agosto 5, 2009 di admin
Giamaica, Bob Marley e non solo…

Racconti di Viaggio: Giamaica
Non credo che gli italiani mettano al primo posto tra le mete caraibiche la Giamaica. Ed è un vero peccato…!
Gli alberghi sono moderatamente costosi nonostante l’isola ospiti principalmente turisti americani (generalmente, dove si insedia il turismo americano, i prezzi sono sempre molto alti), riusciamo comunque a trovare una buona occasione con la Press Tour alloggiando nella città di Negril all’interno del Club Merryl’s Beach Resort in formula all-inclusive.
L’Hotel si compone di tre strutture, alte solamente due piani, affiancate una all’altra. Vengono chiamate Merryl’s I, II e III. A noi viene assegnato il III. E’ un albergo piuttosto semplice ed essenziale che, a dire il vero, avrebbe bisogno di essere un po’ rinfrescato ed il ristorante di essere un po’ più fornito. Non ha la piscina, che però si trova al Merryl’s II, dove anche gli ospiti degli altri due hotel possono accedere.
Per gli amanti della vita notturna segnalo che l’hotel è situato in prossimità di locali dove la musica reggae vive e si anima fino a tarda notte.

I primi due giorni, per acclimatarci un po’, facciamo la classica vita da mare: sole, qualche fresco frullato di frutta, una bibita e passeggiate lungo la splendida spiaggia di Negril.
Qui i complessi alberghieri si susseguono uno dietro l’altro e i turisti americani si divertono nei classici sport: banana boat, para sayling ecc. ecc.
Preparatevi ad essere frequentemente fermati da pittoreschi giamaicani dagli occhi gonfi e lucidi che cercheranno di vendervi senza tanti giri di parole la cosidetta ganja, meglio conosciuta come marjuana, pianta che viene coltivata illegalmente su quest’isola. Come pure è illegale il suo possesso.
La Press Tour offriva una formula molto interessante chiamata Explora Cafè: un programma di eventi e piccole escursioni comprese nel prezzo che abbiamo pagato e quindi cominciamo la nostra esplorazione dell’isola.
Visitiamo il grande mercato dell’artigianato all’aperto. Semplicemente fantastico, decine e decine di coloratissimi quadri appesi ovunque e maschere intagliate nel legno raffiguranti l’idolo della patria: Bob Marley, (che acquistiamo senza esitare) e tantissimi altri splendidi oggetti di artigianato locale
Ogni giamaicano voleva farci visitare il proprio negozietto anche se non compravamo nulla, altrimenti si offendevano. Al termine della visita, ci salutavano sempre con il loro motto: “respect jamaican man”.

Il bus ci porta poi ad un centro commerciale che, a dire il vero, non ci interessa proprio, preferendo di gran lunga i locali mercatini artigianali.
Verso il tramonto è ora di fermarsi al famosissimo Rick’s Cafè, situato su una splendida scogliera, dove possiamo ammirare le prodezze dei tuffatori locali. Musica reggae cantata dal vivo in sottofondo gustando un ottimo cocktail tropicale per concludere questa prima gita.
Il giorno dopo decidiamo di noleggiare uno scooter e di visitare i dintorni per conto nostro.
La zona di Negril è piuttosto sicura, soprattutto durante il giorno. Ci dirigiamo subito verso il centro della cittadina per fare rifornimento di carburante ed essendo domenica, chiediamo indicazioni per raggiungere la Chiesa dove viene celebrata la Messa Gospel. Una tappa decisamente sconosciuta ai turisti, quindi per questo scelta da noi. Appena giunti ci sentiamo quasi fuori luogo vestiti in pantaloncini corti e canotta, perché vediamo arrivare gli abitanti del paese vestiti a festa. Gli uomini in giacca e cravatta e le donne con colorati abiti e cappellini con veletta un po’ stile american retrò.
Ma mi ero preparata… e dallo zainetto estraggo pantaloni lunghi e maglietta.
Entriamo quindi nella chiesa per assistere alla “funzione” e quasi neanche fanno caso a noi. Sembrava di essere in un film, il predicatore, come un attore consumato, interpretava la sua funzione con esagerato trasporto e le donne chiudendo gli occhi alzavano le braccia al cielo in segno di approvazione ed invocazione. Poi è stato il momento dei cori cantati dai bambini. Un emozione un’unica e indescrivibile e senza accorgecene ci ritroviamo con le lacrime agli occhi.
Abbiamo ripreso tutto per poter ricordare anche a distanza di anni questo bel momento.
Ripartiamo con il nostro motorino allontanandoci dalla costa verso l’interno dove mano a mano le case in legno degli abitanti scompaiono piano piano. Arriviamo ad un caratteristico bar che vende statue di artigianato locale (in realtà raffiguravano posizioni del kamasutra) e le immancabili maschere intagliate nel legno. Ci accoglie una donnona giamaicana con un seno enorme e un grande sorriso e ci facciamo servire un boccale di birra ghiacciatissima.
Provatela!!! La birra giamaicana è buonissima.

Dopo esserci ristorati ripartiamo girovagando senza meta, scorgendo qua e là qualche giamaicano dallo sguardo stordito rivolto verso il cielo e tra le dita il classico “cannone”.
Ritorniamo verso il paese e ci fermiamo a curiosare nel loro supermercato; con nostro stupore troviamo tantissime marche presenti anche in Italia. Acquistiamo qualche prodotto tipico quindi ritorniamo all’ hotel.
Il giorno dopo usciamo in barca assieme ad un giamaicano che porta noi ed un’altra coppia, su un’isoletta deserta a destra del Merryl’s. Con pochi dollari facciamo snorkeling e ci gustiamo un ottima aragosta oltre a goderci un mare veramente cristallino.
E’ giunta l’ora dell’escursione più importante. Partiamo con il bus e passando per l’esotica Mangrove Avenue arriviamo al Black River dove iniziamo una bella gita in barca tra mangrovie e coccodrilli dirigendoci poi verso la fabbrica del Rum Appleton Estate, la più antica del mondo. Passiamo poi per la Nassau Valley, il cuore dell’isola completamente circondato da piantagioni di canna da zucchero .
Qui una guida ci illustra tutti i procedimenti per la lavorazione del Rum che si ricava dalla canna da zucchero. Alla fine della visita ci fanno assaggiare più di una decina di liquori così da poter scegliere quale acquistare.
Proseguiamo visitando la tomba dove è sepolto Peter Tosh, il famoso fondatore del gruppo the Wailers, che portò Bob Marley alla ribalta.
La zona è completamente circondata da piante di Marijuana.
Dopo la pausa per il pranzo arriviamo alla nostra ultima meta: le cascate Ys Waterfalls. Una meraviglia, peccato che il giorno prima la Giamaica fosse stata sfiorata da un urugano che aveva portato vento e pioggia intorpidendo l’acqua colorandola di marroncino. Lo spettacolo era ugualmente bellissimo.
Visualizzazione ingrandita della mappa
E’ ora di rientrare, prima però facciamo un’ultima tappa dalla Mami per gustare nel suo chioschetto sulla strada il cocco fresco e i gamberetti fritti. Ripartiamo alla volta dell’hotel passando per l’ormai conosciuta Bamboo Avenue, strada nella quale venne girato lo spot della Fiat Doblò con i giamaicani a bordo di un bob.
Ci gustiamo gli ultimi due giorni in assoluto relax prima del nostro rientro in Italia.












messaggio di risposta sulla giamaica
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Giamaica. Ci sono stata. E’ un’isola bellissima anche da visitare noleggiando un auto o un motorino.
Spiagge lunghe a anche un po’ di barriera corallina. Abbiamo mangiato l’aragosta con un giamaicano su un isoletta piccolissima, siamo stati alle famosissime cascate, alla fabbrica del rum….