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	<title>VOLOVIA ...e vado in vacanza &#187; Racconti di Viaggio</title>
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	<description>Racconti e Diari di Viaggio</description>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:43:50 +0000</pubDate>
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Soggiorno Studio a Vancouver con MB Scambi Culturali 2009
 
La decisione di andare a Vancouver mi è balzata in testa velocemente, e molto velocemente si è realizzata; si potrebbe dire che sono arrivato in Canada per sbaglio, per una serie fortuita di eventi; lì per lì non che fossi entusiasta di dover lasciare tutto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="vancouver" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_vancouver.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p><strong>Soggiorno Studio a Vancouver con MB Scambi Culturali 2009</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La decisione di andare a Vancouver mi è balzata in testa velocemente, e molto velocemente si è realizzata; si potrebbe dire che sono arrivato in Canada per sbaglio, per una serie fortuita di eventi; lì per lì non che fossi entusiasta di dover lasciare tutto e partire, le partenze, si sa, sono la cosa più difficile di un viaggio, ma a posteriori rifarei la valigia volentieri e, anzi, sinceramente mi soffermerei ancora di più sull’East cost canadese tra le montagne e il mare. E’ capitato tutto per sbaglio perché io quell’estate sarei dovuto andare in viaggio di maturità con i miei compagni di classe, ma poi tra una cosa e l’altra è saltato tutto, e così ho deciso di andarmene da solo a fare un viaggio per conto mio. Vancouver è stata una delle prime scelte che Michela di <strong>MB Scambi Culturali</strong> <strong>( <a href="http://www.mbscambi.com/">http://www.mbscambi.com/</a> ) </strong>mi ha proposto, e l’ho accettata al volo. Ho fatto l’esame di Stato il meglio che ho potuto, e il giorno dopo del mio orale, 24 ore esatte dopo che mi trovavo in quell’aula afosa del mio liceo con dei professori stanchi davanti a me, stavo ammirando il sole che tramontava sull’orizzonte marino visto da English Bay.</p>
<p>Così è cominciata la mia avventura, per una serie fortuita di eventi!</p>
<p>Devo essere sincero e riconoscere che è sempre per questa serie fortuita di eventi che ho potuto soggiornare in una “host-family” fantastica. Sheila e David abitano in West Vancouver, che ho scoperto poi essere la zona VIP di Vancouver, pur non essendo loro VIP o ricconi; sono una famiglia normalissima, che ha piacere ad ospitare studenti non per “racimolare soldi” ma per gioire della compagnia di ragazzi e ragazze giovani, che vanno a caccia di esperienze e di sogni, quindi un po’ per tornare indietro negli anni quando i loro figli (oramai trentenni) abitavano in quella casetta di legno. E’ proprio quest’affetto nei confronti degli studenti ospitati che ci fa sentire a casa pur essere a molti km lontani dalla nostra vera Casa. La casa, come stabile, era inoltre proprio bella, di legno e arredata come le nostre case di montagna; ma la cosa più bella sicuramente era il paesaggio attorno alla casa: il verde dei boschi, il profumo di rugiada la mattina e gli scoiattoli che passavano davanti alla mia finestra al tramonto. Fantastico. Questo è caratteristico di West Van (com’è chiamata là): il paesaggio montano. Pur essendo immersa nella natura questa zona non è infatti lontana dal centro economico della città, la Down-town, dove si trova la scuola; in autobus da “casa mia” impiegavo una trentina di minuti (attenzione perché sembrano tanti ma bisogna considerare che in America le distanze sono molto più grandi che da noi!)</p>
<p><img class="alignleft" title="vancouver" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/vancouver2.jpg" alt="" width="303" height="227" /></p>
<p>La mattina andavo a scuola e ci rimanevo fino alle 4: penso fossero le uniche settimane di carriera scolastica in cui mi alzavo la mattina dicendo: “che bello si va a scuola!”. Le materie le può scegliere lo studente tra quelle proposte, “all’americana”, a seconda degli interessi che uno ha si può scegliere tra Writing, Speaking, Conversation, Business Culture, Drama ..etc. Insomma una vasta gamma di scelte; sicuramente la cosa più attraente di queste classi sono gli studenti/studentesse. Infatti, il numero di studenti è mediamente di una decina, e il bello è che sono tutti di nazionalità diverse. Mi è capitato in una mia classe pomeridiana di Business Culture di essere in dieci studenti da nove nazioni diverse (Italia, Francia, Svizzera, Germania, Brasile, Corea, Giappone, Colombia, Spagna)! Insomma praticamente tutto il mondo in una stanza! La cosa più bella di queste classi internazionali è vedere gli atteggiamenti, i modi di porsi rispetto ad un argomento, la loquacità diverse da studente a studente, da cultura a cultura.</p>
<p>A pranzo, bisogna mettersela via, si va al fast food. Vicino alla scuola, quasi dall’altra parte della strada, c’è un centro commerciale (<em>the Bay N.d.R.</em>) al cui pian terreno si trova la “Food court”, ovvero una piazza per così dire con al centro solo tavoli e sedie, ai lati una ventina di fast food (mac-donnalds, cinese, giapponese, messicano, ecc.). Ho detto bisogna mettersela via per mangiare questi cibi, che inizialmente piaceranno a tutti, ma dopo le prime settimane cominciano a essere pensanti, perché non c’è altro. E’ normale per la cultura americana mangiare a pranzo un panino velocemente e poi tornare in ufficio o a scuola; per questo non bisogna stupirsi poi se al tavolo affianco, al tuo ci sarà un rispettabile signore in giacca e cravatta, o un anziano con la moglie. Il pranzo in questo centro commerciale è il momento migliore per approfondire la conoscenza con i compagni di banco delle ore prima, e per progettare cosa fare nel pomeriggio.</p>
<p>Il pomeriggio viene lasciato libero, sceglie lo studente cosa fare. A qualcuno può far paura non avere la giornata organizzata in un posto a migliaia di km dalla propria casa e dal proprio ambiente, la prima settimana, infatti, per me è stata abbastanza deprimente sotto questo punto di vista, ma basta fare un po’ di amicizie, ambientarsi nella metropoli a noi sconosciuta e tutto diventa più semplice. Le cose più belle che si possono fare al pomeriggio sono: andare all’English bay, la spiaggia migliore di Vancouver a giocare a pallone o a prendere il sole per poi fare il bagno nell’acqua ghiacciata del pacifico, o andare a fare un giro in bici o di corsa allo Stanley Park, il polmone verde di Vancouver, situato a pochi km dalla scuola, oppure prendere l’autobus e girare! Infatti, il servizio di bus (o metro) è molto efficiente, e ve ne accorgerete subito il primo giorno quando sarà ora di andare a scuola: oltre ad esserci una grande rete di bus e metro, la loro puntualità è sbalorditiva. E’ così che da soli si può andare nei centri-commerciali fuori down-town (dove si trova la scuola, la zona dei grattacieli N.d.R.), enormi, o agli spacci di grandi marche o a vedere il tramonto al Light house parco o all’Horseshoe bay.</p>
<p><img class="alignright" title="vancouver" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/vancouver3.jpg" alt="" width="320" height="180" /></p>
<p>La sera ci sarebbe molto da fare tra pub e locali, ma la polizia è molto severa e in quasi tutti i locali c’è un buttafuori per i minori di ventuno anni; può sembrare molto noioso, ma dopo un pomeriggio fuori di casa molto spesso si è stanchi e la sera si ha voglia di dormire. Fortunatamente nel periodo in cui sono stato io all’English Bay la sera era stata organizzata per quattro sera una competizione annuale tra Canada, Sud Africa, Cina e Inghilterra di fuochi d’artificio, uno spettacolo veramente imperdibile assistere questi bellissimi giochi pirotecnici in spiaggia tra una folla di 500.000 persone!</p>
<p>Questo è un po’ il resoconto del mio soggiorno a Vancouver, un’esperienza veramente positiva. E’ un’esperienza di crescita personale molto grande vivere fuori di casa da soli, ed ovviamente migliora in modo esponenziale la padronanza della lingua che si vuole imparare. Ho notato poi che è molto importante fare un viaggio così o da soli o con due amici al massimo; solo in questo modo, infatti, si possono conoscere altre persone senza ristagnare nei rapporti di amicizie che abbiamo nella nostra città, e migliorare così la nostra conoscenza della lingue nelle situazioni comuni (del tipo raccontare la propria giornata o le proprie emozioni ad un altro studente della tua età … ma coreano!</p>
<p>di Riccardo Bisaglia</p>
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		<title>Ecco la vincitrice del concorso fotografico&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 08:59:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Come promesso pubblichiamo la foto della vincitrice del concorso fotografico &#8220;una vacanza indimenticabile&#8221;.
Elisa Bottazzi si è aggiudicata il primo posto della prima edizione del concorso. I nostri complimenti ad Elisa ed a tutti gli altri partecipanti che con i loro scatti hanno decretato il successo di questa prima edizione.
Grazie a tutti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="elisa" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/elisa.jpg" alt="" width="588" height="391" /></p>
<p>Come promesso pubblichiamo la foto della vincitrice del concorso fotografico &#8220;una vacanza indimenticabile&#8221;.<br />
Elisa Bottazzi si è aggiudicata il primo posto della prima edizione del concorso. I nostri complimenti ad Elisa ed a tutti gli altri partecipanti che con i loro scatti hanno decretato il successo di questa prima edizione.</p>
<p>Grazie a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecco la fotografia vincitrice del concorso&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 03:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Complimenti ad Elisa Bottazzi per lo scatto che vale il primo posto del nostro concorso.
I complimenti della redazione anche alle altre foto partecipanti.
Concludiamo ringraziando tutti i partecipanti e vi auguriamo un buon Natale e felice 2010.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Basalto" src="http://www.volovia.it/wp-content/gallery/finalisti-concorso-2009/Bottazzi_Basalto-colonnare.JPG" alt="" width="577" height="431" /></p>
<p>Complimenti ad Elisa Bottazzi per lo scatto che vale il primo posto del nostro concorso.<br />
I complimenti della redazione anche alle altre foto partecipanti.</p>
<p>Concludiamo ringraziando tutti i partecipanti e vi auguriamo un buon Natale e felice 2010.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kenya Beach Boy Zucchero Watamu</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[Racconto di viaggio Ottobre 2009 di Ivonne Cherubini
Kenya…. Non ho mai pensato ad un viaggio in questi luoghi… non ho mai pensato quanto il Kenya potesse essere bello, intenso, magico.
Dai luoghi alle persone.
Un luogo fatto di contrasti molto forti e da emozioni inspiegabili, che comunque ti fanno riflettere.
Io e la mia amica Stefania per caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignnone" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_kenya3.jpg" alt="" width="588" height="496" />Racconto di viaggio Ottobre 2009 di Ivonne Cherubini</p>
<p>Kenya…. Non ho mai pensato ad un viaggio in questi luoghi… non ho mai pensato quanto il Kenya potesse essere bello, intenso, magico.</p>
<p>Dai luoghi alle persone.</p>
<p>Un luogo fatto di contrasti molto forti e da emozioni inspiegabili, che comunque ti fanno riflettere.</p>
<p>Io e la mia amica Stefania per caso lo abbiamo scelto e per caso ci ha colpito.</p>
<p>Forse è MAL D’AFRICA ????</p>
<p>Partiamo da Milano Malpensa con volo notturno Vernerdi 9 ottobre ’09 per Mombasa.</p>
<p>Qui ci accoglieranno lo Staff del Villaggio Blue Bay che si trova a Watamu, accompagnati ….da un’intensa pioggia torrenziale.</p>
<p>Da Mombasa per arrivare al villaggio s’impiegano circa 2 ore di pulmino. Dal finestrino iniziamo ad intravedere il Kenya, i suoi colori, i bambini, la vita Keniota, i villaggi.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol7_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Arrivati al Blue Bay ci troviamo immersi in un villaggio mimetizzato in un giardino pieno di fiori, piante d’ogni genere, con una spiaggia bianchissima e un mare dalle svariate sfumature d’azzurro e verde, che fa parte di un Parco Marino protetto.</p>
<p>In questo periodo la spiaggia non è cosi bianca a causa delle alghe, portate dalle alte maree e che nel momento della bassa marea sono raccolte, per poi essere rigettate nel mare.</p>
<p>Come raccontano i ragazzi del villaggio, essendo un area protetta, è il mare, la forza della natura, con i suoi cicli a pulire la spiaggia e renderla bianchissima.</p>
<p>Affermano che a gennaio è la più bella spiaggia del Kenya.</p>
<p>In spiaggia ci sono tutti i Beach Boy.</p>
<p>Sapendo dei nuovi arrivi, ci aspettano per proporre tutte le più svariate escursioni, safari.</p>
<p>Peraltro al briefing in villaggio, gli operatori turistici presentano le loro escursioni, sconsigliandoci di effettuarle con i Beach Boy.</p>
<p>Noi abbiamo già il nostro Beach Boy. Contattato la settimana prima dall’Italia.</p>
<p>Al pomeriggio lo incontriamo fuori del villaggio, nei pressi dell’ingresso.</p>
<p>Ed eccolo…. <strong>Zucchero</strong></p>
<p>Già i contatti via e mail ci avevano trasmesso sicurezza, serietà e competenza.</p>
<p>L’incontro con lui ci conferma tutto ciò.</p>
<p>Si capisce che ha molta esperienza e parla benissimo l’italiano.</p>
<p><img class="alignright" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol1_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Insieme andiamo in paese per un gelato, presso una gelateria italiana, e per definire i dettagli del Safari che vorremmo fare.</p>
<p>Nel frattempo la pioggia è cessata ed è tornato il sole.</p>
<p>Confermiamo 3 giorni/2 notti allo Tsavo East e Amboseli con partenza il lunedì mattina alle 6.</p>
<p>E anche un safari blu alle Mangrovie per il giovedì.</p>
<p>In realtà sono tantissime le escursioni che si potrebbero fare, che andrebbero fatte, (Masai Mara, Lamu, Marafra, Rovine di Gede.), ma con una sola settimana non possiamo fare tutto.</p>
<p>Con lui ritorniamo a piedi al villaggio facendoci tutto il tragitto in riva al mare, e ascoltando i suoi racconti.</p>
<p>Lunedì mattina come da accordi ci troviamo all’ingresso del nostro villaggio, dove con lui c’e’ anche Ambrogio l’autista.</p>
<p>Passiamo in paese a fare colazione e li incontreremo i nostri compagni di Safari. Una coppia simpaticissima di Prato.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol2_kenia3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Si parte. Ci vorranno circa due ore per arrivare all’ingresso del parco Tsavo East, ma il tragitto ci regala tante belle immagini.</p>
<p>Come prima tappa Zucchero ci porta a vedere i coccodrilli, da vicino, molto vicino…. e lui abilmente li fa uscire dall’acqua per permetterci di fotografarli.</p>
<p>La mia amica non sta benissimo e Zucchero anche sotto questo profilo si dimostra una persona molto attenta e premurosa.</p>
<p>Ovviamente non manca mai la frase magica, in uso in Kenya, “Hakuna Matata”. Nessun problema….</p>
<p>Ripartiamo, ed entriamo nel parco, dove ci attende il safari, alla scoperta della fauna e flora.</p>
<p>Zucchero ci ha promesso che vedremo i Leoni.</p>
<p>Vediamo Zebre, Elefanti, Ippopotami, Impala, Antilopi, anche quella che lui chiama “gazzella giraffa”, è piccolina e si alza sui due piedini per prendere le foglie da mangiare dagli alberi.</p>
<p>Antilopi d’acqua, Faraone, coloratissimi uccelli, Struzzi, Dik Dik, Bufali, Gnu,  Cicogne della Savana ecc.ecc.</p>
<p><img class="alignright" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol3_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="232" />Man mano che li vediamo lui ci spiega e da dettagli sulla vita e abitudini di tutti quanti.</p>
<p>Il paesaggio è fatto di terreno rosso in contrasto con il cielo azzurro e gli alberi ombrelliferi o giganti Baobab.</p>
<p>Ecco che improvvisamente Zucchero avvista, tra i cespugli ai bordi della strada, una leonessa.</p>
<p>Non vuole uscire, ma vediamo benissimo il suo bellissimo muso.</p>
<p>Che emozione…..</p>
<p>Contemporaneamente dietro di noi c’e’ una mandria di Bufali che attraversa la strada, sono tutti in fila, una fila lunghissima…</p>
<p>Arriviamo al nostro Lodge tutti impolverati di terra rossa.</p>
<p>Zucchero ci ha prenotato al Voi Wildlife, in camere accoglienti.</p>
<p>Qui volendo c’e’ anche la possibilità di pernottare nel campo “tendato”.</p>
<p>Il posto è molto bello, ha la piscina e anche le pozze dove si possono vedere a tutte le ore del giorno gli animali che vengono ad abbeverarsi.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol4_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="527" />Nel pomeriggio usciamo per un altro safari, dove vedremo da lontano i leoni e leonesse che hanno ucciso un elefante e ora, dopo il pasto, stanno riposando.</p>
<p>La mattina seguente partiamo per l’altro parco l’Amboseli, inizialmente chilometri di strada rossa,</p>
<p>una striscia infinita, poi il paesaggio pian piano cambia, non è più così rosso.</p>
<p>E’ molto più arido, poi diventano distese chiare e brulle, poche piante, mentre arrivando all’Amboseli diventa più verde, ci sono pozze e c’e’ il lago frequentato d’animali d’ogni genere che vanno ad abbeverarsi</p>
<p>Dall’Aquila, all’Avvoltoio che sta mangiando i resti del pranzo fatto dai Leoni.</p>
<p>I bruttissimi Facoceri, le Iene. Ne vedremo di due tipi diversi. E ancora Giraffe, Elefanti …</p>
<p>Improvvisamente ci arriva una comunicazione via radio di un avvistamento di un Leone e il nostro Ambrogio parte a tutta velocità.</p>
<p>Lo troviamo addormentato sotto un cespuglio, indifferente all’andirivieni dei pulmini, non vuole saperne di svegliarsi.</p>
<p>Ormai è giunta quasi l’ora del tramonto e ci dirigiamo al campo tendato che Zucchero ha prenotato, il “Kibo Safari Camp”.</p>
<p>Le nostre tende sono immerse nella Savana, confortevoli, con bagno e doccia all’interno.</p>
<p>Una posizione meravigliosa con la vista del Kilimangiaro, che al tramonto si mostra completamente alla nostra vista. La sua vetta innevata, che s’illumina di rosso, arancione, rosa…</p>
<p>Nonostante il clima fosse buono, e non ci sia freddo di sera accendono il fuoco, dove noi ci riuniamo dopo la cena a chiacchierare ed ammirare il cielo stellato africano, con la via lattea.</p>
<p>La mattina seguente sveglia all’alba per l’ultimo giro in savana prima di fare rientro a Watamu.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol5_kenya3.jpg" alt="" width="303" height="201" />Siamo quasi in prossimità dell’uscita del parco quando…….improvvisamente, vediamo una leonessa ancora giovane che ci attraversa la strada, prosegue e poi si ferma e ci osserva…..</p>
<p>L’unico animale che non siamo riusciti a vedere è stato il Ghepardo.</p>
<p>Sarà un motivo in più per ritornare in Savana, e chiedere a Zucchero di fare una “macumba” per il Ghepardo….</p>
<p>Sulla via del ritorno, come richiesto a Zucchero, ci porta in una scuola di un villaggio Masai, dove noi doneremo tanti vestiti, pupazzi, penne, pastelli colorati.</p>
<p>Nei miei occhi ho ancora l’immagine di questi bimbi, i loro sguardi curiosi e contenti…</p>
<p>Ti entrano nel cuore.</p>
<p>Ripartiamo e alle 17 siamo al villaggio, giusto in tempo per il the e biscotti.</p>
<p>La mattina seguente appuntamento alle 9 con Zucchero alla spiaggia per il Safari Blu alle Mangrovie.</p>
<p>Dopo un’indecisione iniziale se partire o no, visto la pioggia copiosa, Zucchero ci convince che sarà una bella giornata.</p>
<p>Effettivamente, poco dopo, cessa di piovere. Il tempo, variabile tra sole e nuvolo, ci permette di goderci ugualmente la giornata di mare.</p>
<p>Prima tappa è per fare snorkeling nel parco marino.</p>
<p>La seconda è per imbarcare tutto il pesce che ci verrà cucinato e poi via verso le Mangrovie.</p>
<p>Vediamo le cicogne di mare, le quali sono molto più belle di quelle della savana.</p>
<p>Vediamo i Fenicotteri Rosa, che al nostro arrivo si alzano in volo mostrandoci la meraviglia dei loro colori.</p>
<p>Nel frattempo il cibo lasciato sulla spiaggia viene cucinato per noi.</p>
<p>Al nostro arrivo è tutto pronto e veniamo accolti da tanti beach boy sulla spiaggia bianchissima adornata di fiori.</p>
<p>Mangiamo il riso al cocco, sugo di polipetti, pesche spada grigliato, aragosta e gamberoni e tanta e buonissima frutta fresca.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenya" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/pol6_kenya3.jpg" alt="" width="350" height="527" />Tutto veramente ottimo.</p>
<p>Zucchero anche in questa circostanza cura ogni particolare, perché tutto sia perfetto e non manchi nulla a nessuno.</p>
<p>Ci facciamo un’oretta in spiaggia a prendere il sole e chiacchierare con i ragazzi Kenioti.</p>
<p>Sono curiosi, fanno domande sulla nostra vita, raccontano della loro.</p>
<p>Alcuni hanno dei souvenir, ai quali io non resisto. Simpaticamente il beach boy mi regala un braccialetto.</p>
<p>Si riparte per il rientro, che sarà in parte in barca e in parte con pulmino, poiché l’alta marea rende proibitivo il passaggio in un punto.</p>
<p>Zucchero ancora una volta ha organizzato tutto alla perfezione, e all’arrivo ci aspettano i mezzi per riportarci al villaggio.</p>
<p>Il giorno seguente non facciamo nessun’escursione.</p>
<p>E’ arrivato il nostro ultimo giorno in Kenya.</p>
<p>C’incontriamo con Zucchero e altre beach boy in spiaggia e con loro facciamo una lunga passeggiata, qualche foto, e un po’ malinconici perché la notte ripartiremo per rientrare in Italia.</p>
<p>E’ stata una vacanza stupenda, e spero di ritornare in Kenya quanto prima per ritrovare tutti questi luoghi meravigliosi, la maestosità della natura e scoprirne dei nuovi affidandomi al mio nuovo amico Zucchero, una guida veramente speciale.</p>
<p>Al rientro in Italia mi ha contattato l’Agenzia dalla quale ho acquistato il viaggio, per avere informazioni su Zucchero, e per confermare le buone informazioni riportate in internet su di lui.</p>
<p>Lo proporrà ai prossimi clienti.</p>
<p>Vi consiglio, se siete in partenza per il Kenya di farlo anche voi.</p>
<p>Contattatelo…. <strong>ZUCCHERO</strong>, <strong>è una certezza</strong>.</p>
<p><strong>Vi allego le informazioni per contattarlo</strong>:</p>
<p><strong><a href="mailto:zuccherojirah@hotmail.com">zuccherojirah@hotmail.com</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.zuccherowatamu.spaces.live.com/">www.zuccherowatamu.spaces.live.com</a></strong></p>
<p><strong>cell. 00254735266394</strong></p>
<p>La mia e mail: <a href="mailto:Seinina68@alice.it">seinina68@alice.it</a></p>
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		<title>KENYA &#8230; Quanto manca??</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:24:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Kenya , Quanto manca?
E &#8216; la domanda più frequente che ci ha accompagnato per l’ennesimo viaggio in Kenya fatto con mia moglie e mio figlio Luca 9 anni.
Siamo partiti a fine Agosto per cercare di risparmiare un po’ sulla tariffa aerea, e tornare pochi giorni prima dell’apertura delle scuole,
siamo partiti con Egypt  Air con scalo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_kenyamido.jpg" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_kenyamido.jpg" alt="" width="588" height="496" />Kenya , <strong>Quanto manca</strong>?</p>
<p>E &#8216; la domanda più frequente che ci ha accompagnato per l’ennesimo viaggio in Kenya fatto con mia moglie e mio figlio Luca 9 anni.</p>
<p>Siamo partiti a fine Agosto per cercare di risparmiare un po’ sulla tariffa aerea, e tornare pochi giorni prima dell’apertura delle scuole,</p>
<p>siamo partiti con Egypt  Air con scalo al Cairo con  il suo nuovissimo terminal da far invidia a Malpensa. Arrivo a Nairobi.</p>
<p>Tutto in orario e senza nessun problema…Hakuna matata.</p>
<p>avevamo ciascuno 20 kg a testa, anzi io ne avevo 22 , Luca 21 Kg e 20kg mia moglie… abbiamo esagerato con il bagaglio a mano e siamo stati fortunati perche’ nessuno l’ha mai pesato…. (meno male..)</p>
<p><img class="alignleft" title="ee" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_kenyamido1.jpg" alt="" width="303" height="281" />Sapevamo bene che dovevamo fare cosi’ e durante l’anno abbiamo raccolto tanto di quel materiale da metterci una settimana intera a preparare i bagagli per non lasciare a casa niente.</p>
<p>Il Nostro Luca aveva la sua valigia piena zeppa di tute e completini da calcio, raccolti tra i suoi amici che vanno a giocare a pallone, era cosi’ buffo vederlo con il suo trolley trascinarlo  a fatica per gli aeroporti , ma allo stesso tempo fiero di quello che stava facendo da farci capire , per l’ennesima volta, che  avevamo fatto bene a tornare in kenya con lui, coinvolgendolo attivamente nei nostri piccoli progetti d’aiuto per questa popolazione e queste famiglie che tanto ci hanno fatto innamorare della loro terra e cambiato la nostra vita in meglio&#8230;.</p>
<p>Avevamo gia’ programmato dall’Italia , come facciamo sempre, il nostro safari tramite e-mail al  nostro fidato Thomas Mboya Guida autorizzata per safari ed escursioni di Watamu che lavora regolarmente per un’agenzia di safari tutta africana..e ogni volta che torniamo, ci fa vedere un pezzo del suo Kenya.</p>
<p>Siamo partiti subito il giorno dopo per un bel safari al Masai Mara di 3 giorni,  abbiamo alloggiato al  Fig Tree camp, e,  come in tutti i nostri viaggi in kenya , anche questa volta il nostro spirito d’adattamento ci ha aiutato parecchio a superare gli imprevisti e a “sorvolare” sulle pecche di questo alloggio che probabilmente in alta stagione con il Full booking ,  pecca un po’ per servizio e qualita’ .</p>
<p><img class="alignright" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_kenyamido2.jpg" alt="" width="303" height="281" />Inutile descrivere la bellezza di questo parco durante il fenomeno della migrazione degli animali, questa volta Luca non ha mai smesso di scattare foto, non so quante ne ha fatte, ho due schede da 2 Gb da controllare , ma Hakuna matata il suo entusiasmo ci ha accompagnato insieme alle sue continue  esclamazioni,  domande e curiosita’…</p>
<p>Uno degli episodi piu’ belli e’ stato quando  fuori dal parco, abbiamo incontrato un mini bus con turisti stranieri,   impantanato nel fango.</p>
<p>Immediatamente il nostro autista  ha attaccato il cavo alla nostra jeep per trainarli ed e’ stato difficile perche’ erano ben impantanati.</p>
<p>La jeep si e’ spenta e non si riusciva piu’ a metterla in moto….immediatamente l’autista balza fuori in mezzo al fango apre il cofano per controllare il motore ma ha difficolta’  a tenerlo aperto perche’ manca lo stand…</p>
<p>Ci guardiamo intorno e cominciamo a vedere i bimbi che si avvicinano con un pastore  Masai vestito con il suo abito rosso e il suo bastone….a quel punto il nostro autista non ci pensa due volte, gli prende il bastone e lo usa come stand per tenere aperto il cofano e avere cosi’ due mani libere….2 minuti rimette in moto la jeep i bambini urlano felici, Luca nel frattempo raduna tutte le biro che si era portato dall’Italia….</p>
<p><img class="alignleft" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" /><img class="alignnone" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/2kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" /></p>
<p>Mia moglie e Luca cercano di comunicare un po’ in inglese un po’ in italiano con questi bimbi per cercare di metterli tutti in fila indiana per ricevere una biro ciascuno….</p>
<p>Ho visto bimbi piccolissimi in fila dietro agli altri , composti  ad aspettare con le loro manine, senza mai cercare di sopraffare l’altro….e’ stato veramente bello e la mia mente e il mio cuore si e’ riempito di emozioni.</p>
<p>Finito il safari , volo interno Nairobi- Malindi con Fly540 per arrivare finalmente a Watamu.</p>
<p>L’oretta di volo da Nairobi per Malindi e’ stata  sempre accompagnata dalla domanda&#8230;.Papa’ ma <strong>quanto manca</strong> per arrivare?</p>
<p>Poco Luca, pochissimo e finalmente… eccoci!</p>
<p>L’aeroporto di Malindi e’ piccolino, i bagagli sono stati ritirati subito e ad aspettarci c’er a come sempre il nostro Thomas Mboya insieme ad Anthony il suo nipotino orfano  piu’ grande 11 anni , che ci aveva organizzato il transfer per Watamu..</p>
<p><img class="alignleft" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" />Luca ha salutato Anthony, con un bel 5 a mano aperta e come due vecchi amici sono usciti in fretta dall’aeroporto, lasciandoci questa volta il suo pesante trolley da trasportare…era troppo eccitato…raccontava ad Anthony tutti qli avvistamenti di animali fatti al Masai Mara e non si sa come, ma si capivano perfettamente…uno parla poco l’Inglese l’altro parla poco l’italiano…ma si capivano…</p>
<p>Transfer dall’aeroporto di Malindi a Watamu tutti insieme in minibus, carichi di bagagli e  tante cose da raccontarci…ma una domanda eccheggiava sempre…ma <strong>quanto manca</strong> a Watamu? Poco Luca ….poco!</p>
<p>Thomas aveva prenotato per noi l’alloggio a Watamu, che poi insieme abbiamo scelto e cambiato in questo modo:</p>
<p>Per le prime 3 notti siamo stati al Turtle bay beach club dove ci siamo ripresi dalle fatiche del  safari.</p>
<p>Il resto del soggiorno l’abbiamo fatto al Beach Vieuw ,  residence tutto africano con piccola piscina.</p>
<p>Riuscendo a risparmiare sul soggiorno,  siamo riusciti  ad acquistare parecchio cibo distribuendolo  una domenica nei vari villaggetti dove Thomas ci ha accompagnato.</p>
<p>Abbiamo conosciuto realta’ minori fuori dal circuito turistico , dove tanti passano per andare in safari allo Tsavo Est, ma non tutti si fermano, io me li ricordavo l’anno scorso e ho voluto tornarci perche’ il richiamo di quelle immagini e sensazioni provate, mi avevano accompagnato tutto l’anno e dovevo tornare..</p>
<p>Qui abbiamo lasciato anche gran parte del materiale portato dall’Italia, e tante medicine.</p>
<p>Il nostro soggiorno scorreva all’insegna del relax di mattina e al gioco al pomeriggio, Luca era riuscito finalmente  a distribuire il suo “carico” di tute e calzoncini da pallone,  che aveva raccolto in Italia ed aveva creato una sorta di squadretta di calcio dove tutti i giorni si trovavano in qualche modo a giocare…</p>
<p>Ogni tanto andavo all’internet point a Watamu e mi collegavo per vedere la mia posta, dove,  invece di leggere le mail dei miei clienti, rispondevo solo a quelle di Turisti in procinto di partire per le loro vacanze in kenya  che mi chiedevano info pratiche .</p>
<p><img class="alignright" title="d" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/4kenya.jpg" alt="" width="303" height="227" />Siamo stati a Marafra, a Timboni a salutare i nostri amici dell’orfanatrofio, tante volte a Malindi  e a cena  a casa di Thomas a base di pesce cucinato da sua Mamma Anna, unitamente alla polenta accompagnata  da vari piatti tipici africani, tutti intorno a un tavolo dove la luce era a lampada ad olio, dove le case intorno erano “capanne” ,  dove non esistevano posate, ma dove tutti mangiavano felici e contenti cantando la tanto amata canzoncina Jambo bwana…</p>
<p>Per tutto il tempo che siamo stati in Kenya e a Watamu ho dimenticato  di avere un cellulare, ho dimenticato  di avere un’orologio, ho dimenticato di seguire gli orari dei pasti, ho dimenticato che a casa soffrivo d’insonnia,….</p>
<p>Il Kenya per noi e’ anche una medicina naturale, un rimedio contro lo stress quotidiano</p>
<p>Papa’ <strong>quanto manca</strong>? Poco Luca, tra poco dobbiamo tornare a casa….in Italia.</p>
<p>In Kenya e a Watamu da Thomas ci vogliamo tornare, ancora e poi ancora …e’ un bisogno che va colmato…e’ una promessa fatta ad Anthony che un giorno Luca sogna di portare in Italia come se fosse il suo fratello…Africano!</p>
<p>Asante sana Kenya!</p>
<p>Mido</p>
<p><a href="mailto:helllost2@yahoo.com" target="_blank">helllost2@yahoo.com</a></p>
<p><a href="http://watamubeach.blogspot.com" target="_blank">http://watamubeach.blogspot.com</a></p>
<p>Thomas Mboya<strong> CELL NO. 00254-736 334 392    E-MAIL </strong><a title="mailto:thomasmby@yahoo.co.uk" href="mailto:thomasmby@yahoo.co.uk" target="_blank"><strong>thomasmby@yahoo.co.uk</strong></a></p>
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		<title>Zucchero e Watamu, one year later&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 08:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Lascio alle spalle il lungo inverno e con grande gioia accolgo l’arrivo dell’estate con le tanto attese ferie perché il desiderio di ritornare in Kenya nella mia amata Watamu e dal mio carissimo amico Zucchero si fa sempre più forte.
E così la sera del 14 agosto a bordo di un Airbus 330-200 della Eurofly saluto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_keniaB.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p>Lascio alle spalle il lungo inverno e con grande gioia accolgo l’arrivo dell’estate con le tanto attese ferie perché il desiderio di ritornare in Kenya nella mia amata Watamu e dal mio carissimo amico Zucchero si fa sempre più forte.</p>
<p>E così la sera del 14 agosto a bordo di un Airbus 330-200 della Eurofly saluto l’Italia dal finestrino e via…in volo verso il Kenya. L’impazienza e la voglia di arrivare rendono ancora più lungo il viaggio, ma finalmente ecco che alle 6.30 di sabato 15 agosto le ruote dell’areomobile toccano il suolo…SIIIII sono a Mombasa. Subito mi metto in coda per i controlli e il ritiro bagagli e mi affretto a raggiungere il pulmino per il trasferimento al villaggio.</p>
<p>Il tragitto è di circa due ore ed io dal finestrino guardo la città di Mombasa nella sua caoticità mattutina, con i suoi profumi, i suoi odori, con i suoi bimbi scalzi che corrono dietro ai pulmini dei turisti con la speranza che qualcuno gli lanci dal finestrino una caramella, cercando di ricordare strade già percorse e luoghi già visti.</p>
<p>La lancetta dell’orologio scorre lenta e io sono impaziente, sempre più impaziente ma ecco da lontano il cartello dell’ Aquarius Beach…finalmente sono arrivata. Una schiera di beach boy è già pronta all’assalto dei nuovi arrivati ma io ho già chi mi sta aspettando, il migliore, il mio grande e carissimo amico Zucchero! Grande è l’emozione nel riabbracciarlo e grande è l’emozione di essere finalmente ritornata in quella terra che lo scorso anno mi ha regalato le emozioni più belle e più forti della mia vita!</p>
<p>Mi do appuntamento con Zucchero più tardi ed entro all’Aquarius per il check in. Rivedo volti famigliari, e la sensazione di sentirmi a casa si fa viva dentro me, mi guardo intorno, ed è tutto come lo scorso anno, anzi no, una cosa nuova c’è: il ponte di collegamento tra il corpo centrale e il Lily Palm. La mia camera è nel corpo centrale, piano rialzato vista piscina e ristorante.<br />
Una doccia veloce e con Stefania e Alberto, una coppia conosciuta in aeroporto ci troviamo con Zucchero e fissiamo subito con lui il pacchetto escursioni: due giorni di safari nello Tsavo Est, il Safari Blu e mezza giornata a Malindi.<br />
Dopo pranzo ci rilassiamo in piscina, la stanchezza del viaggio si fa sentire. Sdraiata sul lettino guardo il cielo, mi lascio trasportare dalle sensazioni, migliaia di immagini scorrono davanti a me, i ricordi dello scorso anno, le aspettative di quest’anno ma la cosa importante è che mi sento felice e serena.</p>
<p><img class="alignright" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1POLH_keniaB3.jpg" alt="" width="350" height="324" /></p>
<p><strong>SAFARI BLU ALLE MANGROVIE</strong><br />
L’indomani, domenica 16 siamo già pronti per la prima escursione: il Safari Blu alle mangrovie. L’appuntamento con Zucchero è in spiaggia. Riunito tutto il gruppo raggiungiamo, passeggiando sul lungomare, il punto in cui è ormeggiata la nostra barchetta “Sorpreso”; saliti a bordo cavalcando le onde del mare un po’ agitato ci addentriamo tra le meravigliose mangrovie e lentamente navighiamo godendo del meraviglioso paesaggio che ci circonda. Da lontano scorgiamo un gruppo di fenicotteri rosa, ci avviciniamo, e loro disturbati dal rumore del motore si alzano in volo mostrandoci così la bellezza dei colori del loro manto. Si avvicina l’ora di pranzo, raggiungiamo l’isoletta dove ci attende un ricco buffet: riso con sughetto di polipo, pesce spada con patate, aragosta e gamberoni ed infine tanta buona frutta. Tra risate e tanta allegria divoriamo il pranzo e di rigore un forte applauso al grande Zucchero che ha capito che per far star bene gli italiani bisogna “prenderli per la gola”!!!!<br />
Dopo un oretta di siesta post pranzo di nuovo a bordo raggiungiamo il parco marino di Watamu e lì ci fermiamo per un tuffo tra i pesci colorati e poi ritorniamo in villaggio.</p>
<p><img class="alignleft" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1POLH_keniaB.jpg" alt="" width="350" height="324" /></p>
<p><strong>SAFARI-TSAVO EST</strong><br />
È lunedì 17 agosto, appuntamento alle 6.00, colazione al locale “Lo spuntino” e via si parte per il safari. In qualità di beach girl, Zucchero mi affida un pulmino alla cui guida ci sarà il mitico Ambrogio e dopo due ore di tragitto su strade tortuose (“si balla senza musica” dice sempre Zucchero) e polverose eccoci all’ingresso del parco. Tutti pieni di adrenalina e con la macchina fotografica in mano siamo pronti ad immortalare le immagini della stupenda savana con i suoi colori, la diversità di paesaggi e i bellissimi animali che la popolano.<br />
Io mi godo con tutta tranquillità lo scenario e faccio da portavoce delle indicazioni e spiegazioni del nostro autista Ambrogio.<br />
Zebre,giraffe, elefanti, antilopi, babbuini, coccodrilli, ippopotami, cinghiali, ma ecco la “preda” più ambita: i leoni. Per la precisione leonesse, ne scorgiamo un gruppetto in relax tra dei cespugli, una sdraiata su un tronco, poi una pronta per un attacco ad una preda che poi le sfuggirà.<br />
Soddisfatti e felici raggiungiamo il Voi Wildlife Lodge per il pranzo. Quest’anno l’alloggio non è in tenda ma nelle camere, senza dubbio più confortevoli della tenda che però a mio avviso “faceva più safari”. Pace, questo è quello che percepisco quando sono al lodge e sulla terrazza che si affaccia al laghetto dove vengono ad abbeverasi gli animali, mi rilasso pronta per affrontare la “caccia” pomeridiana. Di nuovo a bordo dei pulmini si riparte, fino al tramonto che però non riusciamo a goderci per via del cielo coperto da immensi nuvoloni grigi. Rientriamo al lodge, doccia, cena, due chiacchiere in compagnia e a nanna presto, l’indomani la sveglia è all’alba.<br />
Dopo colazione si parte per nuove avventure e nuove emozioni. Oggi Zucchero è con noi sul nostro pulmino, lasciamo il lodge, ad un certo punto al CB una segnalazione, Ambrogio incomincia a correre all’impazzata: hanno avvistato un ghepardo. E’ lontano e mimetizzato con il colore della savana stentiamo a vederlo, prendo il cannocchiale, eccolo, è lì, immobile, con tutta la sua eleganza e con le sguardo fisso davanti a lui. Siamo tutti molto contenti, scattate le foto ripartiamo. Dopo aver percorso pochi metri avvistiamo un leone maschio ma senza criniera che passeggia non molto lontano da noi. Che dire, una mattinata ricca di grandi emozioni!!<br />
Il tempo di permanenza nel parco sta per finire, il biglietto vale 24 ore e così si riparte per il rientro a Watamu.</p>
<p><strong>ISOLA DELL’AMORE</strong><br />
E’ giovedì 20. Dopo averci lasciato il mercoledì in totale relax per riprenderci dal safari, Zucchero ci accompagna all’isola dell’amore. Non si sa bene perché è chiamata così, c’è chi dice per la sua forma di cuore e c’è chi dice perché avevano trovato una coppia che faceva l’amore….<br />
Si raggiunge a piedi percorrendo le vie di Watamu. E’ bello passeggiare tra le vie del paese, si ha modo di vedere come vive la gente, si incontrano tanti bambini che appena vedono i gruppi di turisti li inseguono chiedendo caramelle, penne e magliette. Raggiungiamo l’isola a piedi per via della bassa marea e subito ci buttiamo in acqua attirati dai meravigliosi colori dell’oceano indiano. Si avvicina l’ora di pranzo e la marea inizia a salire, ma noi riusciamo a ritornare ancora a piedi. E’ impressionante vedere con quanta velocità si alza il livello dell’acqua e quanta sia la forza delle correnti. In caso contrario ci sono delle barche molto artigianali che ti riportano a riva.<br />
Il ritorno in villaggio si fa sempre passando da Milano 2, la zona dove ci sono le bellissime ville di proprietà di italiani, naturalmente facoltosi.</p>
<p><img class="alignright" title="kenia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/1POLH_keniaB2.jpg" alt="" width="350" height="324" /></p>
<p><strong>BLU SAFARI-SAREDEGNA 2</strong><br />
E’ venerdì 21. L’appuntamento è all’ingresso dell’Aquarius. Con un pulmino raggiungiamo il parco marino di Malindi e da lì sempre a bordo della nostra barca “Sorpreso” iniziamo la navigazione verso Sardegna 2, con sosta per un tuffo nelle bellissime acque dell’oceano indiano circondati da migliaia di pesciolini colorati. Il tempo non è dalla nostra, grossi nuvoloni neri sovrastano sopra di noi, ma tutti siamo fiduciosi e Zucchero ci rassicura che il sole tra poco tornerà a splendere, e così sarà.<br />
Da lontano, un atollo di sabbia bianchissima circondato dalle acque cristalline dell’oceano indiano ci sta aspettando, uno scenario mozzafiato….e le sorprese non finiranno qui!!!!! Oggi Zucchero supererà se stesso dandomi ancora una volta la dimostrazione di quanto sia una persona davvero speciale e quanto lui tenga ai suoi amici italiani, a quanto sia importante per lui renderci felici e assecondare e soddisfare ogni nostra richiesta. Incominciano i preparati per il pranzo che si consumerà sopra la barca, visto che, a poco a poco poi la marea salirà e andrà a coprire l’atollo.<br />
Tutti sono indaffarati a fare book fotografici e ad ammirare l’oceano e le sue bellezze , ma ecco che a poco a poco il diffondersi nell’aria di un gradevole profumo attira la nostra attenzione.<br />
Su un’originale ed insolita griglia fatta con la serpentina dei frigoriferi stanno cucinando il nostro pranzo: tranci di pesce spada, seguiti da gamberoni, dal polipo appena pescato ed infine dal piatto forte…..una montagna di aragoste, e poi non dimentichiamoci del riso con il buonissimo e sempre gradito sughetto a base di polipo e per l’occasione Zucchero ci ha anche comprato del vino bianco!! Siamo tutti molto felici e soddisfatti di questa escursione a Sardegna 2 e naturalmente scatta spontaneo un forte applauso per Zucchero.<br />
Sparecchiata la tavola e riordinata la barca facciamo ritorno verso casa, mentre alcuni di noi salgono a prendere un po’ di sole, io ed altri con i ragazzi kenyoti e Zucchero intoniamo le note di Jambo Jambo e così con grande allegria concludiamo quella che è stata un a dir poco fantastica giornata!</p>
<p><strong>POMERIGGIO DA BEACH GIRL</strong><br />
E’ sabato 22 e come sempre il giorno prima del safari si trascorre in totale relax. Dopo colazione vado in spiaggia a prendere un po’ di tintarella in compagna dei miei cari amici Stefania ed Alberto. Dopo pranzo mi vedo con Zucchero che m’invita ad andare con lui ad incontrare dei nuovi clienti.<br />
Accetto molto volentieri la sua proposta e a bordo di un’auto guidata da lui raggiungiamo, attraverso una strada che sembra “un percorso di guerra”, l’EdenVillage. Zucchero prende le prenotazioni delle escursioni e io a chi mi chiede do consigli e spiegazioni a riguardo….mi piace questo ruolo di sua assistente. Facciamo ritorno all’Aquarius e ci accordiamo per la serata, è sabato e questa sera si va al Come Back.</p>
<p><strong>SAFARI-TSAVO EST</strong><br />
E’ domenica 23 e io, Stefania ed Alberto siamo pronti per un altro safari, sempre allo Tsavo perché è più vicino rispetto all’ Amboseli. L’importante è stare lontano dalla monotonia della vita da spiaggia e di sperare di vedere ancora molti animali e di trascorrere allegramente con Zucchero e gli altri ragazzi del gruppo questi due giorni in savana. Come sempre il ritrovo è allo Spuntino per la colazione. Anche questa volta Zucchero mi affida un pulmino, alla cui guida però non ci sarà il mio fidato autista Ambrogio ma Tommaso. Questa mattina ho anche l’occasione di conoscere due coppie che mi avevano contattato per avere informazioni riguardo il safari con i beach boy e il fatto che mi abbiano dato fiducia e si siano appoggiate a Zucchero mi rende davvero molto felice. Si parte, dopo due ore eccoci arrivati all’entrata dello Tzavo Est, tappa coccodrilli e poi via in savana a caccia di animali. Il desiderio di tutti è di vedere “the king”, ma purtroppo anche questa volta il re della savana ci giocherà un brutto scherzo. Ad ogni modo le nostre aspettative non saranno del tutto deluse, vedremo in più occasioni le leonesse e in un fuoripista tre ghepardi; a differenza della volta prima che sembrava facessero per dispetto restare in acqua ed uscire solo per qualche istante, vedremo gli ippopotami sdraiati sulla riva del fiume. Anche questa volta è stata una bellissima esperienza e come sempre è stato piacevole alloggiare al Voi Wildlife Lodge.<br />
Rientrati dal safari dopo una doccia e un buon pranzo ci riposiamo in spiaggia coccolati dai raggi del sole e dal rumore delle onde che infrangono sulla riva, e si perchè per la serata è in programma una cena in onore di Zucchero, per ringraziarlo per averci fatto trascorrere una fantastica vacanza, per aver condiviso con noi emozioni e momenti di felicità, per essere stato sempre disponibile e pronto ad assecondare ogni nostro desiderio per aver contribuito con la sua serietà la sua bravura e impegno a rendere ancora più bella la scoperta di quello che è il meraviglio Kenya, per essere stato per tutti noi un amico.</p>
<p><strong>ORFANOTROFIO DI TIMBONI</strong><br />
E’ dallo scorso anno, quando l’ho presa tra le mie braccia per la prima volta che sogno di nuovo questo momento. E così finalmente martedì mattina è il giorno che Zucchero ci accompagnerà in visita all’orfanotrofio di Timboni. Non sto più nella pelle. Appena scesa dal pulmino mi guardo attorno per vedere se tra tutti quei musetti vedo la mia bambina, ma niente, allora mostro alla maestra che ci sta guidando nella visita della struttura la foto che avevo scattato e che tengo sempre con me sul display del cellulare. “She is in the next room”, la sua risposta. Il mio cuore inizia a battere forte ed entrata nella stanza mi è bastata un’occhiata veloce a tutti i bimbi per riconosce subito lei, quel piccolo angioletto che mi ha rubato il cuore. Mi avvicino e con l’aiuto della maestra a poco a poco riesco a prenderla tra le mie braccia. Un’emozione indescrivibile. E’ cresciuta ed è anche molto timida, solo alla fine con qualche coccola inizia a lasciarsi andare ma….il tempo è scaduto ce ne dobbiamo andare. E’ davvero dura doverla rimettere nel suo lettino e dovermi separare ancora una volta da lei; ogni volta lo stesso pensiero ogni volta la stessa domanda: perché non me la posso portare a casa? La stringo forte e le do un ultimo bacio e poi con le lacrime agli occhi lascio la stanza. Abbraccio Zucchero e lo ringrazio per avermi portato a salutare la mia piccola.</p>
<p><strong>ROVINE DI GEDE</strong><br />
Nel pomeriggio l’appuntamento è per le 15 all’ingresso, destinazione “Rovine di Gede”. Zucchero non sarà con noi perché andrà ad accompagnare un altro gruppo a Malindi, ma noi abbiamo preferito cambiare l’escursione. Usciti dall’Aquarius troviamo il pulmino che ci aspetta. Il tragitto è breve , una decina di minuti. Arrivati a destinazione veniamo accolti da un gruppo di scimmiette curiose e golose visto che appena ci vedono tirar fuori dalla borsa le banane iniziano a fare salti mortali per prenderle. Inizia la visita alle rovine, che durerà circa un oretta e mezza, naturalmente con l’ausilio di una guida parlante in italiano.</p>
<p><strong>RELAX</strong><br />
Ormai siamo quasi al traguardo e questi ultimi tre giorni decidiamo di trascorrerli in totale relax, godendoci il sole, il mare e i mitici beach boys.</p>
<p>Anche per quest’anno la vacanza è finita, ancora una volta devo salutare il Kenya, Watamu, l’Aquarius che ormai è diventata la mia seconda casa, i nuovo amici italiani e kenyoti. Mi si spezza il cuore dover ripartire, ma soprattutto perché dovrò salutare una persona che per me è molto speciale a cui mi sono molto affezionata, che per me non è solo il beach boy fidato che mi accompagna alla scoperta del Kenya. Per me lui è un carissimo amico e raccomando dunque a tutti coloro che vogliono trascorrere una vacanza in Kenya, che vogliono scoprirlo in tutta la sua bellezza di affidarsi a ZUCCHERO, e sono sicura che come me al vostro ritorno porterete per sempre nel cuore un indimenticabile ricordo.</p>
<p>Contatti:<br />
<em> zuccherojirah@hotmail.com</em><br />
www.zuccherowatamu.spaces.live.com<br />
00254735266394<br />
In Italia: 335/303727 Elena<br />
iele_2000@yahoo.it</p>
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		<title>Visitare Venezia.</title>
		<link>http://www.volovia.it/visitare-venezia/819</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 06:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gondola]]></category>

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Quando una città, come accade a Venezia, ha la caratteristica peculiare di sorgere su più di 100 isolette, le alternative per muoversi non possono essere che due, camminare o navigare, sempre armati di una bella piantina della città, indispensabile per orientarsi tra canali, ponti, campi e calli.

A PIEDI
Una volta deciso dove volete andare, utilizzate la mappa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="venezia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_venezia.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
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<p>Quando una città, come accade a Venezia, ha la caratteristica peculiare di <strong>sorgere su più di 100 isolette</strong>, le alternative per muoversi non possono essere che due, camminare o navigare, sempre armati di una bella piantina della città, indispensabile per orientarsi tra canali, ponti, campi e calli.</div>
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<p><strong>A PIEDI</strong></p>
<p>Una volta deciso dove volete andare, utilizzate la mappa, ma soprattutto non esitate a chiedere indicazioni a qualche passante, a patto naturalmente che sia del luogo. I veneziani solitamente sono abituati a dare indicazioni ai turisti e i loro consigli potranno davvero esservi utili: solo chi conosce bene Venezia sa come mescolare adeguatamente le vie d’acqua con quelle di terra per giungere velocemente a destinazione, soprattutto cercando di evitare i percorsi più affollati.</p>
<p>I mezzi pubblici aiutano ad avvicinarsi alla meta, ma la maggior parte del centro storico è accessibile solo a piedi, dovrete quindi camminare tanto per vedere veramente Venezia e scoprirne tutti i particolari.</p>
<p>I principali percorsi pedonali sono segnalati da cartelli gialli posti sugli edifici.</p>
<p>Nei giorni di <a onclick="window.open(this.href);return false;" onkeypress="window.open(this.href);return false;" href="http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1066">acqua alta</a> la città è comunque visitabile, vengono infatti poste delle passerelle nei percorsi principali.</p>
<p>Una precisazione: lasciate pure a casa i pattini o la bicicletta se mai vi fosse venuto in mente di portarli con voi, nel centro storico utilizzarli è vietatissimo.</p></div>
<div><img src="http://www.bluhome.it/download/82190b59f8d047e4a1d2c4e8a27e325f/attracco.jpg" alt="" hspace="5" vspace="2" align="left" /></p>
<p><strong>IL VAPORETTO</strong></p>
<p>La rete di trasporti in laguna è gestita dall’ACTV che utilizza come mezzi trasporto vaporetti, motoscafi e motonavi.</p>
<p>Le tabelle con orari e percorsi dei vaporetti sono affisse su tutti i pontili d’attracco, mentre sul fianco dell’imbarcazione si può leggere il numero della linea.</p>
<p>I biglietti ACTV si acquistano agli imbarcaderi, nelle tabaccherie, nelle edicole e nei bar, e vanno obliterati prima di salire a bordo. Esistono tariffe diverse, sul luogo è necessario informarsi su quella più adeguata alle proprie esigenze. Non imbarcarcatevi senza biglietto, a bordo non li vendono, rischiate quindi una sanzione.</p>
<p><strong>info:</strong> <a onclick="window.open(this.href);return false;" onkeypress="window.open(this.href);return false;" href="http://www.actv.it/">www.actv.it</a></div>
<div><img src="http://www.bluhome.it/download/82190b59f8d047e4a1d2c4e8a27e325f/gondola01.jpg" alt="" hspace="5" vspace="2" align="left" /></p>
<p><strong>LE GONDOLE DA TRASPORTO PUBBLICO</strong></p>
<p>In diversi punti del Canal Grande vengono usate come traghetti le tradizionali imbarcazioni veneziane: le gondole. In questo caso la gondola viene definita da “parada”. Si possono riconoscere gli stazi, ossia i punti d’imbarco, cercando il cartello verde che li contraddistingue. I veneziani utilizzano molto questo mezzo per spostarsi da una parte all&#8217;altra della città senza dover attraversare uno dei tre ponti sul Canal Grande.</p></div>
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<p><strong>I TAXI</strong></p>
<p><img src="http://www.bluhome.it/download/82190b59f8d047e4a1d2c4e8a27e325f/taxi.jpg" alt="" hspace="5" vspace="2" align="left" />Varie società gestiscono i taxi d&#8217;acqua, motoscafi veloci facilmente individuabili osservando il finestrino: hanno il numero di licenza scritto in nero su una banda gialla.</p>
<p>.</p></div>
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<p><strong><img src="http://www.bluhome.it/download/82190b59f8d047e4a1d2c4e8a27e325f/gondola.jpg" alt="" hspace="5" vspace="2" align="left" />LA GONDOLA</strong></p>
<p>Gli ormeggi delle gondole a “nolo” si trovano in tutti i punti di maggiore affluenza turistica della città. I gondolieri, comunque, se non sono già occupati con altri clienti, offrono il loro servizio ovunque li incontriate.</p>
<p>Il classico &#8220;giro in gondola&#8221; è sicuramente un modo molto suggestivo, ma certo non proprio economico, per vedere Venezia da un punto di vista unico, diverso da quello offerto dalle vie di terra.</p>
<p>Una curiosità: non confondete la gondola con il &#8220;sandolo a remi”. C’è un modo semplice per distinguerli, anche per i turisti: se c&#8217;è il famoso ferro di prora state osservando una gondola, altrimenti sappiate che anziché il “giro in gondola” state per fare un “giro in sandolo”. Se siete decisi a fare il “giro in gondola”, cercate di evitare la navigazione in condizioni di bassa marea, l’escursione risulterebbe penalizzata.</p></div>
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<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://www.bluhome.it/download/82190b59f8d047e4a1d2c4e8a27e325f/gondola02.jpg" alt="" /></td>
<td><img src="http://www.bluhome.it/download/82190b59f8d047e4a1d2c4e8a27e325f/gondoliere.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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</div>
<div>
<p><strong>I SESTIERI</strong></p>
<p>Venezia è divisa in <strong>sei quartieri</strong> chiamati <strong>sestieri</strong>, suddivisione che risale alle origini della città.</p>
<p>La numerazione civica è unica per ciascun sestiere e raggiunge numeri a quattro cifre, fatta eccezione per le aree più grandi incluse in isole non collegate da ponti; dal momento che la numerazione segue un percorso &#8220;a spirale&#8221;, non di rado capita di vedere due numeri civici molti diversi fra loro a distanza ravvicinata.</p></div>
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<dl>
<dt><img src="http://www.bluhome.it/download/9e428a6f071b48dab253505d6b70dceb/cartina.venezia.jpg" alt="Cartina di Venezia" /></dt>
<dd>Cartina di Venezia</dd>
</dl>
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<p><strong>San Marco</strong></p>
<p><strong> </strong>Il più importante di tutti i sestieri, prende il nome dalla Basilica di San Marco, patrono della città.</p>
<p>Circondato dal<strong> Canal Grande </strong>su tutti i lati tranne uno, sempre affollato, generoso di imponenti palazzi, raccoglie in sè alcuni di quei capolavori architettonici e di quelle icone storiche e culturali che hanno dato a Venezia la fama universalmente riconosciuta che da sempre la caratterizza: <strong>piazza San Marco </strong>e il <strong>Campanile</strong>, il <strong>Palazzo Ducale</strong>, <strong>San Giorgio Maggiore</strong>, la <strong>Torre dell’orologio</strong>, <strong>Campo Santo Stefano</strong>,<strong>Palazzo Grassi </strong>ed infine il teatro<strong> La Fenice.</strong></p>
<p>Piazza San Marco e Rialto sono collegati da un’importante via dove regnano lo shopping di lusso e l’alta moda: le <strong>Mercerie</strong>. Due storici locali, famosi in tutto il mondo, si trovano in San Marco: il <strong>Caffè Florian e l’Harry’s Bar.</strong></p>
<p><strong>San Polo e Santa Croce</strong></p>
<p><strong> </strong>Questi due sestieri confinanti sono il cuore antico ed originario della città: è proprio a Rialto che si stabilirono i primi abitanti di quella che sarebbe diventata Venezia. Qui si trovano il <strong>Ponte e il Mercato di Rialto</strong>, la gotica basilica di <strong>Santa Maria Gloriosa dei Frari</strong>, il settecentesco <strong>Palazzo Mocenigo</strong> e l’insolita chiesa di <strong>San Giacomo dell’Orio.</strong></p>
<p>Caratteristica di San Polo è la presenza di numerose “casa e botteghe” ossia di abitazioni adibite anche a luogo di lavoro. In questi due sestrieri si trovano molte osterie e bacari in cui è possibile gustare in modo informale e rilassato i piatti tipici della cucina veneziana.</p>
<p><strong>Castello</strong></p>
<p><strong> </strong>E’ questo il sestriere più esteso di Venezia, prende il nome da un antico forte preposto alla difesa dagli attacchi provenienti dal mare e ormai scomparso. La zona di Castello confinante con San Marco è ricca di attrattive storiche, come ad esempio la <strong>Riviera degli Schiavoni</strong>, dove si trova il famoso <strong>Ponte dei Sospiri</strong>, la chiesa dei <strong>Santi Giov<strong>anni</strong> e Paolo</strong>e quella di <strong>Santa Maria della Pietà</strong>.</p>
<p>A Castello si trovano anche numerosi importanti musei nonché il famosissimo e estremamente lussuoso hotel Danieli. I grandi cantieri della zona dell’<strong>Arsenale</strong> furono il cuore pulsante della produzione industriale di Venezia all’epoca della Repubblica, dove le flotte venivano costruite ed armate. All’Arsenale, oggi inattivo ma ancora zona militare, si accede solo nel periodo in cui ospita la Biennale, che ha nel <strong>palazzo delle Corderie</strong> la propria sede, così come nei Giardini.</p>
<p><strong>Cannaregio</strong></p>
<p><strong> </strong>Sviluppatosi in una zona paludosa dove erano frequenti i canneti, è in questo sestiere che ebbero la propria dimora <strong>Marco Polo, Tiziano e Tintoretto</strong>. Confina su un lato con la <strong>Stazione ferroviaria di Santa Lucia</strong>, mentre il lato opposto, verso San Marco e Castello, si trova nell’antico nucleo da cui Venezia nacque e intorno a cui crebbe.</p>
<p>A Cannaregio si trovano il <strong>Ghetto ebrai<strong>c</strong>o</strong>, importanti chiese, come la<strong>Madonna dell’Orto </strong>e la rinascimentale <strong>Santa Maria dei Miracol</strong>i, nonché il più famoso palazzo del Canal Grande: la gotica <strong>Cà d’oro</strong>. Il quartiere è disseminato di botteghe d’artigiananto e negozietti.</p>
<p><strong>Dorsoduro e la Giudecca</strong></p>
<p><strong> </strong>Il nome “Dorsoduro” dato al sestiere più a sud di Venezia rievoca le dure dune di sabbia su cui si è sviluppato; l’affaccio settentrionale è sul Canal Grande mentre quello meridionale, costituito dalla panoramica<strong>riva delle Zattere</strong>, è sul <strong>Canale della Giudecca</strong>; qui si trova lo <strong>Squero di San Trovaso</strong>, il più famoso cantiere di produzione e riparazione delle gondole.</p>
<p>L’estremità orientale temina con la <strong>Punta della Dogana</strong>, zona elegante di consolati e abitazioni di lusso. A Dorsoduro si trovano alcuni tra i più importanti musei veneziani, la <strong>Collezione Peggy Guggenheim, le Gallerie dell’Accademia e il Museo del Settecento veneziano</strong>, che ha la sua sede nell’imponente <strong>Cà Rezzonico</strong>. Non mancano importanti chiese, prima fra tutte quella dedicata a Santa Maria della Salute. L’intreccio di campielli e calli è disseminato di negozietti e ristorantini, particolarmente in prossimità di <strong>Campo Santa Margherita</strong>, la piazza del mercato.</p>
<p>Al di là del canale meridionale, di fronte alle Zattere, si trova<strong> l’isola della Giudecca</strong>, raggiungibile col vaporetto. Lasciato alle spalle il passato di zona industriale e di carceri, l’atmosfera tranquilla che si respira oggi alla Giudecca ricorda quella dei piccoli paesi. Alla Giudecca, nel Cinquecento, Michelangelo trascorse tre anni di quieto esilio volontario.</p>
<p>Su quet’isola rimangono due chiese palladiane: le <strong>Zitelle </strong>e il <strong>Redentore</strong>. L’isola è particolarmente animata a metà luglio, in occasione dei festeggiamenti per il Redentore.</div>
<p>Fonte: BluHOME.IT<br />
         <a href="http://www.bluhome.it/page.aspx?ID=9e428a6f071b48dab253505d6b70dceb">Pagina</a></p>
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		<title>Quale vacanza preferisci?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 19:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000; font-weight: normal; font-size: 13px;">Partecipa al sondaggio: QUALE VACANZA PREFERISCI, selezionando una sola risposta.</span></span></p>
<p>Successivamente al voto è possibile vedere i risultati parziali del sondaggio.<br />
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		<title>Viaggio in camper&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 06:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[camper]]></category>

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		<description><![CDATA[ ci siamo messi in viaggio verso le 10 destinazione Messina.
Ci ritroviamo al traghetto con Roberto e Tiziana, nostri compagni di viaggio, e facciamo strada verso Roma. Il traffico è molto sostenuto e rallentato da lunghe fila di camion e interruzioni stradali ormai millenarie…………. Ci fermiamo per la notte in un’area di servizio alle porte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a name="Venerdì_28_marzo"></a></strong></span> ci siamo messi in viaggio verso le 10 destinazione Messina.</p>
<p>Ci ritroviamo al traghetto con Roberto e Tiziana, nostri compagni di viaggio, e facciamo strada verso Roma. Il traffico è molto sostenuto e rallentato da lunghe fila di camion e interruzioni stradali ormai millenarie…………. Ci fermiamo per la notte in un’area di servizio alle porte di Roma.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a name="Sabato_29:"></a></strong></span><a name="Sabato_29:"></a> in mattinata raggiungiamo Terni. Riusciamo a posteggiare, complice un vigile gentile, in piazza epiuttosto velocemente visitiamo il centro, il duomo, il teatro romano, ma prima allettati da una visione idilliaca ci fermiamo in una salumeria dove la proprietaria ci ha affettato a coltello dell’ottimo prosciutto crudo che abbiamo gustato con grande piacere.<br />
Subito dopo in fretta <a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/terni_salumiera.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/salumiera.jpg" border="0" alt="" width="168" height="125" align="left" /></a>ci siamo avviati verso le Cascate delle<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/terni_cascata.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/cascata_marmore.jpg" border="0" alt="" width="110" height="149" align="right" /></a> Marmore in tempo per visitarle con il flusso dell’acqua attivo. L’acqua infatti viene aperta soltanto in alcune fasce orarie.<br />
Facciamo tutto il percorso dal parcheggio alto verso il basso e da li risaliamo con il bus navetta, il cui costo è compreso nel biglietto d’ingresso. La passeggiata è lunga e articolata , a tratti anche molto stancante. Pranziamo in camper all’interno dell’area e subito dopo ci dirigiamo verso Norcia.<br />
Senza difficoltà posteggiamo fuori dalle mura.<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/norcia_negozi.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/negozi_norcia.jpg" border="0" alt="" hspace="0" width="161" height="121" align="right" /></a><br />
La cittadina è molto graziosa, pulita, ordinata. Il corso è un susseguirsi di negozi di prodotti tipici,<br />
soprattutto alimentari: funghi, salumi norcini, tartufi. Ci compriamo una bella fiorentina e via alla volta di Spoleto.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> Domenica 30</span></strong><br />
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</script><br />
Trovare un posteggio vicino al centro non è stato facile, per dormire ottima l’area dietro l’ospedale<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/ponte_innammorati.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/ponte_innammorati_piccolo.jpg" border="0" alt="ponte innammorati Spoleto" hspace="0" width="171" height="128" align="right" /></a> <a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/spoleto_municipio.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/parcheggio_spoleto.jpg" border="0" alt="" width="186" height="140" align="left" /></a>dove abbiamo lasciato il nostro camper per spostarci con quello di Roberto che è agevolato nei parcheggi, quindi visita al centro storico, al duomo e passeggiata sul ponte degli innamorati.<br />
Per noi, poco abituati alle lunghe camminate, l’esercizio fisico è sostenuto……….. L’Umbria è un susseguirsi di sali, scendi e strade ciotolate…..<br />
A Foligno dedichiamo soltanto un breve giro in camper…..e poi di corsa a Spello, piccolo gioiello<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/spello.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/spello_piccolo.jpg" border="0" alt="Spello" width="156" height="105" align="right" /></a> incastonato nella roccia sull&#8217;estremo declivio meridionale del Monte Subasio, è una delle città dell&#8217;Umbria in cui è possibile leggere l&#8217;antico impianto urbano, grazie all&#8217;esistenza di grandi monumenti del passato.<br />
Che cittadina deliziosa……..ci ha lasciato incantati e con le gambe a pezzi, ma vale veramente la fatica fatta per girarla tutta.<br />
Ci dirigiamo verso Assisi dove posteggiamo per la notte nel parcheggio autorizzato.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a name="Lunerdi_31"></a></strong></span>:<br />
Dal parcheggio prendiamo la scala mobile che ci porta su al paese vicino alla chiesa di S.Chiara e dopo la visita, a piedi, ci dirigiamo alla Basilica di San Francesco. Tutto è molto bello, si respira un’aria di tranquillità nonostante la mole di turisti e pellegrini.<br />
<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/santa_maria_degli_angeli.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/s_maria_degli_angeli_piccol.jpg" border="0" alt="Santa Maria degli Angeli" width="133" height="89" align="left" /></a>Al ritorno ci facciamo prendere dalla pigrizia e cediamo ad un passaggio in taxi per tornare ai camper. Circa 6 km e c’è Santa Maria degli<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/porziuncola.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/porziuncola_piccola.jpg" border="0" alt="Porziuncola" width="103" height="82" align="right" /></a> Angeli con la Porziuncola.<br />
Il nostro viaggio è molto veloce, non abbiamo tempo per soste se vogliamo vedere………quindi finito di pranzare ci dirigiamo verso Perugia.<br />
<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/perugia_sotterranei.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/perugia_sotterranei.jpg" border="0" alt="perugia_scale_mobili" width="137" height="110" align="left" /></a>Posteggiamo vicino un ingresso della scala mobile e saliamo in città. La scala si snoda nel sotterraneo della città vecchia e sembra di essere nei sotterranei di un castello.<br />
Facciamo un giro in centro, visitiamo il Duomo e ci concediamo una sosta in un bar della piazza. Finora il meteo ci è stato veramente favorevole e il nostro tour umbro continua in bellezza e armonia.<br />
Facciamo una piccola puntata a Città di Castello. E’ graziosa, ma forse ci aspettavamo di più e restiamo leggermente delusi………<br />
<a name="Decidiamo_di_fare_tappa"></a> verso San Marino, la strada è lunga e tortuosa. Lungo la strada incontriamo<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/ristorante_imperatore.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/ristorante_imperatore.jpg" border="0" alt="ristorante imperatore" width="230" height="173" align="right" /></a> una locanda calda e accogliente. Decidiamo di fare un sosta per riposare e cenare, perchè per San Marino ci sono ancora 60 km.  Giungeremo a sera inoltrata.<br />
<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/sanmarino.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/parcheggio_sanmarino.jpg" border="0" alt="" width="186" height="139" align="left" /></a>Ci fermiamo nel parcheggio fuori le mura., c’è un parchimetro diurno e nessun divieto per camper.<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong><a name="Martedì_1_aprile"></a></strong></span>:<br />
Oggi a San Marino è festa perché si insedia il nuovo <a style="color: black; text-decoration: none;" title="se vuoi saperne di +" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capitani_Reggenti" target="_blank">Reggente</a>.<br />
Le bandiere sventolano in quasi tutti i palazzi. In piazza assistiamo al <a style="color: black; text-decoration: none;" title="aspetta che carichi il buffer e guarda il video" href="http://www.raistravel.it/sanmarino/san_marino1.wmv" target="_blank">passaggio</a> della <a style="color: black; text-decoration: none;" title="aspetta che carichi il buffer e accendi le casse" href="http://www.raistravel.it/sanmarino/san_marino.wmv" target="_blank">banda</a> e poi alla sfilata dei notabili con al centro i Reggenti uscenti che durante una cerimonia al palazzo cederanno il posto al loro successore.<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/sanmarino_torre.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/torre_sanmarino.jpg" border="0" alt="Torre San Marino" hspace="2" width="91" height="276" align="right" /></a></p>
<p>Tutti in corteo poi si sono diretti verso la <a style="color: black; text-decoration: none;" title="la banda arriva in cattedrale" href="http://www.raistravel.it/sanmarino/san_marino2.wmv" target="_blank">Cattedrale</a>per la cerimonia religiosa, nel piazzale più alto i cannoni sparano.<br />
Lo shopping è favorevole perché non c’è IVA e troviamo anche una profumeria che vende i Tester dei migliori profumi alla metà del nostro normale prezzo d’acquisto.<br />
Nel primo pomeriggio le nostre strade si dividono…….Roberto e Tiziana si dirigono subito verso il lago Trasimeno per poi rientrare in Sicilia al più presto, noi invece che abbiamo un po’ più di tempo raggiungiamo Rimini.<br />
<a name="Sostiamo nella AA"></a> di viale Roma 86 e per non perdere il ritmo subito in giro per il centro…….ci gustiamo una pizza e di sera con il camper un giro sul lungomare.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Mercoledì 2</strong></span>:<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/tuoro.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/tuoro.jpg" border="0" alt="Tuoro sul Trasimeno" width="186" height="118" align="right" /></a><br />
Dopo un giro mattutino sul lungomare facciamo strada per il Lago Trasimeno. Sulla cartina i paesi che più si affacciano sul lago ci sembrano Tuoro e Passignano.<br />
Per primo passiamo da Tuoro. Anche qui tutti sono indaffarati per l’apertura stagionale.<br />
Sul lago c’è un approdo nautico, il Lido, un campeggio con bar e ristorante.<br />
Il parcheggio è grande ma vietato ai camper e per la notte un po’ desolato.<br />
Passignano ci sembra molto più bellina. Il lago si gode pienamente.<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/parcheggio_passignano.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/parcheggio_passignano.jpg" border="0" alt="" width="186" height="139" align="left" /></a><br />
Alla darsena c’è uno spazio riservato a 4 camper con attacco luce, non funzionante in questo periodo, e bagni.<br />
Visitiamo il paese e dopocena ci godiamo una passeggiata sul lago.<br />
La fortuna ci assiste e il temporale comincia appena noi andiamo a letto……</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a name="Giovedì_3"></a></strong></span>:<br />
Splende il sole e ci sarebbe da non credere che ieri sera era<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/traghetto_isola_maggiore_poppa.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/battello.jpg" border="0" alt="" width="186" height="139" align="right" /></a> ventaccio, grandine, tuoni e fulmini.<br />
<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/traghetto_isola_maggiore.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/battello1.jpg" border="0" alt="" width="186" height="144" align="left" /></a>Il lago è bellissimo, prendiamo il battello e andiamo a visitare l’Isola Maggiore.<br />
L’isola è abitata e in estate un ottimo luogo di villeggiatura per persone che amano la tranquillità.<br />
Offre Bed and Breakfast, ristorante, bar, museo del merletto e scarpinate…………</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a name="Venerdì_4"></a></strong></span>:<br />
Siamo a Tivoli. Ieri sera non siamo riusciti a trovare un posteggio e fermamente intenzionati a restare siamo andati nell’Agriturismo La Cerra.<br />
E’ un “ vero“ agriturismo dove volentieri trascorrerei un weekend.<br />
<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://fotoalbum.camperpassion.it/" target="_blank"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/este.jpg" border="0" alt=" solo utenti registrati al forum o autorizzati dalla redazione di camperpassion vai al fotoalbum Villa d'Este" width="186" height="114" align="left" /></a>Al mattino con lo scooter raggiungiamo Villa d’Este e restiamo incantati a visitarla per intero. Siamo stanchi e non ce la sentiamo di visitare la Villa Gregoriana che dall’esterno è in parte visibile con un percorso abbastanza articolato e impegnativo.<br />
Durante la nostra prossima visita ci dedicheremo alle opere non visitate.<br />
Facciamo tappa verso Roma.<br />
Avremmo voluto fermarci all’Ikea della Bufalotta, ma desistiamo a causa dei parcheggi al coperto e con barre a mt.2,60.<br />
Ci fermiamo a dormire appena fuori da Roma in un’area di servizio.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a name="Sabato_5"></a></strong></span>:<br />
Raggiunta Napoli ci fermiamo all’Ikea di Afragola. Il primo impatto è scoraggiante a causa della spazzatura e di un campo nomadi nei paraggi. Ma successivamente il parcheggio dell’ikea ci appare abbastanza sicuro e notiamo anche un vigilante in scooter che visiona continuamente.<br />
Nel pomeriggio facciamo strada verso la nostra Sicilia.<br />
<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/ganzirri.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/ganzirri_lago.jpg" border="0" alt="Ganzirri" width="186" height="139" align="left" /></a>Non incontriamo completamente alcun traffico e verso le 22 ceniamo a Ganzirri. Finalmente gusto un <a style="color: black; text-decoration: none;" title="ricetta" href="http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=20669" target="_blank">pitone</a>…….un’ottima pepata di cozze e <a style="color: black; text-decoration: none;" title="ricetta" href="http://sicilia.indettaglio.it/ita/comuni/me/giardininaxos/gastronomia/gastronomia.html" target="_blank">stocco alla ghiotta</a>, per finire un sorbetto al limone con fragole………<br />
Ci fermiamo per la notte nell’area di servizio Divieto sud.<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>Domenica 6</strong></span>:<a style="color: black; text-decoration: none;" href="http://www.camperpassion.it/foto_descrizione_umbria/tindari.asp" target="_self"><img src="http://www.camperpassion.it/images-umbria/tindari_santuario.jpg" border="0" alt="Santuario Tindari" width="186" height="139" align="right" /></a><br />
Visitiamo il santuario di Tindari. Sono molto drastici e durante le funzioni non permettono ad alcuno né di girare per la chiesa, né di visitare la Cappella interna che si può visitare soltanto dalle 14 alle 16.<br />
Nel tardo pomeriggio rientriamo a casa.</p>
<p><em>Fonte: </em><a href="http://www.camperpassion.it/tour_umbria.asp"><em>http://www.camperpassion.it/tour_umbria.asp</em></a></p>
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		<title>Capodanno in Andalusia.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 14:17:40 +0000</pubDate>
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di Edoardo Gerbaudo.
Quest&#8217;anno abbiamo scelto come meta per il Capodanno l&#8217;Andalusia.




Il nostro primo assaggio di Spagna. Preso, con qualche patema per il nostro, ormai patologico, ritardo un volo RyanAir da Bergamo per Granada siamo giunti a destinazione in tempo per fare un prima passeggiata i questa città. Abbiamo avuto, in verità ben più di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="andalusia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/COP_andalusia.jpg" alt="" width="588" height="496" /></p>
<p><em>di Edoardo Gerbaudo.</em></p>
<p>Quest&#8217;anno abbiamo scelto come meta per il <strong>Capodanno </strong>l&#8217;<strong>Andalusia</strong>.</p>
<p><script type="text/javascript"><!--
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Il nostro primo assaggio di Spagna. Preso, con qualche patema per il nostro, ormai patologico, ritardo un volo RyanAir da <strong>Bergamo </strong>per <strong>Granada </strong>siamo giunti a destinazione in tempo per fare un prima passeggiata i questa città. Abbiamo avuto, in verità ben più di un patema: prima l&#8217;aereo preso anche se siamo arrivati al check-in 5 minuti dopo la sua chiusura. La gentilezza dell&#8217;operatrice e la sua ostinazione a farci partire nonostante gli addetti al volo non volessero farci imbarcare ci ha aperto le porte per l&#8217;Andalusia. Purtroppo non so come si chiami ma sappia che le siamo veramente grati per l&#8217;impegno che ha profuso.</p>
<p>Partite in orario! Noi non lo facciamo mai e non potrà sempre andarci bene. Il secondo intoppo l&#8217;abbiamo avuto quando, arrivati all&#8217;albergo, ci hanno comunicato che per un errore nella prenotazione non c&#8217;era più posto per tutti (avevano prenotato una stanza invece di due). Per fortuna siamo riusciti a dimostrare che l&#8217;errore era da parte loro e ci hanno trasferiti, senza spese aggiunte, in un altro albergo a 5 stelle (<strong>Hotel Nazaries</strong>, vicino al centro commerciale <strong>Neptuno</strong>) invece del nostro che ne aveva 3 (Hotel Luna Arabial. 260? 2 doppie con colazione). Un lusso! Tornando alla passeggiata: le vie di <strong>Granada </strong>sono piene di gente.</p>
<p><img class="alignleft" title="andalusia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH_andalusia.jpg" alt="" width="350" height="324" />Per me, di <strong>Savigliano</strong> (Cuneo), che sono abituato a vedere qualcuno in giro dopo la messa domenicale delle 10 è stata una bella scoperta. Un bravo turista, però, non può perdersi in passeggiate e così abbiamo dato un&#8217;occhiata alla Cattedrale. Eravamo, io almeno, troppo stanchi e provati dai disguidi avuti che non abbiamo apprezzato molto questa visita. Forse era meglio passeggiare! O forse non siamo dei bravi turisti. Per cena siamo andati in un bar ristorante, il <strong>Bibalferax</strong>, in <strong>Plaza Bib Rambla</strong> (subito a destra del ristorante Manolo, più famoso) per una paella ed un assaggio di <strong>Jamon Serrano</strong>. Il bar era pieno di gente per le tapas, un bel modo di passare la serata. Con i figli, però, è troppo complicato. Stare in piedi per molto tempo e mangiare al banco non è l&#8217;ideale per una famiglia, molto più fattibile se si è in coppia o con amici. Anche da seduti, comunque, si gode dell&#8217;ottima atmosfera.</p>
<p><strong>30-12-2007 Granada (Alhambra)</strong></p>
<p>Per oggi abbiamo i biglietti prenotati per l&#8217;Alhambra alle 13:00. Mattinata dedicata alla <strong>Capilla Real </strong>(dopo una colazione imperiale nel nostro 5 stelle!). La cappella è molto interessante: una cancellata imponente, molto elaborata con diverse figure, divide l&#8217;edificio in due ambienti: scopriremo un ampio uso di queste inferriate. La zona dedicata al sepolcro dei <strong>Re Cattolici Ferdinando I e Isabella di Castiglia</strong> è quella principale. I Re Cattolici (dovevano esserlo veramente tanto, cattolici: sono sempre ritratti in ginocchio e preganti) sono quelli che avevano finito di &#8220;liberare&#8221; la Spagna dagli arabi ed avevano dato tre canotti (no, caravelle! Viste le loro dimensioni la differenza è poca) a Colombo per mandarlo a cercare le Indie ad ovest. Il sepolcro è imponente ma le bare, custodite nella cripta sottostante, sono veramente modeste, in nome della devozione che impediva loro di essere troppo sfarzosi. Preso un autobus (il 30 che provvisoriamente passa in Plaza Isabel la Catolica, sempre lei) siamo arrivati all&#8217;Alhambra: centinaia di persone in coda! Prenotate gente, prenotate! (www.alhambra-tickets.es). Noi, belli belli, abbiamo ritirato i nostri biglietti alle casse automatiche, senza nessuna coda, e siamo partiti per una visita, credetemi, paradisiaca. Abbiamo iniziato dal Palacio Nazaries (dei Nasridi) che, sinceramente, non ci si aspettava fosse così . rilassante. È la parola giusta per spiegare cosa si prova nel passare in stanze completamente adornate di stucchi delicati (sembrava di stare in una pasticceria per la quantità e la qualità delle decorazioni) e giardini con vasche, fontane zampillanti e piante di aranci. Gli arabi avevano capito bene come ci si gode la vita, quelli ricchi per lo meno.</p>
<p><img class="alignright" title="andalusia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POLH2_andalusia.jpg" alt="" width="350" height="324" />Non so descrivere bene i luoghi ma la sensazione che si prova è: la pace. Pensare, poi, che a visitare <strong>l&#8217;Alhambra</strong> saremo state 5/6000 persone! Meno soddisfacente e appagante è il Palazzo di Carlo V. Stona un po&#8217;, secondo me, all&#8217;interno di un ambiente &#8220;moresco&#8221; un palazzo rinascimentale (e non dei più belli. Noi italiani, padri del Rinascimento, eravamo più bravi). Dall&#8217;Alcazaba si gode una stupenda vista sulla valle del Darro e di Granada. La nostra visita è stata fatta con l&#8217;ausilio delle audioguide. Lo consiglio vivamente (3 ? l&#8217;una), soprattutto se avete dei figli. Riescono a seguire molto meglio l&#8217;itinerario. L&#8217;Alhambra . <strong>Non potete venire in Andalusia senza visitare questi luoghi</strong>. Finita la visita siamo saliti su un bus (n° 32. 1? a persona) diretti all&#8217;<strong>Albayzin</strong>, il quartiere arabo. Dopo aver girato un po&#8217; a vuoto abbiamo, finalmente, trovato il Mirador San Nicolàs dove abbiamo atteso il tramonto tra flamenco suonato da ambulanti e la vista stupenda sull&#8217;Alhambra. Eravamo talmente presi che abbiamo saltato pranzo (anche perché nell&#8217;Alhambra non si può mangiare). Dopo una pennichella ristoratrice per questa stancante giornata abbiamo cenato sempre nella stessa Plaza Bib Ramala ma in un altro ristorante (Alhambra nell&#8217;angolo opposto alla Cattedrale). Ieri 62? oggi 64? mangiando paella e calamari per i ragazzi.</p>
<p><strong>31 Dicembre Cordoba-Siviglia</strong></p>
<p>Con la nostra solita calma partiamo, alle 10:30, alla volta di Cordoba. La strada è una provinciale non velocissima ed, in più, per parecchi chilometri abbiamo dovuto seguire una macchina della polizia che rispettava, ovviamente, i limiti di velocità.</p>
<p><img class="alignleft" title="andalusia" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/3POL_andalusia.jpg" alt="" width="303" height="327" /><br />
Morale: la cattedrale di <strong>Cordoba </strong>(obiettivo principale della nostra visita) chiudeva alle 14 e noi alle 12:45 eravamo ancora alla ricerca di un parcheggio (credo di aver nominato tutti i santi del calendario. Non pregavo, però!). Finalmente entriamo nella <strong>Mezquita Catedral</strong>. Immaginate un vivaio di pioppi e sostituite ai pioppi le colonne: ecco, avete davanti il colpo d&#8217;occhio che da l&#8217;interno della Moschea. Già è stupefacente l&#8217;ambiente così com&#8217;è ma la meraviglia aumenta quando, varcato un arco, ci ritroviamo in una grande cattedrale rinascimentale. Anche se lo si sapeva che era così ci si stupisce ugualmente. Dall&#8217;islam al cristianesimo in due passi: impossibile pensare due religioni così lontane nella realtà e così vicine, invece, nell&#8217;architettura.<br />
I cristiani ed i mussulmani, probabilmente, rispettano più le cose delle persone, ora come allora. Va detto che le proteste dei cittadini del 1500 hanno impedito che i cattolici radessero al suolo la moschea per erigere la cattedrale e così abbiamo quest&#8217;edificio che ha dell&#8217;incredibile. Dopo questa visita che mi ha veramente colpito, ed un pranzetto a base di bocadillos (panini,ma è più bella la parola spagnola), facciamo due passi nel quartiere della Juderìa. Decine di viuzze su cui si aprono i cortili delle case (patii): dei piccoli gioielli con fiori e fontane. Proviamo a immaginare la bellezza di questi posti con i vasi di gerani, presenti ovunque, fioriti. Che pace dev&#8217;essere vivere qui! Saltiamo in macchina e ci avviamo verso Siviglia. Luca, calciatore in erba, ha apprezzato molto che il nostro hotel (Novotel 331? tre notti in una doppia con due letti aggiunti senza colazione) fosse di fianco allo stadio Pizjuan del Siviglia Futbol Club. Stasera è Capodanno ed andiamo in cerca di un posto dove mangiare. Un&#8217;impresa in cui sono impegnate, oltre a noi, altre centinaia di persone resa ancor più ardua dai numerosi locali chiusi. Scegliamo un posto vicino alla Cattedrale (se non abbiamo una Cattedrale vicino, noi non si mangia!) con la coda di gente in attesa più corta e qui conosciamo Fabio &amp; Anna, una coppia di Roma molto simpatica. Il locale non è un ristorante ma un bar dove si sono organizzati per lo spennamento di polli: è capodanno e non ci facciamo molto caso. Per questo non vi dico né posto né costo. Passeggiatina con Fabio e Anna e poi loro alla ricerca di un caffé noi in Plaza Nueva epicentro dei festeggiamenti sivigliani ad attendere il 2008. Un&#8217;usanza dice che mangiare un acino d&#8217;uva ad ogni rintocco della mezzanotte porti fortuna. Ci attrezziamo della nostra dozzina di acini ed aspettiamo: scocca la mezzanotte ma la campana suonerà solo 4 minuti dopo .e tutti ci eravamo già mangiato l&#8217;uva. Porterà bene ugualmente? Ai posteri. Feliz año!! Buon 2008! 1 gennaio &#8211; Siviglia</p>
<p>Parte della mattina la passiamo a letto e parte a cercare un locale per la colazione. Trovato un bar, in Avenida de la Costitucion davanti alla Cattedrale (e dove se no?) scopriamo che, quasi sicuramente, è l&#8217;unico aperto nel raggio di parecchio (si dice?) e quindi . coda! Abbiamo guardato con occhi piangenti la gente seduta e finalmente e non grazie ai nostri sguardi viene il nostro<br />
turno: tè cappuccino croissant e tostadas con Jamon York y mantequilla<br />
(prosaicamente: panino caldo al prosciutto cotto e burro).<br />
Oggi è tutto chiuso: Cattedrale, Alcazar, bar . tutto o, come scopriremo, quasi. Ci dirigiamo verso il <strong>Guadalquivir </strong>e, sotto la bella <strong>Torre del Oro</strong>, ci imbarchiamo su un battello per una piccola crociera sul fiume. Avanti e indietro sotto i tanti ponti: belli quello di Triana, progettato dalla scuola di <strong>Eiffel, la Barqueta e el Alamillo di Calatrava</strong>. Penso che l&#8217;esposizione universale che si è tenuta qui nel &#8216;92 (cinquecentenario della scoperta dell&#8217;America) abbia radicalmente cambiato il volto di questa città vista la quantità di edifici costruiti per l&#8217;occasione: palazzi, torri, ponti, auditorium, ecc. Nonostante il clima qui sia meraviglioso (16-19° di media) sul battello abbiamo decisamente battuto i denti. Dopo pranzo (al McDonald, i figli so&#8217; pezz &#8216;e core!) abbiamo scoperto che la Plaza de Toros era aperta e l&#8217;abbiamo visitata: è un luogo affascinante, è l&#8217;arena più antica di Spagna o la seconda. Penso la corrida sia una tradizione che va scomparendo: la guida (parla solo spagnolo e inglese) diceva che raramente l&#8217;arena si riempie, ormai. Travolti dall&#8217;atmosfera da toreador abbiamo fatto fare un poster, di quelli soliti, a Marco &amp; Luca con il loro nome. Marco desiderava vedere Plaza de España e quindi ci dirigiamo là passando dalla riva opposta del fiume, a Triana che è abbastanza desolata con tutti i locali chiusi. Ragazzi, non fate come noi, usate il bus! La scarpinata è stata interminabile ma ne valeva la pena. La piazza, a semicerchio, è molto scenografica (è stata girata una scena di Episode II di Star Wars, controllate) con le panchine tutte ricoperte di ceramiche e ponticelli sul canale che la circonda rivestite di azulejos. Un po&#8217; di riposo in piazza e poi ritorno in albergo. Alla sera ceniamo all&#8217;aperto! Il 1° gennaio! Non è stata proprio una nostra scelta (anche perché non faceva così caldo): non si trovava un buco neanche a pagarlo. Comunque da Carmela in Calle Santa Maria la Blanca si mangia proprio bene ed io ho anche apprezzato la cameriera: simpatica e carina. Laura ha apprezzato solo la simpatia, boh! Ho anche mangiato una cosa buonissima, per me: torticas con manzana y queso, una, diciamo, piadina con mele e formaggio. Una delizia!</p>
<p><strong>2 Gennaio &#8211; Siviglia (Cattedrale &#8211; Alcazar)</strong></p>
<p>Piove! Non ci scoraggiamo: io in vena ottimistica per me inusuale ho detto: &#8220;Entro poco smette&#8221;. Colazione in un posto segnalata (così come &#8220;Da Carmela&#8221;) dall&#8217;immancabile<br />
Lonely: la Cervecerìa Giralda. Laura, più salutista, ha optato per una colazione normale mentre io, Luca e Marco abbiamo mangiato una buonissima tostadas con jamon serrano y mantequilla (prosciutto crudo e formaggio) che ha preso residenza nel mio apparato digerente e &#8220;ancor non m&#8217;abbandona&#8221;. L&#8217;ambiente è veramente bello, era un vecchio bagno arabo con le arcate tipiche e le ceramiche alle pareti. Usciamo e . piove ancora ed io: &#8220;<em>Entro poco smette</em>&#8220;: 10 minuti e non piove più! D&#8217;ora in poi faccio il meteorologo. Ci mettiamo in coda per la Cattedrale. Dall&#8217;esterno si capisce che è proprio grande ma è disordinata, per me, inoltre non ha la facciata. Ho bisogno di certezze, io. L&#8217;interno è maestoso (è la 3a chiesa più grande del mondo) ed ospita, tra l&#8217;altro, il corpo di Cristoforo Colombo che qui trovò soldi e barche<br />
(canotti) per le sue imprese.<br />
Colombo ha, almeno, due tombe: una qui ed una a Santo Domingo e sembra sia presente in entrambe (così dice il test del DNA): è stato veramente un uomo fuori dal comune. Saliamo sulla Giralda per ammirare, anzi vedere, il panorama così così di Siviglia. La Giralda, invece, è un bel campanile ricavato dal minareto della moschea presente qui ai tempi della dominazione araba. Finita la visita della Cattedrale, pranzo (McDonald, di nuovo .). Usciti abbiamo incontrato Fabio e Anna che stavano partendo per Roma: baci, abbracci ed un arrivederci in qualche altro posto d&#8217;Europa. Chi lo sa? Al nostro programma manca solo l&#8217;Alcazar, l&#8217;Alhambra di Siviglia. Purtroppo per Marco &amp; Luca, ma anche per noi, le audio guide sono terminate (le abbiamo sempre usate perché le trovo utili). Giriamo quindi con le indicazioni stavolta non proprio chiarissime della Lonely (nessuno è perfetto). La residenza è bella ma, secondo me, va vista prima dell&#8217;Alhambra altrimenti lascia un po&#8217; delusi. Anche qui c&#8217;è un misto tra architettura araba e rinascimentale. Pedro I credo fosse uno strano individuo: crudele, spietato e libertino (uccideva e fornicava in ugual misura) ma dai gusti raffinati. Il palazzo che porta il suo nome è stupendo: patii, stanze completamente arabescate. Un paradiso. Dopo l&#8217;Alcazar ci sediamo in piazza del Triunfo e conosciamo una coppia di arzilli vecchietti &#8216;d Turin (noi siamo della provincia di Cuneo) con cui chiacchieriamo, anche un po&#8217; in dialetto. Ecco, vorrei invecchiare come<br />
loro: è un mese che sono qui in Andalusia e l&#8217;hanno visitata tutta, con calma. Rispetto chi invecchia guardando i cantieri c&#8217;è una bella differenza! Qualche acquisto (Laura fa collezione di calamite, Marco &amp; Luca hanno una piccola mostra di souvenir da integrare) e poi due passi nel Barrio Santa Cruz. Bellissimo: stradine con case tenute benissimo con i balconcini e piazzette come quella di Doña Elvira con gli aranci e panchine inceramicate (neologismo). Da non perdere soprattutto se siete una coppietta di<br />
innamorati: è un luogo romantico e pieno di poesia.<br />
Dormitina in albergo e poi cena da Modesto consigliato dalla Lonely. La miglior paella del nostro viaggio ma il locale, forse, è più adatto a gente più vecchia di noi (che siamo giovanissimi!). Il nostro viaggio è finito. Domani si torna a casa.</p>
<p>L&#8217;Andalusia lascia in noi un ottimo ricordo.</p>
<p>Abbiamo trovato una organizzazione eccellente. La gente di qui non è affabilissima ma noi, che siamo piemonteis, ci siamo abituati.</p>
<p><em>Qualche nota tecnica:</em><br />
Per un viaggio come il nostro credo non sia necessario noleggiare la macchina. La nostra è stata più nei parcheggi, a pagamento, che altro. Per l&#8217;Alhambra prenotate assolutamente i biglietti, vi viene dato una fascia oraria entro la quale dovete entrare nel Palacio Nazaries ma poi potete stare quanto volete all&#8217;interno del complesso (www.alhambra-tickets.es). Un piccolo sovrapprezzo vi ripaga dall&#8217;evitare la coda più lunga che abbia mai visto. Fate l&#8217;itinerario inverso al nostro: Siviglia, Cordoba, Granada. L&#8217;Alhambra, secondo me, va lasciata per ultima così da non offuscare il resto dei luoghi visitati. Non so dare consigli su come risparmiare perché noi non ci riusciamo mai. Anche se vorremmo, almeno io. Buen viaje! (Buon viaggio!)</p>
<p>Edoardo Gerbaudo</p>
<p><img style="float: left; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/AUT_nofoto.png" alt="" /> <a href="http://www.volovia.it"><img style="float: right; display: inline; margin: 0 1em 1em 0;" src="http://www.volovia.it/wp-content/themes/lifestyle_40/images/Articolo/logo-1.png" alt="" /></a></p>
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