo a vedere i bimbi che si avvicinano con un pastore  Masai vestito con il suo abito rosso e il suo bastone….a quel punto il nostro autista non ci pensa due volte, gli prende il bastone e lo usa come stand per tenere aperto il cofano e avere cosi’ due mani libere….2 minuti rimette in moto la jeep i bambini urlano felici, Luca nel frattempo raduna tutte le biro che si era portato dall’Italia….</p>
<p><img class="alignleft" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" /><img class="alignnone" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/2kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" /></p>
<p>Mia moglie e Luca cercano di comunicare un po’ in inglese un po’ in italiano con questi bimbi per cercare di metterli tutti in fila indiana per ricevere una biro ciascuno….</p>
<p>Ho visto bimbi piccolissimi in fila dietro agli altri , composti  ad aspettare con le loro manine, senza mai cercare di sopraffare l’altro….e’ stato veramente bello e la mia mente e il mio cuore si e’ riempito di emozioni.</p>
<p>Finito il safari , volo interno Nairobi- Malindi con Fly540 per arrivare finalmente a Watamu.</p>
<p>L’oretta di volo da Nairobi per Malindi e’ stata  sempre accompagnata dalla domanda&#8230;.Papa’ ma <strong>quanto manca</strong> per arrivare?</p>
<p>Poco Luca, pochissimo e finalmente… eccoci!</p>
<p>L’aeroporto di Malindi e’ piccolino, i bagagli sono stati ritirati subito e ad aspettarci c’er a come sempre il nostro Thomas Mboya insieme ad Anthony il suo nipotino orfano  piu’ grande 11 anni , che ci aveva organizzato il transfer per Watamu..</p>
<p><img class="alignleft" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" />Luca ha salutato Anthony, con un bel 5 a mano aperta e come due vecchi amici sono usciti in fretta dall’aeroporto, lasciandoci questa volta il suo pesante trolley da trasportare…era troppo eccitato…raccontava ad Anthony tutti qli avvistamenti di animali fatti al Masai Mara e non si sa come, ma si capivano perfettamente…uno parla poco l’Inglese l’altro parla poco l’italiano…ma si capivano…</p>
<p>Transfer dall’aeroporto di Malindi a Watamu tutti insieme in minibus, carichi di bagagli e  tante cose da raccontarci…ma una domanda eccheggiava sempre…ma <strong>quanto manca</strong> a Watamu? Poco Luca ….poco!</p>
<p>Thomas aveva prenotato per noi l’alloggio a Watamu, che poi insieme abbiamo scelto e cambiato in questo modo:</p>
<p>Per le prime 3 notti siamo stati al Turtle bay beach club dove ci siamo ripresi dalle fatiche del  safari.</p>
<p>Il resto del soggiorno l’abbiamo fatto al Beach Vieuw ,  residence tutto africano con piccola piscina.</p>
<p>Riuscendo a risparmiare sul soggiorno,  siamo riusciti  ad acquistare parecchio cibo distribuendolo  una domenica nei vari villaggetti dove Thomas ci ha accompagnato.</p>
<p>Abbiamo conosciuto realta’ minori fuori dal circuito turistico , dove tanti passano per andare in safari allo Tsavo Est, ma non tutti si fermano, io me li ricordavo l’anno scorso e ho voluto tornarci perche’ il richiamo di quelle immagini e sensazioni provate, mi avevano accompagnato tutto l’anno e dovevo tornare..</p>
<p>Qui abbiamo lasciato anche gran parte del materiale portato dall’Italia, e tante medicine.</p>
<p>Il nostro soggiorno scorreva all’insegna del relax di mattina e al gioco al pomeriggio, Luca era riuscito finalmente  a distribuire il suo “carico” di tute e calzoncini da pallone,  che aveva raccolto in Italia ed aveva creato una sorta di squadretta di calcio dove tutti i giorni si trovavano in qualche modo a giocare…</p>
<p>Ogni tanto andavo all’internet point a Watamu e mi collegavo per vedere la mia posta, dove,  invece di leggere le mail dei miei clienti, rispondevo solo a quelle di Turisti in procinto di partire per le loro vacanze in kenya  che mi chiedevano info pratiche .</p>
<p><img class="alignright" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" />Siamo stati a Marafra, a Timboni a salutare i nostri amici dell’orfanatrofio, tante volte a Malindi  e a cena  a casa di Thomas a base di pesce cucinato da sua Mamma Anna, unitamente alla polenta accompagnata  da vari piatti tipici africani, tutti intorno a un tavolo dove la luce era a lampada ad olio, dove le case intorno erano “capanne” ,  dove non esistevano posate, ma dove tutti mangiavano felici e contenti cantando la tanto amata canzoncina Jambo bwana…</p>
<p>Per tutto il tempo che siamo stati in Kenya e a Watamu ho dimenticato  di avere un cellulare, ho dimenticato  di avere un’orologio, ho dimenticato di seguire gli orari dei pasti, ho dimenticato che a casa soffrivo d’insonnia,….</p>
<p>Il Kenya per noi e’ anche una medicina naturale, un rimedio contro lo stress quotidiano</p>
<p>Papa’ <strong>quanto manca</strong>? Poco Luca, tra poco dobbiamo tornare a casa….in Italia.</p>
<p>In Kenya e a Watamu da Thomas ci vogliamo tornare, ancora e poi ancora …e’ un bisogno che va colmato…e’ una promessa fatta ad Anthony che un giorno Luca sogna di portare in Italia come se fosse il suo fratello…Africano!</p>
<p>Asante sana Kenya!</p>
<p>Mido</p>
<p><a href="mailto:helllost2@yahoo.com" target="_blank">helllost2@yahoo.com</a></p>
<p><a href="http://watamubeach.blogspot.com" target="_blank">http://watamubeach.blogspot.com</a></p>
<p>Thomas Mboya<strong> CELL NO. 00254-736 334 392    E-MAIL </strong><a title="mailto:thomasmby@yahoo.co.uk" href="mailto:thomasmby@yahoo.co.uk" target="_blank"><strong>thomasmby@yahoo.co.uk</strong></a></p>
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		<title>Zucchero e Watamu, one year later&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 08:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Lascio alle spalle il lungo inverno e con grande gioia accolgo l’arrivo dell’estate con le tanto attese ferie perché il desiderio di ritornare in Kenya nella mia amata Watamu e dal mio carissimo amico Zucchero si fa sempre più forte.
E così la sera del 14 agosto a bordo di un Airbus 330-200 della Eurofly saluto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_keniaB.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Lascio alle spalle il lungo inverno e con grande gioia accolgo l’arrivo dell’estate con le tanto attese ferie perché il desiderio di ritornare in Kenya nella mia amata Watamu e dal mio carissimo amico Zucchero si fa sempre più forte.</p>
<p>E così la sera del 14 agosto a bordo di un Airbus 330-200 della Eurofly saluto l’Italia dal finestrino e via…in volo verso il Kenya. L’impazienza e la voglia di arrivare rendono ancora più lungo il viaggio, ma finalmente ecco che alle 6.30 di sabato 15 agosto le ruote dell’areomobile toccano il suolo…SIIIII sono a Mombasa. Subito mi metto in coda per i controlli e il ritiro bagagli e mi affretto a raggiungere il pulmino per il trasferimento al villaggio.</p>
<p>Il tragitto è di circa due ore ed io dal finestrino guardo la città di Mombasa nella sua caoticità mattutina, con i suoi profumi, i suoi odori, con i suoi bimbi scalzi che corrono dietro ai pulmini dei turisti con la speranza che qualcuno gli lanci dal finestrino una caramella, cercando di ricordare strade già percorse e luoghi già visti.</p>
<p>La lancetta dell’orologio scorre lenta e io sono impaziente, sempre più impaziente ma ecco da lontano il cartello dell’ Aquarius Beach…finalmente sono arrivata. Una schiera di beach boy è già pronta all’assalto dei nuovi arrivati ma io ho già chi mi sta aspettando, il migliore, il mio grande e carissimo amico Zucchero! Grande è l’emozione nel riabbracciarlo e grande è l’emozione di essere finalmente ritornata in quella terra che lo scorso anno mi ha regalato le emozioni più belle e più forti della mia vita!</p>
<p>Mi do appuntamento con Zucchero più tardi ed entro all’Aquarius per il check in. Rivedo volti famigliari, e la sensazione di sentirmi a casa si fa viva dentro me, mi guardo intorno, ed è tutto come lo scorso anno, anzi no, una cosa nuova c’è: il ponte di collegamento tra il corpo centrale e il Lily Palm. La mia camera è nel corpo centrale, piano rialzato vista piscina e ristorante.<br />
Una doccia veloce e con Stefania e Alberto, una coppia conosciuta in aeroporto ci troviamo con Zucchero e fissiamo subito con lui il pacchetto escursioni: due giorni di safari nello Tsavo Est, il Safari Blu e mezza giornata a Malindi.<br />
Dopo pranzo ci rilassiamo in piscina, la stanchezza del viaggio si fa sentire. Sdraiata sul lettino guardo il cielo, mi lascio trasportare dalle sensazioni, migliaia di immagini scorrono davanti a me, i ricordi dello scorso anno, le aspettative di quest’anno ma la cosa importante è che mi sento felice e serena.</p>
<p><img class="alignright" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1POLH_keniaB3.jpg" alt="" width="350" height="324" /></p>
<p><strong>SAFARI BLU ALLE MANGROVIE</strong><br />
L’indomani, domenica 16 siamo già pronti per la prima escursione: il Safari Blu alle mangrovie. L’appuntamento con Zucchero è in spiaggia. Riunito tutto il gruppo raggiungiamo, passeggiando sul lungomare, il punto in cui è ormeggiata la nostra barchetta “Sorpreso”; saliti a bordo cavalcando le onde del mare un po’ agitato ci addentriamo tra le meravigliose mangrovie e lentamente navighiamo godendo del meraviglioso paesaggio che ci circonda. Da lontano scorgiamo un gruppo di fenicotteri rosa, ci avviciniamo, e loro disturbati dal rumore del motore si alzano in volo mostrandoci così la bellezza dei colori del loro manto. Si avvicina l’ora di pranzo, raggiungiamo l’isoletta dove ci attende un ricco buffet: riso con sughetto di polipo, pesce spada con patate, aragosta e gamberoni ed infine tanta buona frutta. Tra risate e tanta allegria divoriamo il pranzo e di rigore un forte applauso al grande Zucchero che ha capito che per far star bene gli italiani bisogna “prenderli per la gola”!!!!<br />
Dopo un oretta di siesta post pranzo di nuovo a bordo raggiungiamo il parco marino di Watamu e lì ci fermiamo per un tuffo tra i pesci colorati e poi ritorniamo in villaggio.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1POLH_keniaB.jpg" alt="" width="350" height="324" /></p>
<p><strong>SAFARI-TSAVO EST</strong><br />
È lunedì 17 agosto, appuntamento alle 6.00, colazione al locale “Lo spuntino” e via si parte per il safari. In qualità di beach girl, Zucchero mi affida un pulmino alla cui guida ci sarà il mitico Ambrogio e dopo due ore di tragitto su strade tortuose (“si balla senza musica” dice sempre Zucchero) e polverose eccoci all’ingresso del parco. Tutti pieni di adrenalina e con la macchina fotografica in mano siamo pronti ad immortalare le immagini della stupenda savana con i suoi colori, la diversità di paesaggi e i bellissimi animali che la popolano.<br />
Io mi godo con tutta tranquillità lo scenario e faccio da portavoce delle indicazioni e spiegazioni del nostro autista Ambrogio.<br />
Zebre,giraffe, elefanti, antilopi, babbuini, coccodrilli, ippopotami, cinghiali, ma ecco la “preda” più ambita: i leoni. Per la precisione leonesse, ne scorgiamo un gruppetto in relax tra dei cespugli, una sdraiata su un tronco, poi una pronta per un attacco ad una preda che poi le sfuggirà.<br />
Soddisfatti e felici raggiungiamo il Voi Wildlife Lodge per il pranzo. Quest’anno l’alloggio non è in tenda ma nelle camere, senza dubbio più confortevoli della tenda che però a mio avviso “faceva più safari”. Pace, questo è quello che percepisco quando sono al lodge e sulla terrazza che si affaccia al laghetto dove vengono ad abbeverasi gli animali, mi rilasso pronta per affrontare la “caccia” pomeridiana. Di nuovo a bordo dei pulmini si riparte, fino al tramonto che però non riusciamo a goderci per via del cielo coperto da immensi nuvoloni grigi. Rientriamo al lodge, doccia, cena, due chiacchiere in compagnia e a nanna presto, l’indomani la sveglia è all’alba.<br />
Dopo colazione si parte per nuove avventure e nuove emozioni. Oggi Zucchero è con noi sul nostro pulmino, lasciamo il lodge, ad un certo punto al CB una segnalazione, Ambrogio incomincia a correre all’impazzata: hanno avvistato un ghepardo. E’ lontano e mimetizzato con il colore della savana stentiamo a vederlo, prendo il cannocchiale, eccolo, è lì, immobile, con tutta la sua eleganza e con le sguardo fisso davanti a lui. Siamo tutti molto contenti, scattate le foto ripartiamo. Dopo aver percorso pochi metri avvistiamo un leone maschio ma senza criniera che passeggia non molto lontano da noi. Che dire, una mattinata ricca di grandi emozioni!!<br />
Il tempo di permanenza nel parco sta per finire, il biglietto vale 24 ore e così si riparte per il rientro a Watamu.</p>
<p><strong>ISOLA DELL’AMORE</strong><br />
E’ giovedì 20. Dopo averci lasciato il mercoledì in totale relax per riprenderci dal safari, Zucchero ci accompagna all’isola dell’amore. Non si sa bene perché è chiamata così, c’è chi dice per la sua forma di cuore e c’è chi dice perché avevano trovato una coppia che faceva l’amore….<br />
Si raggiunge a piedi percorrendo le vie di Watamu. E’ bello passeggiare tra le vie del paese, si ha modo di vedere come vive la gente, si incontrano tanti bambini che appena vedono i gruppi di turisti li inseguono chiedendo caramelle, penne e magliette. Raggiungiamo l’isola a piedi per via della bassa marea e subito ci buttiamo in acqua attirati dai meravigliosi colori dell’oceano indiano. Si avvicina l’ora di pranzo e la marea inizia a salire, ma noi riusciamo a ritornare ancora a piedi. E’ impressionante vedere con quanta velocità si alza il livello dell’acqua e quanta sia la forza delle correnti. In caso contrario ci sono delle barche molto artigianali che ti riportano a riva.<br />
Il ritorno in villaggio si fa sempre passando da Milano 2, la zona dove ci sono le bellissime ville di proprietà di italiani, naturalmente facoltosi.</p>
<p><img class="alignright" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1POLH_keniaB2.jpg" alt="" width="350" height="324" /></p>
<p><strong>BLU SAFARI-SAREDEGNA 2</strong><br />
E’ venerdì 21. L’appuntamento è all’ingresso dell’Aquarius. Con un pulmino raggiungiamo il parco marino di Malindi e da lì sempre a bordo della nostra barca “Sorpreso” iniziamo la navigazione verso Sardegna 2, con sosta per un tuffo nelle bellissime acque dell’oceano indiano circondati da migliaia di pesciolini colorati. Il tempo non è dalla nostra, grossi nuvoloni neri sovrastano sopra di noi, ma tutti siamo fiduciosi e Zucchero ci rassicura che il sole tra poco tornerà a splendere, e così sarà.<br />
Da lontano, un atollo di sabbia bianchissima circondato dalle acque cristalline dell’oceano indiano ci sta aspettando, uno scenario mozzafiato….e le sorprese non finiranno qui!!!!! Oggi Zucchero supererà se stesso dandomi ancora una volta la dimostrazione di quanto sia una persona davvero speciale e quanto lui tenga ai suoi amici italiani, a quanto sia importante per lui renderci felici e assecondare e soddisfare ogni nostra richiesta. Incominciano i preparati per il pranzo che si consumerà sopra la barca, visto che, a poco a poco poi la marea salirà e andrà a coprire l’atollo.<br />
Tutti sono indaffarati a fare book fotografici e ad ammirare l’oceano e le sue bellezze , ma ecco che a poco a poco il diffondersi nell’aria di un gradevole profumo attira la nostra attenzione.<br />
Su un’originale ed insolita griglia fatta con la serpentina dei frigoriferi stanno cucinando il nostro pranzo: tranci di pesce spada, seguiti da gamberoni, dal polipo appena pescato ed infine dal piatto forte…..una montagna di aragoste, e poi non dimentichiamoci del riso con il buonissimo e sempre gradito sughetto a base di polipo e per l’occasione Zucchero ci ha anche comprato del vino bianco!! Siamo tutti molto felici e soddisfatti di questa escursione a Sardegna 2 e naturalmente scatta spontaneo un forte applauso per Zucchero.<br />
Sparecchiata la tavola e riordinata la barca facciamo ritorno verso casa, mentre alcuni di noi salgono a prendere un po’ di sole, io ed altri con i ragazzi kenyoti e Zucchero intoniamo le note di Jambo Jambo e così con grande allegria concludiamo quella che è stata un a dir poco fantastica giornata!</p>
<p><strong>POMERIGGIO DA BEACH GIRL</strong><br />
E’ sabato 22 e come sempre il giorno prima del safari si trascorre in totale relax. Dopo colazione vado in spiaggia a prendere un po’ di tintarella in compagna dei miei cari amici Stefania ed Alberto. Dopo pranzo mi vedo con Zucchero che m’invita ad andare con lui ad incontrare dei nuovi clienti.<br />
Accetto molto volentieri la sua proposta e a bordo di un’auto guidata da lui raggiungiamo, attraverso una strada che sembra “un percorso di guerra”, l’EdenVillage. Zucchero prende le prenotazioni delle escursioni e io a chi mi chiede do consigli e spiegazioni a riguardo….mi piace questo ruolo di sua assistente. Facciamo ritorno all’Aquarius e ci accordiamo per la serata, è sabato e questa sera si va al Come Back.</p>
<p><strong>SAFARI-TSAVO EST</strong><br />
E’ domenica 23 e io, Stefania ed Alberto siamo pronti per un altro safari, sempre allo Tsavo perché è più vicino rispetto all’ Amboseli. L’importante è stare lontano dalla monotonia della vita da spiaggia e di sperare di vedere ancora molti animali e di trascorrere allegramente con Zucchero e gli altri ragazzi del gruppo questi due giorni in savana. Come sempre il ritrovo è allo Spuntino per la colazione. Anche questa volta Zucchero mi affida un pulmino, alla cui guida però non ci sarà il mio fidato autista Ambrogio ma Tommaso. Questa mattina ho anche l’occasione di conoscere due coppie che mi avevano contattato per avere informazioni riguardo il safari con i beach boy e il fatto che mi abbiano dato fiducia e si siano appoggiate a Zucchero mi rende davvero molto felice. Si parte, dopo due ore eccoci arrivati all’entrata dello Tzavo Est, tappa coccodrilli e poi via in savana a caccia di animali. Il desiderio di tutti è di vedere “the king”, ma purtroppo anche questa volta il re della savana ci giocherà un brutto scherzo. Ad ogni modo le nostre aspettative non saranno del tutto deluse, vedremo in più occasioni le leonesse e in un fuoripista tre ghepardi; a differenza della volta prima che sembrava facessero per dispetto restare in acqua ed uscire solo per qualche istante, vedremo gli ippopotami sdraiati sulla riva del fiume. Anche questa volta è stata una bellissima esperienza e come sempre è stato piacevole alloggiare al Voi Wildlife Lodge.<br />
Rientrati dal safari dopo una doccia e un buon pranzo ci riposiamo in spiaggia coccolati dai raggi del sole e dal rumore delle onde che infrangono sulla riva, e si perchè per la serata è in programma una cena in onore di Zucchero, per ringraziarlo per averci fatto trascorrere una fantastica vacanza, per aver condiviso con noi emozioni e momenti di felicità, per essere stato sempre disponibile e pronto ad assecondare ogni nostro desiderio per aver contribuito con la sua serietà la sua bravura e impegno a rendere ancora più bella la scoperta di quello che è il meraviglio Kenya, per essere stato per tutti noi un amico.</p>
<p><strong>ORFANOTROFIO DI TIMBONI</strong><br />
E’ dallo scorso anno, quando l’ho presa tra le mie braccia per la prima volta che sogno di nuovo questo momento. E così finalmente martedì mattina è il giorno che Zucchero ci accompagnerà in visita all’orfanotrofio di Timboni. Non sto più nella pelle. Appena scesa dal pulmino mi guardo attorno per vedere se tra tutti quei musetti vedo la mia bambina, ma niente, allora mostro alla maestra che ci sta guidando nella visita della struttura la foto che avevo scattato e che tengo sempre con me sul display del cellulare. “She is in the next room”, la sua risposta. Il mio cuore inizia a battere forte ed entrata nella stanza mi è bastata un’occhiata veloce a tutti i bimbi per riconosce subito lei, quel piccolo angioletto che mi ha rubato il cuore. Mi avvicino e con l’aiuto della maestra a poco a poco riesco a prenderla tra le mie braccia. Un’emozione indescrivibile. E’ cresciuta ed è anche molto timida, solo alla fine con qualche coccola inizia a lasciarsi andare ma….il tempo è scaduto ce ne dobbiamo andare. E’ davvero dura doverla rimettere nel suo lettino e dovermi separare ancora una volta da lei; ogni volta lo stesso pensiero ogni volta la stessa domanda: perché non me la posso portare a casa? La stringo forte e le do un ultimo bacio e poi con le lacrime agli occhi lascio la stanza. Abbraccio Zucchero e lo ringrazio per avermi portato a salutare la mia piccola.</p>
<p><strong>ROVINE DI GEDE</strong><br />
Nel pomeriggio l’appuntamento è per le 15 all’ingresso, destinazione “Rovine di Gede”. Zucchero non sarà con noi perché andrà ad accompagnare un altro gruppo a Malindi, ma noi abbiamo preferito cambiare l’escursione. Usciti dall’Aquarius troviamo il pulmino che ci aspetta. Il tragitto è breve , una decina di minuti. Arrivati a destinazione veniamo accolti da un gruppo di scimmiette curiose e golose visto che appena ci vedono tirar fuori dalla borsa le banane iniziano a fare salti mortali per prenderle. Inizia la visita alle rovine, che durerà circa un oretta e mezza, naturalmente con l’ausilio di una guida parlante in italiano.</p>
<p><strong>RELAX</strong><br />
Ormai siamo quasi al traguardo e questi ultimi tre giorni decidiamo di trascorrerli in totale relax, godendoci il sole, il mare e i mitici beach boys.</p>
<p>Anche per quest’anno la vacanza è finita, ancora una volta devo salutare il Kenya, Watamu, l’Aquarius che ormai è diventata la mia seconda casa, i nuovo amici italiani e kenyoti. Mi si spezza il cuore dover ripartire, ma soprattutto perché dovrò salutare una persona che per me è molto speciale a cui mi sono molto affezionata, che per me non è solo il beach boy fidato che mi accompagna alla scoperta del Kenya. Per me lui è un carissimo amico e raccomando dunque a tutti coloro che vogliono trascorrere una vacanza in Kenya, che vogliono scoprirlo in tutta la sua bellezza di affidarsi a ZUCCHERO, e sono sicura che come me al vostro ritorno porterete per sempre nel cuore un indimenticabile ricordo.</p>
<p>Contatti:<br />
<em> zuccherojirah@hotmail.com</em><br />
www.zuccherowatamu.spaces.live.com<br />
00254735266394<br />
In Italia: 335/303727 Elena<br />
iele_2000@yahoo.it</p>
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		<title>Capodanno in Andalusia.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 14:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
di Edoardo Gerbaudo.
Quest&#8217;anno abbiamo scelto come meta per il Capodanno l&#8217;Andalusia.




Il nostro primo assaggio di Spagna. Preso, con qualche patema per il nostro, ormai patologico, ritardo un volo RyanAir da Bergamo per Granada siamo giunti a destinazione in tempo per fare un prima passeggiata i questa città. Abbiamo avuto, in verità ben più di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="andalusia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_andalusia.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p><em>di Edoardo Gerbaudo.</em></p>
<p>Quest&#8217;anno abbiamo scelto come meta per il <strong>Capodanno </strong>l&#8217;<strong>Andalusia</strong>.</p>
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Il nostro primo assaggio di Spagna. Preso, con qualche patema per il nostro, ormai patologico, ritardo un volo RyanAir da <strong>Bergamo </strong>per <strong>Granada </strong>siamo giunti a destinazione in tempo per fare un prima passeggiata i questa città. Abbiamo avuto, in verità ben più di un patema: prima l&#8217;aereo preso anche se siamo arrivati al check-in 5 minuti dopo la sua chiusura. La gentilezza dell&#8217;operatrice e la sua ostinazione a farci partire nonostante gli addetti al volo non volessero farci imbarcare ci ha aperto le porte per l&#8217;Andalusia. Purtroppo non so come si chiami ma sappia che le siamo veramente grati per l&#8217;impegno che ha profuso.</p>
<p>Partite in orario! Noi non lo facciamo mai e non potrà sempre andarci bene. Il secondo intoppo l&#8217;abbiamo avuto quando, arrivati all&#8217;albergo, ci hanno comunicato che per un errore nella prenotazione non c&#8217;era più posto per tutti (avevano prenotato una stanza invece di due). Per fortuna siamo riusciti a dimostrare che l&#8217;errore era da parte loro e ci hanno trasferiti, senza spese aggiunte, in un altro albergo a 5 stelle (<strong>Hotel Nazaries</strong>, vicino al centro commerciale <strong>Neptuno</strong>) invece del nostro che ne aveva 3 (Hotel Luna Arabial. 260? 2 doppie con colazione). Un lusso! Tornando alla passeggiata: le vie di <strong>Granada </strong>sono piene di gente.</p>
<p><img class="alignleft" title="andalusia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_andalusia.jpg" alt="" width="350" height="324" />Per me, di <strong>Savigliano</strong> (Cuneo), che sono abituato a vedere qualcuno in giro dopo la messa domenicale delle 10 è stata una bella scoperta. Un bravo turista, però, non può perdersi in passeggiate e così abbiamo dato un&#8217;occhiata alla Cattedrale. Eravamo, io almeno, troppo stanchi e provati dai disguidi avuti che non abbiamo apprezzato molto questa visita. Forse era meglio passeggiare! O forse non siamo dei bravi turisti. Per cena siamo andati in un bar ristorante, il <strong>Bibalferax</strong>, in <strong>Plaza Bib Rambla</strong> (subito a destra del ristorante Manolo, più famoso) per una paella ed un assaggio di <strong>Jamon Serrano</strong>. Il bar era pieno di gente per le tapas, un bel modo di passare la serata. Con i figli, però, è troppo complicato. Stare in piedi per molto tempo e mangiare al banco non è l&#8217;ideale per una famiglia, molto più fattibile se si è in coppia o con amici. Anche da seduti, comunque, si gode dell&#8217;ottima atmosfera.</p>
<p><strong>30-12-2007 Granada (Alhambra)</strong></p>
<p>Per oggi abbiamo i biglietti prenotati per l&#8217;Alhambra alle 13:00. Mattinata dedicata alla <strong>Capilla Real </strong>(dopo una colazione imperiale nel nostro 5 stelle!). La cappella è molto interessante: una cancellata imponente, molto elaborata con diverse figure, divide l&#8217;edificio in due ambienti: scopriremo un ampio uso di queste inferriate. La zona dedicata al sepolcro dei <strong>Re Cattolici Ferdinando I e Isabella di Castiglia</strong> è quella principale. I Re Cattolici (dovevano esserlo veramente tanto, cattolici: sono sempre ritratti in ginocchio e preganti) sono quelli che avevano finito di &#8220;liberare&#8221; la Spagna dagli arabi ed avevano dato tre canotti (no, caravelle! Viste le loro dimensioni la differenza è poca) a Colombo per mandarlo a cercare le Indie ad ovest. Il sepolcro è imponente ma le bare, custodite nella cripta sottostante, sono veramente modeste, in nome della devozione che impediva loro di essere troppo sfarzosi. Preso un autobus (il 30 che provvisoriamente passa in Plaza Isabel la Catolica, sempre lei) siamo arrivati all&#8217;Alhambra: centinaia di persone in coda! Prenotate gente, prenotate! (www.alhambra-tickets.es). Noi, belli belli, abbiamo ritirato i nostri biglietti alle casse automatiche, senza nessuna coda, e siamo partiti per una visita, credetemi, paradisiaca. Abbiamo iniziato dal Palacio Nazaries (dei Nasridi) che, sinceramente, non ci si aspettava fosse così . rilassante. È la parola giusta per spiegare cosa si prova nel passare in stanze completamente adornate di stucchi delicati (sembrava di stare in una pasticceria per la quantità e la qualità delle decorazioni) e giardini con vasche, fontane zampillanti e piante di aranci. Gli arabi avevano capito bene come ci si gode la vita, quelli ricchi per lo meno.</p>
<p><img class="alignright" title="andalusia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH2_andalusia.jpg" alt="" width="350" height="324" />Non so descrivere bene i luoghi ma la sensazione che si prova è: la pace. Pensare, poi, che a visitare <strong>l&#8217;Alhambra</strong> saremo state 5/6000 persone! Meno soddisfacente e appagante è il Palazzo di Carlo V. Stona un po&#8217;, secondo me, all&#8217;interno di un ambiente &#8220;moresco&#8221; un palazzo rinascimentale (e non dei più belli. Noi italiani, padri del Rinascimento, eravamo più bravi). Dall&#8217;Alcazaba si gode una stupenda vista sulla valle del Darro e di Granada. La nostra visita è stata fatta con l&#8217;ausilio delle audioguide. Lo consiglio vivamente (3 ? l&#8217;una), soprattutto se avete dei figli. Riescono a seguire molto meglio l&#8217;itinerario. L&#8217;Alhambra . <strong>Non potete venire in Andalusia senza visitare questi luoghi</strong>. Finita la visita siamo saliti su un bus (n° 32. 1? a persona) diretti all&#8217;<strong>Albayzin</strong>, il quartiere arabo. Dopo aver girato un po&#8217; a vuoto abbiamo, finalmente, trovato il Mirador San Nicolàs dove abbiamo atteso il tramonto tra flamenco suonato da ambulanti e la vista stupenda sull&#8217;Alhambra. Eravamo talmente presi che abbiamo saltato pranzo (anche perché nell&#8217;Alhambra non si può mangiare). Dopo una pennichella ristoratrice per questa stancante giornata abbiamo cenato sempre nella stessa Plaza Bib Ramala ma in un altro ristorante (Alhambra nell&#8217;angolo opposto alla Cattedrale). Ieri 62? oggi 64? mangiando paella e calamari per i ragazzi.</p>
<p><strong>31 Dicembre Cordoba-Siviglia</strong></p>
<p>Con la nostra solita calma partiamo, alle 10:30, alla volta di Cordoba. La strada è una provinciale non velocissima ed, in più, per parecchi chilometri abbiamo dovuto seguire una macchina della polizia che rispettava, ovviamente, i limiti di velocità.</p>
<p><img class="alignleft" title="andalusia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_andalusia.jpg" alt="" width="303" height="327" /><br />
Morale: la cattedrale di <strong>Cordoba </strong>(obiettivo principale della nostra visita) chiudeva alle 14 e noi alle 12:45 eravamo ancora alla ricerca di un parcheggio (credo di aver nominato tutti i santi del calendario. Non pregavo, però!). Finalmente entriamo nella <strong>Mezquita Catedral</strong>. Immaginate un vivaio di pioppi e sostituite ai pioppi le colonne: ecco, avete davanti il colpo d&#8217;occhio che da l&#8217;interno della Moschea. Già è stupefacente l&#8217;ambiente così com&#8217;è ma la meraviglia aumenta quando, varcato un arco, ci ritroviamo in una grande cattedrale rinascimentale. Anche se lo si sapeva che era così ci si stupisce ugualmente. Dall&#8217;islam al cristianesimo in due passi: impossibile pensare due religioni così lontane nella realtà e così vicine, invece, nell&#8217;architettura.<br />
I cristiani ed i mussulmani, probabilmente, rispettano più le cose delle persone, ora come allora. Va detto che le proteste dei cittadini del 1500 hanno impedito che i cattolici radessero al suolo la moschea per erigere la cattedrale e così abbiamo quest&#8217;edificio che ha dell&#8217;incredibile. Dopo questa visita che mi ha veramente colpito, ed un pranzetto a base di bocadillos (panini,ma è più bella la parola spagnola), facciamo due passi nel quartiere della Juderìa. Decine di viuzze su cui si aprono i cortili delle case (patii): dei piccoli gioielli con fiori e fontane. Proviamo a immaginare la bellezza di questi posti con i vasi di gerani, presenti ovunque, fioriti. Che pace dev&#8217;essere vivere qui! Saltiamo in macchina e ci avviamo verso Siviglia. Luca, calciatore in erba, ha apprezzato molto che il nostro hotel (Novotel 331? tre notti in una doppia con due letti aggiunti senza colazione) fosse di fianco allo stadio Pizjuan del Siviglia Futbol Club. Stasera è Capodanno ed andiamo in cerca di un posto dove mangiare. Un&#8217;impresa in cui sono impegnate, oltre a noi, altre centinaia di persone resa ancor più ardua dai numerosi locali chiusi. Scegliamo un posto vicino alla Cattedrale (se non abbiamo una Cattedrale vicino, noi non si mangia!) con la coda di gente in attesa più corta e qui conosciamo Fabio &amp; Anna, una coppia di Roma molto simpatica. Il locale non è un ristorante ma un bar dove si sono organizzati per lo spennamento di polli: è capodanno e non ci facciamo molto caso. Per questo non vi dico né posto né costo. Passeggiatina con Fabio e Anna e poi loro alla ricerca di un caffé noi in Plaza Nueva epicentro dei festeggiamenti sivigliani ad attendere il 2008. Un&#8217;usanza dice che mangiare un acino d&#8217;uva ad ogni rintocco della mezzanotte porti fortuna. Ci attrezziamo della nostra dozzina di acini ed aspettiamo: scocca la mezzanotte ma la campana suonerà solo 4 minuti dopo .e tutti ci eravamo già mangiato l&#8217;uva. Porterà bene ugualmente? Ai posteri. Feliz año!! Buon 2008! 1 gennaio &#8211; Siviglia</p>
<p>Parte della mattina la passiamo a letto e parte a cercare un locale per la colazione. Trovato un bar, in Avenida de la Costitucion davanti alla Cattedrale (e dove se no?) scopriamo che, quasi sicuramente, è l&#8217;unico aperto nel raggio di parecchio (si dice?) e quindi . coda! Abbiamo guardato con occhi piangenti la gente seduta e finalmente e non grazie ai nostri sguardi viene il nostro<br />
turno: tè cappuccino croissant e tostadas con Jamon York y mantequilla<br />
(prosaicamente: panino caldo al prosciutto cotto e burro).<br />
Oggi è tutto chiuso: Cattedrale, Alcazar, bar . tutto o, come scopriremo, quasi. Ci dirigiamo verso il <strong>Guadalquivir </strong>e, sotto la bella <strong>Torre del Oro</strong>, ci imbarchiamo su un battello per una piccola crociera sul fiume. Avanti e indietro sotto i tanti ponti: belli quello di Triana, progettato dalla scuola di <strong>Eiffel, la Barqueta e el Alamillo di Calatrava</strong>. Penso che l&#8217;esposizione universale che si è tenuta qui nel &#8216;92 (cinquecentenario della scoperta dell&#8217;America) abbia radicalmente cambiato il volto di questa città vista la quantità di edifici costruiti per l&#8217;occasione: palazzi, torri, ponti, auditorium, ecc. Nonostante il clima qui sia meraviglioso (16-19° di media) sul battello abbiamo decisamente battuto i denti. Dopo pranzo (al McDonald, i figli so&#8217; pezz &#8216;e core!) abbiamo scoperto che la Plaza de Toros era aperta e l&#8217;abbiamo visitata: è un luogo affascinante, è l&#8217;arena più antica di Spagna o la seconda. Penso la corrida sia una tradizione che va scomparendo: la guida (parla solo spagnolo e inglese) diceva che raramente l&#8217;arena si riempie, ormai. Travolti dall&#8217;atmosfera da toreador abbiamo fatto fare un poster, di quelli soliti, a Marco &amp; Luca con il loro nome. Marco desiderava vedere Plaza de España e quindi ci dirigiamo là passando dalla riva opposta del fiume, a Triana che è abbastanza desolata con tutti i locali chiusi. Ragazzi, non fate come noi, usate il bus! La scarpinata è stata interminabile ma ne valeva la pena. La piazza, a semicerchio, è molto scenografica (è stata girata una scena di Episode II di Star Wars, controllate) con le panchine tutte ricoperte di ceramiche e ponticelli sul canale che la circonda rivestite di azulejos. Un po&#8217; di riposo in piazza e poi ritorno in albergo. Alla sera ceniamo all&#8217;aperto! Il 1° gennaio! Non è stata proprio una nostra scelta (anche perché non faceva così caldo): non si trovava un buco neanche a pagarlo. Comunque da Carmela in Calle Santa Maria la Blanca si mangia proprio bene ed io ho anche apprezzato la cameriera: simpatica e carina. Laura ha apprezzato solo la simpatia, boh! Ho anche mangiato una cosa buonissima, per me: torticas con manzana y queso, una, diciamo, piadina con mele e formaggio. Una delizia!</p>
<p><strong>2 Gennaio &#8211; Siviglia (Cattedrale &#8211; Alcazar)</strong></p>
<p>Piove! Non ci scoraggiamo: io in vena ottimistica per me inusuale ho detto: &#8220;Entro poco smette&#8221;. Colazione in un posto segnalata (così come &#8220;Da Carmela&#8221;) dall&#8217;immancabile<br />
Lonely: la Cervecerìa Giralda. Laura, più salutista, ha optato per una colazione normale mentre io, Luca e Marco abbiamo mangiato una buonissima tostadas con jamon serrano y mantequilla (prosciutto crudo e formaggio) che ha preso residenza nel mio apparato digerente e &#8220;ancor non m&#8217;abbandona&#8221;. L&#8217;ambiente è veramente bello, era un vecchio bagno arabo con le arcate tipiche e le ceramiche alle pareti. Usciamo e . piove ancora ed io: &#8220;<em>Entro poco smette</em>&#8220;: 10 minuti e non piove più! D&#8217;ora in poi faccio il meteorologo. Ci mettiamo in coda per la Cattedrale. Dall&#8217;esterno si capisce che è proprio grande ma è disordinata, per me, inoltre non ha la facciata. Ho bisogno di certezze, io. L&#8217;interno è maestoso (è la 3a chiesa più grande del mondo) ed ospita, tra l&#8217;altro, il corpo di Cristoforo Colombo che qui trovò soldi e barche<br />
(canotti) per le sue imprese.<br />
Colombo ha, almeno, due tombe: una qui ed una a Santo Domingo e sembra sia presente in entrambe (così dice il test del DNA): è stato veramente un uomo fuori dal comune. Saliamo sulla Giralda per ammirare, anzi vedere, il panorama così così di Siviglia. La Giralda, invece, è un bel campanile ricavato dal minareto della moschea presente qui ai tempi della dominazione araba. Finita la visita della Cattedrale, pranzo (McDonald, di nuovo .). Usciti abbiamo incontrato Fabio e Anna che stavano partendo per Roma: baci, abbracci ed un arrivederci in qualche altro posto d&#8217;Europa. Chi lo sa? Al nostro programma manca solo l&#8217;Alcazar, l&#8217;Alhambra di Siviglia. Purtroppo per Marco &amp; Luca, ma anche per noi, le audio guide sono terminate (le abbiamo sempre usate perché le trovo utili). Giriamo quindi con le indicazioni stavolta non proprio chiarissime della Lonely (nessuno è perfetto). La residenza è bella ma, secondo me, va vista prima dell&#8217;Alhambra altrimenti lascia un po&#8217; delusi. Anche qui c&#8217;è un misto tra architettura araba e rinascimentale. Pedro I credo fosse uno strano individuo: crudele, spietato e libertino (uccideva e fornicava in ugual misura) ma dai gusti raffinati. Il palazzo che porta il suo nome è stupendo: patii, stanze completamente arabescate. Un paradiso. Dopo l&#8217;Alcazar ci sediamo in piazza del Triunfo e conosciamo una coppia di arzilli vecchietti &#8216;d Turin (noi siamo della provincia di Cuneo) con cui chiacchieriamo, anche un po&#8217; in dialetto. Ecco, vorrei invecchiare come<br />
loro: è un mese che sono qui in Andalusia e l&#8217;hanno visitata tutta, con calma. Rispetto chi invecchia guardando i cantieri c&#8217;è una bella differenza! Qualche acquisto (Laura fa collezione di calamite, Marco &amp; Luca hanno una piccola mostra di souvenir da integrare) e poi due passi nel Barrio Santa Cruz. Bellissimo: stradine con case tenute benissimo con i balconcini e piazzette come quella di Doña Elvira con gli aranci e panchine inceramicate (neologismo). Da non perdere soprattutto se siete una coppietta di<br />
innamorati: è un luogo romantico e pieno di poesia.<br />
Dormitina in albergo e poi cena da Modesto consigliato dalla Lonely. La miglior paella del nostro viaggio ma il locale, forse, è più adatto a gente più vecchia di noi (che siamo giovanissimi!). Il nostro viaggio è finito. Domani si torna a casa.</p>
<p>L&#8217;Andalusia lascia in noi un ottimo ricordo.</p>
<p>Abbiamo trovato una organizzazione eccellente. La gente di qui non è affabilissima ma noi, che siamo piemonteis, ci siamo abituati.</p>
<p><em>Qualche nota tecnica:</em><br />
Per un viaggio come il nostro credo non sia necessario noleggiare la macchina. La nostra è stata più nei parcheggi, a pagamento, che altro. Per l&#8217;Alhambra prenotate assolutamente i biglietti, vi viene dato una fascia oraria entro la quale dovete entrare nel Palacio Nazaries ma poi potete stare quanto volete all&#8217;interno del complesso (www.alhambra-tickets.es). Un piccolo sovrapprezzo vi ripaga dall&#8217;evitare la coda più lunga che abbia mai visto. Fate l&#8217;itinerario inverso al nostro: Siviglia, Cordoba, Granada. L&#8217;Alhambra, secondo me, va lasciata per ultima così da non offuscare il resto dei luoghi visitati. Non so dare consigli su come risparmiare perché noi non ci riusciamo mai. Anche se vorremmo, almeno io. Buen viaje! (Buon viaggio!)</p>
<p>Edoardo Gerbaudo</p>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_nofoto.png" alt="" /> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Malesia Incantata&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 10:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Dopo mille indecisioni io e Massi abbiamo deciso di partire a fine luglio per la Malesia. Il viaggio consisterà in: visita di varie città, un tour nella giungla del Taman Negara e molto relax sulle spiagge delle isole.
Queste sono state le nostre tappe:
25/7   Bologna &#8211; Francoforte   KL
 Alle 6.30 partiamo da Bologna con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="malesia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_malesia.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Dopo mille indecisioni io e Massi abbiamo deciso di partire a fine luglio per la Malesia. Il viaggio consisterà in: visita di varie città, un tour nella giungla del Taman Negara e molto relax sulle spiagge delle isole.</p>
<p>Queste sono state le nostre tappe:</p>
<p><strong>25/7   Bologna &#8211; Francoforte   KL</strong></p>
<p><strong> </strong>Alle 6.30 partiamo da Bologna con Lufthansa direzione Francoforte, arriviamo in un &#8216;ora circa e alle 12.45 partenza per Kuala Lumpur con Malaysia Airlines. Gli aerei sono stati tutti super puntuali e anche se abbiamo ballato tutto il tempo a causa di numerose turbolenze, le 12 ore di volo sono trascorse in un baleno!</p>
<p><strong>26/7  KL</strong></p>
<p><strong></strong>Alle 6.40 siamo al KLIA, gigantesco e modernissimo aeroporto di KL, aspettiamo i nostri zaini che non si fanno attendere troppo e ci dirigiamo verso la fermata del KLIA EXPRESS, comodissimo e velocissimo treno che dall&#8217;aeroporto porta in centro (stazione centrale KL Sentral) in meno di mezz&#8217;ora per 35 ringit a persona. Naturalmente visto il periodo la città ci accoglie con uno scrosciante temporale e la solita umidità del 99% tipica dei paesi tropicali&#8230;siccome Massi (mio fidanzato e splendido compagno di viaggio)comincia ad accusare un po&#8217; di stanchezza (dopotutto sono solo le 7.30 che corrispondono circa all 1.30 di notte in italia) decidiamo di prendere un taxi fino a Chinatown, dove si trova il nostro hotel SWISS INN HOTEL</p>
<p><iframe width="588" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=malesia&amp;sll=-89.98818,-56.25&amp;sspn=117.059125,360&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=4.214943,101.99707&amp;spn=15.293899,25.839844&amp;z=5&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=malesia&amp;sll=-89.98818,-56.25&amp;sspn=117.059125,360&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=4.214943,101.99707&amp;spn=15.293899,25.839844&amp;z=5" style="color:#0000FF;text-align:left">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Sfortunatamente arrivati in hotel ci comunicano che il check-in sarà possibile solo verso le 12!&#8230;GULP&#8230;ora sono le 8&#8230;Massi è distrutto&#8230;piove&#8230;.che fare? Idea geniale&#8230;lasciamo gli zaini in albergo e risaliamo al volo su un taxi (15 RM)direzione PETRONAS TOWERS (La Lonely Planet infatti consiglia di recarsi prestissimo a prendere i biglietti per salire perché ne distribuiscono solo 1500 al giorno!), peccato che quando arriviamo noi i biglietti siano già finiti!!!!!!!!!!!</p>
<p>E&#8217;  domenica e c&#8217;è moltissima gente che aspetta sebbene non siano neanche le 9!</p>
<p>Non ci demoralizziamo e decidiamo di fare qualche foto alle torri&#8230;avevo sentito dire che dal giardino dietro il centro commerciale SURIA(che si trova dentro le torri), se ci si mette sotto un ponticello si riescono a fotografare le torri tutte intere&#8230;è vero. fantastico! Finite le foto e fatta una rapida e costosissima colazione proviamo a raggiungere una stazione della metro per tornare dalle parti di Chinatown ma probabilmente a causa della stanchezza, del jet lag,e della mappa non proprio chiara ci perdiamo in un delirante tour della città&#8230; tra Little India e Chinatown&#8230;..per fortuna ha smesso di piovere ma la mia idea di non prendere un taxi forse non è stata un granché&#8230;. Alla fine però ce la facciamo&#8230;raggiungiamo l&#8217;hotel&#8230;ci fermiamo in una specie di ristorantino a mangiare dei noodles deliziosi&#8230;poi in camera a riposare&#8230;verso sera usciamo un po&#8217; per ammirare le luci, i colori e soprattutto i profumi di una sfavillante Chinatown, l&#8217;hotel si trova in posizione perfetta a due passi dalla famosa via pedonale del mercato Petaling&#8230;ci fermiamo in un barettino a bere due birre (tiger) poi a cena al Old china Cafè&#8230;consigliato dalla LP&#8230;effettivamente il locale è pittoresco e caratteristico ma è pieno solo di turisti e neanche il cibo (pollo fritto e piee tee) ci è piaciuto tanto&#8230;.pazienza (87 RM) poi a nanna perché domani si va a Melaka!</p>
<p><strong>27/7  Melaka</strong></p>
<p><strong></strong>Sveglia all&#8217;alba&#8230;.colazione&#8230;partenza!</p>
<p>C&#8217;è il sole&#8230;wow&#8230; ci dirigiamo alla stazione dei bus PUDURAYA a piedi&#8230;è vicinissimo all&#8217;hotel&#8230;troviamo subito un pulman che sta partendo..fantastico&#8230;2 biglietti sola andata comprati direttamente all&#8217;autista 15 RM a testa, perfetto! Sfortunatamente dopo mezz&#8217;ora di viaggio comincia il diluvio&#8230;vabbè speriamo che smetta&#8230;.il viaggio non finisce piu&#8230;ci mettiamo circa 3 ore (avevo letto che ci voleva un&#8217;ora e tre quarti massimo due&#8230;mah..).</p>
<p><img class="alignleft" title="malesia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_malesia.jpg" alt="" width="303" height="281" />Comunque arriviamo a Melaka tardissimo&#8230;piove di brutto&#8230;Massi si sta innervosendo di nuovo, non vorrei che stesse cominciando ad avere dei dubbi sulla mia scelta di venire in Malesia&#8230;no no&#8230;.sono certa che la situazione migliorerà&#8230;.!! In realtà la situazione non migliora anzi&#8230;sempre peggio&#8230;piove tantissimo&#8230;Melaka è allagata&#8230;tutti i negozi e i ristoranti sono chiusi&#8230;ci fermiamo a mangiare nell&#8217;unico posto aperto dove almeno mangiamo benino e spendiamo il giusto (60 RM)!</p>
<p>Purtroppo a causa del tempo non riusciamo a vedere nulla della città se non correndo da una tettoia all&#8217;altra evitando di scivolare nelle fogne o farsi colpire da un fulmine&#8230;la città è deserta&#8230;peccato&#8230;mi avrebbe fatto molto piacere visitarla con calma perché ho sentito dire che è veramente splendida!</p>
<p>A metà pomeriggio risaliamo su un bus per KL (25 RM in due) e bagnati fradici torniamo in hotel in 2 ore (per fortuna!!) Verso sera&#8230;dopo una doccia calda prendiamo la metro (2 RM) fino al GOLDEN TRIANGLE&#8230;gironzoliamo un po&#8217; tra mille luci e profumi e decidiamo di cenare in JNL ALOR&#8230;stradina piena di ristorantini e bancarelle&#8230;mangiamo benissimo con soli 37 RM! Poi in hotel a fare lo zaino perché domani si parte per il Taman Negara</p>
<p><strong>28/8  KL &#8211; Taman Negara</strong></p>
<p><strong></strong>Sveglia all&#8217;alba come al solito, colazione, check-out in hotel e finalmente alle 9 si parte direzione giungla!!. I biglietti per il bus li abbiamo comprati il giorno prima direttamente in hotel (c&#8217;è una specie di agenzia di viaggi all&#8217;interno dello Swiss inn) il nostro biglietto comprendeva bus da KL fino a JERANTUT (3h circa in pulman comodissimo), cambio di bus fino a KUALA TEMBELING (45 min circa) poi barca fino a KAMPUNG KUALA TAHAN nel Taman Negara (3h di barca) il tutto per soli150 RM in 2 sola andata.!</p>
<p>Il pullman è arrivato in orario proprio davanti allo Swiss hotel in Chinatown (ottima scelta rivolgerci all&#8217;agenzia del albergo), il viaggio è stato piacevole..arrivati a Jerantut ci hanno portati in un ufficio a sbrigare varie formalità.biglietto ingresso al parco, biglietto barca,ecc.poi ci hanno portati a mangiare in un ristorante vicino convenzionato, infatti molti non hanno pagato perché avevano un pacchetto completo noi invece abbiamo speso 15 RM a testa mangiando a volontà!</p>
<p>Alle 14 siamo risaliti su un altro bus.molto più piccolo e sgangherato che in 30/40 min ci ha portati al molo di Kuala Tembeling..abbiamo aspettato un po&#8217; poi ci hanno fatto salire.chiamandoci per nome.su delle caratteristiche barchette in legno..circa 10/15 persone a barca.il viaggio all&#8217;inizio è stato divertente poi dopo un po&#8217; non se ne poteva più!!! Arrivati al a Kampung abbiamo raggiunto il WOODLAND RESORT, .da fuori non sembrava neanche male ma in realtà si è rivelato una pessima scelta (1020 RM il pacchetto deluxe che comprendeva 2 notti, colazioni, pranzi e cene più le escursioni scelte da me) La camera era orribile..due brandine e un bagno semi distrutto.. c&#8217;era anche una mini piscina che in realtà sembrava più un laghetto visto l&#8217;acqua melmosa che puzzava (io ho provato a fare il bagno e ho puzzato per 2 giorni!!).</p>
<p>Arrivati in hotel ci siamo rilassati un po&#8217; poi alle 19 siamo andati a cena (orari obbligatori).la cena è stata qualcosa di disgustoso.intanto eravamo in una sala grande ma eravamo solo noi.poi non c&#8217;era acqua e il buffet comprendeva 2 tipi di carne non meglio identificati, teste di pesce e il mitico riso.la nostra salvezza! Comunque alle 21 siamo partiti per la prima escursione:trekking notturno nella giungla, a noi non è piaciuto per niente. Eravamo in tantissimi, ognuno con la sua guida, tutti in fila in uno stradello di legno con le torce a cercare insetti..noi siamo riusciti a vedere solo 2 cavallette, un millepiedi, una vipera e un ragno lontanissimo su un albero. Non che mi aspettassi tigri o oranghi però qualche serpente o ragno in più magari si: siamo nella giungla cavolo!!!!</p>
<p>Comunque dopo 1 ora siamo tornati in camera bagnati fradici per l&#8217;umidità! Al mattino, dopo un&#8217;altrettanto tragica colazione, siamo andati a fare un trekking nella giungla; sicuramente è stato più divertente anche se di animali non ne abbiamo visti. Poi ci hanno portato sui famosi <strong>Canopy Walkway</strong><img class="alignright" title="malesia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH2_malesia.jpg" alt="" width="303" height="281" />, i ponticelli sospesi nel vuoto in mezzo agli alberi. E&#8217; stata un emozione grande, ci siamo divertiti davvero tanto. Poi pranzo in hotel e alle 14.30 gita in barca fino al <strong>Lata Berkoh</strong>. Sarebbe stato anche carino fare il bagno se non ci fossero stati altri 1000 turisti che sguazzavano e si tuffavano dalle rocce!! Nel complesso l&#8217;esperienza della giungla non ci ha molto soddisfatti, forse anche perché l&#8217;anno scorso eravamo stati a fare una vero safari in africa e non c&#8217;è confronto!!! Comunque l&#8217;ultimo giorno siamo andati all&#8217;agenzia sul fiume a comprare i biglietti per il ritorno, abbiamo scelto di tornare a KL ma si poteva tranquillamente prendere un pullman per le <strong>Cameron Higlands</strong>, <strong>Penang </strong>o le <strong>Perhentian Islands</strong>.</p>
<p>Il biglietto del ritorno (barca+bus) ci è costato altri 150 RM</p>
<p><strong>30/7   Taman Negara -KL</strong></p>
<p><strong></strong>Il viaggio di ritorno è andato benissimo. Arrivati a Jerantut abbiamo scelto di andare a mangiare non nel ristorantino dell&#8217;andata ma in quello subito a fianco dell&#8217;agenzia a dx: DELIZIOSO!!!  7RM in due, mangiato benissimo (devo ringraziare Massi perché l&#8217;idea è stata sua, a me non convinceva tanto)</p>
<p>Arrivati a KL siamo andati subito in hotel, il PRESCOTT INN HOTEL nella zona centrale, vicino alle <strong>Petronas Towers.</strong> L&#8217;hotel è carino, la zona è comoda, purtroppo il personale non è stato molto efficiente e solerte ma pazienza dopotutto abbiamo speso poco anche qui! Una volta in camera ci siamo cambiati e preparati per andare a cena al revolving (girevole) restaurant <strong>SERI ANGKASA</strong> sulla <strong>MENARA TOWER</strong>. Per noi è stata un&#8217;esperienza stupenda, certo costa parecchio (buffet 150 RM a persona), però abbiamo mangiato bene e abbiamo ammirato un panorama fantastico. Le Petronas Tower illuminate sono qualcosa di magico. Sinceramente lo consiglio a tutti..ricordatevi però di prenotare almeno 2 settimane prima perché è sempre pieno (io avevo prenotato a giugno per fare una sorpresa al mio amore!!)</p>
<p>Consiglio anche il <strong>bar LUNA, </strong>abbastanza elegante all&#8217;ultimo piano di un grattacielo <strong>Menara PanGlobal</strong> proprio accanto alla Menara tower. Ci sono i divanetti disposti intorno ad una piscina e tutto intorno vetrate per ammirare le torri e il panorama della città.bellissimo!!!</p>
<p><strong>31/7   KL &#8211; Langkawi</strong></p>
<p><strong></strong>Sveglia presto come d&#8217;abitudine.alle 10.20 abbiamo l&#8217;aereo per LANGKAWI Decidiamo di raggiungere il LCC-T (aeroporto low cost di KL) in taxi (80 RM)..invece che con lo Skybus..abbiamo voglia di comodità e soprattutto ci mette la metà del tempo! Il volo AIR ASIA parte in orario ed è perfetto, arriviamo a Langkawi alle 11.20 e decidiamo di noleggiare una macchina direttamente in aeroporto (2 giorni 100 RM) Con la nostra macchinina arriviamo facilmente in hotel , MUTIARA RESORT, l&#8217;hotel è molto bello, la spiaggia è carina, la piscina è enorme e si mangia veramente bene però non si può certo dire che sia economico!! <img class="alignleft" title="malesia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH3_malesia.jpg" alt="" width="303" height="281" />Comunque i giorni a Langkawi sono passati in un baleno.siamo stati benissimo, ci sono mille cose da fare e sebbene ci trovassimo sul versante ovest della Malesia, dove in agosto è la stagione dei monsoni, siamo stati molto fortunati (l&#8217;avevamo già pagata a Melaka!!!) Siamo stati a cena al ristorante Haji Ramli in Pantai Cenang, consigliato dalla LP (53 RM), abbiamo mangiato così così! Il giorno dopo siamo andati all&#8217;Oriental Village (centro commerciale nell&#8217;entroterra vicino a Pantai Kok) per salire con la CABLE CAR (60 RM) fino alla cima del monte Gunung Machinchang (708 metri) Devo dire che il viaggio su questa specie di ovovia è stato tremendo.i piloni che la sorreggono sono lontanissimi l&#8217;uno dall&#8217;altro e l&#8217;altezza da terra è veramente impressionante e soprattutto c&#8217;è sempre vento che muove tutto.ma una volta arrivati è stato bellissimo.il panorama è magico (anche Massi ha apprezzato molto.),si vede il mare delle Andamane..i colori..la giungla.tutte le isolette intorno Langkawi.bellissimo.assolutamente da fare anche se si soffre un po&#8217; di vertigini e claustrofobia!! Poi siamo stati a Talaga Tujuh.dove si trova una cascata che in cima forma 7 pozze dove si può fare il bagno e scivolare da una all&#8217;alto dei laghetti..a noi è piaciuto tantissimo e ci siamo divertiti un mondo a fare scivoli e idromassaggi naturali.peccato che per arrivarci ci siano 10 minuti di scalinata ripidissima.ma una volta raggiunta la cima ne vale proprio la pena (personalmente ho avuto male ai polpacci per una settimana.ma lo rifarei!!!) Il secondo giorno purtroppo pioveva e ho avuto la sfortunata idea di dedicarlo alla visita dell&#8217;Underwater World (acquario più grande della Malesia&#8230;gran delusione.38 RM a persona buttati via).poi siamo andati al Wildlife Park.una specie di zoo.(22RM a testa) anche questa un po&#8217; una triste..poi siamo andati a vedere alcune spiagge.sinceramente Pantai Cenang e Pantai Tengah ci hanno deluso invece Pantai Tanjung Rhu a nord dell&#8217;isola è semplicemente meravigliosa!!!!!!!!! Comunque anche i giorni a Langkawi sono volati..la nostra prossima meta sarà l&#8217;isola di Penang, precisamente GEORGETOWN! Sulla LP avevo letto che esiste una barca che collega in 1 h e 30 Langkawi a Georgetown ma quando ci siamo recati al molo di Kuah per prenotare i bilgietti abbiamo scoperto che ci sono solo due barche al giorno.una alle 14 e una alle 17.30 ma bisogna prenotare almeno 3 gg di anticipo e non è detto comunque che si trovi posto! Siamo stati costretti quindi a comprare i biglietti per Kuala Kedah.porto sulla terra ferma poco più a sud di Langkawi (46 RM in 2) per poi proseguire in bus e imbarcarci per Penang da Butterworth.</p>
<p><strong>3/8   Langkawi &#8211; Georgetown</strong></p>
<p><strong></strong>Dopo il check-out in hotel ci siamo recati al porto .qui abbiamo lasciato la macchina e ci hanno restituito la caparra e puntuali ci siamo imbarcati per Kuala Kedah, la barca sembrava un igloo per il freddo che c&#8217;era ma noi eravamo preparati..a Kuala Kedah siamo stati costretti a prendere un taxi (20 RM) fino ad Alor Setar dove c&#8217;è la la stazione dei bus (viaggio da Kuala Kedah a Butterworth 15 RM)<img class="alignright" title="malesia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_malesia.jpg" alt="" width="303" height="327" /></p>
<p>Arrivati a Butterworth per non correre rischi ci siamo subito informati per acquistare i biglietti per le isole Perhentian.però abbiamo deciso (anzi.ho deciso!) che sarebbe stato + comodo partire direttamente da Georgetown.capitale dell&#8217;isola di Penang collegata alla terraferma tramite un ponte ( si dice il più lungo di tutto il sud est asiatico) piuttosto che da Butterworth Purtroppo anche questa scelta non è stata la più felice (quest&#8217;anno non ne azzecco una..)infatti la stazione dei pullman di Butterworth è proprio adiacente all&#8217;imbarco dei traghetti mentre arrivati a Georgetown la stazione dei pullman a lunga percorrenza (sungei niton) si trova a 10 km dalla città&#8212;altri 20 RM di taxi per comprare i biglietti e poi per arrivarci!! Sistemate le formalità con i biglietti per le Perhentian andiamo in hotel.ORIENTAL HOTEL in Jln Penang.la strada principale.piena di negozi e ristoranti.</p>
<p>Diciamo che l&#8217;hotel è un po&#8217; vecchiotto e la pulizia lascia un po&#8217; a desiderare ma la camera è grande e noi ci accontentiamo! Dopo una doccia rigenerante usciamo subito per dare un occhiata a questa meravigliosa città (la LP la definisce una meta di straordinario interesse!)..mah.dopo la prima mezz&#8217;ora comincio a chiedermi che cos&#8217;abbia di meraviglioso Georgetown..la strada dell&#8217;hotel è carina ma niente di che.Chinatown offre qualche tempio affascinante ma per il momento nulla per cui valessse la pena arrivare fin qui.osservo la faccia di Massi che si rabbuia sempre di più e confido che il distretto coloniale con i suoi magnifici edifici ci offra qualcosa di meglio. La mattina dopo ci svegliamo&#8230;tardi.usciamo per far colazione in un simpatico cortile in Lebuh Chulia (Chinatown)..proprio dietro l&#8217;hotel.la colazione non è niente male..8 RM.poi proseguiamo il nostro tour per arrivare a Fort Cornwallis dove parte l&#8217;itinerario proposto della LP e intanto ne approfittiamo per visitare meglio Chinatown e Little india con i loro colorati negozi e profumatissimi templi.la passeggiata è piacevole.ma il sole è alto e l&#8217;umidità non ci da tregua.siamo un bagno di sudore.Massi è distrutto..mi sta odiando lo so.comunque mi segue fedelmente mentre cerco di mostrargli, guida alla mano, tutte le bellezze architettoniche dei vari palazzi cercando di metterci il massimo dell&#8217;entusiasmo..ma lui sta sognando il mare azzurro e la sabbia bianca delle Perhentian.lo so.lo leggo nei suoi occhi.. Comunque nonostante il caldo e l&#8217;umidità visitiamo tutto il distretto coloniale e ritorniamo delusi in hotel.sinceramente Georgetown a noi non è proprio piaciuta.sarà il caldo.il traffico..il rumore.ma è stata proprio una deviazione inutile (mia idea!!).probabilmente avremmo fatto meglio a noleggiare una macchina o uno scooter e visitare tutta l&#8217;isola ma ormai è andata..la sera Massi mi porta a cena al Salsa.un ristorantino delizioso dove abbiamo mangiato della carne squisita (135 RM con bottiglia di vino!); dopo cena decidiamo di concludere la serata con un romantico giro in risciò.davvero carino!!</p>
<p><strong>5/8   Georgetown &#8211; Perhentian</strong></p>
<p><strong></strong>Oggi per fortuna è l&#8217;ultimo giorno di Georgetown, stasera alle 21 abbiamo il bus per le Perhentian..lasciamo le valige nella hall dell&#8217;albergo e usciamo per fare un po&#8217; di shopping. Peccato che dopo poco venga il diluvio universale e siamo costretti a passare metà pomeriggio sigillati in hotel a leggere e fare le parole crociate aspettando sera. Arrivati alla stazione dei pullman (altri 20 RM di taxi) ci rendiamo subito conto che il bus che ci porterà al molo di Kuala Besut dove dovremmo passare tutta la notte è mostruoso.tutto rotto e sporco.con una puzza terribile.. pazienza.il viaggio procede lentamente.senza riuscire a chiudere occhio.soprattutto dopo che ho visto degli scarafaggi giganteschi girare in mezzo ai sedili..tra l&#8217;altro la strada è tutta curve.completamente al buio.montuosa..e l&#8217;autista procede a tutta velocità.speriamo bene.alle 4.30 arriviamo a Jerteh e l&#8217;autista per 10 RM ci porta fino a Kuala Besut. Ci troviamo da soli alle 5 di mattina con gli zaini ad aspettare che apra l&#8217;ufficio del nostro Resort che ci cambierà i biglietti del traghetto che mi avevano precedentemente inviato via mail..la situazione non è delle più piacevoli ma per fortuna alle 6.30 arriva l&#8217;impiegato e alle 7.30 ci imbarchiamo su un motoscafo missile fino alla piccola Perhentian Kecil.l&#8217;isoletta che abbiamo scelto. Il nostro resort è meraviglioso. Ho scelto il WATERCOLOURS IMPIANI, perché mi sembrava delizioso dalle foto e soprattutto era isolato rispetto alle caotiche Coral Bay e Long Beach dove mille bungalow si accalcano uno sull&#8217;altro in una spiaggia piena zeppa di turisti con l&#8217;acqua sporca per le troppe barche.. Invece in nostro resort è perfetto.un piccolo paradiso (wow stavolta la mia scelta è stata super azzeccata.mi sono fatta perdonare tutte le altre!!) I bungalow sono un po&#8217; sulla spiaggia e un po&#8217; nella giungla.deliziosi.grandi.molto curati.con una piccola veranda e una porta finestra che illumina tutta la camera..anche la spiaggia è perfetta.piccola ma sempre al sole.con un acqua cristallina circondata dalla giungla. La zona ristorante è formata da una serie di palafitte collegate.devo ammettere che si mangiava benissimo.e i succhi di frutta tropicale erano deliziosi!! Rimaniamo 5 giorni in questo paradiso.tra sole mare giri in canoa e snorkeling.il tempo sembra volare e anche le serate trascorrono piacevoli al fresco immersi nella natura gustando deliziose cenette..anche il personale del Watercolours è eccellente!! La nostra prossima meta è Redang Island , altra isola poco distante da qui..decidiamo di prenotare una barca che ci porti direttamente da Kecil fino a Redang senza essere costretti a tornare sulla terraferma per poi rimbarcarci (180 RM in due)</p>
<p><strong>10/8   Perhentian &#8211; Redang</strong></p>
<p><strong></strong>L&#8217;ultimo giorno alle 9 puntualissimo arriva un taxi boat a prenderci per portarci su un&#8217;altra barca..più grande dove, insieme ad altre 8 persone raggiungiamo un&#8217;altra magnifica isola..<strong>Redang</strong>. Alle 10 siamo nella hall del gigantesco LAGUNA RESORT. Devo ammettere che la scelta del resort è stata obbligata in quanto nessun altro ci aveva risposto o aveva disponibilità.quindi ci siamo adattati.</p>
<p>Il Laguna è un complesso enorme, sicuramente molto curato. La spiaggia è bella,grandissima. L&#8217;acqua è meravigliosa, azzurra, trasparentissima e piena di pesci colorati già a riva. Anche le camere sono perfette, spaziose ed eleganti, con un cesto di frutta tropicale all&#8217;arrivo e 4 bottigliette d&#8217;acqua gratis ogni mattina. Diciamo però che nonostante questo il nostro soggiorno non ci ha soddisfatti. Innanzitutto abbiamo sempre mangiato malissimo sia nel ristorante a buffet (quello compreso nel pacchetto) sia negli altri ristoranti. Inoltre la spiaggia è molto bella ma sembra di essere sulla riviera romagnola.sono tutti italiani, e i lettini sono disposti su due file talmente appiccicati l&#8217;uno all&#8217;altro che non ci si riesce neanche a muovere. Gli orari sono troppo rigidi, colazione entro le 9.30, pranzo 12.30.sembra di essere a scuola. A noi non è piaciuto per niente, forse perché arrivavamo dalle <strong>Perhentian </strong>che sono un piccolo paradiso, qui invece sulla spiaggia attraccano barconi giganteschi carichi di turisti cinesi che andavano a fare snorkeling, motoscafi che girano a tutta velocità e per finire piccole barche strapiene di rifiuti. Insomma, il rumore è insopportabile e anche il panorama è decisamente rovinato da tutto ciò!</p>
<p><strong>14/8   Redang &#8211; KL</strong></p>
<p><strong></strong>Venerdì mattina prendiamo la barca del <strong>Laguna </strong>e arriviamo in meno di un&#8217;ora a Merang dove saliamo su un bus che ci porterà all&#8217;aeroporto di Kuala Terenganu dove voleremo nuovamente su KL per poi tornare a casa. Abbiamo scelto di prendere l&#8217;aereo perché non avremmo potuto sopportare una altra giornata di pullman.e devo ammettere che sebbene odi volare.tutti i voli si sono rivelati perfetti.Air Asia è sicuramente una ottima compagnia.molto seria e affidabile L&#8217;hotel che abbiamo scelto per l&#8217;ultima notte a KL è l&#8217;ORIENTAL INN a Chianatown.proprio in Petaling street.la via del mercato..piena di bancarelle e negozi L&#8217;hotel non è niente di che.le camere sono minuscole.per andare in bagno bisogna scavalcare il letto.non c&#8217;è armadio e sono abbastanza sporche.inoltre è molto rumoroso, comunque la spesa è molto bassa e per una notte siamo sopravvissuti.</p>
<p><strong>15/8  KL &#8211; Francoforte (16/8  Francoforte &#8211; Bologna) </strong></p>
<p>È arrivato l&#8217;ultimo giorno.lo dedichiamo allo shopping per gli ultimi acquisti e regalini vati.poi nel lentissimo internet dell&#8217;hotel per provare a fare il check-in dei voli..il nostro aereo per Francoforte infatti parte alle 23.50! Alle 8 prendiamo un taxi fino al KLIA.dopotutto il treno costa 70 RM mentre il taxi lo paghiamo 80..arrivati in aeroporto puntualissimi ci rifocilliamo da Mc Donald&#8217;s aspettando l&#8217;imbarco.. Purtroppo la vacanza è finita.ma sono felice.sono felice di aver visitato posti bellissimi come Llangkawi e le Perhentian.sono felice di aver assaporato di nuovo la squisita cucina orientale, di aver conosciuto un popolo ricco di storia e tradizioni.ma soprattutto sono felice di partire con la voglia di ritornare presto in questo paese incantato!</p>
<p>Alcuni dati pratici che spero possano tornare utili:</p>
<p>Volo Malaysia Airlines Francoforte- KL 800 E</p>
<p>Volo interno Air Asia KL-Langkawi 213 RM (in 2)</p>
<p>Volo interno Air Asia Kuala Terengganu &#8211; KL 350 RM (in 2)</p>
<p>Swiss Inn Hotel (KL) 160 RM (a camera)</p>
<p>Prescott Inn Hotel (KL) 130 RM(a camera)</p>
<p>Oriental Inn Hotel (KL) 110 RM(a camera)</p>
<p>Woodland Resort (Taman Negara) 1020 RM (a camera) pacchetto deluxe: pernottamento,escursioni e pasti Murtiara Burau Bay (Langkawi) 330 RM (a camera) Hotel Oriental (Georgetown) 75 RM (a camera) Watercolours Impiani Resort (Pulau Perhentian Kecil) 240 RM (a camera) (trasporto in barca A/R Kuala Besut &#8211; Perhentian 140 RM ) Laguna Redang (Pulau Redang) 520 RM (a camera) (Pensione completa) Bus KL &#8211; Melaka 15 RM Bus Georgetown &#8211; Kuala Besut 45RM Tutti gli hotel prenotati dall&#8217;italia tramite I rispettivi siti internet (tranne quelli di KL prenotati con Booking online e quello di Langkawi con Expedia) I voli Air Asia prenotati via internet dal sito della compagnia</p>
<p>Per qualsiasi cosa potete contattarmi al mio indirizzo mail fran_76@libero.it</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.markos.it/quaderni/malesiaincantata.htm">http://www.markos.it/quaderni/malesiaincantata.htm</a></p>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_nofoto.png" alt="" /> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
<p>Fra</p>
<p>fran_76@libero.it</p>
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		<title>Spagna e Portogallo su una Ford Fiesta&#8230;!!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 13:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Siamo in 4, io, Dino, Vanessa e Lucia per un viaggio in automobile ( Ford Fiesta ) che ci porterà in terra di Spagna e in Portogallo alla scoperta della costa atlantica del Parco Nazionale di Doñana, dei luoghi Colombini, della Costa Vicentina in Algarve, di Sevilla, Granada e di tante altre gemme !
Tanti chilometri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="spagna e portogallo" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_spagnaportogallo.jpg" alt="" width="588" height="496" /><br />
Siamo in 4, io, Dino, Vanessa e Lucia per un viaggio in automobile ( <em>Ford Fiesta </em>) che ci porterà in terra di <strong>Spagna </strong>e in <strong>Portogallo</strong> alla scoperta della costa atlantica del <strong>Parco Nazionale di Doñana</strong>, dei luoghi Colombini, della Costa Vicentina in <strong>Algarve</strong>, di <strong>Sevilla</strong>, <strong>Granada </strong>e di tante altre gemme !</p>
<p>Tanti chilometri da percorrere senza alcuna prenotazione in alberghi o pensioni, dotati di tenda e sacchi a pelo anche se l&#8217;intenzione è quella di evitare i campeggi a favore di più comode sistemazioni&#8230;</p>
<p><strong>5 agosto 2002</strong><br />
Alla sera, verso le 21.30 siamo in viaggio&#8230;..destinazione Spagna, cercando di arrivare domani nei dintorni di Madrid.</p>
<p><strong>6 agosto</strong><br />
Dopo Barcelona, si prende l&#8217;autovia che porta a Madrid, evitando la costa per Valencia.</p>
<p>Prima di Guadalajara, scegliamo di provare a trovare una sistemazione a Brihuega, un graziosissimo pueblo storico che è però poco conosciuto. Non ci sono tante possibilità di alloggio e non accettiamo le camere in un hostal con ristorante ritenendo eccessivo il precio !<br />
E allora avanti ancora, stanchi e pieni di speranza per la prossima sosta.<br />
A Guadalajara ancora nisba ! Pochi alloggi economici e hostal pieni. Ma a me Guadalajara non piace per niente, forse perchè siamo in un pomeriggio muy caliente&#8230;.<br />
Decidiamo di passare via Madrid e cercare ancora più avanti lungo la veloce autovia N IV che porta dritto a Cordoba.</p>
<p>Alle 18.30 arriviamo ad <strong>Aranjuez</strong>, a pochi chilometri da Ocaña in Castilla-La Mancha.<br />
Quasi subito troviamo il sospirato albergo ! Siamo molto stanchi, non ne possiamo più di stare in macchina dopo quasi 24 ore di strada !<br />
All&#8217;Hostal Residencia &#8220;<em>Francisco-Jose</em>&#8221; ( avenida del Principe, 26, 28300 Aranjuez  tel. 918911140 http://www.aranjuez.com/RanaVerde ) prendiamo due camere doppie, con tv bagno e ventilatore al prezzo di 34 € a camera. La mia camera si rivelerà caldissima la notte, senza sbocchi d&#8217;aria&#8230;.<br />
Ad Aranjuez si posson visitare il <strong>Palacio Real</strong> e i <strong>Jardines de la isla y del parterre</strong> ( XVI- XVIII ), la <strong>Real Iglesia de San Antonio</strong> del sec. XVIII progettata da Santiago Bonavìa nel 1750. C&#8217;è anche la <strong>Plaza de Toros </strong>del sec. XVIII-XIX costruita da Carlo IV nel 1797. Altri monumenti storici rendono Aranjuez &#8220;patrimonio dell&#8217;umanità&#8221;.<br />
Mangiamo in un bar ristorante poco distante dalla plaza de toros abbastanza bene per un totale di 30 €, con guisantes con jamon ( piselli e prosciutto ), merluzzo, lomo de cerdo ( maiale ) e ensaladas.<br />
La temperatura serale è gradevolissima e si sta bene nel dopocena&#8230;</p>
<p><strong>7 agosto</strong><br />
Partiamo verso le 8.30 in direzione <strong>Cordoba</strong> e poi verso <strong>Sevilla </strong>e quindi <strong>Huelva</strong>.<br />
Prima di Sevilla, prendiamo per Ecija, la &#8220;padella della Spagna&#8221; ci fermiamo per una sosta rigeneratrice e ristoratrice. Mi accorgo che i prezzi non sono poi così bassi, siamo in linea con quelli italiani e allora ordiniamo in una friggitoria ( freiduria ) croquetas de pollo e delicias de calamares buoni e tanti ( 4,40 € per due vaschette da mezzo chilo l&#8217;una )&#8230;.<br />
Non visitiamo Ecija ma l&#8217;impressione è molto positiva, mi appare essere una cittadina viva e simpatica&#8230;.<br />
Lasciamo Ecija e puntiamo dritti e con lo stomaco pieno verso Matalascañas, sulla costa de la Luz, la costa atlantica della Spagna, appena dopo il Parco Nazionale di Doñana.<br />
Passata Sevilla, dopo alcune uscite si prende quella per Almonte, Bollullos Par del Condado ( centro vinicolo della zona ), Parco Nacional Doñana.</p>
<p><img class="alignleft" title="spagna" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_spagnaportogallo.jpg" alt="" width="303" height="327" /><br />
Passamo El Ròcio e arriviamo finalmente a Matalascañas verso le 16.00. Il paesaggio è simile alla nostra Maremma Toscana e la pianura si va a spegnere nell&#8217;Atlantico. Molte pinete e sabbia che spunta ai lati della strada nazionale.<br />
<strong> Matalascañas </strong>è un luogo di villeggiatura con una miriade di casette tutte uguali affittate per tutta l&#8217;estate, con un turismo prevalentemente spagnolo.<br />
Gli hostales sono pochi, e non ne troviamo uno con camere libere per noi.<br />
Proviamo da &#8220;El Duque&#8221; ma non c&#8217;è posto, poi in altri hostal ma niente da fare e allora pensiamo sia meglio proseguire più a ovest lungo la costa a circa 23 chilometri fino a Mazagòn. Anche qui &#8220;todo completo&#8221;, inizio a pensare che questa bella costa non sia così &#8220;sconosciuta&#8221;, anzi gli spagnoli l&#8217;amano e ci tornano sempre più anno dopo anno&#8230;<br />
Come ultima soluzione, a meno che passare la notte in macchina ma non credo sia una buona scelta, rimane il campeggio. Abbiamo la tenda per 4 persone, sacchi a pelo e materassini, quindi entriamo al<br />
Camping Doñana Playa di 1a categoria. ( prezzi: 3,97 € per persona, più 3,97 a tenda e 3,97 per auto ). Questo campeggio si trova sulla strada che va da Mazagón a Matalascañas, in località Mazagón. Sulla cartina si può localizzarlo a livello della Torre del Loro sulla spiaggia. Un buon campeggio, serio, dotato di piscina, ristorante, self service, supermercato, bar, lavanderia, cabañas ( più di 100 bungalows ), friggitoria, churreria ( al mattino non vi fate quanche churro ?..), bagni e docce pulite, ecc.<br />
Una buona sistemazione ma le &#8220;parcellas&#8221; ( piazzole ) sono quasi tutte esaurite, solo all&#8217;inizio lontano dalla spiaggia c&#8217;è spazio. Più vi avvicinate al mare più ci sono zone ben ombreggiate.<br />
Dopo aver montato la tenda andiamo a vedere la spiaggia che è appena sotto e raggiungibile con una stradina asfaltata che scende giù.<br />
La spiaggia è lunghissima, circa 36 km ininterrottamente di sabbia e mare ! Dal parco di Doñana fino a nord alla foce del rio Tinto.<br />
Ceniamo benino in una braseria di Mazagón. ( pijotas, chocos, tapas de guiso&#8230;.)</p>
<p><strong>8 agosto</strong><br />
Tutto il giorno in spiaggia a riposare e prendere il sole, finalmente !<br />
Il chiringuito sulla spiaggia è una buona cosa: si può mangiare senza allontanarci dalla nostra beata spiaggia, in modo veloce e buono ( paella, tapas e raciòn di pescaditos, calamares, puntillitas che sono calamaretti piccoli fritti, chocos che sono un tipo si seppie fritte, boquerones, pijotas, gambas, langostinas, cerveza, tinto de verano, ecc.).<br />
Fino a sera in spiaggia e poi a mangiare a Matalascañas dove c&#8217;è una piazzetta carina ( plaza del Pueblo ) con ristoranti, bar e freidurias ( friggitorie ).<br />
Ci sediamo al &#8220;Nido de Robin&#8221; per ordinare un piatto di caracoles ( lumache; 4,5 € ) e gambas ( gamberi ) con un vino bianco della zona, un blanco del Condado. Tutto buono; l&#8217;atmosfera è adesso riposante e la temperatura è piacevole.<br />
Non siamo ancora sazi, io ho notato una friggitoria che mi stuzzica parecchio e alla &#8220;marisqueria-freiduria Frasquita&#8221; si possono ordinare cartocci di 250 g. di calamari fritti o pijotas (5 €), puntillitas (5€), pescada (4€), chocos (4,75€), gambas,  ecc. Si mangia fuori su tavoli di plastica sulla carta del cartoccio stesso. Un po&#8217; sporco sì ma c&#8217;è tanta gente qui che viene a mangiare&#8230;<br />
Matalascañas  ( municipio di Almonte ) è una località di villeggiatura ben apprezzata da queste parti, il parco nazionale di Doñana porta tanti turisti e amanti della natura.<br />
La spiaggia di 5 km riceve da diversi anni ininterrottamente la &#8220;bandiera azzurra per i mari puliti d&#8217;Europa&#8221;.<br />
Il Parco Nazionale di Doñana è uno spazio ampio protetto di più di 100.000 ettari, considerato come una delle aree naturali più belle del continente europeo.<br />
Situato all&#8217;estremità sud-occidentale di Spagna, in Andalusia, delimitato dal litorale atlantico e il fiume Guadalquivir è stato dichiarato Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;Unesco questa importante riserva biologica ospita più di 300 specie di uccelli, 33 di ammiferi, 12 di pesci e 18 di rettili. La visita al parco si può fare dal Centro di El Acebuche attraverso una organizzazione autorizzata che utilizza veicoli speciali.</p>
<p>Ci sono aree lagunari, terreni sabbiosi, maremme, dune, pinete, boschi mediterranei, spiagge, campi coltivati, ecc.<br />
I dintorni di Matalascañas sono interessanti e vari, comprendono il già citato <strong>Parco di Doñana, la Ruta Colombina, Sevilla, El Rócio, Huelva, Almonte, Algarve</strong>, ecc.</p>
<p><strong>9 agosto</strong><br />
Mattinata in giro per i luoghi <strong>Colombini</strong>, cioè quelle località e punti di interesse che sono stati importanti per la nascita e la preparazione del viaggio di Cristoforo Colombo alla scoperta dell&#8217;America. A Moguer ci arriviamo in auto imboccando la prima deviazione a destra che si trova sulla strada in direzione Mazagòn e che indica Moguer. Dopo 20 minuti circa siamo a Moguer, paese di 15200 abitanti, a 19 km da Huelva.<br />
<strong> Moguer </strong>fu importante per Colombo perchè la famiglia dei Niño fu, assieme a quella di Palos de la Frontera dei Pinzón ( Pinta ), di supporto fondamentale per la costruzione delle caravelle ( Niña ) e per l&#8217;arruolamento dei marinai per la spedizione verso la nuova strada che portava alle Indie.<br />
A Moguer abbiamo visitato il Castillo in cui si trova l&#8217;ufficio turistico con una gentile impiegata, costruzione militare almohade, la chiesa parrocchiale di Santa Maria de la Granada con un campanile simile alla Giralda di Siviglia, il convento di Santa Clara ( 1,8 € ) dove Colombo al ritorno il 15 marzo 1493 restò per una notte per voto ( durante il ritorno la caravella Niña si imbattè in una forte tempesta al largo delle isole Azzorre, Colombo pregò a Santa Clara, promettendo che se fosse rimasto vivo avrebbe passato una notte in preghiera nel convento di Moguer&#8230;.).<br />
Alla fine del XV secolo Moguer era un centro economico e commerciale di prim&#8217;ordine. Nel suo porto sul fiume Tinto l&#8217;attività marinaia era incessante con lomi di carico, cantieri navali, ecc.<br />
La perizia dei navigatori era riconosciuta dal mondo intero. Per tutto ciò Cristoforo Colombo pensò a Moguer come base importante per iniziare l&#8217;avventura del viaggio verso le Indie verso occidente.</p>
<p><img class="alignright" title="portogallo" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL2_spagnaportogallo.jpg" alt="" width="303" height="327" /><br />
Colombo visitò Moguer in diverse occasioni con il proposito di ottenere appoggi per il suo progetto incontrando nell&#8217;abbadessa del monastero di Santa Clara, Ines Enrìquez, parente del Re Cattolico, una efficace alleata.<br />
Anche altri moguereños dell&#8217;epoca prestarono aiuto e protezione a Colombo, in particolare il prete Martìn Sanchez e Juan Rodriguez con il quale Colombo viaggiò a Santa Fè a negoziare con i Re.<br />
I carpentieri moguereños costruirono con legno di pino quella che sarebbe diventata una delle navi più famose della storia, la caravella Niña, battezzata in origine Santa Clara, e che passerà ai posteri con il nome dei suoi proprietari, l&#8217;importante famiglia dei Niño.<br />
I Niño a Moguer e i Pinzón a Palos, le due principali stirpi di navigatori e armatori della zona, sono gli incaricati dell&#8217;arruolamento dei marinai per il gran viaggio transatlantico.<br />
In quel tempo Colombo era un perfetto sconosciuto, per questo solo all&#8217;influenza di queste due famiglie si deve il motivo per cui i marinai della zona si arruolassero in quella che senza dubbio era una vera e propria avventura verso l&#8217;ignoto !<br />
Tre furono i Ni1o che accompagnarono Colombo nel primo viaggio, Pedro Alonso, timoniere maggiore della flotta, che viaggiava con l&#8217;ammiraglio nella nave Santa Maria; Juan e Francisco che comandavano la caravella di loro proprietà, e con loro, decine di moguereños, fino a un terzo dell&#8217;equipaggio delle navi.<br />
Quando la Santa Maria si incaglia a La Española ( Haiti&#8230;), la piccola caravella moguereña, che aveva dimostrato nel viaggio della scoperta le sue eccellenti attitudini alla navigazione, diventa la nave capitana nel viaggio di ritorno.<br />
Negli anni seguenti la scoperta dell&#8217;America, prima i Niño, con il famoso viaggio di Pedro Alonso alle coste del Venezuela e all&#8217;isola di Margarita da cui tornò con il prezioso carico di perle, poi molti altri moguereños parteciparono alle spedizioni colonizzatrici e evangelizzatrici nel nuovo continente.<br />
Durante i secoli XVI e XVIII molti moguereños si arruolarono nelle armate o emigrarono nel nuovo continente animati dalle notizie di successi economici che arrivavano dalle Indie, sebbene la corrispondenza di Moguer con l&#8217;America aveva anche la sua controparte con il flusso di metalli preziosi e soldi che gli emigranti americani inviarono in quegli anni al loro paese natale.<br />
A Moguer si cammina nelle calles tranquille con le case carine tipiche spagnole. Io immagino questo pueblo ai tempi di Cristoforo Colombo e delle sue idee che rivoluzioneranno il mondo !</p>
<p><img class="alignleft" title="spagna" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_spagnaportogallo.jpg" alt="" width="303" height="281" /></p>
<p>Da Moguer ci dirigiamo a Palos de la Frontera a 7 km sempre sul rio Tinto. Da qui Cristoforo Colombo salpò il 3 agosto del 1492 per le Indie&#8230;<br />
La famiglia di Palos, Pinzón costruì una delle caravelle, la Pinta.<br />
Palos è un pueblo bianco tranquillo, ora famoso per le sue fragole, con le stradine strette e la piazzetta centrale silenziosa. La piazza del municipio ( ayuntamiento ) rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri, Martìn Alonso Pinzón, il capitano che sarà protagonista in buona misura nell&#8217;avventura della scoperta dell&#8217;America.<br />
A Palos abbiamo trovato la chiesa di San Jorge con il portale mudejar dove fu letta agli abitanti di Palos la carta reale spedita dai Re Cattolici che sarebbero salpate le caravelle agli ordini di Cristoforo Colombo.<br />
Nei pressi della chiesa di San Jorge si può vedere La Fontanilla, una antica fonte protetta in basso da un piccolo tempio mudéjar ( sec. XV ) che fu il luogo dove, secondo la tradizione, si approvigionarono di acqua le caravelle prima del viaggio del 3 agosto 1492.<br />
Da Palos scendiamo ancora lungo la costa orientale del fiume tinto fino a La Rábida a 4 km.<br />
Purtroppo il monastero di architettura mudéjar è chiuso, apre solo alle 14.00 come anche il muelle de las carabelas, che è vicino a pochi passi fino al fiume, con la ricostruzione delle caravelle ( sa e do l&#8217;orario è 11-20, 3 €, mentre i giorni feriali apertura alle 9-14, 17-20 ).<br />
Vicino al monastero si può vedere il Monolito o Colonna degli scopritori, innalzata nel 1992 in occasione del quarto centenario della scoperta dell&#8217;America.<br />
La Rábida fu il luogo storico dove si forgiò il viaggio della Scoperta. Qui, l&#8217;ammiraglio C. Colombo trovò protezione e comprensione da parte dei francescani. Senza il loro aiuto non sarebbero mai arrivati i suoi progetti e idee alla Regina Isabel la Católica, inoltre il Monastero di La Rábida fu il laboratorio dove si discussero le tesi colombine, dove si diede l&#8217;impulso definitivo al viaggio.</p>
<p>Come al solito, dopo la doccia in campeggio ( per 3 minuti d&#8217;acqua calda si devono &#8220;sborsare 20 centesimi di euro ), andiamo a cenare questa volta a Mazagón da &#8220;El Choco&#8221;, un ristorante all&#8217;aperto sulla via pedonale. Molto frequentato e con gente che aspetta davanti ai tavoli all&#8217;aperto, in questo ristorante si mangia quasi esclusivamente pesce e mariscos ( frutti di mare ). I prezzi sono abbastanza bassi e la qualità più che buona; tuttavia bisogna fare attenzione al conto e alla confusione nei momenti di sovraffollamento. Alcuni piatti sul menù: chocos ( seppie ), pez espada, almejas in padella ( vongole ), ecc.</p>
<p><strong>10 agosto</strong><br />
Oggi andremo a visitare Sevilla, sempre in giornata. A 94 km da Mazagón. Prendiamo la strada in direzione Huelva e poi indietro a est per Sevilla.<br />
Arriviamo a Sevilla e lasciamo la macchina in un parking in centro ( 1,40 € all&#8217;ora ) in plaza Nueva, vicino al municipio.<br />
A piedi ci dirigiamo verso la Cattedrale e l&#8217;Alcazar poco distante.<br />
Naturalmente entriamo per la visita dell&#8217;Alcazar ( 5 € ). L&#8217;Alcazar ( castello, da Ksar..) è il palazzo dei re di Spagna a partire dalla Reconquista del XIII sec. Non è propriamente un palazzo arabo, ma l&#8217;architettura si avvalse dell&#8217;opera di artisti musulmani.<br />
Ho già visitato l&#8217;Alcazar nel 1998 ma è come se fosse la prima volta: magnifico !<br />
L&#8217;architettura moresca di questo palazzo, con i patii, i soffitti, gli archi, le finestre e i giardini, è una gioia meravigliosa ! Nel patio de Las Doncellas ( patio delle dame d&#8217;onore ) ci starei tutto il tempo, sono estasiato e a bocca aperta ! Le colonnine, le piastrelle decorate sui muri ( azulejos ) e gli stucchi sulle pareti sono di una finezza irraggiungibile.<br />
La visita della cattedrale inizia con l&#8217;acquisto del biglietto di 6 € ( lu-sa 11-17, domenica ingresso gratuito ) che comprende anche la salita sulla Giralda ( 96 metri d&#8217;altezza ), l&#8217;antico minareto della moschea almohade, gemello di quello di Marrakech della Koutubia. Nel 1568 venne aggiunto in cima il Giraldillo che dà il nome al campanile.<br />
Dall&#8217;alto della Giralda si può avere uno stupendo panorama di Siviglia.<br />
All&#8217;interno della cattedrale, che è la terza del mondo per dimensioni ( 23,500 m. quadrati ), si trova fra l&#8217;altro la tomba di Cristoforo Colombo.<br />
La Cattedrale si trova al posto dell&#8217;originaria moschea maggiore; nel 1248 la moschea fu consacrata Cattedrale.<br />
All&#8217;esterno della Cattedrale si trova il patio de los Naranjos, il patio degli aranci, un antico cortile con alberi d&#8217;arancio con belle fontane.<br />
Dalla Cattedrale passiamo a passeggiare fino alla Plaza de España con magnifici azulejos e ponticelli molto belli.<br />
Poi passiamo sempre a piedi fino alla Plaza de Toros, una delle più grandi e storiche di Spagna; costruita fra il 1760 e il 1763 da Victorio Sanmartin.<br />
Per problemi di tempo, voglia, fiato e caldo iniziamo il ritorno alla base in campeggio a Mazagón.<br />
Nel viaggio del ritorno a Mazagón, invece di arrivare fino a Huelva, esco all&#8217;uscita di Almonte e Bollullos Par del Condado per proseguire per Matalascañas. A El Rócio faccio la deviazione che mi farà conoscere questo pittoresco paesino con le strade tutte di sabbia ( vedi mappa )! Non me l&#8217;aspettavo ! In auto rischio in un&#8217;occasione di bloccarmi con le ruote nella sabbia. Ma di macchine ce ne sono, le jeep prevalgono sulle altre e di asfalto nemmeno l&#8217;ombra.<br />
A El Rócio, il giorno della Pentecoste ( Romerìa del Rócio ) arrivano in pellegrinaggio migliaia di devoti da tutta la Spagna; nei vestiti tradizionali e accompagnati da carrozze a cavallo delle diverse confraternite, molte di loro unite in gemellaggi, vengono a venerare l&#8217;Ermita o Santuario de Nuestra Señora de El Rócio: la Virgen del Rócio.<br />
Numerosi sono anche i visitatori settimanali che accorrono a vedere la Blanca Paloma, nome che popolarmente viene dato alla Vergine Maria.</p>
<p>Ma El Rócio è un pueblo totalmente immerso nel Parco Nazionale di Doñana, e l&#8217;atmosfera qui è semplicemente incantevole; l&#8217;aria tersa, la sabbia sotto i piedi, i cavalli e le mucche al pascolo, le case e la gente tipica andalusa ! Uno spettacolo ! Sono colpito dalla situazione così singolare, anche perchè vedo le sbarre alle case per legare i cavalli, come nei film western ! Si gira soprattutto a cavallo e le strade lo fanno capire apertamente.</p>
<p>Oggi è stata una giornata ricca, e abbiamo ancora negli occhi gli stupendi scorci di Sevilla e El Rócio, una piacevolissima sorpresa !!<br />
Cena al ristorante self-service del campeggio dove, con pochi euro ( 6 € ) mangiamo abbondantemente e bene ( plato del dia ).</p>
<p><img class="alignright" title="spagna" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_spagnaportogallo.jpg" alt="" width="303" height="281" /></p>
<p><strong>11 agosto</strong><br />
Partiamo da Mazagón verso le 9.30 dopo aver fatto colazione al bar del campeggio ( che apre alle 9.00 ) con cafè con leche, tostadas ( pane tostato ) con tomate o jamon, churros&#8230;.( un po&#8217; pesantina come colazione ? ).<br />
Passiamo prima per Huelva poi direzione Portugal.<br />
Attenzione per la benzina, in Spagna è più economica che in Portogallo quindi meglio fare un rabbocco; e il fuso orario è -1 rispetto a Spagna e Italia&#8230;<br />
Dobbiamo percorrere tutta la costa dell&#8217;Algarve fino a Lagos per spingerci quindi fino alla nostra meta odierna, Aljezur, nel Parco Naturale del Sud-est Alentejano e Costa Vicentina.<br />
Quando siamo in prossimità di Lagos, si prende per Bensafrim e Aljezur sulla strada 120.<br />
Sono circa 30 km di strada irregolare con curve e salite, immersa nella campagna dell&#8217;entroterra dell&#8217;Algarve.<br />
Abbiamo scelto di alloggiare ad Aljezur perchè può essere una buona soluzione strategica per visitare la Costa Vicentina e per avere la tranquillità per riposarci.<br />
All&#8217;ufficio del turismo verso le 12.00 una signora mi consegna l&#8217;elenco degli alberghi e pensioni della zona, con sistemazioni sia ad Aljezur che a Rogil poco più a nord.<br />
Dopo aver scartato la Pensão &#8220;A Lareira&#8221; per il prezzo eccessivo ( 50 € per camera doppia ) e il &#8220;Dom Sancho&#8221; ( 45 € a doppia ), proviamo all&#8217; Hospedaria &#8220;O Palazim&#8221; in Aldeia Velha ( tel. 282998249 ) dove però la simpatica signora ci delude perchè tutto è completo ( 45 € a doppia ); però sempre la stessa signora ci indica la sua dipendente ( la donna delle pulizie ) sig.ra Rosa Sobral ( tel. 934880114 ) che può ospitarci a casa sua per 35 € a notte per camera doppia. Accettiamo quella che si rivelerà una sistemazione fantastica per diversi motivi&#8230;<br />
La signora Rosa ci fa strada, si oltrepassa il ponte, poi svoltiamo alla prima strada a sinistra dopo la rotonda ( è molto facile&#8230;). La casa è nuova, bella, pulita e molto profumata.<br />
Le camere doppie sono bellissime, immacolate, con un terrazzo in comune e completamente arredate. Sono le camere dove dorme la famiglia  e che ci vengono &#8220;prestate&#8221;. Una camera ha anche il bagno interno, mentre per l&#8217;altra c&#8217;è il bagno sul pianerottolo.<br />
Dopo aver mangiato bene ed economicamente alla casa do pasto &#8220;O Pintainho&#8221; in rua 25 de abril, &#8220;bitoque&#8221; 5 € ( bistecca di vitello con uovo e contorno di patate fritte e insalata ), febras grelhado 5,5 € ( bistecca di maiale con insalata e patat. fritte 9, hamburguer 5,5 € con papat. fritte e insalata, cervejas 0,75 € e caffè,<br />
andiamo a vedere la prima spiaggia della Costa Vicentina.<br />
Ad Amoreira, 8 km circa da Aljezur, ci si arriva seguendo la deviazione che si trova sulla strada per Rogil. La strada è in buone condizioni e asfaltata.<br />
Si parcheggia lungo la strada. Poco prima della spiaggia stessa ci si può fermare anche nei pressi del fiume, sulla spiaggia sul bordo del fiume.<br />
Amoreira è una bella spiaggia di sabbia fine con molta gente, ma oggi è anche domenica ! C&#8217;è anche un ristorante di pesce poco più in alto: &#8220;Paraiso do mar&#8221;&#8230;<br />
Il mare è mosso (ci sono anche dei surfisti con la muta naturalmente), e freddo, molto freddo ! Bella scoperta, è l&#8217;oceano Atlantico ! Sì, sarà pure l&#8217;oceano ma più a sud, sulla costa sud dell&#8217;Algarve l&#8217;acqua è più calda, si fa per dire calda&#8230;.!<br />
Con il mio orologio con termometro incorporato misuro la temperatura dell&#8217;acqua: alla fine ho il braccio congelato e leggo 16,2° C !! GELIDA !<br />
E sono anche riuscito a farmi un bagno ! Non riesco ancora a spiegare come ho fatto, ma sono uscito con le gambe di marmo e il cuore piccolo piccolo !!<br />
la sabbia è fine e non scotta e si sta bene grazie al venticello costante.<br />
Verso le 21.30 siamo pronti per la pappa. Scegliamo di rimanere vicini alla chiesa nuova e così entriamo alla &#8220;Tasca Matias&#8221; in rua Francisco Gomes de Avelar, 5 Igreja Nova.<br />
Il locale, bar e ristorante ( meglio dire trattoria-osteria ) è simpatico e accogliente con tavoli sia all&#8217;aperto sulla via che all&#8217;interno dove ci sediamo. L&#8217;ambiente è amichevole grazie ai giovani camerieri brasiliani muito simpatici e al gestore inglese.<br />
Mangiamo bene, anzi molto bene spendendo poco anzi molto poco ! Io mangio un piatto di bacalhao in umido con batates lessate e grao ( ceci ), costa 6 € o 4 € il meio prato ( lo stesso cameriere mi suggerisce la mezza porzione più che sufficiente per una persona&#8230;.).<br />
I miei compagni di viaggio scelgono febras con patatine  e insalata (meio prato a 4 €), dourada ( orata ) grelhada a 10,5 € ( un pesce che però delude le aspettative di Dino&#8230; ), cervejas 0,75 € e vinho tinto da casa ( caraffa da mezzo litro ) compreso nel prezzo dei nostri piatti del giorno ( ma non è una delizia&#8230;), caffè ( buono ).<br />
Sicuramente è un locale dove torneremo ancora una delle prossime sere.</p>
<p><strong>12 agosto</strong><br />
Colazione alla cafeteria in piazza della igreja nova con 4 cafès com leite ( 0,80 € ), croissants ( 0,75 € ) e salgados com camarões, e poi via verso un&#8217;altra spiaggia della Costa Vicentina.<br />
Scegliamo di vedere Arrifana che dovrebbe essere tra le più belle della zona.<br />
Arrifana è una spiaggia a circa 8 km a sud ovest di Aljezur, seguendo le indicazioni per Monte Clérigo sulla strada 120 in direzione Sagres.<br />
Quando arriviamo, parcheggiamo in cima alla alta costa evitando di scendere fino alla spiaggia pensando a problemi di parcheggio.<br />
La vista che abbiamo da lassù è incredibilmente bella, un panorama molto ampio che spazia a sinistra fino a dove finisce la spiaggia e c&#8217;è uno scoglio poco più staccato ( Pedra da Agulha ) mentre a destra la baia finisce con la Pedra da Carraça. Con la bassa marea la larghezza della spiaggia è di 70-80 metri almeno, forse di più ancora e la battigia mostra i riflessi dell&#8217;acqua. La gente che prende il sole si è messa vicino alla parete dove la sabbia è asciutta.<br />
Nel fare il bagno ho il solito congelamento totale, prima i piedi e le gambe, poi le mani e le braccia, l&#8217;addome, il torace e la schiena, le spalle e infine la capoccia ! CHE FREDDO !!! Non ce la faccio, ci saranno 15-16° C di temperatura e quando esco sono in anestesia totale, il sole mi asciugherà dopo un&#8217;ora !<br />
Alcuni ragazzi con la muta fanno surf perchè le onde sono alte. Ci si può divertire facendo surf con il proprio corpo ( bodysurfing ) ma con quest&#8217;acqua non si può proprio resistere&#8230;!<br />
Invece di prendere tutta la nostra dose giornaliera di sole e, dopo una birretta al bar-ristorante &#8220;Da praia&#8221; ( caro però&#8230;), andiamo ad un&#8217;altra spiaggia, Monte Clérigo.<br />
Monte Clérigo si trova a nord di Arrifana, per arrivarci prendiamo la strada che torna inditero e alla prima deviazione a sinistra seguiamo la strada asfaltata che passa da Vale Da Telha. Quando si arriva nei pressi del campeggio &#8220;Vale da Telha&#8221;, alla rotonda si prende la strada che scende.<br />
La spiaggia di Monte Clérigo è meno suggestiva di Arrifana ma è lo stesso molto ampia e aperta, bordata da case e villette. Ci sono più bar e ristoranti. Una spiaggia più adatta alle famiglie, con la solita bassa e alta marea.<br />
Anche qui acqua ghiacciata: 16,4° C !<br />
Ceniamo questa volta ad Aljezur al &#8220;famoso&#8221; ristorante &#8220;Ruth&#8221;. Questo ristorante sulla strada principale poco prima del ponte, è famoso per le specialità della zona. Da quando sono arrivato qui ad Aljezur ho sempre visto pieno questo posto, la gente aspetta in coda per entrare.<br />
Noi siamo riusciti a entrare dopo circa mezz&#8217;ora di attesa&#8230;<br />
I prezzi sono medio-alti per gli standard portoghesi. Il pesce è servito in vari modi, ma anche la carne non manca in molti piatti.<br />
Noi mangiamo cavala grelhado ( pesce tipo sardina ) con batatas e insalata (7 €), molto buono; bife de atùn ( bistecca di tonno ) (6,5€, vassoio grande con insalata e patate lesse), sopa de verdura (1,25 €), come antipasto mezzo chilo di percebes (10 €) e vinho verde (6 €). Cosa sono i percebes ? Per spiegarlo inizio a dire che sono dei frutti di mare, il sapore è simile alla cozza e l&#8217;aspetto è quello di piccoli artigli, unghioni di color nero-grigio che crescono sul fondo del mare, penso sulle rocce e che devono essere aperti per prendere il frutto commestibile. Il signore del ristorante ci fa vedere come si fa per aprire il percebe. Come antipasto è singolare ma buono, da provare !<br />
[Spiego anche che in Portogallo esiste la buona abitudine di trovare sul tavolo prima delle ordinazioni degli stuzzichini che comprendono olive, tomini, salame, burri e paste di pesce da spalmare sul pane, ecc. Si paga solo ciò che si consuma, e al termine troverete così sulla "conta" tutte le voci che avete mangiato  (controllate pure...).]<br />
Alla fine la conta è di 51,25 €&#8230;<br />
Terminiamo la serata al caffè della piazza della chiesa nuova con un bicchiere di porto ( 0,8 € ) e medronho (0,8 €) che è una buona grappa locale di corbezzolo originaria di Moncique.</p>
<p><strong>13 agosto</strong><br />
Mattinata a Lagos sulla costa sopravento dell&#8217;Algarve (ovest), a circa 30 km da Aljezur. Ci arriviamo seguendo la strada 120 che passa da Alfambra e Bensafrim.<br />
Giunti sul lungomare di Lagos percepiamo immediatamente l&#8217;anima turistica che pervade questa città. parcheggiamo sull&#8217;avenida dos Descubrimentos ( a pagamento, massimo 2 ore e un quarto per 2 €, consiglio di parcheggiare più avanti, salendo verso i bomberos (pompieri)).<br />
Le ruas di Lagos sono zeppe di negozi di ogni genere, ristoranti, bar, pubs, cartolerie, edicole, tabaccherie, bancarelle, ecc. Moltissimi turisti in giro&#8230;<br />
E&#8217; piacevole lo stesso girare per Lagos e si possono trovare anche vie meno caotiche ma sempre carine e angoli tranquilli all&#8217;ombra.<br />
Da Lagos poi andiamo a Sagres, dopo 36 km, passando per Vila Do Bispo sulla strada 125 e poi la 268.<br />
Mi accorgo subito che anche è avvenuto un deciso aumento edilizio in senso turistico, con nuovi alberghi e ristoranti. Le insegne &#8220;quartos&#8221; sono numerose per tutto il paese.<br />
mangiamo qualcosa al ristorante &#8220;A Sagres&#8221; che però voglio dimenticare in fretta e ve lo sconsiglio. A Sagres c&#8217;è da visitare la Fortaleza dove l&#8217;Infante Enrique aveva la sua scuola navale ( entrata 3 € ).<br />
A Sagres ci sono diverse spiagge: praia Martinhal a est del paese con ristorante, dune di sabbia e mare tranquillo; Baleira vicina al porto; Mareta appena sotto la Fortaleza a est; Tonel sempre vicino alla Fortaleza ma a ovest. Noi andiamo a Martinhal e a Tonel dopo la visita della Fortaleza. Quest&#8217;ultima ha il mare più agitato, è difficile stare in acqua per la temperatura e per le onde.<br />
Tra Sagres e Cabo de São Vicente ci sono 6 km di strada stupendi; una striscia d&#8217;asfalto che porta al punto più a sud-ovest d&#8217;Europa, oltre c&#8217;è solo l&#8217;oceano Atlantico !<br />
A 4,5 km da Sagres su questa strada, a destra andando verso il Cabo, ci sono la bella praia di Beliche ( ci si arriva con una corta deviazione di strada sterrata&#8230;) e la fortaleza medesima del 1632.<br />
Al faro si può entrare gratuitamente sulla terrazza panoramica costruita attorno. Il panorama e mozza fiato e merita senz&#8217;altro la visita di questo importante posto. verso nord si può vedere la Costa Vicentina mentre a est si scorge il promontorio di Sagres con la sua fortezza. Il tramonto da qui è un evento che richiama tanta gente che viene per assistere all&#8221;ultimo tramonto d&#8217;Europa&#8221; !<br />
Con un vento forte e il magione addosso ceniamo a Sagres al &#8220;Cafè Atlantico&#8221; un ristorante gestito da non portoghesi ( inglesi ?..). Aspettiamo un po&#8217; per sederci e poi amngiamo così così ( espadarte grelhado con patate lesse carote e fagiolini: ma il pesce non è buono ! nè abbondante e quindi lo sconsiglio; mentre i miei compagni di viaggio l&#8217;azzeccano con bacalhao &#8220;a casa&#8221; e alla brace. Totale 53,45 [8 pao 3,20 €; 4 manteiga 0,8 €; 2 pate 1,2 €; 1 azeitonas 0,75 €; 1 bacalhau assado 8,5 €; 1 bacalhau a casa 8,5 €; 2 espadarte 17,50 €; 3 sagres 3 €; 1 Lancers 7,5 €; 1 agua 1/2 l 1 €; 3 cafe espresso 1,5 € ].</p>
<p><strong>14 agosto</strong><br />
Sorpresa ! Oggi non è una bella giornata ! Nuvole basse creano una sorta di nebbia fitta e umida che copre la costa Vicentina.<br />
Anche se il sole tentenna a uscire, andiamo lo stesso a Odeceixe un paese a 17 a nord di Aljezur. Lungo la strada 120 passiamo da Rogil e Maria Vinagre. A un certo punto c&#8217;è la deviazione ( in curva&#8230;) per Odeceixe. Il paese è piccolo e arroccato, con una piazzetta carina e diversi ristoranti. Sembra anche che sia più turistica, cioè, rispetto ad Aljezur ci sono più stranieri&#8230;<br />
A Odeceixe seguiamo la strada di 3 km che porta alla praia. La strada corre parallela al fiume Seixe. La ribeira Seixe segna anche il confine tra Algarve e Alentejo e infine sfocia nel mare giusto sulla spiaggia.<br />
Il paesaggio è molto singolare per la nebbia che copre ogni cosa, lasciando solo intravvedere il fiume appena poco più in basso e i campi verdi.<br />
La spiaggia è ampia, meno però di Arrifana o di Monte Clérigo, e ci sono diverse persone che riposano.<br />
C&#8217;è bassa marea e la spiaggia è molto profonda spingendosi e occupando anche le rive del fiume.<br />
La sabbia è gradevolmente soffice e fine, la spiaggia si è guadagnata la &#8220;bandera azul&#8221; per la pulizia delle sue acque. L&#8217;acqua naturalmente è freddissima anche qui, non poteva essere altrimenti !<br />
Ci sono alcuni ristoranti-bar che servono piatti veloci.<br />
Dopo due ore di mare e&#8230;..nebbia, ci spostiamo a veder un&#8217;altra spiaggia. Torniamo sulla 120 e a Rogil in paese prendiamo verso destra ( ovest ), seguendo le indicazioni per praia Carriagem e Vale dos Homens. Scegliamo di andare a vedere Vale dos Homens che ho letto essere più facilmente raggiungibile.<br />
Dopo 3 km circa, sempre immersi nella nebbia, &#8220;ammiriamo&#8221; dall&#8217;alto la spiaggia, cercando soprattutto di immaginarcela giù sotto e sentendo il mare con le fragorose onde. Peccato sia brutto tempo perchè la spiaggia è incorniciata meravigliosamente, un bel posto sicuramente. Tutto è nascosto, velato dalla bianca nebbia, un&#8217;atmosfera surreale !<br />
Passiamo il pomeriggio a Lagos.<br />
[segnalo la "casa da toast" dove si possono gustare toast con diverse farciture di misura extralarge 2,5-4 €, appena fuori dalle mura, a nord nei pressi dei pompieri...].<br />
A cena rimaniamo ad Aljezur, precisamente al &#8220;A Paparoca&#8221; in piazza della chiesa nuova. Si possono scegliere piatti interi o medi a prezzi contenuti ( 3,75-4,5 €). [ sardinhas con contorno 4,5 €; fileta de vitela 4,5 €; lulas recheadas 4,5 € ( seppie ripiene; bacalhao 4,5 €; frango assado 4,5 €; cerveja 0,75 €; ecc. ]<br />
Se però dovessi consigliare il posto migliore sceglierei senz&#8217;altro la tasca Matias, dove l&#8217;ambiente è più simpatico ed i piatti sono buoni ed economici.</p>
<p><strong>15 agosto</strong><br />
Ferragosto: bella giornata di sole in piaggia di Odeceixe. Finalmente possiamo tornare a Odeceixe per goderci la spiaggia in tutto il suo splendore. Oggi c&#8217;è molta gente qui, è un giorno di festa e i portoghesi vengono al mare.<br />
Ripeto che la sabbia qui è morbidissima !!<br />
Visto che oggi è Ferragosto pensiamo di cenare un po&#8217; prima e di prenotare per evitare di aspettare come succede solitamente quando andiamo a mangiare verso le 21.00 e oltre.<br />
Alla Taberna do Gabão di Odeceixe, rua do Gabão n° 9 ( vicino ai pompieri ), tel 282 947 549, prenotiamo per le 20.00. Purtroppo però non è possibile prenotare dopo le 19.30 e quindi ci consigliano di arrivare un po&#8217; presto e verso le 20.00 ci sono buone possibilità di sederci subito.<br />
E infatti alle 20.00 troviamo un tavolo giusto per noi quattro senza aspettare.<br />
Mangiamo bene con piatti tradizionali dell&#8217;Algarve di pesce e di carne in abbondanti porzioni.<br />
[io mangio un'ottima feijoada di peixe, letteralmente fagiolata di pesce; in una terrina fagioli e riso con calamari e polipo 8 €; gli altri miei compagni mangiano bitoque 5 €; bife di perù, bistecca di tacchino 8 €; robalo grelhado 11 €; vinho branco da casa 4 €; sopa de peixe 2,75 €; dessert di mouse dde chocolato ( sobremesa ) e caffè ]<br />
Sicuramente tra i migliori ristoranti di questa vacanza.<br />
Il dopocena lo passiamo nella piazzetta di Odeceixe al baretto &#8220;Estevens&#8221; dove assaggiamo diversi liquori regionali portoghesi, amendõa, Beirao, licor de mel, medronho, ecc. Un bar simpatico e dove poter fare incontri singolari&#8230;!</p>
<p><strong>16 agosto</strong><br />
Oggi partiamo da Aljezur e la signora Rosa, per trasferirci ancora in Algarve a Tavira a pochi km dal confine con la Spagna.<br />
Abbastanza presto partiamo in direzione Lagos e quindi Albufeira, Faro e Tavira.<br />
Dopo 2 ore circa di strada trafficata soprattutto tra Lagos e Albufeira, arriviamo a Tavira dove cerchiamo subito un alloggio.<br />
Parcheggiando momentaneamente l&#8217;auto, a piedi entriamo nelle stradine della zona a est del rio Gilão, dove ci sono alcune pensioni. Alla Pensão Lagõas la sig.ra Augusta, visto l&#8217;impossibilità di camere libere ci consiglia la casa privata nei dintorni e ci scrive l&#8217;indirizzo approssimativo e il nome della casa: &#8220;Vivenda Leitão&#8221; in rua de campos. Cercando l&#8217;indirizzo giusto attraverso le informazioni di passanti, un signore non riesce ad aiutarci ma può mettere a disposizione la propria casa. Rimango d&#8217;accordo che se non dovessi riuscire a trovare la vivenda Leitao sarei tornato da lui. E così è stato, non perchè non abbiamo trovato la Vivenda Leitao, che era proprio vicina, ma perchè l&#8217;alloggio non ci convinceva per prezzo di 30 € a notte per una camera piccola e 2 letti matrimoniali piccoli con bagno in comune al piano terra.<br />
Torniamo sui nostri passi dal signore di prima sempre in rua Alvaro de Campos al termine della via a sinistra vicno al passaggio ferroviario&#8230;.che ci fa vedere il suo appartamento con salotto, cucina, due camere da letto ( ma una è ricavata dalla cucina..), bagno e terrazzo che dà sulla strada: prezzo 50 € a notte.<br />
Nel pomeriggio andiamo in spiaggia che a Tavira si trova su un&#8217;isola proprio di fronte alla città: l&#8217;Ilha de Tavira, inserita nel Parco Naturale del rio Formosa.<br />
Per arrivarci si prende un piccolo traghetto dell&#8217;Empresa de transportes fluvias de Tavira. La partenza dei traghetti avviene in città dal lungo fiume nei pressi del mercato in Largo Dr. Josè Pires Padinha.<br />
Alla biglietteria ci sono gli orari (uno ogni mezzora fino alle 20.00) e i prezzi  (1,25 € andata e ritorno).<br />
Il traghetto segue il fiume Gilão fino all&#8217;isola, tra lagune e banchi di sabbia impiegandoci 10-15 minuti circa.<br />
All&#8217;arrivo sull&#8217;isola, a piedi si segue un passaggio che conduce alla riva che si affaccia sull&#8217;oceano. Poco prima c&#8217;è anche l&#8217;unico campeggio dell&#8217;isola e di Tavira l&#8217;&#8221;Ilha de Tavira&#8221;.<br />
Una spiaggia lunga e ampia, dotata di numerosi bar e ristoranti che sono a diversa distanza dal mare, ombrelloni ecc.<br />
Si può scegliere dove fermarsi, più ci si incammina e meno gente si trova. Il mare è pulito, e l&#8217;acqua è quasi calda !! Si può fare il bagno senza tentennamenti, non è come sulla Costa Vicentina.<br />
Molto bello, caldo e con un sole meraviglioso ! C&#8217;è anche una piacevole brezza che stempera la temperatura e si sta al sole senza sudare troppo.<br />
La prima impressione di Tavira è molto positiva per diversi motivi. In primo luogo l&#8217;architettura del paese, con le case riccamente decorate e piastrellate con azulejos di diverso colore e disegno, il fiume, l&#8217;ambiente molto portoghese e poco straniero, la tranquillità, la spiaggia sull&#8217;isola e il clima eccezionale. Tavira è meno caotica di Lagos e più bella e interessante. Il centro strotico è interressante e sono bene evidenti i segni che testimoniano l&#8217;importanza di un tempo di Tavira.<br />
Il ritorno in traghetto fino alla città avviene dopo una lunga attesa al molo dovuta al ritardo dei traghetti e al gran numero di persone in coda. Ci sono due file, quella per i traghetti per Tavira e quella per Quatro Aguas nei pressi del borgo di Santa Luzia e più vicino all&#8217;isola.<br />
Finalmente alle 19.15 saliamo sul ferry boat.<br />
Ceniamo versole 21.00 al restaurante &#8220;Bica&#8221; in rua Almirante Cândido dos Reis 24 sedendoci a un tavolo posto nella viuzza laterale.<br />
Dopo un&#8217;attesa superiore ai 40 minuti arrivano le nostre pietanza: arroz de linguerados ( frutti di mare simili a lunghe cozze ) 6,5 €, lulas all&#8217;aglio 6 €, omeleta de fiambre ( prosciutto cotto) 4 €, vinho branco 4,5 €, caffè 0,5 €, coperto 0,25 €. Il riso, arroz, arriva in un pentolone di terracotta e il sapore è buono e ricco. Tutto abbondante e buono e decisamente a prezzi vantaggiosi.</p>
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<hr />
<p><strong>17 agosto</strong><br />
Dopo colazione al cafè Venezuela vicino alla nostra casa-appartamento, visitiamo Tavira posticipando al primo pomeriggio il mare e la spiaggia.<br />
Ho voglia di camminare per le vie di Tavira, passeggiando nel centro storico e scattare alcune fotografie.<br />
Salendo verso il castello da praça da Republica, si può vedere la chiesa della Misericordia rinascimentale del XVI secolo. Una placca nella cappella principale indica il luogo dove è sepolto Paio Peres Correia il liberatore di Tavira dell&#8217;Ordine dei Cavalieri di San Tiago. Ma anche il monastero di Santa Maria di Tentùdia in Spagna rivendica il luogo dove riposa questo cavaliere&#8230;! Nessuno sa esattamente dove giacciono le spoglie del cavaliere&#8230;<br />
In quello che resta del castello arabo ( entrata gratuita dalle 9.00, dalle 10.00 i festivi ), si può avere una bellissima e ampia veduta della città fino al mare. Molto particolari e caratteristici i tetti a forbice di tegole delle case antiche.<br />
Vicino al castello si possono anche vedere alcune chiese tra le quali quella di Santa Maria do Castelo del XIII secolo, costruita molto probabilmente dove sorgeva l&#8217;antica moschea e la chiesa di Santiago anch&#8217;essa costruita secondo la tradizione sul luogo della moschea minore e iniziata nel XVII secolo. Sia la chiesa si Santa Maria che quella di Santiago erano però chiuse il mattino&#8230;<br />
Dopo la bella passeggiata per Tavira e scendendo poi dalla rua da Libertade fino al fiume, arriviamo al punto dove partono i traghetti per Ilha de Tavira. Passeremo il pomeriggio fino a tardi in spiaggia.<br />
Dopo la solita doccetta rigeneratrice in camera, usciamo ancora per cena.<br />
Questa volta scegliamo di stare al restaurante &#8220;Cantinho do Emigrante&#8221; in praça Dr. Antonio Padinha. Il ristorante ha 4-5 tavoli dentro ma anche tavolini sul marciapiede, un po&#8217; stretti ma al fresco.<br />
In questo ristorante abbiamo mangiato benissimo soprattutto pesce. Ma ci sono anche piatti a base di carne sempre cucinata perfettamente alla brace. [ io mangio dei pesci di media grandezza chiamati besugos, alla griglia con aglio e coriandolo, patate lesse 6,5 €; arroz de polvo ( riso al polipo ) in un piatto grande e difficile da finire !!; peixe spada alla griglia con patate lesse 7 €; conquilhas ( telline con limone e aglio ) 6,5 €; insalata mista 3 €; cerveja; caffè 0,5 €; medronho 1,25 €]. Tutto buono e molto saporito !<br />
Forse ci torneremo anche domani.</p>
<p><strong>18 agosto</strong><br />
Domenica.<br />
Dopo la consueta colazione con galão ( caffè latte mezzo e mezzo ), cafè con leite ( più caffè del latte )e brioche varie, partiamo per Cacela Velha, un paesino a circa otto km da Tavira verso est, sulla strda per Vila Real San Antonio. Leggendo la LP viene dato spazio alla descrizione di questo paese caratteristico e poco turistico.<br />
Dopo circa 15 minuti deviamo a destra per Cacela Velha.<br />
Il paesino è minuscolo e così tranquillo, con la piazzetta della chiesa e alcune casette colorate. Si apprezza il silenzio e la pace e il panorama verso l&#8217;oceano Atlantico è spezzato dal fiume che divide la costa dal mare stesso. Ci sono barche ferme e persone che raccolgono frutti di mare e pescano.<br />
Chiediamo a un signore la strada per raggiungere la spiaggia. Bisogna tornare indiatro con l&#8217;auto e prendere la deviazione a sinistra per &#8220;Fabrica&#8221;. Una volta arrivati si lascerà l&#8217;auto per un passaggio veloce in barca per la spiaggia. E così facciamo.<br />
Il passaggio in barca costa 1,5 € a testa e include anche il ritorno.<br />
La spiaggia è simile a quella di Ilha de Tavira ma non ci sono strutture turistiche, bar e ristoranti. Una spiaggia solitaria e con poche persone amanti della tranquillità dove potersi riposare, fare lunghe passeggiate sulla sabbia e raccogliere conchiglie. Ci sono molte conchiglie sulla battigia !<br />
L&#8217;acqua è pulita e caldina, insomma la spiaggia di Cacela Velha mi piace proprio ! Non c&#8217;è niente ma per questo si sta bene. Ricordatevi di praia Fabrica !<br />
Passiamo tutto il pomeriggio in spiaggia.<br />
Visto che è il nostro ultimo giorno a Tavira e in Portogallo scegliamo di cenare ancora una volta al ristorante &#8220;Cantinho do Emigrante&#8221; mangiando buoni piatti di carne e pesce alla brace.</p>
<p><strong>19 agosto</strong><br />
Partiamo presto di mattina lasciando Tavira e il Portogallo per la Spagna: la nostra meta di oggi è Granada ! Tavira-Granada 442 chilometri. Al termine della giornata saremo stanchi morti !<br />
Sono le 7.30 in Portogallo e le 8.30 in Spagna quando partiamo.<br />
Passiamo da Huelva, Sevilla, Antequera e infine, verso le 13.30 arriviamo a Granada.<br />
Ora dobbiamo cercare una pensione. In avenida Colón ricordo di aver visto diversi hotels e pensioni quando sono stato qui nel 1998. Quando passiamo per avenida Colón in macchina ci fermiamo ai bordi della strada, scendo a piedi per cercare qualcosa. Siamo in centro, a poca distanza dall&#8217;Alhambra e dall&#8217;Albaicin il quartiere vecchio.<br />
Passeggiando per avenida Colón, cerco anche nelle traverse, nelle calles più piccole qualche insegna con scritto &#8220;pension&#8221;. Quasi subito trovo la Pension Olympia in calle Alvaro de Bazàn, una traversa sulla sinistra andando verso Plaza Isabel la Catòlica. La pensione è meritevole per la pulizia, una camera ha anche la doccia in camera ( 24 € ) mentre l&#8217;altra costa solo 18 €. Entrambe non hanno il bagno in camera ma i bagni in comune sono puliti ( con bagno costa 30 € ).<br />
E&#8217; un&#8217;ottima sistemazione sia per il prezzo che per l&#8217;ubicazione appena sotto l&#8217;Albaicin.<br />
Già nel pomeriggio iniziamo a perlustrare Granada, passeggiando nella città bassa dove c&#8217;è la Cattedrale e la Capilla Real, l&#8217;Albaicin e verso l&#8217;Alhambra per informarci per il biglietto d&#8217;entrata.<br />
I biglietti per oggi sono andati esauriti, prenotando al 902224460 mi rispondono che per domani non ne sono più rimasti quindi non ci rimane che tornare domattina presto, quando alle 8.30 apriranno le biglietterie.<br />
Giriamo ancora a zonzo per la città, salendo per le ripide stradine dell&#8217;Albaicin per ammirare la collinetta dell&#8217;Alhambra da un punto panoramico.<br />
Per cena ci fermiamo alla &#8220;Taberna Salinas&#8221; in calle Elvira 13 a poca distanza dalla nostra pensione. Il ristorante è medio-caro e molto affollato; si possono scegliere piatti e tapas. Mangiamo al tavolo spiedino di carne (brochetas, 8,7 € ), pulpo a la Gallega 9,02 €, vino rioja ( 1,65 € al vaso..), cervezas 1,6 €. Buono !</p>
<p><strong>20 agosto</strong><br />
Con una levataccia che ci impedisce ancora una volta di dormire un po&#8217; di più, alle 7.00 siamo già in piedi pronti per incamminarci fino all&#8217;Alhambra !<br />
Prendiamo per calle Elvira fino alla Plaza Nueva. Qui saliamo su un minibus &#8220;Alhambra&#8221;, che per 0,85 € ci porta fino all&#8217;entrata principale. Ci vogliono solo 5 minuti di viaggio e quando scendiamo ci mettiamo in coda. Già a quest&#8217;ora ci saranno almeno 200 persone in fila !! Ma dove finisce la gente ? Beh, avremo davanti a noi almeno 3-4 ore di attesa !! Penso che forse sia una pazzia, ma non ho visto il resto ! Cercando la fine della coda cammino fino alla scalinata che conduce al parcheggio al livello superiore. E&#8217; una fila lunghissima, tutti speranzosi di entrare in fretta.<br />
Gli sportelli apriranno alle 8.30, così la coda lentamente comincia ad avanzare. Finalmente !! E&#8217; probabile che entreremo in mattinata. E comunque c&#8217;è anche una discreta coda per il ritiro dei biglietti prenotati in anticipo !<br />
L&#8217;apertura dell&#8217;Alhambra diurna è dalle 8.30 alle 20.00 ( orario estivo ). Esiste anche un orario notturno dalle 22-22.30 eccetto la domenica e il lunedì ( taquilla 21.30-22.30 ).<br />
Verso le 12.00 arriva il nostro momento ! Compriamo i biglietti a coppia. Il costo è di 7 € e dà accesso all&#8217;Alhambra e al Generalife, i giardini e la dimora estiva dei sultani Nasridi.<br />
Il biglietto comprende inoltre l&#8217;accesso ai Palazzi, all&#8217;Alcazaba o zona militare e alle Medina.<br />
Si può anche vedere il Palacio di Carlo V con il museo dell&#8217;Alhambra e il museo delle Belle Arti.<br />
L&#8217;accesso ai Palazzi Nazariti è regolamentato da una fascia oraria marcata sul biglietto. Dovremo entrare tra le 13.00 e le 13.30; una volta all&#8217;interno si può rimanere per quanto si vuole.<br />
Non ho parole per descrivere la bellezza artistica architettonica delle stanze e dei cortili dei Palazzi Nazariti. Sono incantato e sorpreso !<br />
Non avevo mai visto niente del genere. Ogni particolare è curato e cesellato in modo delizioso ! Le colonne, gli stucchi, le pareti e gli intonaci, i soffitti, i pavimenti, le finestre e le piastrelle; ogni oggetto è un gioiello che mi illumina gli occhi !<br />
Uscendo verso le 16.30 sono entusiasta di ciò che ho visto. Non so perchè, o meglio forse per quello che ho visto in Marocco, ma non pensavo che l&#8217;Alhambra di Granada avesse dei palazzi così magnifici, una vera sorpresa stupefacentemente bella ! Sarei stato ancora per un po&#8217;, ma&#8230;non esageriamo !<br />
Dopo la visita, appagato e sazio dell&#8217;opera moresca, ho ancora delle forze residue per una passeggiata per la città bassa. Vado fino al convento di Jeronimo ( entrata a 2,20 € ) e alla chiesa di San Juan de Dios che ora è un piccolo ospedale.</p>
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<p>Passando per la Puerta Elvira, risalgo per le strette calles sull&#8217;Albaicin per poi ridiscendere in Plaza Nueva.<br />
E&#8217; piacevole camminare per le vie di Granada, sull&#8217;Albaicin, quando si aprono piccole e tranquille piazzette e sedersi ad ammirare il panorama della città, dell&#8217;Alhambra e della Sierra Nevada.<br />
In questo mese la città è un po&#8217; svuotata dei granadini, in vacanza, mentre si incontrano i turisti nei luoghi di maggior interesse.<br />
Il sole, poi, è meraviglioso ! Non fa caldo eccessivamente, anzi, si sta bene perchè il clima è secco e temperato perfino da una leggera brezza. Credo che solitamente faccia più caldo, in effetti siamo stati molto fortunati !<br />
Decidiamo di cenare questa volta optando per le tapas. Vamos a tapear !<br />
Le tapas sono svariati piattini che accompagnano un&#8217;ordinazione da bere. Per esempio, se ci si siede ( di solito alla &#8220;barra&#8221; ) e si ordina da bere , cerveza, vino, ecc, si riceverà anche qualcosa da mangiare, come crocchette di baccalà, piccoli panini farciti, calamari fritti, fave e prosciutto, migas, jamon e pan tostado, sardine marinate, mejillones al vapor ( cozze ), gambas, ecc.<br />
Insomma, ogni qualvolta si ordinerà da bere, si riceverà anche uno stuccicante piatto da mangiare.<br />
Quindi partiamo alla volta di tabernas, ristoranti e piccoli bar dove sedendoci al banco ordiniamo da bere, aspettando la nostra &#8220;tapa&#8221;. Ci arriva un po&#8217; di tutto, piccoli bocadillos con tonno, olive, panini caldi con jamon, panzerotti, pane e prosciutto, crocchette di baccalà, ecc.<br />
Ma per chi vuole si può sempre ordinare anche una raciòn.<br />
In conclusione direi che, si beve soprattutto e si mangia ma non troppo.<br />
Entriamo in diversi ristoranti fra i quali la bodega Castaneda in calle Almiceros, la taberna Salinas in calle Elvira dove abbiamo mangiato ieri sera e in altri locali ancora, anche nei pressi della cattedrale.</p>
<p><strong>21 agosto</strong><br />
Oggi lasciamo Granada e partiamo verso le 9.30 in direzione Motril sulla E902 N323.<br />
Vogliamo dirigerci e fermarci al Parco Naturale Cabo de Gata.<br />
Ma invece di arrivarci per la strada più diretta e corta, decidiamo di passare per la Alpujarra, una regione molto rinomata in Spagna. Limitata a nord dalla Sierra Nevada, a sud dal mediterraneo e a est e a ovest da sierre minori, è apprezzata per la sua singolarità geografica ed etnografica. Una terra costituita da belle valli e montagne e da pueblos blancos. Sarà una strada caratteristica con stupendi panorami verso la valle sottostante, ma allungherà di molto in nostro cammino perchè la velocità media è di 50 km orari ! Una strada di montagna, con curve e rallentamenti poco trafficata. Passiamo da paesini di origine araba come Lanjaron ( famosa per le terme e le acque minerali ) e Orjiva ( capoluogo amministrativo ed economico ). Paesi di villeggiatura dove c&#8217;è tanto fresco e l&#8217;aria buona ! Trévelez è invece la località più alta di tutta la Spagna, a 1.476 metri s.l.m.; famosa per il suo &#8220;jamon serrano&#8221;, un prosciutto crudo &#8220;stagionato&#8221; dai venti della Sierra Nevada.<br />
Ci rendiamo conto però che stiamo allungando notevolmente la strada e non abbiamo molto tempo per cui, poco prima di Càdiar scendiamo verso il mare in direzione Albuñol e La Rábità. Sull&#8217;autovia del Mediterraneo E15 N340 seguiamo per Almerìa. Poco prima di Almeria il paesaggio è occupato da estese serre che tappezzano il paesaggio, un panorama alquanto suggestivo molto strano. Chissà cosa nascondono queste serre, chissà cosa coltivano ? Frutta credo. Vaste coperture bianche che immagino siano serre per piante da frutta.<br />
Oltre Almerìa siamo vicini al Parco Naturale di Cabo de Gata-Nijar.<br />
Si trova nel estremo orientale del golfo di Almerìa.E&#8217; uno degli spazi naturali protetti più singolari d&#8217;Europa per il suo carattere semi-arido. Riserva della Biosfera, sono di gran interesse didattico il massiccio vulcanico della Sierra di cabo de gata, le saline e la steppa litorale; la flora e la fauna perfettamente adattate; il rapporto uomo-natura e in generale l&#8217;alto grado di conservazione del Parco che è sopravissuto all&#8217;aumento urbanistico della costa spagnola. I 34000 etteri di estensione si dividono in due zone ben differenti: la zona della costa, formata da un breve sistema di dune, ampie saline, estese superfici di &#8220;steppa semiarida mediterranea&#8221; dominata da graminacee e aromatiche e la sierra di Cabo de Gata, di origine vulcanica, dove nel suo punto estremo si trova il romano &#8220;promontorius charidemi&#8221; e sopra questo il Faro di Cabo de Gata. Nella sua area costiera si localizza la zona umida di maggior importanza della provincia., Le Saline di Cabo de Gata. La temperatura media annuale è di 18° C , con precipitazioni molto scarse.<br />
All&#8217;altezza di Nijar, appena dopo c&#8217;è la deviazione per Las Negras sul mare. Si passerà da Campo Hermoso, Fernán Perez in uno scenario incredibile !<br />
Immersi in uno straordinario paesaggio desertico, povero, brullo e malinconico in cui la strada è l&#8217;unico punto di riferimento; per capire il paesaggio è simile a quello che si vede in una pellicola western, come in Texas o nel nord del Messico ! E a confermare tutto ciò, proprio nei dintorni c&#8217;è una piccola Hollywood spagnola dove sono stati girati alcuni film western.<br />
Sono incantato per la vista di questo interessante parco !<br />
Prima di Las Negras, passando per Rodalquivar, un vecchio paese con antiche miniere d&#8217;oro abbandonate, ci fermiamo al Mirador &#8220;Las Amatistas&#8221;, dove si può avere una bellissima veduta della costa.<br />
Cerchiamo una sistemazione a La Isleta del Moro, un paesino sul mare poco più a sud, ma l&#8217;unico hostal (Isleta del Moro) è completo. Tornando sui nostri passi a Rodalquivar non troviamo niente, non ci sono pensioni nè alberghi, solo abitazioni di villeggiatura. Scendiamo allora fino al carino e solitario pueblo di Las Negras che ha anche un campeggio sulla spiaggietta ma è anch&#8217;esso pieno ! Il ragazzo del campeggio mi informa che anche il campeggio più a sud di Los Escullos è completo !<br />
L&#8217;hostal del paese è completo e siamo stanchi, non sappiamo cosa fare !<br />
Non ci resta che tornare indietro fino a Fernán Perez e Campo Hermoso e riprendere l&#8217;autovia N340 per uscire più avanti per cercare qualcosa ad Agua Amarga.<br />
Ad Agua Amarga, che è un paesino di villeggiatura sul mare piccolo piccolo, con ristorantini sulla spiaggetta, non troviamo nulla; i pochi hostal e alberghi sono pieni.<br />
Basta, abbiamo capito ! Questo delizioso angolo di Spagna è conosciuto da pochi turisti che riempiono facilmente e presto le poche strutture che esistono lungo la costa.<br />
Scegliamo quindi di abbandonare l&#8217;idea di fermarci sulla costa per qualche giorno di sole e quindi ci spingiamo più a nord cercando qualcosa nell&#8217;entroterra.<br />
Sulla cartina l&#8217;occhio si sofferma su una città segnata in grassetto e a poca distanza: Lorca.<br />
Proseguiamo fino a Lorca, poco prima di Murcia, dove troviamo subito le camere desiderate alla Pensiòn &#8220;La Alberca&#8221; in Plaza Juan Moreno. Le camere doppie ( 24 € l&#8217;una ) non hanno il bagno che è in comune nel corridoio. E&#8217; una soluzione discreta visto il costo e la localizzazione.<br />
Lorca è abbastanza tranquilla e all&#8217;ufficio del turismo la signorina è stata molto efficiente e gentile nel fornirci consigli e suggerimenti per il nostro soggiorno.<br />
Lorca è conosciuta nel mondo per le sue sfilate bibliche-passionali nella Semana Santa. Di interesse artistico-monumentale a Lorca si può visitare l&#8217;Ayuntamiento (municipio), la chiesa di San Patricio, la Casa del Corregidor e il Pòsito, la plaza di España; il Porche de San Antonio è l&#8217;antica porta medievale, il Palazzo di Guevara, chiaro esempio del barocco civile levantino.<br />
Il Castillo originario dell&#8217;epoca musulmana, fu rinforzato dopo l&#8217;occupazione delle truppe Cristiane ( sec. XIII ).<br />
La sera andiamo a mangiare al mèson El Puchero, in calle Donante de Sangre, dove abbiamo assaggiato un po&#8217; con varie tapas: pinchitos ( spiedini di carne, 1,20 € ), catalanas ( pane a fette con pomodoro e prosciutto, 1,5 € ), ensaladilla de marisco 2,2 €, jamon, patatas bravas ( gnocchi piccanti ), lomo con queso, queso manchego, cerveza 1 €, pulpo a la gallega 7 €, montaditos de lomo, montaditos de chorizo, salpichòn de marisco ( insalata e sottaceti ), albondigas en salsa ( polpette di carne ), berenjenas ( melanzane ), alcochafa con anchoas ( carciofi con acciughe ), ecc.</p>
<p><strong>22 agosto</strong><br />
Ripartiamo ancora il mattino per spingerci ancora più a nord, senza una meta ben precisa, la voglia è quella di rimanere sulla costa per stare ancora un po&#8217; in spiaggia solo per uno o due giorni&#8230;<br />
Lasciamo Lorca, passiamo Murcia e poi Valencia. Poco prima di Benidorm l&#8217;autovia diventa autopista e si paga il pedaggio; prima 16 € da Benidorm a Valencia, poi 11 € da Valencia fino a Tarragona in Catalunya, dove arriviamo e ci fermiamo verso le 17.00<br />
All&#8217;ufficio del turismo di Tarragona un signore gentilmente ci fornisce cartine e opuscoli della città.<br />
Iniziamo a cercare una sistemazione con l&#8217;elenco degli alberghi per le vie attorno al porto e alla stazione ferroviaria. Le pensioni più economiche a una stella sono vicine alla stazione ferroviaria, una in carrer (calle) Smith n° 20, la casa La Pilarica che ha stanze vecchie senza bagno con un&#8217;aria che sa di muffa; costano 34,90 € cadauna e sono al piano, non accettiamo. Altre due, sempre con prezzi simili sono, una in carrer General Contreras 29, il Maryflor che però non ha stanze per noi quattro, mentre in carrer Cartagena 10 alla casa Carmen, le camere fatiscenti sono da scartare all&#8217;istante anche perchè il prezzo di 17 € a persona è di molto superiore al valore della sistemazione e la signora che ci mostra la camera sembra scocciata di &#8220;lavorare&#8221; e di lasciare la poltrona davanti alla tv !<br />
Infine ci dirigiamo in via Augusta, da non confondere con carrer August, dove ci sono diverse pensioni a due stelle. E&#8217; così che concludiamo la nostra ricerca all&#8217;Hostal &#8220;Anterman&#8221; al numero 221, con camere doppie a 36 € con televisione, bagno e doccia con acqua che va e viene.<br />
In via Augusta ci sono anche altre pensioni, El Callejon a due stelle al n° 213, la Villa Rabassada di due stelle al n° 96, l&#8217;Hotel Nùria tre stelle al n° 145, l&#8217;hotel marina a tre stelle al n° 151, l&#8217;hotel Astari a tre stelle al n° 95. Un&#8217;altra sistemazione economica è la pensione di due stelle &#8220;Alhambra&#8221; in calle Estanislao Figueras 51, che dispone di doppie con bagno a 33 € e senza bagno a 24 €.<br />
Tarragona è l&#8217;antica capitale storica della proviancia romana della Tarraconense e sede dell&#8217;arcivescovato metropolitano della Catalogna.<br />
Il quartiere altro è chiamato la part alta, circondato per tre quarti dalla muraglia romana e concentra gran parte dei monumenti ed edifici religiosi e istituzionali della città.<br />
La città ha origine nella base militare che Gneo Scipione stabilì nel 218 a.C., porta d&#8217;entrata per la penetrazione romana nella penisola Iberica per la valle dell&#8217;Ebro. Nel 45 a.C. Giulio Cesare la elevò alla categoria di colonia. I principali monumenti sono dell&#8217;epoca di Augusto che risiedette nella città tra il 27 e il 24 a.C. e dei suoi successori.<br />
A Tarragona si possono visitare la Part Alta e il Passeig Arqueològic, le torri del Arquebisbe, del Cabiscol e di Minerva. La Catedral è un magnifico edificio di transizione dal romanico al gotico (sec. XII-XIV); nel suo interno si possono ammirare i ricchi tesori artistici accumulati durante i secoli: la notevole entrata romanica di accesso al gran chiostro, la pala dell&#8217;altare maggiore di santa Tecla, di alabastro, altre pale gotiche e barocche, l&#8217;organo, le cappelle interne rinascimentali, ecc.<br />
Nella part Alta si possono vedere anche gli archi del vicolo La Merceria, la piazza di El Pallol, l&#8217;antico Hospital de Santa Tecla, l&#8217;antica casa del Comune e l&#8217;antica casa della Generalitat, ecc. Il Museo archeologico conserva bellissimi particolari come il sarcofago di Ippolito, la famosa bambola d&#8217;avorio, il Bacco praxiteliano o il mosaico con il volto di Medusa.<br />
Ai piedi della Part Alta, sulla riva del mare, si trovano i resti dell&#8217;Anfiteatro romano ( sec. I d.C. ) di forma ellittica.<br />
Altri monumenti si trovano nei dintorni come la necropili paleocristiana, lacquedotto, la torre degli Scipioni, ecc.<br />
A cena mangiamo al la cerveseria-restaurant Gambrinus, sulla Rambla Nova, dove l&#8217;ambiente è informale e si possono scegliere fra molti piatti tipici.<br />
Assaggio la specialità del posto, la &#8220;fideua&#8221; ( 6,5 € ) che è una pasta, fidelini, simile agli spaghetti ma più corti e piatti, vengono cotti in casseruola e sono conditi con pesce ( una specie di paella&#8230;); ordiniamo anche un piatto di oreja y morro ( orecchio e naso del maiale ) fritti a pezzettini ( non ve lo consiglio però&#8230; ) 3,8 €; cannelloni caseros 4,80 €; ravioli di queso 6,10 €; pan con tomate 0,90 €; cerveza de jarra 1\2 l 1,85 €; vaso de vino 0,95 €; cafè solo 0,75 €; coca 1,5 €.<br />
Un locale raccomandabile anche per il servizio veloce e cordiale !</p>
<p><strong>23 agosto</strong><br />
A causa del maltempo che da ieri non dà tregua, lasciamo Tarragona per andare a Barcelona, avvicinandoci sempre più al confine con la Francia che passeremo senza fermarci lungo la via del ritorno.<br />
Arriviamo presto in centro, siamo sulla Rambla una delle vie più famose di Barcelona. Qui inizia la processione tra semafori, strisce pedonali, soste vietate che rallentano molto il nostro passo alla ricerca di un hostal economico e centrale.<br />
Ci fermiamo infine in un parcheggio a pagamento ( 3,20 € per un&#8217;ora ) dietro la rambla e iniziamo a cercare a piedi.<br />
Non avendo una cartina della città, o meglio, della metropoli di Barcelona, vagabondiamo nei dintorni della rambla, prima a est poi a ovest. E&#8217; chiaro che i prezzi si sono alzati, anche la bettola più scadente è più cara della media, mentre gli hotels più moderni costano molto.<br />
Dopo diversi &#8220;completo&#8221; e no &#8220;hay habitaciones&#8221;, troviamo la soluzione alla Pensiò Selecta, calle Carmen, 25 tel./fax 933014484, vicino al mercato La Boqueria ( a ovest rispetto alla rambla ). Una pensione a una stella, la nostra camera al terzo piano ha 4 letti paralleli fra loro, ventilatore, senza bagno ma con lavabo: prezzo di 72 € ( 18 euro a persona ) ! Accettiamo, visto che comunque non si trova niente di più economico e neppure di meglio. Almeno siamo in centro !<br />
Beh, dopo aver spostato la macchina al più vicino parcheggio, sempre a pagamento ( pagheremo 18 euro per tutta la notte ), iniziamo a visitare Barcelona, per quel che si può vedere così, senza una meta ben precisa, solo per cercare qualcosa di interessante.<br />
La Sagrada Familia certo non si può far finta di niente ! Raggiungo con Lucia questo simbolo di Barcelona, a piedi seguendo il Passeig de Gracia. In precendenza giriamo per il Barri Gotic, il quartiere gotico dove c&#8217;è la Cattedrale, il municipio ( Ajuntament ) e le viuzze antiche a est della Rambla. Ci sono molti turisti, molta folla ovunque e bisogna fare attenzione alle proprie tasche&#8230;<br />
Per la visita della Sagrada Familia si paga un biglietto d&#8217;entrata individuale che costa 6 € ( entrata tutti i giorni dalle 9 alle 20, orario estivo; orario invernale fino alle 18 ), una volta dentro il Tempio Espiatorio si può vedere il museo con l&#8217;esposizione del progetto di Gaudì, e si può anche salire attraverso la rampa di scale, mentre per l&#8217;ascensore di pagano 1,5 € in più.<br />
Dopo la Sagrada Familia terminiamo in nostro tour passando per la Plaza de Toros, l&#8217;Arco di Trionfo e infine ancora per il Barrio Gotico.</p>
<p><strong>24 agosto</strong><br />
Ancora una volta partiamo, il tempo non è clemente, il sole è scomparso ormai da due giorni e ci spingiamo ancora più a nord, quasi fino al confine con la Francia.<br />
Non abbiamo una particolare predilezione sulla meta finale di oggi, sarebbe meglio finire questa vacanza ancora al mare sulla costa, ma non sappiamo dove&#8230;<br />
Casualmente caschiamo a L&#8217;Escala-Empúries, sulla Costa Brava, tra Gerona e Figueres, appena a sud di Roses e Cadaqués.<br />
Un paio di km prima del paese, sulla strada principale si trova l&#8217;ufficio del turismo dove prendiamo cartine e l&#8217;elenco delle pensioni di L&#8217;Escala.<br />
Troviamo alloggio alla Pension Hostal &#8220;Mediterrà&#8221;, carrer Riera, 24, nel centro antico ( Casc Antic ). La camera singola con un letto matrimoniale e due letti singoli e bagno costa 69,80 €. La camera è un po&#8217; stretta, anche per tre persone, figuriamoci per noi quattro e un letto è &#8220;arrangiato&#8221; con una brandina. Passeremo qui le nostre ultime due notti di questa vacanza !<br />
Il paese è piccolo, c&#8217;è molto vento e fa perfino freddo, e che freddo ! Ormai di sole non se ne parla, il nostro sogno di finire in spiaggia è sfumato !<br />
Noi siamo nel nucleo storico, il centro antico, mentre il paese si sviluppa anche più a sud con la spiaggia De Riells. A nord ci sono diverse spiagge più o meno grandi, come la platja del Moll Grec vicino alle rovine di Empùries, la platja de les Muscleres, la platja del Portitxoll, ecc.<br />
Passeggiamo nel centro antico, fra negozietti turistici, bar, ristoranti. Non mi piace questo paese, il tempo ci mette molto per farmi annoiare, il vento soffia costantemente e ho un freddo cane ! Sembra settembre inoltrato, le nuvole si confondono con il mare&#8230;<br />
Mi assale la nostalgia dei luoghi in Andalucia, Mazagòn  e Palos, e il Portogallo che sembrano già così &#8220;lontani&#8221; !<br />
Qui a L&#8217;Escala, vista la vicinanza alla Francia, si parla già n po&#8217; di francese e mi faccio un&#8217;idea del luogo come di una meta di villeggiatura per francesi &#8220;poveri&#8221;.<br />
A cena scegliamo di approfittare della nostra pensione che fa anche da ristorante e il menù molto conveniente per gli ospiti di 9,60 € comprende la scelta di un antipasto, un primo piatto e un secondo, vino, acqua e dessert. Tutto sommato si mangia bene !</p>
<p><strong>25 agosto</strong><br />
Anche oggi è brutto tempo ! Agosto ? Bella domanda, qua sembra ottobre e manca poco che piova !<br />
Non c&#8217;è molto da fare, starsene a letto oppure farci qualche giretto a piedi o in auto.<br />
In macchina facciamo un giretto nei dintorni del paese, verso nord alla ricerca di qualche spiaggetta. Sembra che il sole possa uscire un po&#8217;, e aspettiamo con ansia !<br />
Passate le rovine archeologiche di origine greche d&#8217;Empùries, entriamo nel nucleo storico di St. Martì d&#8217;Empùries e seguendo una passerella di legno nella pineta circostante arriviamo alla spiaggia del molo greco ( platja del moll grec ), formata da 2-3 piccole baie carine e sabbiose. Non è male qui in spiaggia e il sole ci concede qualche minuto di abbronzatura.<br />
La cittadina di L&#8217;Escala-Empùries è formata dal nucleo di St. Marti a nord, dal casco antico al centro e dalla spiaggia de Riells più a sud vicino al porto. La passeggiata che va dal centro storico a El Riells più a sud è piacevole ed il panorama è carino. La spiaggia di El Riells è incorniciata da una gradinata. Ci sono diversi ristoranti lungo il passeig del mar, e bancarelle ambulanti. Molti i menù scritti in catalano, spagnolo, francese, inglese e tedesco.<br />
Nella parte nuova a dus ci sono altri quartieri come La Cloja, El Puig Sec, Riells de Dalt e più a sud, Montgò. La marina è a La Cloja, mentre il municipio è nel Casc Antic.<br />
Diversi sono i campeggi sopratutto a nord nei pressi delle rovine archeologiche d&#8217;Empùries.<br />
Ceniamo, al ristorante a buffet Agua Marina, sul passeig del mar, a metà strada circa fra il casco antico e El Riells. Non è sicuramente un locale da raccomandare&#8230;( evitate la paella scotta !! ).</p>
<p><strong>26 agosto</strong><br />
Lasciamo L&#8217;Escala e la Spagna per percorrere l&#8217;autostrada francese fino a Mentone.<br />
Prezzi dei pedaggi autostradali: fino a Montpellier 12,80 €; Arles 4,20 €; Lançon 3,40 €; Capitou 11 €; Nice 1,10 €.<br />
Il brutto tempo ci accompagna fino al ritorno a casa in Italia, quando arriviamo verso le 18.30.</p>
<p><a href="http://www.viaggiareliberi.it/"><img style="display: inline; margin-top: 0px; margin-right: 1em; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michelespiriticchio.jpg" alt="" width="100" height="121" /></a> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
<p>Michele Spiriticchio</p>
<p>http://www.viaggiareliberi.it/</p>
<hr />
<em>Michele ha anche scritto: </em><a href="http://www.volovia.it/nicaragua-un-paese-in-cui-vi-sentirete-a-casa/362"><em>Nicaragua&#8230; un paese dove vi sentirete a casa!</em></a></p>
<p><em>Michele ha anche scritto: </em><a href="http://www.volovia.it/venezuela-un-pais-precioso/370"><em>Venezuela un Pais precioso!</em></a></p>
<p><em>Michele ha anche scritto: </em><a  href="http://www.volovia.it/senegal-e-gambia-gli-occhi-dellafrica/388"><em>Senegal e Gambia&#8230;gli occhi dell&#8217;Africa</em></a></p>
<hr />
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		<title>Sharm el Sheik, mare e barriera corallina!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 06:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Scegliamo un bellissimo villaggio della Francorosso: il Sea-Club Sharm. Affacciato direttamente sulla lunghissima e bella spiaggia sabbiosa della località di El Nabq, a circa 20 km da Naama Bay.
El Nabq è una località sufficientemente lontana dalla caotica Naama Bay e allo stesso tempo sufficiente vicina per raggiungerla anche in completa autonomia con un taxi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="sharm el sheik" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_sharm.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Scegliamo un bellissimo villaggio della Francorosso: il Sea-Club Sharm. Affacciato direttamente sulla lunghissima e bella spiaggia sabbiosa della località di <strong>El Nabq</strong>, a circa 20 km da <strong>Naama Bay</strong>.</p>
<p>El Nabq è una località sufficientemente lontana dalla caotica Naama Bay e allo stesso tempo sufficiente vicina per raggiungerla anche in completa autonomia con un taxi per trascorrervi una giornata o semplicemente una serata.</p>
<p>La prima volta ci rechiamo a Naama Bay durante il giorno con il servizio di navetta gratuita, classiche le tappe per “turisti”: il casino’ e i centri commerciali. La seconda volta decidiamo di andarci la sera con un taxi.</p>
<p><img class="alignleft" title="sharm" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_sharm.jpg" alt="" width="303" height="281" />E’ stata tutta un’avventura: all’andata pensavamo ci rapinassero perché ad un certo punto il tassista ha preso una scorciatoia percorrendo una stradina deserta e piena di buche, ma poi siamo arrivati sani e salvi a destinazione. Al ritorno invece si è “rotto” il taxi e abbiamo dovuto aspettare che arrivasse un collega che ci riportasse in albergo. Durante l’attesa il nostro “autista” non voleva che scendessimo dall’auto, evidentemente non avranno tutte le licenze in regola e non voleva che attirassimo l’attenzione delle forze dell’ordine. Comunque tutto è finito bene. Naama Bay la sera è molto animata, i negozi sono aperti fino a tardi e vi sono anche innumerevoli locali dove cenare o sorseggiare un drink. Chiaramente ogni venditore insisterà fino all’esaurimento affinchè venga visitato il suo negozio che è “migliore” degli altri.</p>
<p>Il villaggio della Francorosso era in una posizione veramente strategica ed incantevole, posto alla fine di una lunga baia, con un pontile che arrivava fino alla <strong><a href="http://www.volovia.it/marsa-alam-egitto-e-barriera-corallina/433">barriera corallina</a></strong> e dal quale ci si poteva tuffare per lo <strong>snorkeling</strong>. Per chi non sa nuotare, questo pontile offre comunque una vista spettacolare con gli innumerevoli pesci multicolori che vi nuotano sotto e gli infiniti coralli colorati che affiorano dall’acqua.</p>
<p><img class="alignright" title="barriera" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH2_sharm.jpg" alt="" width="303" height="281" /></p>
<p>Noi spesso ci caricavamo in spalla pinne, maschera e boccaglio e a piedi andavano alla sinistra del villaggio per circa due km. Ad un certo punto “tagliavamo” il mare fino ad arrivare alla barriera percorrendola a nuoto fino ad arrivare al villaggio. Quanti incontri che abbiamo fatto qui… Tartarughe, pesci paggalli enormi, tantissimi pesci. Consiglio, a chi sa nuotare bene e non ha paura, di allontanarsi un po’ dal pontile che comunque è sempre piuttosto affollato.</p>
<p>Numerose erano le escursione proposte. Ovviamente non si può tralasciare la visita di mezza giornata al parco marino di <strong>Ras Mohamed</strong> famoso in tutto il mondo essendo molto ricco di pesci e coralli. Abbiamo fatto questa escursione con un pulmino e così abbiamo potuto fare altre tappe, tra cui la sosta al lago salato  detto “<strong>magico</strong>” . Un lago salato dall’acqua caldissima e completamente piatta circondato da innumerevoli mangrovie  e dove tenendoci per mano ci siamo tuffati tutti insieme così, qui dicono, si avverano i desideri. Piacevole è stata anche la sosta alla tenda dei “<strong>beduini</strong>” dove ci è stato servito un thè  alla menta bollente…</p>
<p><small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=egitto&amp;sll=40.463667,-3.74922&amp;sspn=26.232777,39.506836&amp;g=spagna&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=28.806174,33.991699&amp;spn=3.369049,6.459961&amp;z=7">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Altra escursione è stata la bella gita in barca all’isola di <strong>Tiran</strong>, a circa un’ora dal porto. Quest’isola è completamente circondata da una barriera corallina veramente spettacolare, nonostante il numeroso afflusso di turisti, anche qui abbiamo visto diverse tartarughe piuttosto grandi, oltre a una varietà notevole di altre specie marine.</p>
<p>Ultima escursione al villaggio sul mare di <strong>Dahab</strong> a circa un’ora di pullmann da Sharm. La parola Dahab significa oro. Questa cittadina è nata come villaggio di pescatori, mentre ora è divenuta una nota località turistica anche se qui l’atmosfera cambia notevolmente dalla <strong>Naama Bay</strong>. Dahab è un paesino assolutamente tranquillo e rilassato e anche i negozianti non sono così insistenti come in altri luoghi dell’Egitto.</p>
<p><img class="alignleft" title="mare" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH3_sharm.jpg" alt="" width="303" height="281" />Qui infatti non vi sono grandi tour operator che hanno costruito complessi turistici come a Sharm.  Numerosi sono i negozietti di artigianato locale, dove si arriva veramente a dei prezzi bassissimi. Anche qui comunque la contrattazione è d’obbligo, perché ormai è diventata un gioco anche per gli egiziani stessi. Abbiamo inoltre visitato anche una fabbrica di papiri e una di pietre preziose. Il lungo mare di Dahab è veramente carino, con un susseguirsi di caratteristici locali con tavoli e sedie o tappeti e cuscini, direttamente in spiaggia, il tutto condito con una buona musica. Insomma Dahab sembra proprio una cittadina d&#8217;altri tempi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 108px"><a href="http://www.flickr.com/photos/volovia/sets/72157622280079212/"><img title="Visita il fotoalbum di Sharm el Sheik su FLICKR" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/flickr_logo_gamma.gif.v59899.14.gif" alt="Visita il fotoalbum di Sharm el Sheik su FLICKR" width="98" height="26" /></a><p class="wp-caption-text">Visita il fotoalbum di Sharm el Sheik su FLICKR</p></div>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_michela.png" alt="" /> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
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