lunedì 12 ottobre, 2009

ottobre 12, 2009 di admin  

Visitare Venezia.

Quando una città, come accade a Venezia, ha la caratteristica peculiare di sorgere su più di 100 isolette, le alternative per muoversi non possono essere che due, camminare o navigare, sempre armati di una bella piantina della città, indispensabile per orientarsi tra canali, ponti, campi e calli.

A PIEDI

Una volta deciso dove volete andare, utilizzate la mappa, ma soprattutto non esitate a chiedere indicazioni a qualche passante, a patto naturalmente che sia del luogo. I veneziani solitamente sono abituati a dare indicazioni ai turisti e i loro consigli potranno davvero esservi utili: solo chi conosce bene Venezia sa come mescolare adeguatamente le vie d’acqua con quelle di terra per giungere velocemente a destinazione, soprattutto cercando di evitare i percorsi più affollati.

I mezzi pubblici aiutano ad avvicinarsi alla meta, ma la maggior parte del centro storico è accessibile solo a piedi, dovrete quindi camminare tanto per vedere veramente Venezia e scoprirne tutti i particolari.

I principali percorsi pedonali sono segnalati da cartelli gialli posti sugli edifici.

Nei giorni di acqua alta la città è comunque visitabile, vengono infatti poste delle passerelle nei percorsi principali.

Una precisazione: lasciate pure a casa i pattini o la bicicletta se mai vi fosse venuto in mente di portarli con voi, nel centro storico utilizzarli è vietatissimo.

IL VAPORETTO

La rete di trasporti in laguna è gestita dall’ACTV che utilizza come mezzi trasporto vaporetti, motoscafi e motonavi.

Le tabelle con orari e percorsi dei vaporetti sono affisse su tutti i pontili d’attracco, mentre sul fianco dell’imbarcazione si può leggere il numero della linea.

I biglietti ACTV si acquistano agli imbarcaderi, nelle tabaccherie, nelle edicole e nei bar, e vanno obliterati prima di salire a bordo. Esistono tariffe diverse, sul luogo è necessario informarsi su quella più adeguata alle proprie esigenze. Non imbarcarcatevi senza biglietto, a bordo non li vendono, rischiate quindi una sanzione.

info: www.actv.it

LE GONDOLE DA TRASPORTO PUBBLICO

In diversi punti del Canal Grande vengono usate come traghetti le tradizionali imbarcazioni veneziane: le gondole. In questo caso la gondola viene definita da “parada”. Si possono riconoscere gli stazi, ossia i punti d’imbarco, cercando il cartello verde che li contraddistingue. I veneziani utilizzano molto questo mezzo per spostarsi da una parte all’altra della città senza dover attraversare uno dei tre ponti sul Canal Grande.

I TAXI

Varie società gestiscono i taxi d’acqua, motoscafi veloci facilmente individuabili osservando il finestrino: hanno il numero di licenza scritto in nero su una banda gialla.

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LA GONDOLA

Gli ormeggi delle gondole a “nolo” si trovano in tutti i punti di maggiore affluenza turistica della città. I gondolieri, comunque, se non sono già occupati con altri clienti, offrono il loro servizio ovunque li incontriate.

Il classico “giro in gondola” è sicuramente un modo molto suggestivo, ma certo non proprio economico, per vedere Venezia da un punto di vista unico, diverso da quello offerto dalle vie di terra.

Una curiosità: non confondete la gondola con il “sandolo a remi”. C’è un modo semplice per distinguerli, anche per i turisti: se c’è il famoso ferro di prora state osservando una gondola, altrimenti sappiate che anziché il “giro in gondola” state per fare un “giro in sandolo”. Se siete decisi a fare il “giro in gondola”, cercate di evitare la navigazione in condizioni di bassa marea, l’escursione risulterebbe penalizzata.

I SESTIERI

Venezia è divisa in sei quartieri chiamati sestieri, suddivisione che risale alle origini della città.

La numerazione civica è unica per ciascun sestiere e raggiunge numeri a quattro cifre, fatta eccezione per le aree più grandi incluse in isole non collegate da ponti; dal momento che la numerazione segue un percorso “a spirale”, non di rado capita di vedere due numeri civici molti diversi fra loro a distanza ravvicinata.

Cartina di Venezia
Cartina di Venezia

San Marco

Il più importante di tutti i sestieri, prende il nome dalla Basilica di San Marco, patrono della città.

Circondato dal Canal Grande su tutti i lati tranne uno, sempre affollato, generoso di imponenti palazzi, raccoglie in sè alcuni di quei capolavori architettonici e di quelle icone storiche e culturali che hanno dato a Venezia la fama universalmente riconosciuta che da sempre la caratterizza: piazza San Marco e il Campanile, il Palazzo DucaleSan Giorgio Maggiore, la Torre dell’orologioCampo Santo Stefano,Palazzo Grassi ed infine il teatro La Fenice.

Piazza San Marco e Rialto sono collegati da un’importante via dove regnano lo shopping di lusso e l’alta moda: le Mercerie. Due storici locali, famosi in tutto il mondo, si trovano in San Marco: il Caffè Florian e l’Harry’s Bar.

San Polo e Santa Croce

Questi due sestieri confinanti sono il cuore antico ed originario della città: è proprio a Rialto che si stabilirono i primi abitanti di quella che sarebbe diventata Venezia. Qui si trovano il Ponte e il Mercato di Rialto, la gotica basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, il settecentesco Palazzo Mocenigo e l’insolita chiesa di San Giacomo dell’Orio.

Caratteristica di San Polo è la presenza di numerose “casa e botteghe” ossia di abitazioni adibite anche a luogo di lavoro. In questi due sestrieri si trovano molte osterie e bacari in cui è possibile gustare in modo informale e rilassato i piatti tipici della cucina veneziana.

Castello

E’ questo il sestriere più esteso di Venezia, prende il nome da un antico forte preposto alla difesa dagli attacchi provenienti dal mare e ormai scomparso. La zona di Castello confinante con San Marco è ricca di attrattive storiche, come ad esempio la Riviera degli Schiavoni, dove si trova il famoso Ponte dei Sospiri, la chiesa dei Santi Giovanni e Paoloe quella di Santa Maria della Pietà.

A Castello si trovano anche numerosi importanti musei nonché il famosissimo e estremamente lussuoso hotel Danieli. I grandi cantieri della zona dell’Arsenale furono il cuore pulsante della produzione industriale di Venezia all’epoca della Repubblica, dove le flotte venivano costruite ed armate. All’Arsenale, oggi inattivo ma ancora zona militare, si accede solo nel periodo in cui ospita la Biennale, che ha nel palazzo delle Corderie la propria sede, così come nei Giardini.

Cannaregio

Sviluppatosi in una zona paludosa dove erano frequenti i canneti, è in questo sestiere che ebbero la propria dimora Marco Polo, Tiziano e Tintoretto. Confina su un lato con la Stazione ferroviaria di Santa Lucia, mentre il lato opposto, verso San Marco e Castello, si trova nell’antico nucleo da cui Venezia nacque e intorno a cui crebbe.

A Cannaregio si trovano il Ghetto ebraico, importanti chiese, come laMadonna dell’Orto e la rinascimentale Santa Maria dei Miracoli, nonché il più famoso palazzo del Canal Grande: la gotica Cà d’oro. Il quartiere è disseminato di botteghe d’artigiananto e negozietti.

Dorsoduro e la Giudecca

Il nome “Dorsoduro” dato al sestiere più a sud di Venezia rievoca le dure dune di sabbia su cui si è sviluppato; l’affaccio settentrionale è sul Canal Grande mentre quello meridionale, costituito dalla panoramicariva delle Zattere, è sul Canale della Giudecca; qui si trova lo Squero di San Trovaso, il più famoso cantiere di produzione e riparazione delle gondole.

L’estremità orientale temina con la Punta della Dogana, zona elegante di consolati e abitazioni di lusso. A Dorsoduro si trovano alcuni tra i più importanti musei veneziani, la Collezione Peggy Guggenheim, le Gallerie dell’Accademia e il Museo del Settecento veneziano, che ha la sua sede nell’imponente Cà Rezzonico. Non mancano importanti chiese, prima fra tutte quella dedicata a Santa Maria della Salute. L’intreccio di campielli e calli è disseminato di negozietti e ristorantini, particolarmente in prossimità di Campo Santa Margherita, la piazza del mercato.

Al di là del canale meridionale, di fronte alle Zattere, si trova l’isola della Giudecca, raggiungibile col vaporetto. Lasciato alle spalle il passato di zona industriale e di carceri, l’atmosfera tranquilla che si respira oggi alla Giudecca ricorda quella dei piccoli paesi. Alla Giudecca, nel Cinquecento, Michelangelo trascorse tre anni di quieto esilio volontario.

Su quet’isola rimangono due chiese palladiane: le Zitelle e il Redentore. L’isola è particolarmente animata a metà luglio, in occasione dei festeggiamenti per il Redentore.

Fonte: BluHOME.IT
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