mercoledì 19 agosto, 2009
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agosto 19, 2009 di admin  

Messico, un luogo incantanto…

Per il nostro viaggio in Messico scegliamo, come sempre, le zone meno battute dal turismo di massa e quindi invece dall’animata, caotica e più conosciuta Cancun, optiamo per Akumal, nella penisola dello Yucatan. Precisamente il Veraclub Grand Oasis situato in una splendida posizione direttamente fronte mare con bellissima spiaggia di sabbia bianca lunga diverse centinaia di metri e la barriera corallina che dista solamente 100 metri dalla riva. Le camere sono modernamente arredate, tutte con balcone o patio attrezzato. Il villaggio è piuttosto distante dall’aeroporto di Cancun, circa 90 chilometri, mentre più vicino è l’animata Playa del Carmen, 40 chilometri.

Appena atterrati siamo subito colpiti dal clima tropicale Messicano.  Akumal è una zona ancora vergine, piena di foreste talmente fitte da poterle tranquillamente definire giungle. Infatti durante alcune camminate a piedi al di fuori del villaggio abbiamo visto qualche serpente bianco e giallo (innoquo dicono qui…) ucciso dal personale del villaggio o dagli abitanti del posto e il villaggio era popolato anche da qualche grossa iguana.

Come sempre quando viaggiamo ai Caraibi, siamo colpiti dal fenomeno del “jet lag” e i primi giorni ci ritroviamo,  con altri vacanzieri, a passeggiare all’alba in spiaggia. L’umidità è decisamente forte, tant’è che al mattino alle 8.30 sono già in acqua a fare il bagno, perché la temperatura è decisamente elevata e poi il mare è talmente trasparente e caldo che invita solo a guardarlo. Appena ci immergiamo in acqua siamo immediatamente “accerchiati” da una moltitudine di pesci colorati di giallo e nero, che aspettano qualche pezzetto di pane.


Facciamo subito conoscenza con due simpaticissime coppie del centro Italia, con le quali organizziamo la nostra prima gita serale. Decidiamo di visitare con un taxi la coloratissima e animata Playa del Carmen. Siamo in 6 e ci mandano un taxi solo. Che fare? Rinunciare? Non ci possiamo stare in sei , sette con l’autista in una sola auto… Ma siamo tutti dei temerari e decidiamo di partire. Ci stringiamo come delle sardine e, durante il tragitto, il nostro amico Sergio viene quasi colpito da un attacco di claustrofobia.

Tra grandi risate arriviamo a destinazione. Passeggiamo un paio d’ore in questa bella località, curiosando nei vari negozietti, dove acquistiamo dei coloratissimi braccialetti in tessuto provenienti dal vicino Guatemala. Ci fermiamo in un tipico locale con musica Messicana per un fresco drink prima del rientro in hotel.

Le giornate passano in fretta, tra bagni, tornei sportivi, passeggiate e snorkeling.

La nostra prossima escursione è piuttosto impegnativa perché fa davvero molto caldo, ma è irrinunciabile: Chichen-Itza, la più conosciuta tra le rovine maya, che è stata anche la più importante città dello Yucatan tral l’XI e il XIII secolo. Durante il tragitto una guida ci spiega esaurientemente la storia di questa popolazione. Qui, letteralmente in mezzo alla giungla, visitiamo la famosa e maestosa piramide di Kukulkan, altrimenti conosciuta con il nome di “El Castillo”, i cui 365 gradini simboleggiano i giorni dell’anno.  Dall’alto della piramide si gode di una magnifica vista sulle altre imponenti strutture che poi visiteremo anche a piedi tra cui il Tempio dei Guerrieri, con il gruppo delle Mille Colonne , il Tempio del Giaguaro,  il Caracol, tempio astronomico a forma circolare e il Pozzo Sacro il cui utilizzo era destinato solamente ai sacrifici umani.

Sono state ore molto intense e faticose, ma la nostra guida ha in serbo una sorpresa per tutti noi. Un tuffo in un cenote, una grotta con un laghetto di acqua dolce, incredibilmente trasparente e luogo sacro per gli antichi Maya. Non tutti hanno avuto il coraggio di tuffarsi, perché l’acqua era veramente gelide, sono grotte poste a diversi metri sottoterra, ma dopo il caldo della giornata, non abbiamo esitato e ci siamo buttati in un attimo per poi tornare al villaggio accompagnati da una pioggia torrenziale.

Dopo qualche giorno decidiamo di noleggiare con un’altra coppia un “maggiolone” per visitare Cancun, la più popolare località turistica messicata. Parcheggiamo l’auto nei pressi del Mercato 28, un quartiere pieno all’inverosimile di negozi e bancarelle che vendono numerosi articoli di artigianato. Qui si resta veramente affascinati dalla miriade oggetti artigianali che si possono trovare: tessuti e costumi tradizionali dai colori molto intensi, oggetti in ceramica lavorata a mano o con il tornio, maschere e copricapi, oggetti intarsiati nel legno. Facciamo i nostri acquisti contattando sempre sul prezzo. Compriamo uno dei simboli del Messico, un colorato sombrero, un calendario Maya scolpito nella pietra e una maschera Maya intarsiata nel legno. Ci dirigiamo poi al moderno centro commerciale Plaza Caracol, uno dei più grandi della città, principalmente frequentato dai turisti nord americani.
Visualizzazione ingrandita della mappa

Finiamo la giornata a Cancun facendoci consigliare un ristorante messicano, dove ci servono un ottimo menù a base di pesce con tanto di aragosta.


L’ultima escursione la dedichiamo alla visita di Tulum, dove le rovine Maya sono affacciate direttamente sulla costa, con il mare colorato che fa da sfondo a questo bellissimo scenario.

Gli amici che abbiamo conosciuto partono qualche giorno prima di noi e li saluto a malincuore con le lacrime agli occhi, perché avevamo legato molto.  Abitiamo molto lontani e so che sarà molto difficile rivederli.

Dopo due giorni è tempo anche per noi di preparare i bagagli per il rientro in Italia.

Visita il fotoalbum di Messico su FLICKR

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