agosto 17, 2009 di admin
Depressione post vacanze
Gli anglosassoni la chiamano “post-vacation blues”.
È la sindrome malinconica da rientro delle ferie.
Anche voi ne siete affetti?
Secondo gli ultimi studi scientifici (Visa Europe-Astra Ricerche) probabilmente sì, se fate parte degli oltre 27 milioni di italiani tra i 14 e i 79 anni depressi, dopo la pausa estiva, per il rientro a scuola, in ufficio o, semplicemente, tra le quattro mura di casa nella grigia routine di tutti i giorni.
Un italiano su due, insomma, trova difficile immergersi nuovamente nella vita quotidiana dopo aver gustato per settimane i divertimenti del mare, della montagna e i ritmi blandi dell’estate.
In media la crisi di riadattamento dura 4 giorni, ma alcune persone possono impiegare anche due o tre settimane per superare il trauma post-vacanze. Il disagio può essere davvero forte (ansia, problemi fisici, depressione), solo il tempo può alleviarlo magari “aiutato” da qualche piccola strategia.
Spendere denaro a volontà. Bollette permettendo, considerati i rincari di settembre, può essere un modo per prolungare i piaceri dell’estate e occupare la mente in piccoli e grandi consumi quotidiani: andare al ristorante, al cinema, frequentare bar e caffé, acquistare libri, cd o dvd oppure dotarsi di nuovi articoli sportivi per iscriversi in palestra, comprare vestiti o scarpe.
Molti preferiscono crogiolarsi nel ricordo dell’ultima vacanza stampando le foto e realizzando album o cd fotografici da mostrare, in maratone interminabili, a parenti e amici annoiati. Qualcuno si sottopone a trattamenti estetici per non perdere una forma da poco riacquistata, altri restano vittime di uno shopping sfrenato.
E’ l’effetto-inerzia festaiolo.
Modello di vita-slow. C’è chi preferisce invece svolgere attività non onerose, scegliendo un ritorno alla normalità gestito in piena tranquillità: spazio alla riflessione solitaria, a lunghe passeggiate oppure a giornate trascorse davanti alla tv, ascoltando la radio o dedicando tutte le energie al proprio partner o alla famiglia. Soluzione equilibrata.
Soffrire e basta. I sofferenti “ortodossi” preferiscono invece non fare proprio un bel niente.
La parola d’ordine è attendere che la crisi fisiologica passi, confidando nel fatto che solo l’ineluttabile scorrere del tempo può portare ad un superamento della crisi.
Forse è la scelta più saggia.
Fonte: Davide De Crescenzo










Commenti
Una risposta a “Depressione post vacanze”tracce
controlla che cosa dicono gli altri di questo articolo[...] aspetta il rientro al lavoro, la “depressione post-vacanze“, i nostri amati colleghi e spesso la routine che ci accompagerà per i prossimi mesi [...]